{"id":69255,"date":"2021-12-17T12:36:35","date_gmt":"2021-12-17T11:36:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69255"},"modified":"2021-12-17T12:36:35","modified_gmt":"2021-12-17T11:36:35","slug":"la-cooperazione-civile-militare-russa-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69255","title":{"rendered":"La Cooperazione Civile-Militare russa in Siria"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Federico Prizzi)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/thumbs_b_c_fb7c2a9f986fe8cc22f6f3cbf75154af.jpg\" alt=\"thumbs_b_c_fb7c2a9f986fe8cc22f6f3cbf75154af\" \/><\/p>\n<p>Nel Febbraio del 2016 il governo russo ha costituito nella base siriana di Hmeimim, nella provincia di Latakia, il \u201cCentro per la Riconciliazione delle Opposte fazioni e il Monitoraggio della migrazione dei Rifugiati nella Repubblica Araba di Siria\u201d, meglio noto come \u201cCentro Russo per la Riconciliazione in Siria\u201d (1). Un\u2019unit\u00e0 che pu\u00f2, in qualche modo, essere assimilata alla Cooperazione Civile-Militare (CIMIC) della NATO.<\/p>\n<p>Ufficialmente vi fanno parte 50 persone suddivise in 5 cellule:<\/p>\n<ol>\n<li>Analisi e Pianificazione;<\/li>\n<li>Negoziazione;<\/li>\n<li>Cooperazione con le Organizzazioni Internazionali;<\/li>\n<li>Supporto alle Informazioni;<\/li>\n<li>Supporto Umanitario alla popolazione siriana.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La missione del Centro \u00e8 articolata su tre punti principali:<\/p>\n<ol>\n<li>Mantenere il collegamento con le autorit\u00e0 locali siriane e con i gruppi armati anti-Assad, attraverso apposite linee telefoniche e indirizzi email, al fine di negoziare la cessazione delle ostilit\u00e0;<\/li>\n<li>Fornire assistenza per la sottoscrizione di accordi per il cessate il fuoco e per la stipulazione della pace tra le parti in conflitto;<\/li>\n<li>Cooperare con le Organizzazioni Internazionali (2) per la distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione siriana nonch\u00e9 agli\u00a0<em>Internally Displaced People<\/em>\u00a0(IDP) e ai rifugiati.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149626 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Russian-military-engineers-Palmyra-TASS-.jpg\" alt=\"Russian-military-engineers Palmyra TASS\" width=\"814\" height=\"523\" \/><\/p>\n<p>Evidente, pertanto, come l\u2019attivit\u00e0 centrale di questa unit\u00e0 sia la negoziazione con i gruppi armati che combattono contro il governo di Damasco, cos\u00ec come il loro disarmo ed evacuazione dalle zone di guerra (3). Importante, inoltre, \u00e8 il supporto umanitario a favore della popolazione locale attraverso una cooperazione con le autorit\u00e0 siriane e le Organizzazioni Internazionali. Il tutto supportato da efficaci e strutturate Operazioni di Informazione (Info Ops).<\/p>\n<p>In particolare, per quanto riguarda la negoziazione, bisogna evidenziare che la scelta russa \u00e8 quella di impiegare i propri esperti \u201cCIMIC\u201d non in una mera attivit\u00e0 di\u00a0<em>liaison<\/em>, bens\u00ec in una organizzata attivit\u00e0 di\u00a0<em>Engagement<\/em>\u00a0con le milizie contrapposte. Un\u2019attivit\u00e0 dove i team russi non solamente si pongono quali mediatori tra l\u2019autorit\u00e0 siriana e l\u2019opposizione armata, ma svolgono anche un ruolo fondamentale direttamente sulla linea del fronte (4), ovvero: determinare o meno la cessazione dei combattimenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149616 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/637601761118901672.jpg\" alt=\"637601761118901672\" width=\"809\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p>Lo si desume anche dal fatto che i negoziatori russi, generalmente degli ufficiali superiori, hanno l\u2019autorit\u00e0 politica di sottoscrivere accordi con gli insorti. Accordi, ove vengono decise le modalit\u00e0 di disarmo ed evacuazione dei miliziani e delle loro famiglie, la scelta dell\u2019area di reinsediamento, la liberazione di ostaggi e prigionieri, l\u2019arrivo di aiuti umanitari e medicine, e anche la restituzione dei corpi di soldati o miliziani uccisi. Negoziazioni che spesso sono protratte per mesi, se non anni. Una autonomia decisionale elevata che \u00e8 strettamente legata a quella di monitorare sul campo il rispetto degli accordi sottoscritti.<\/p>\n<p>In questo contesto, la cooperazione umanitaria diventa prevalentemente uno strumento in supporto alla capacit\u00e0 negoziale degli operatori \u201cCIMIC\u201d russi. Il tutto, gestito attraverso una classica strategia negoziale nota come \u201c<em>Tit for Tat<\/em>\u201d, che consiste in una sorta di \u201caltruismo reciproco\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa metodologia per conseguire una riconciliazione tra le parti in conflitto, non \u00e8 stata priva di critiche. In particolare, nel 2017 Amnesty International ha pubblicato un documento di denuncia contro il governo siriano e i suoi alleati relativamente alla strategia degli assedi messa in atto per eliminare la resistenza armata al regime. Intitolato \u201c<em>We leave or we die, forced displacement under Sirya\u2019s \u2018reconciliation\u2019 agreements<\/em>\u201d, analizza gli accordi raggiunti dai negoziatori filo-governativi, tra l\u2019Agosto 2016 e il Marzo del 2017, nelle aree caratterizzate da intensi combattimenti urbani: Daraya (5), Aleppo, Al-Waer (6) e l\u2019accordo noto come delle \u201cquattro citt\u00e0\u201d (7).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149617 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/65073_000_1LO2AM_1575894152339.jpg\" alt=\"65073_000_1LO2AM_1575894152339\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta da Amnesty, tra l\u2019Aprile e il Settembre 2017, con la tecnica delle interviste a distanza (via email, telefono e online) di 134 persone tra cui giornalisti, attivisti, negoziatori, medici e cooperatori umanitari. I dati raccolti sono poi stati comparati con le immagini satellitari e i video disponibili online analizzati dal\u00a0<em>Digital Verification Corps\u00a0<\/em>(8).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la strategia d\u2019assedio (9) dei centri urbani controllati dall\u2019opposizione, bisogna dire che il Governo di Damasco l\u2019ha messa in pratica fin dal 2012. Pertanto, prima della costituzione del Centro Russo per la Riconciliazione in Siria. Tuttavia, sembrerebbe che sia stato solo a seguito della sua costituzione che gli assedi abbiano avuto una svolta operativa.<\/p>\n<p>Lo dimostra il caso della citt\u00e0 di Daraya ove la negoziazione era gestita inizialmente da ufficiali superiori della 4\u00aa Divisione con la mediazione del mufti di Damasco, prima, e con quella di una nota giornalista televisiva siriana, dopo. Negoziazione che, sebbene vedesse il pieno coinvolgimento dei comitati di cittadini e dei rappresentanti delle milizie armate assediate, non aveva sortito effetti duraturi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149618 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/220px-Center_for_reconciliation.jpg\" alt=\"220px-Center_for_reconciliation\" width=\"430\" height=\"426\" \/><\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero, che la mancanza di un accordo gener\u00f2 automaticamente un intensificarsi dei bombardamenti sulle zone assediate. \u00c8 ipotizzabile, pertanto, che il \u201cCIMIC\u201d russo abbia completamente sostituito i negoziatori governativi cercando di accreditarsi come mediatore principale tra i gruppi armati anti-Assad e le esigenze del governo siriano.<\/p>\n<p>Tuttavia, la strategia negoziale russa si inseriva comunque nella volont\u00e0 di portare allo stremo la popolazione civile al fine di creare le condizioni di una resa degli assediati.<\/p>\n<p>Arrendersi, infatti, voleva dire per i civili poter uscire dalla zona dei combattimenti, avere accesso agli aiuti umanitari ed essere spostati in aree sicure sotto il controllo delle forze di opposizione al regime. Una metodologia di guerra, ovviamente, fortemente condannata da tutta la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9 la citt\u00e0 di Daraya, oltre a rappresentare il \u201cbattesimo del fuoco\u201d per le capacit\u00e0 negoziali del Centro Russo per la Riconciliazione, \u00e8 stato il primo caso di creazione dei corridoi umanitari gestiti dagli assedianti. In particolare, i corridoi umanitari erano caratterizzati da una serie di check point fissi (10) dove il Centro allestiva dei posti di assistenza medica e di distribuzione del cibo. Il trasporto dei civili (11) e dei miliziani che si erano arresi avveniva, invece, tramite i noti \u201cbus verdi\u201d in coordinamento con la Mezzaluna Rossa Siriana.<\/p>\n<p>Prima per\u00f2 di essere inviati nelle zone di reinsediamento, i civili venivano sottoposti a uno\u00a0<em>screening<\/em>\u00a0da parte della Polizia Militare russa negli stessi check point. Infine, personale russo, tra i quali anche i\u00a0<em>contractor<\/em>\u00a0del Gruppo Wagner, garantiva la cintura di sicurezza ai corridoi umanitari gestiti dal Centro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149620 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1563095473_b39d0e500a2b4f93b72dde4211fc58e2.jpg\" alt=\"1563095473_b39d0e500a2b4f93b72dde4211fc58e2\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Questi esempi, di conseguenza, dimostrano come per Mosca il confine netto in ambito NATO tra lo HUMINT e il CIMIC, di fatto, fosse stato superato e che tale capacit\u00e0 fosse organicamente integrata anche da una cellula specializzata in\u00a0<em>Media Analysis<\/em>\u00a0e in\u00a0<em>Info Ops.\u00a0<\/em>Ci\u00f2, al fine di massimizzarne, dal punto di vista comunicativo, i risultati ottenuti dai negoziatori.<\/p>\n<p>Il principale strumento per conoscere le attivit\u00e0 del \u201cCIMIC\u201d russo \u00e8 il bollettino giornaliero redatto della Ministero della Difesa della Federazione Russa e inviato al Segretario Generale dell\u2019ONU tramite il rappresentate permanente russo presso le Nazioni Unite (12). Bollettino che, in particolare, ha il fine di informare il Segretario dell\u2019ONU sui progressi di pacificazione svolti dal gruppo di monitoraggio sul cessate il fuoco nelle zone coinvolte nei combattimenti.<\/p>\n<p>Questo gruppo di monitoraggio, costituito il 4 maggio 2017 con un apposito memorandum, \u00e8 composto da rappresentanti russi, turchi e iraniani. Tuttavia, nei bollettini vengono solamente indicate le violazioni riscontrate dagli osservatori russi e turchi, ma mai da quelli iraniani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149621 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/tigr_voennoy_policii_dara.jpg\" alt=\"tigr_voennoy_policii_dara\" width=\"827\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p>Il bollettino, scritto in lingua inglese, \u00e8 un testo molto schematico e ripetitivo ove vengono semplicemente aggiornati i dati, \u00e8 totalmente privo di un\u00a0<em>assessment<\/em>\u00a0ed \u00e8 strutturato su due voci principali:<\/p>\n<ol>\n<li>Monitoraggio del cessate il fuoco;<\/li>\n<li>Distribuzione degli aiuti umanitari alla popolazione della Repubblica Araba di Siria.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Fino al Luglio del 2019 venivano forniti anche aggiornamenti relativi la riconciliazione con le forze di opposizione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019aiuto umanitario, definito \u201c<em>Comprehensive Assistance<\/em>\u201d, non sempre \u00e8 coordinato con l\u2019ufficio delle Nazioni Unite di Damasco. Le modalit\u00e0 di distribuzione degli aiuti alla popolazione civile sotto assedio da parte dei gruppi di opposizione al regime ha visto anche l\u2019impiego degli\u00a0<em>Air drop<\/em>\u00a0tramite vettore aereo.<\/p>\n<p>Inoltre, sempre in un\u2019ottica di supporto alla popolazione civile, sono state svolte attivit\u00e0 che potremmo definire di\u00a0<em>Medical Civic Action Program\u00a0<\/em>(MEDCAP). Come dimostrato anche dall\u2019uccisione di due infermiere russe morte a seguito dei colpi di mortaio sparati dai miliziani dell\u2019ISIS contro l\u2019ospedale militare di Birobidzhan, nel Dicembre del 2016. Ospedale, nel quale si stava appunto svolgendo una MEDCAP.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, sono stati divulgati bollettini da parte del Centro Russo per la Riconciliazione in Siria dove venivano comunicati la realizzazione di progetti \u201cCIMIC\u201d quali: costruzione di case, scuole, ospedali e strade.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149623 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5-002.jpg\" alt=\"5 (002)\" width=\"812\" height=\"457\" \/><\/p>\n<p>Anche lo sminamento umanitario rientra nelle attivit\u00e0 coordinate dal Centro, come dimostrato anche dalla morte un sergente dell\u2019EOD ucciso da un cecchino nel Maggio del 2016 vicino al sito archeologico di Palmira. A questo proposito, l\u2019esercito russo ha costituito nel 2014 nella localit\u00e0 di Nakhabino un centro denominato \u201cCentro Internazionale per il Mine Action\u201d dedicato anche all\u2019impiego del proprio personale nelle missioni di\u00a0<em>Peacekeeping<\/em>.<\/p>\n<p>Il bollettino termina con un riassunto delle operazioni umanitarie condotte dal Centro ove indica le tonnellate totali di aiuti umanitari distribuiti alla popolazione siriana. Dall\u2019inizio della sua apertura al 31 agosto 2021 erano state svolte 3.013 operazioni e distribuite 5.250 tonnellate di aiuti. Con una media di circa 2 tonnellate di aiuti per operazione umanitaria (13).<\/p>\n<p>Il Centro Russo per la Riconciliazione, tuttavia, non \u00e8 il solo a svolgere attivit\u00e0 di tipo \u201cCIMIC\u201d, ad esso infatti si affianca anche la Polizia Militare russa. La MP organicamente \u00e8 a livello battaglione ed \u00e8 composta prevalentemente da ceceni fedeli al controverso leader ceceno Ramzan Kadyrov a cui poi si sono uniti anche dei volontari ingusci.<\/p>\n<p>Caratteristica in comune a questi volontari \u00e8 di essere tutti sunniti. Infatti, lo scopo dello Stato Maggiore russo in Siria \u00e8 stato quello di impiegare appunto questi combattenti nelle aree appena liberate dalle forze governative per interagire con gli oppositori al regime.<\/p>\n<p>Una precisa attivit\u00e0 di\u00a0<em>engagement<\/em>\u00a0che attribuiva alla comune confessione religiosa un fattore importante per ottenere vantaggi tattici nei combattimenti. Inoltre, gli MP ceceni sono stati impiegati per distribuire aiuti umanitari, per scortare i giornalisti stranieri, per monitorare il cessate il fuoco, per pattugliare le zone demilitarizzate nei grandi centri urbani, ma anche nelle zone cuscinetto quali il Kurdistan siriano e le alture del Golan a ridosso del confine con Israele. Ovvero, quest\u2019ultima, nella stessa zona ove, nel 2014, i caschi blu della\u00a0<em>United Nations Disengagement Observer Force<\/em>\u00a0(UNDOF) furono rapidamente sconfitti e umiliati dai miliziani dell\u2019ISIS.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149625 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/5db0517685f54023822b9985.jpg\" alt=\"5db0517685f54023822b9985\" width=\"802\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, lo stesso Kadyrov \u00e8 diventato un testimonial importante proprio sul territorio siriano attraverso attivit\u00e0 filantropiche svolte tramite la\u00a0<em>Akhmat Kadyrov Public Foundation<\/em>\u00a0come, ad esempio, la donazione di 14 milioni di dollari pe la ricostruzione della moschea degli Omayyadi di Aleppo (patrimonio dell\u2019UNESCO dal 1981). Inoltre, si \u00e8 ritagliato anche un ruolo quale mediatore tra la Russia e il mondo sunnita, tanto da essere inviato pi\u00f9 volte da Putin quale ambasciatore non ufficiale nei paesi del Golfo Persico.<\/p>\n<p>In conclusione, la nascita e l\u2019impiego del Centro Russo per la Riconciliazione deve necessariamente essere inserito nell\u2019ambito di un\u2019evoluzione della tattica militare russa relativa ai combattimenti in aree fortemente urbanizzate.<\/p>\n<p>Un approccio diverso, pertanto, dal noto \u201cmodello Grozny\u201d incentrato su una mera strategia della terra bruciata. Al contrario, in Siria l\u2019esigenza russa di avere una minima presenza di propri assetti sul terreno, e conseguentemente di perdite, ha determinato la scelta dello Stato Maggiore russo di puntare molto sulla capacit\u00e0 di\u00a0<em>engagement<\/em>\u00a0con le forze assediate fatta da specialisti del settore.<\/p>\n<p>Negoziatori, inquadrati in un\u2019unit\u00e0 che ha molte caratteristiche in comune con quelle CIMIC della NATO. Un impiego interessante che, come caso studio, offre uno spunto di riflessione sull\u2019ulteriore ruolo che gli operatori CIMIC occidentali potrebbero avere nei conflitti contemporanei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>(1) Il personale del Centro \u00e8 anche presente nelle province di Damasco, Homs, Hama e Daraa.<br \/>\n(2) Il Centro Russo per la Riconciliazione, tuttavia, non ha mai nascosto di considerare Amnesty International, M\u00e9decins Sans Fronti\u00e8res e Human Rights Watch, come organizzazioni schierate con l\u2019opposizione al regime di Assad e, pertanto, non imparziali.<br \/>\n(3) La principale differenza con il similare programma delle Nazioni Unite noto come Disarmament, Demobilization and Reintegration (DDR) \u00e8 che in quello russo non sembra prevista la fase \u201cR\u201d, cio\u00e8 di reintegrazione dei miliziani nella societ\u00e0 siriana. Probabilmente, ci\u00f2 \u00e8 determinato dal fatto che la maggior parte dei miliziani anti-Assad sono cittadini stranieri.<br \/>\n(4) La costante presenza in prima linea degli specialisti del Centro ha visto anche la perdita di propri operatori o di personale ad esso affiancatovi. Come accaduto nel 2016 durante un\u2019operazione \u201cCIMIC\u201d quando un Vehicle-Borne Improvised Explosive Devices (VBIED) si \u00e8 scagliato contro il convoglio umanitario del Centro scortato dai marines della 336\u00aa Brigata di Baltiysk, creando alcune vittime. Oppure, quando un Mi-8AMTSh \u00e8 stato abbattuto vicino ad Aleppo nell\u2019Agosto dello stesso anno.<br \/>\n(5) Citt\u00e0 di oltre centomila abitanti a sette chilometri da Damasco, \u00e8 stato uno dei primi centri delle proteste anti-Assad. Dopo quattro anni di assedio \u00e8 capitolata nel 2016.<br \/>\n(6) Zona residenziale nella parte occidentale di Homs capitolata nel 2007 con l\u2019evacuazione di 20.000 residenti.<br \/>\n(7) Le quattro citt\u00e0 sono: Foua, Kefraya, Madaya e Zabadani. Le prime due sono state poste sotto assedio nel Marzo del 2015 dalle forze di opposizione. Le ultime due da quelle governative nel Luglio dello stesso anno. Gli assedi sono terminati nell\u2019Aprile del 2017 anche grazie alla mediazione di Iran e Qatar.<br \/>\n(8) Il Digital Verification Corps (DVC) \u00e8 un network di volontari di Amnesty International specializzati nell\u2019analisi delle open sources e nella fotointerpretazione. Verosimilmente, Amnesty ha tra i suoi consulenti ex-militari con un background IMINT. Lo dimostrerebbe la capacit\u00e0 di identificare, attraverso le immagini, la tipologia del munizionamento convenzionale impiegato dalle forze governative durante i bombardamenti (A0-2.5RT, A0-2.5RTM, RBK-500), ma anche di munizionamento improvvisato (barrell bombs) o caricato con fosforo bianco o cloro.<br \/>\n(9) Le strategie d\u2019assedio impiegate dal governo in Siria avevano le stesse caratteristiche di quelle impiegate in epoca medievale. Erano incentrate sulla tattica \u201cqadm al-jasad\u201d (\u201cmordi e misura\u201d): isolamento dell\u2019area, non accesso ai generi alimentari, acqua e medicine per tempi protratti, bombardamenti continui per spezzare il morale degli assediati, avanzata graduale delle forze di terra combinati con combattimenti sotterranei per penetrare le difese avversarie.<br \/>\n(10) Nel 2019 risultava almeno un check point presso un aeroporto e uno presso un porto siriano. Le localit\u00e0, tuttavia, non sono mai state indicate nei bollettini del Centro.<br \/>\n(11) Interessante notare che nei bollettini del Centro questi civili sono indicati come IDP. Per Amnesty International, invece, data la condizione imposta dai negoziatori, soprannominata dalla stessa Amnesty: \u201cSurrende or Starve\u201d, gli stessi civili sono definiti Forced IDP.<br \/>\n(12) I bollettini sono anche reperibili presso il sito internet ReliefWeb, un portale di informazioni umanitarie fondato nel 1996 e amministrato dallo United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA).<br \/>\n(13) A questo proposito, si tenga in considerazione che generalmente il Centro Russo per la Riconciliazione utilizza camion KamAz-43114 per la distribuzione di aiuti umanitari. Camion che hanno un carico utile di 6 tonnellate. Pertanto, lo sforzo logistico del \u201cCIMIC\u201d russo durante una routinaria distribuzione di aiuti umanitari non \u00e8 nemmeno equivalente a un camion con cassone pieno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-cooperazione-civile-militare-russa-in-siria\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-cooperazione-civile-militare-russa-in-siria\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Federico Prizzi) Nel Febbraio del 2016 il governo russo ha costituito nella base siriana di Hmeimim, nella provincia di Latakia, il \u201cCentro per la Riconciliazione delle Opposte fazioni e il Monitoraggio della migrazione dei Rifugiati nella Repubblica Araba di Siria\u201d, meglio noto come \u201cCentro Russo per la Riconciliazione in Siria\u201d (1). Un\u2019unit\u00e0 che pu\u00f2, in qualche modo, essere assimilata alla Cooperazione Civile-Militare (CIMIC) della NATO. 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