{"id":69209,"date":"2021-12-16T11:00:08","date_gmt":"2021-12-16T10:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69209"},"modified":"2021-12-15T14:00:28","modified_gmt":"2021-12-15T13:00:28","slug":"putin-e-lunita-storia-di-russi-e-ucraini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69209","title":{"rendered":"Putin e &#8220;l&#8217;unit\u00e0 storia di Russi e Ucraini&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-69210\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/131221-Putin-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/131221-Putin-300x185.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/131221-Putin.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u201c\u2026 questa terra \u00e8 russa, russa, russa.\u201d (Vitaly Shulgin)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste parole sono pronunciate da Vitaly Shulgin nell\u2019editoriale del primo numero del Kievlianin, giornale ultraconservatore, panrusso e nazionalista, della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. Tali parole ci permettono di avvicinarci ad uno dei fattori decisivi per comprendere la percezione russa del proprio mondo, quando essa si rivolge all\u2019Ucraina. Parole tanto pi\u00f9 importanti perch\u00e9 evidentemente parte del bagaglio culturale che \u00e8 apparso in un articolo del 12 luglio di quest\u2019anno sul sito ufficiale del Cremlino, intitolato Sull\u2019unit\u00e0 storica di russi e ucraini. L\u2019autore \u00e8 niente meno che Vladimir Putin (o il suo ghostwriter), presidente della Federazione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pezzo \u00e8 estremamente interessante, ma ovviamente in geopolitica non va commesso l\u2019errore di credere che sia un articolo scientifico, quasi che Putin voglia farci conoscere qualcosa, informarci. \u00c8 invece, come ogni questione di potenza, un testo \u201cgeopolitico\u201d, ovvero pedagogico (e propagandistico), non ci dice cosa l\u2019autore conosce, o cosa il popolo russo conosce, ma cosa crede e deve credere, \u00e8 pedagogia, pensiero strategico, \u00e8 pensiero geopolitico della storia. \u00c8 una percezione della propria potenza (e impotenza), dunque tutto tranne che accademico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel leggere perci\u00f2 la rievocazione delle dinamiche storiche ivi delineate da Putin, che hanno portato alla differenziazione di russi e ucraini, si deve cogliere non ci\u00f2 che \u00e8 vero (o meno), ma ci\u00f2 che \u00e8 funzionale al progetto russo, alla traiettoria che sta seguendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qual \u00e8 dunque il cuore del pensiero geopolitico del testo? L\u2019identit\u00e0 ucraina non esiste. Punto. Esiste al massimo una declinazione della russit\u00e0, che \u00e8 appunto la vera traduzione di ucraino, cio\u00e8 piccolo-russo. Seconda osservazione da fare, Putin non parla mai solo di ucraini, ma di russi, ucraini e bielorussi. Perch\u00e9 appunto sono la stessa cosa, una stessa identit\u00e0. Questo inoltre \u00e8 molto utile per capire come non sia possibile analizzare ci\u00f2 che i russi fanno in Ucraina senza legare vicendevolmente queste azioni a quelle rivolte alla Bielorussia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019artico al Mar Nero \u00e8 un\u2019unica patria con un unico confine, quello del mondo russo, della grande nazione russa. La storia a questo punto viene piegata per dimostrare la tesi. La Rus\u2019 di Kiev, l\u2019ormai mitica progenitrice della Russia, diventa, nell\u2019articolo, non solo il primo stato slavo orientale compiuto della storia, ma anche compatto dal punto di vista etnico e religioso, racchiudente l\u2019unit\u00e0 \u201cinnocente\u201d, ovvero non divisa, di russi, ucraini e bielorussi. Era di fatto uno stato gi\u00e0 proto-russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019unit\u00e0 originaria \u00e8 stata colpevolmente separata. Qui si entra nella sostanza della percezione geopolitica della storia da parte russo-putiniana. La divisione \u00e8 frutto di un&#8217;opera avversaria, di rivalit\u00e0 strategica. La Polonia prima, poi l\u2019Austria-Ungheria hanno fatto leva sulle divisioni nazionali, ed infine il nemico peggiore, quello interno, come tale in un certo senso traditore, i bolscevichi, nella loro forma leninista (pi\u00f9 che stalinista), hanno assecondato lo sviluppo delle nazionalit\u00e0 dentro il campo post-zarista e poi sovietico, ma un impero o performa il dominio, o asseconda le nazionalit\u00e0\u2026 e perde il dominio. Questa la tesi putiniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dallo scritto si pu\u00f2 dedurre anche altro, che \u00e8 in contraddizione con la tesi appena citata, ma lo \u00e8 solo se si guarda, come suddetto, alla logica accademica e non a quella pedagogica. La politica \u201cnazionale\u201d ha permesso di inglobare terre russe nello stato ucraino. In realt\u00e0 si potrebbe sostenere che, se gli ucraini sono russi, i russi sono ucraini e se la terra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ucraina \u00e8 russa, la terra russa \u00e8 ucraina, ma Putin differenzia tra stato e terra. Dice \u201cterra russa\u201d ceduta allo stato ucraino, si riferisce a Crimea, Donbass, ma anche Bucovina e Transcarpazia. Ovviamente tali cessioni hanno potuto funzionare solo in assenza di un vero stato ucraino, dunque se esso fosse rimasto in fondo, divisione amministrativa. Repubblica sovietica di Ucraina, ma sostanza imperiale russa. Introducendo inoltre nell\u2019immaginata ideale patria russa regioni ai confini occidentali dell\u2019attuale Ucraina (Bucovina e Transcarpazia) il presidente russo conferma l\u2019approccio strategico, perch\u00e9 di fatto sarebbero russe terre agli opposti confini occidentali e orientali dell\u2019Ucraina, sottintendendo che, se sono russi i perimetri di quel Paese, lo \u00e8 anche il Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente fa anche strategia, con quelle terre tenaglia idealmente anche da ovest l\u2019Ucraina, che ambisce di andare fuori dallo spazio russo, la chiude spiritualmente a chiave, non potendo pi\u00f9 ora girare la chiave materiale, geografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Transnistria, staterello a \u201ctutela\u201d russa, in fondo serve anche a mantenere russo e assediato il confine dell\u2019occidente ucraino e a fare da porta ovest effettiva del mondo russo, essendo Bucovina e Transcarpazia definitivamente perse, ma appunto la Transnistria puntella a sud la nuova cortina di ferro, fa da spina avanzata della difesa russa e circonda da occidente l\u2019eventuale scivolamento definitivo ucraino verso la NATO (per ora l\u2019Ucraina si \u00e8 \u201cfermata\u201d ad essere solamente vicina all\u2019Occidente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Citando \u201ccoloro che hanno diviso i russi\u201d di fatto Putin divide tra fedeli alla patria e infedeli, ovvero traditori. L\u2019esempio dei bolscevichi legittima e supporta l\u2019esistenza di traditori interni. Insinuazione utile a distinguere poi tra popolo ucraino\/russo e la sua dirigenza, che sarebbe la vera traditrice, facente il gioco delle potenze avversarie e che non solo non porta benessere al proprio popolo, ma che lo spinge anche al tradimento. Cos\u00ec facendo il presidente implementa una\u00a0<em>captatio benevolentiae<\/em>\u00a0verso l\u2019intera popolazione ucraina, russofoni e ucraini in senso stretto, cercando di slegarla da una classe politica di traditori, piccola e fuori dal cuore della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa distinzione \u00e8 funzionale ad allargare enormemente il campo del possibile eventuale intervento (immaginato come soccorso) russo in Ucraina. Esso servirebbe non solo a difendere i russofoni, ancora grandemente presenti nel Paese, al di l\u00e0 della Crimea ormai annessa e del Donbass disputato, ma di fatto gi\u00e0 russo, ma a difendere tutti gli ucraini. L\u2019intero popolo ucraino \u00e8 pretestuosamente immaginato russo, russofono o filorusso, schiacciato e ingannato da un\u2019oligarchia di traditori. Questi traditori, lascia intendere lo \u201czar\u201d, vogliono portare in dote all\u2019Occidente la terra russa dell\u2019Ucraina e il popolo russo dell\u2019Ucraina. Il tradimento diventa furto e pegno di baratto. Con ci\u00f2 si creano tutti i presupposti per un pretesto di intervento, pur non volendo (va sottolineato) ancora usare definitivamente tale pretesto. Ovvero c\u2019\u00e8 un popolo piccolo russo (ucraino) bisognoso di aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aiuto da cosa? Con maggiore o minore frequenza, a seconda dell\u2019intensit\u00e0 della crisi che Mosca sa abilmente innescare, la Russia parla di un futuro attacco ucraino contro i russofoni dell\u2019est del Paese, addirittura paventando il rischio di una Sebrenica ucraina (cio\u00e8 russa). Sono accuse per ora non dimostrate, ma appunto, la strategia non riguarda la verit\u00e0, ma le condizioni di potenza. La propaganda \u00e8 la potenza della parola, le accuse sono le sue munizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A cercare di rafforzare la futura legittimit\u00e0 di un eventuale intervento c\u2019\u00e8 anche la carta dei passaporti. La Russia ha finora concesso il passaporto russo a circa 650 mila cittadini ucraini del Donbass. Come potrebbe non intervenire in difesa di cittadini ormai russi, l\u00ec assediati? Queste mosse, se da un lato preparano un contesto sia retorico che materiale per legittimare un eventuale uso della forza, non sono per\u00f2 sufficienti a fare previsioni scientifiche su un intervento militare nel breve-medio periodo. Si pu\u00f2 solo far notare che Putin verso la fine dell\u2019articolo parla di comunit\u00e0 nazionali di fatto (ora) distinte, ma non distinte identitariamente, solo di fatto appunto. Lascia intravedere inoltre, come estremo confine difensivo, che quand\u2019anche le comunit\u00e0 fossero realmente, ormai, diverse, prenderne atto non vuol dire\u00a0<em>ipso facto<\/em>\u00a0accettare i confini attuali per quello che sono&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo articolo riguarda il\u00a0<em>soft power<\/em>, la definizione geopolitica dell\u2019elemento russo, che come tale viene esteso a quello ucraino (e ovviamente bielorusso), ma va precisato che strategicamente il fattore spirituale della potenza vale appunto se \u00e8 funzionale alla potenza effettiva. Lo spazio ucraino servirebbe alla Russia anche se non fosse abitato da russi. Rivendicare gli ucraini alla storia identitaria russa serve ad aiutare questo obiettivo. Cos\u00ec come gi\u00e0 avvenuto in Crimea, necessaria alla difesa russa a prescindere che ci fosse la minoranza tatara, a prescindere addirittura che l\u00ec ci potessero essere molti meno russofoni di quanti ce ne sono effettivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che l\u2019Ucraina appartenga realmente alla percezione identitaria dell\u2019elemento russo sicuramente conferma e rafforza la strategia. D\u00e0 sangue alla carne geopolitica. Rende emotivo, mitico, l\u2019approccio geopolitico, ma non lo crea. Per questo l\u2019articolo, preso di per s\u00e9, parlando di fattore percettivo, identitario e storico, non permette di dedurre scientificamente sulle azioni militari della Russia, ma permette di ragionare, questo s\u00ec, sul fatto che in Ucraina la Russia si gioca la difesa strategica e l\u2019identit\u00e0 storica. Ovvero sia i muscoli che il sentimento.\u00a0<strong>Urtarla in entrambi \u00e8 la vera linea rossa putiniana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I russi, definitivamente privati dell\u2019Ucraina e degli ucraini, sarebbero in fondo meno russi, la loro autocoscienza ne risentirebbe nell\u2019intimo, e questo provocherebbe, se possibile, un\u2019ulteriore acuirsi, non certo uno spegnersi, della percezione russa di un Occidente famelico, da cui difendersi.\u00a0<strong>Fino a che punto difendersi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/putin-e-lunit%C3%A0-storica-di-russi-e-ucraini\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/putin-e-lunit%C3%A0-storica-di-russi-e-ucraini<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte) \u201c\u2026 questa terra \u00e8 russa, russa, russa.\u201d (Vitaly Shulgin) Queste parole sono pronunciate da Vitaly Shulgin nell\u2019editoriale del primo numero del Kievlianin, giornale ultraconservatore, panrusso e nazionalista, della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. 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