{"id":69174,"date":"2021-12-14T11:11:54","date_gmt":"2021-12-14T10:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69174"},"modified":"2021-12-14T11:11:54","modified_gmt":"2021-12-14T10:11:54","slug":"la-crisi-energetica-e-il-problema-dellintermittenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69174","title":{"rendered":"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (<span class=\"span-info\">Fabrizio Russo<\/span>)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/13452566-25a4-11ec-aa7c-3e593fdb94d2-fotohome0.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/13452566-25a4-11ec-aa7c-3e593fdb94d2-fotohome0.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019economia mondiale, oggi pi\u00f9 che mai, ha bisogno di stabilit\u00e0, intesa come continuit\u00e0. Le persone hanno bisogno di cibo ogni giorno e di un posto dove vivere e riposare ogni sera. I loro bambini hanno bisogno di una situazione familiare stabile su cui poter contare. Dal 1950 al 1969, la rapida crescita di disponibilit\u00e0 di energia di ogni tipo poteva garantire stabilit\u00e0 al sistema economico globale con discreta facilit\u00e0. Poi, sono arrivati gli anni \u201970: con l\u2019aumento \u2013 marcato e relativamente improvviso \u2013 dei prezzi di carburanti ed energia, il sistema \u00e8 entrato in crisi. Con le prime spinte destabilizzanti \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 difficile sostenere i costi di lungo termine, impliciti nel funzionamento dell\u2019economia globale. Si \u00e8 aperta quindi la questione di come risolvere il problema. La soluzione scelta? \u201c<em>Kicking the can<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sotto la guida di Margaret Thatcher, Primo Ministro U.K. dal 1979, e Ronald Reagan, Presidente USA dal 1981, il debito \u00e8 divenuto sempre di pi\u00f9 lo strumento utilizzato per \u201cfinanziare\u201d \u2013 o meglio \u201crimandare al futuro\u201d \u2013 quei costi di lungo termine. Si \u00e8 inoltre incoraggiata la concorrenza, con forti liberalizzazioni e riduzioni dei prezzi in molti settori. Insomma, \u00e8 iniziato un percorso verso una maggiore complessit\u00e0, ma minore stabilit\u00e0, dell\u2019economia globale che, infatti, \u00e8 oggi popolata da sempre meno ridondanza in grado di fornire stabilit\u00e0 (la stabilit\u00e0 di un sistema \u00e8 garantita proprio dalla presenza di ridondanze, o \u201cbuffer\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il picco dei prezzi dell\u2019energia che stiamo sperimentando \u00e8, per\u00f2, il segnale di qualcosa che \u00e8 andato storto lungo il percorso. Sembra infatti che la tendenza alla complessit\u00e0 dell\u2019economia globale sia andata troppo oltre: i modelli di sviluppo delle politiche energetiche non sono stati in grado di cogliere i rischi e le problematiche dell\u2019intermittenza. L\u2019elettricit\u00e0 \u201cintermittente\u201d da fonti rinnovabili (eolica, idrica e solare) \u00e8 stata \u201cvenduta\u201d come una \u201cperfetta\u201d alternativa alle fonti fossili. Un\u2019utilit\u00e0 ben superiore a quella effettivamente dimostrata dai fatti che ha generato profonda confusione: molti decisori politici, poco scrupolosi circa i costi della transizione green, hanno \u201cgi\u00e0 contribuito\u201d ad impostare politiche di transizione che, come in larga parte dimostrato dai risultati del COP26 di Glasgow, fanno acqua da tutte le parti. C\u2019\u00e8 il rischio, in un futuro prossimo venturo, di un collasso economico diffuso. Per un\u2019ipotesi cos\u00ec estrema \u00e8 opportuno articolare i passaggi logici fondamentali del ragionamento per punti:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" type=\"a\">\n<li><strong>Con fonti d\u2019energia ampie e a basso prezzo \u00e8 facile far crescere l\u2019economia.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019approvvigionamento energetico dell\u2019economia globale \u00e8 analogo alla necessit\u00e0 di cibo che garantisce il \u201ccorretto funzionamento\u201d degli esseri umani. Come un essere umano non vive con un solo tipo di cibo, l\u2019economia non funziona con un solo tipo di energia ma utilizza, invece, un \u201cportafoglio\u201d diversificato: il lavoro umano, l\u2019energia diretta della luce solare, la combustione di vari tipi di combustibili, tra cui biomassa e <strong>combustibili fossili<\/strong> (d\u2019ora in poi \u201cc.f.\u201d). Quando i prezzi dell\u2019energia iniziano a crescere lo status quo, come accaduto, non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile: la quota di risorse non destinate a produrre\/pagare i costi energetici si contrae. In assenza d\u2019espedienti per nascondere\/rinviare il problema \u2013 leggi maggior debito complessivo \u2013 i cittadini sono costretti a ridurre i consumi non essenziali, tendendo quindi a spingere l\u2019economia in recessione.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>Quando la disponibilit\u00e0\/fornitura d\u2019energia diviene limitata, i suoi prezzi tendono ad aumentare.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Al manifestarsi dei primi picchi di prezzo, l\u2019aggiunta di \u201ccomplessit\u00e0\u201d consente all\u2019economia di sopportare i costi energetici pi\u00f9 elevati. Ci sono infatti molti modi per aggirare, temporaneamente, il problema: veicoli (ad es. automobili), fabbriche ed edifici pi\u00f9 efficienti; combustibili nucleari o rinnovabili; utilizzo del debito per trasferire i maggiori costi ad acquirenti \u201cfuturi\u201d di prodotti energetici; maggiore concorrenza nella produzione e distribuzione elettrica; tariffe (elettricit\u00e0) che portano i prezzi al costo marginale di produzione, senza ripagare tutti i costi di produzione e distribuzione; stimolare l\u2019economia, aumentando la disponibilit\u00e0 del debito e abbassando i tassi di interesse, ed altri <em>escamotage<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti tendono per\u00f2 a rendere il sistema economico meno resiliente anche se, almeno temporaneamente, trasferiscono una quota dei costi energetici pi\u00f9 elevati ai cittadini futuri, alleviando il carico che grava sulle spalle di quelli attuali. L\u2019economia pu\u00f2 sopportare, \u201ctemporaneamente\u201d, un prezzo pi\u00f9 elevato dell\u2019energia al prezzo di divenire pi\u00f9 fragile ed \u201cincline\u201d al fallimento.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>L\u2019aumento di complessit\u00e0 ha dei limiti e sono questi che fanno fallire i sistemi economici, come succede a qualsiasi altro sistema complesso.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sottolinea Joseph Tainter, in \u201c<em>The Collapse of Complex Societies<\/em>\u201d, maggiore complessit\u00e0 in un sistema produce rendimenti decrescenti. Si parte, ad esempio, dal risparmio di carburante per veicoli perch\u00e9 \u00e8 la strada meno costosa e complessa. La complessit\u00e0 tende poi a determinare un\u2019estrema disparit\u00e0 salariale: il top della gerarchia produttiva ottiene un compenso sempre pi\u00f9 sproporzionato in rapporto ai salari base. Nascono cos\u00ec, quasi \u201cnaturalmente\u201d, molti dei problemi che stiamo vivendo: potenziali lavoratori non vogliono candidarsi per un lavoro, anche quando i posti di lavoro sembrano disponibili. I cittadini diventano infelici e ribelli. Ugo Bardi ha proposto il grafico in Fig.1 per schematizzare una situazione del genere:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5093 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1.jpg\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"539\" height=\"348\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1.jpg 539w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-300x194.jpg 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 1. Il precipizio di Seneca (Ugo Bardi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un profilo evolutivo che approssima bene le modalit\u00e0 di sviluppo cicliche osservate da Turchin e Nefedov nell\u2019analisi del crollo di diverse civilt\u00e0 antiche, descritte dal loro libro \u201c<em>Secular Cycles\u201d<\/em>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>Dal 1981 la quantit\u00e0 di complessit\u00e0 (base monetaria\/credito) aggiunta all\u2019economia globale \u00e8 stata crescente, per compensare la levitazione dei prezzi dell\u2019energia fossile.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">I prezzi delle materie prime, compreso il greggio, tendono ad essere volatili: potenzialit\u00e0 di stoccaggio molto limitate, rispetto alle grandi quantit\u00e0 utilizzate giornalmente, richiedono un equilibrio stretto tra offerta e domanda, altrimenti i prezzi aumentano o diminuiscono in misura marcata. Il greggio \u00e8 la principale fonte di energia fossile per l\u2019economia mondiale: se il prezzo del petrolio aumenta i prezzi, dal cibo a molti metalli, tende a salire, un pieno di benzina diventa pi\u00f9 caro.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5094 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"954\" height=\"587\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2.png 954w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-300x185.png 300w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-768x473.png 768w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2.png\" data-sizes=\"(max-width: 954px) 100vw, 954px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 2. Prezzi del petrolio equivalenti al Brent in dollari USA al 2020 (Fonte: British Petroleum).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima che la tendenza all\u2019esaurimento dei giacimenti portasse a costi di estrazione pi\u00f9 elevati, i prezzi del petrolio erano stabili e bassi (Figura 2). Materializzatesi le prospettive d\u2019esaurimento a m\/l termine, hanno imboccato un trend crescente. Non \u00e8 per\u00f2 solo una questione di disponibilit\u00e0 fisica: osservando graficamente i punti di svolta nell\u2019andamento dei corsi, appare evidente l\u2019influenza rilevante dei fattori finanziari. In grado di portare i prezzi su livelli che non hanno alcun legame con il costo sottostante di produzione. Le variazioni dei prezzi pi\u00f9 rilevanti coincidono con le misure espansive\/restrittive delle banche centrali nel governo di credito e moneta (vedi la Fig. 3):<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5095 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/3.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"631\" height=\"393\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/3.png 631w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/3-300x187.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/3.png\" data-sizes=\"(max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 3. Prezzi mensili del petrolio Brent ed inizio e fine del Quantitative Easing negli USA. Il successivo Quantitative Easing non ha riportato i prezzi del petrolio ai max precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La partenza del QE1 nel 2009 ha coinciso con l\u2019inizio di un vistoso aumento dei prezzi del greggio mentre la scadenza del QE3 sembra coincidere con la fine di tale trend. Insomma, mentre i prezzi del greggio hanno un debole legame diretto con il costo d\u2019estrazione, sono invece strettamente correlati alla quantit\u00e0 di moneta (alias \u201ccomplessit\u00e0\u201d) iniettata nel sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la crisi del 1973-1974, molti pensavano che il mondo fosse a corto di petrolio, le quantit\u00e0 estratte stavano invece aumentando. Dal 2005 al 2008 \u00e8 di nuovo forte, e immotivata, preoccupazione per la carenza di greggio. Quando, nel 2014, i prezzi del greggio sono caduti la narrazione prevalente \u00e8 improvvisamente cambiata: \u201cC\u2019\u00e8 abbondanza di petrolio, il vero grande problema mondiale \u00e8 il cambiamento climatico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 non era cambiato assolutamente nulla nel trend: dal 2007 al 2019 lo <em>shale oil<\/em> USA ha solo impresso un breve slancio all\u2019offerta complessiva. E\u2019 per\u00f2 stata una ripresa non redditizia \u2013 anche se \u201cben finanziata\u201d dalle banche d\u2019investimento \u2013 per i produttori, specie dopo il citato calo del 2014 (fig. 2 e 3) e quelli hanno investito poco in nuovi impianti d\u2019estrazione. Esauriti i giacimenti pi\u00f9 produttivi, visto il basso livello di investimenti la produzione di <em>shale oil<\/em> continua a calare.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5096 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4-1024x631.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"1024\" height=\"631\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4-1024x631.png 1024w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4-300x185.png 300w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4-768x473.png 768w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4.png 1189w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4-1024x631.png\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 4. Produzione statunitense di petrolio greggio e condensato per i 48 stati, l\u2019Alaska e per i bacini di scisto, sulla base dei dati della US EIA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 l\u2019offerta sul mercato di petrolio, carbone e gas naturale \u00e8 limitata solo se non si pu\u00f2 aggiungere ulteriore complessit\u00e0 (maggiore moneta\/credito) per mantenere i prezzi di vendita su livelli: a) sufficienti a coprire al margine i costi totali di produzione (comprese imposte e tasse), permettendo di investire in capacit\u00e0; b) abbastanza bassi affinch\u00e9 i consumatori mantengano un adeguato livello di consumo di combustibile (specie quelli con salari molto bassi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 2014 le \u201cmanipolazioni finanziarie\u201d non sono per\u00f2 pi\u00f9 riuscite a sostenere i prezzi e molti produttori sono falliti. Non solo: la produzione dell\u2019elettricit\u00e0 con fonti alternative (dall\u2019eolico al solare) a prezzi bassi sta facendo fallire anche i produttori con impianti ad energia nucleare. Lo <em>shale oil<\/em> ha bisogno di un prezzo di circa 120 dollari al barile, o pi\u00f9, per coprire tutti i costi e l\u2019OPEC \u2013 e le sue derivazioni \u2013 non aumenter\u00e0 di molto la produzione, visto che anche i suoi membri necessitano di prezzi molto pi\u00f9 alti per coprire tutti i costi.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>I modelli degli \u201cesperti\u201d non colgono importanti aspetti della realt\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">A fine 2014, caduti i prezzi del greggio, la convinzione era che ci fossero quantit\u00e0 di c.f. da estrarre ancora illimitate e che il principale problema fosse invece il cambiamento climatico. Si dichiarava infatti, diffusamente nel mondo, un alto livello di riserve accertate di c.f.. Convinzione infondata! Nel 2020, quando il consumo di c.f. \u00e8 crollato, l\u2019incidenza delle riserve sulla produzione annuale \u2013 pur congiunturalmente elevata \u2013 appariva contenuta:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5097 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"564\" height=\"333\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5.png 564w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5-300x177.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5.png\" data-sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 5. Rapporto tra produzione 2020 dichiarata e riserve accertate dichiarate al 31 dicembre 2020 (numero di anni prima dell\u2019esaurimento). Fonte: Revisione statistica dell\u2019energia mondiale 2021, British Petroleum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le stime di geologi e produttori di c.f., pur essendo le migliori possibili, sono approssimative \u2013 non un dato certo \u2013 e hanno, in realt\u00e0, sovrastimato la quantit\u00e0 ancora da estrarre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fronte di bassi ritorni degli investimenti in combustibili tradizionali, <strong>e con la prospettiva di un loro abbandono<\/strong>, molti produttori hanno investito massicciamente in rinnovabili. I profitti delle rinnovabili sono per\u00f2 in gran parte risultato del vantaggio competitivo del \u201cprimo arrivato\u201d. Distribuendo energia elettrica da rinnovabili, hanno portato i prezzi all\u2019ingrosso dell\u2019energia elettrica tradizionale su livelli troppo bassi rispetto al break-even di molti altri produttori, dotati solo di fonti fossili, che sono falliti. Purtroppo la produzione di questi ultimi \u00e8 necessaria per soddisfare adeguatamente la domanda e qui entra in scena, prepotentemente, il problema dell\u2019intermittenza delle rinnovabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti non sono consapevoli dell\u2019esiguit\u00e0 dell\u2019apporto dato dalle energie rinnovabili all\u2019offerta globale complessiva: nel 2020, l\u2019eolico e il solare insieme hanno rappresentato solo il 5% della provvista energetica mondiale, l\u2019idroelettrico il 7%. L\u2019economia mondiale non pu\u00f2 funzionare con il 12% (o forse il 20%, se sono incluse altre fonti alternative) del suo attuale fabbisogno energetico, non pi\u00f9 di quanto il corpo di una persona possa funzionare con il 12% o il 20% dell\u2019apporto calorico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia ha indotto, per diverse vie, una caduta nella domanda di petrolio e derivati. La figura 6 mostra la contrazione del consumo di petrolio, carbone e gas naturale. I loro prezzi sono caduti (vedi fig. 2) ma il costo di produzione non \u00e8 diminuito e molti produttori si sono trovati in condizioni finanziarie peggiori di prima. Alcuni hanno cessato l\u2019attivit\u00e0 e molti dei sopravvissuti non hanno risorse per investire adeguatamente in nuovi giacimenti, indispensabili per un eventuale aumento improvviso d\u2019offerta. E\u2019 praticamente impossibile aumentare la produzione di c.f. in tempi brevi: serve un \u201clead time\u201d di diversi anni, posto che si trovi una strada per finanziare tali maggiori investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vero quesito \u00e8 quindi: \u201cQuanta complessit\u00e0 pu\u00f2 sopportare l\u2019economia globale prima che diventi troppo fragile per gestire uno shock come uno stop temporaneo causa pandemia?\u201d Non \u00e8 la quantit\u00e0 di c.f. nel terreno che conta: sono gli effetti collaterali dell\u2019alto livello di complessit\u00e0 sull\u2019economia che hanno un ruolo chiave.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>Di fatto ogni cosa animata che cresce, ha bisogno di vincere la battaglia contro l\u2019intermittenza.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Come accennato, gli esseri umani hanno bisogno di mangiare regolarmente. I cacciatori-raccoglitori risolvevano il problema dell\u2019intermittenza dei raccolti spostandosi dove c\u2019era il cibo. Aprendo l\u2019angolo di osservazione possiamo trovare l\u2019adattamento all\u2019intermittenza in tutto il regno vegetale ed animale: alcuni uccelli migrano, gli orsi vanno in letargo, gli alberi decidui perdono le foglie ogni autunno e le riproducono a primavera. La stessa disponibilit\u00e0 di tutte le nostre risorse energetiche \u00e8 intermittente: i pozzi petroliferi si esauriscono, quindi \u00e8 necessario perforarne di nuovi; la biomassa bruciata come carburante deve crescere prima di essere tagliata (o di cadere); l\u2019energia solare \u00e8 disponibile solo fino a quando una nuvola non si mette davanti al sole: in inverno l\u2019energia solare \u00e8 discontinua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019unico sistema di tariffazione in grado di dare continuit\u00e0 alla fornitura di energia, generando funding (mezzi propri o di terzi) sufficiente per assicurare nel tempo l\u2019estrazione(investimenti), \u00e8 quello che soddisfa tutte le esigenze della catena di produzione e trasporto sino all\u2019utente, partendo dalla necessit\u00e0 di superare l\u2019intermittenza. Servono quindi, anche buone strade e buone scuole per gli aspiranti lavoratori alla produzione energetica. Eventuali costi associati all\u2019inquinamento vanno inclusi nel prezzo. La maggiore offerta richiesta \u00e8 zavorrata\u201d oggi dai precedenti lunghi periodi di prezzi artificialmente compressi (per erogare la quantit\u00e0 di energia necessaria ad un\u2019economia sovra-stimolata dalle politiche monetarie espansive). La perfetta efficienza del mercato funziona solo nei testi accademici: nella realt\u00e0 porta a blackout ed insufficienti riserve di gas naturale per l\u2019inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La complessit\u00e0 \u00e8 andata troppo oltre. La pandemia ha spinto consumo e prezzi dei c.f. sotto i costi di produzione. Via via che l\u2019economia riapre, i prezzi aumentano velocemente per carenza di capacit\u00e0 produttiva (oltre a carbon tax). Ora \u00e8 improbabile che si attivi l\u2019aumento necessario di produzione: \u00e8 invece pi\u00f9 probabile che arrivi la recessione. I fornitori di c.f. non hanno prezzi sufficientemente elevati e garantiti a l\/termine ed occorrono diversi anni per aumentare la produzione quanto necessario. L\u2019economia globale si dirige, quindi, verso la scogliera di Seneca (Fig. 1) e i danni potrebbero essere assai seri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il debito globale elevato, \u00e8 una delle parti pi\u00f9 vulnerabili del sistema: \u00e8 una promessa di beni o servizi futuri che conta sull\u2019energia prodotta in futuro. Se l\u2019energia \u201cfutura\u201d non \u00e8 disponibile in misura adeguata, beni e servizi promessi non saranno adeguatamente disponibili. I governi possono cercare di nascondere questo problema con nuovo debito, ma non possono risolvere il problema di beni e servizi che saranno \u201cmancanti\u201d. Pure i sistemi pensionistici di ogni tipo sono vulnerabili: se vengono prodotti meno beni e servizi, essi dovranno essere ripartiti diversamente. I paesi importatori di c.f. sono quelli pi\u00f9 colpiti dai picchi di prezzo: i paesi esportatori hanno infatti la possibilit\u00e0 di ridurre la quantit\u00e0 esportabile, se l\u2019offerta totale \u00e8 insufficiente.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5098 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6-1024x623.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"1024\" height=\"623\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6-1024x623.png 1024w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6-300x183.png 300w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6-768x467.png 768w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6.png 1218w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/6-1024x623.png\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 8: Consumo e produzione totale di energia in Europa (\u201c<em>2021 Statistical Review of World Energy\u201d, BP)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Europa, la produzione combinata di idroelettrico, eolico, solare e biocarburanti (fig. 9) rappresenta per\u00f2 solo il 19% del consumo totale di energia in Europa (fig. 8): l\u2019Europa non pu\u00f2 quindi funzionare solo con l\u2019apporto supplementare delle energie rinnovabili, anche sul lungo termine. Per colmare il divario tra consumo e produzione, dipende in misura elevata dalle importazioni dall\u2019estero. Gli economisti europei mainstream avrebbero dovuto dirlo ai cittadini: \u201cNon c\u2019\u00e8 modo di cavarsela usando le sole rinnovabili per molti, molti anni. Trattate con ogni attenzione i paesi dai cui importiamo c.f.. Firmate contratti a lungo termine con loro. Se vogliono usare un nuovo gasdotto, non sollevate obiezioni!! Il nostro potere contrattuale \u00e8 molto basso!!\u201d<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5099 lazyloaded\" title=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7.png\" alt=\"La crisi energetica e il problema dell\u2019intermittenza\" width=\"633\" height=\"382\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7.png 633w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7-300x181.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7.png\" data-sizes=\"(max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Fig. 9. Produzione di energia in Europa per combustibile (Dati revisione statistica 2021 di BP su energia mondiale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, i medesimi hanno preso in carico la missione di salvare il pianeta dalla CO2: idea giusta e sacrosanta, in teoria. In pratica la triste verit\u00e0 \u00e8 che, se l\u2019Europa non compete per le importazioni di energia, lascia agli esportatori pi\u00f9 c.f. da vendere ad altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina, oggi il pi\u00f9 grande consumatore globale di energia, e il maggiore importatore mondiale di c.f. ed ha gi\u00e0 registrato una carenza di energia elettrica che corrisponde, ancora, a continui blackout. Essa \u00e8, ovviamente, uno dei principali esportatori di merci verso il resto del mondo: se ha grossi problemi energetici, il resto del mondo non potr\u00e0 pi\u00f9 contare sul quell\u2019export e ci\u00f2 potrebbe essere un grosso guaio. Il problema di fondo \u00e8 che, probabilmente, abbiamo raggiunto i limiti nell\u2019estrazione di c.f. in modo praticamente contemporaneo. I limiti sono limiti di complessit\u00e0 e le rinnovabili disponibili oggi non sono in grado di salvarci, checch\u00e9 dicano i modelli. Temo che rischiamo di assistere, nei prossimi anni, al collasso di un\u2019economia mondiale eccessivamente interconnessa ed eccessivamente stimolata. Sarebbe il caso di iniziare ad attrezzarsi per affrontare il problema e le sfide che porter\u00e0: forse, il Trattato del Quirinale \u00e8 uno dei primi passi \u201cdi emergenza\u201d intrapresi dal nostro Paese (con un occhio alla Libia ed al Nord-Africa).<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/12\/14\/la-crisi-energetica-e-il-problema-dellintermittenza\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/12\/14\/la-crisi-energetica-e-il-problema-dellintermittenza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Fabrizio Russo) L\u2019economia mondiale, oggi pi\u00f9 che mai, ha bisogno di stabilit\u00e0, intesa come continuit\u00e0. Le persone hanno bisogno di cibo ogni giorno e di un posto dove vivere e riposare ogni sera. I loro bambini hanno bisogno di una situazione familiare stabile su cui poter contare. Dal 1950 al 1969, la rapida crescita di disponibilit\u00e0 di energia di ogni tipo poteva garantire stabilit\u00e0 al sistema economico globale con discreta facilit\u00e0. Poi,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hZI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69174"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69174"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69175,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69174\/revisions\/69175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}