{"id":69333,"date":"2021-12-21T09:30:01","date_gmt":"2021-12-21T08:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69333"},"modified":"2021-12-21T09:11:50","modified_gmt":"2021-12-21T08:11:50","slug":"a-che-cosa-serve-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69333","title":{"rendered":"A che cosa serve l\u2019Unione Europea?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Francis Lee)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(NDR &#8211; abbiamo scelto di proporre il seguente articolo perch\u00e9 offre alcuni interessanti spunti di riflessione, bench\u00e9 in alcuni passi possa risultare controverso ai pi\u00f9)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2011 ho scritto un articolo per una pubblicazione sconosciuta di nome \u201cChartist\u201d. Era intitolato: \u201cEuropa: il progetto incompiuto\u201d. Scrivevo quanto segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAl momento, il progetto della UE sembra essere bloccato nella terra di nessuno, incapace di andare avanti con l\u2019integrazione politica o di ritirarsi in un\u2019area di protezionismo del marco tedesco nordeuropea, lasciando gli Stati periferici alla tenera piet\u00e0 del capitalismo globalizzato e senza limiti. Ma in questa fase di sviluppo sembra essere rimasto un sufficiente idealismo europeo delle origini per perseverare ulteriormente con lo sforzo politico in corso\u201d. (Ibidem, pagina 19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo, si vive e si impara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Io ora credo che questo punto di vista, abbastanza giustificabile e plausibile nel momento in cui lo scrivevo, \u00e8 ora diventato difficile, se non addirittura impossibile, da sostenere. E la ragione \u00e8 esposta nella prossima frase, e cio\u00e8:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer fare questa scelta, si devono solo considerare le alternative anglo-americane (al modello europeo) e, pi\u00f9 in generale, la globalizzazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Era, comunque, basato sul tacito presupposto che il modello europeo di capitalismo fosse in qualche modo fondamentalmente diverso dal modello atlantista, un paradigma incarnato nell\u2019asse Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. Non era cos\u00ec. Col tempo si \u00e8 rivelato essere un\u2019idea fondamentalmente sbagliata. Il Regno Unito, ovviamente, \u00e8 sempre stato legato mani e piedi agli Stati Uniti in termini di politica sia estera che economica con la fine del \u201csistema della preferenza imperiale\u201d pretesa dagli Stati Unito come quid pro quo per il prestito americano negoziato da Keynes, poco prima della sua morte nel 1946. Poi ci fu l\u2019intervento americano nella crisi di Suez del 1956, che ha di fatto posto fine a una politica estera indipendente del Regno Unito. Questo attaccamento, come se fosse un cane, del Regno Unito agli imperativi americani (la cosiddetta \u201crelazione speciale\u201d) \u00e8 poi aumentato con la svolta neoliberista e la controrivoluzione Reagan-Thatcher degli anni \u201980. Vero, Il Regno Unito ha sempre avuto un maggior atteggiamento atlantista rispetto ai suoi vicini europei. Ma l\u2019Europa continentale doveva diventare affascinata dall\u2019atlantismo come il Regno Unito (e come, pi\u00f9 recentemente, quegli Stati europei ex-comunisti, che lo sono probabilmente di pi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNon \u00e8 solo il Regno Unito a essere atlantista, lo sono (e non da meno) anche gli Stati dell\u2019Europa continentale\u2026 la prova \u00e8 la posizione centrale della NATO in questa costruzione politica. Che una alleanza militare con un paese fuori dall\u2019Unione (gli Stati Uniti) sia stata integrata de facto nella costituzione europea, in termini di comune politica estera e di sicurezza, costituisce un\u2019anomalia unica nel suo genere. Per alcuni paesi europei (Polonia e Stati Baltici) la protezione della NATO, cio\u00e8 quella degli Stati Uniti contro il loro \u2018nemico russo\u2019, \u00e8 pi\u00f9 importante della loro adesione all\u2019Unione Europea\u201d (\u201cThe Implosion of Capitalism\u201d di Samir Amin, 2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa americanizzazione dell\u2019Europa, questa annessione invisibile, \u00e8 stata raggiunta con una combinazione di potere soft e poter forte, un\u2019assimilazione culturale, politica, economica e militare del vecchio mondo da parte del mondo nuovo. Dobbiamo capire che gli Stati Uniti non fanno \u201cpartnership\u201d: ogni relazione geopolitica che gli Stati Uniti stabiliscono con altri Stati \u00e8 sempre basata sul concetto \u201cIo Tarzan, tu Jane\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNe consegue che n\u00e9 l\u2019Unione Europea n\u00e9 alcuno dei suoi Stati membri hanno pi\u00f9 una politica estera indipendente. I fatti mostrano che c\u2019\u00e8 solo una singola realt\u00e0: un allineamento dietro qualsiasi cosa decida da sola Washington (forse in accordo con Londra)\u201d. (Amin, ibidem).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In maniera analoga, la politica economica europea \u00e8 allineata agli interessi americani e alle pratiche americane. Non sorprende, dato che gli Stati Uniti sono da 100 anni la forza economica dominate (sebbene ora siano in fase discendente). Hanno il controllo della riserva monetaria mondiale, che gli permette di gestire un deficit costante dei suoi conti, visto che pu\u00f2 pagare le sue importazioni semplicemente stampando la propria moneta. Gli Stati Uniti tendono anche a dominare le istituzioni multilaterali, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, avendo anche il numero pi\u00f9 alto di voti nell\u2019FMI. I politici americani usavano la loro influenza nel Fondo per perseguire gli obiettivi di politica finanziaria ed estera degli Stati Uniti. L\u2019FMI offre i prestiti pi\u00f9 alti ai paesi fortemente indebitati con le banche commerciali americane o di altri paesi. In pi\u00f9, l\u2019FMI offre prestiti pi\u00f9 alti ai Governi che sono stretti alleati degli Stati Uniti (International Politics, 2004 \u2013 41, 415\u2013429). New York \u00e8 il secondo centro finanziario al mondo (dopo Londra) con il pi\u00f9 consistente mercato di capitale liquido al mondo. In valore assoluto, gli Stati Uniti sono \u2013 almeno in termini nominali \u2013 la pi\u00f9 grande economia al mondo (sebbene, in termini di parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, l\u2019economia cinese \u00e8 oggi pi\u00f9 grande).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In aggiunta, il \u201csoft power\u201d degli Stati Uniti (e del Regno Unito), che riguarda i dipartimenti economici delle universit\u00e0, i think-tank economici, le pubblicazioni (The Wall Street Journal, Financial Times, The Economist), i circoli d\u2019affari e finanziari, il linguaggio universale del business e della diplomazia (l\u2019inglese), ha di fatto dominato e strutturato il discorso ideologico mondiale. Il \u201cconsenso di Washington\u201d, insieme alle armi letali di distruzione finanziaria di massa, cio\u00e8 le armi letali della finanziarizzazione, sono arrivati a dettare la politica e il processo decisionale politico del mondo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il progetto neoliberista e neoconservatore avrebbe incontrato delle difficolt\u00e0, come dimostrato nelle crisi gemelle che affliggono il blocco euro-atlantico: Grecia e Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grecia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inizialmente, era del tutto prevedibile che l\u2019ingresso della Grecia nell\u2019eurozona avrebbe portato dei problemi. Per potersi qualificare per l\u2019ammissione, la Grecia ha dovuto dimostrare che era conforme ai parametri di Maastricht. Le regole di Maastricht minacciano multe pesanti ai paesi membri dell\u2019euro che superano il limite del 3% sul deficit di bilancio rispetto al PIL. In pi\u00f9, il debito pubblico totale non deve superare il 60%. E\u2019 interessante notare che sia la Francia che la Germania superano i criteri di Maastricht, ma su questo c\u2019\u00e8 stato silenzio totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Greci non sono mai riusciti a rispettare il limite del 60% del debito, ma solo il tetto del 3% del deficit con l\u2019aiuto di una sfacciata operazione cosmetica del bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tranquilli, nel 2010 un po\u2019 di contabilit\u00e0 creativa \u00e8 stata fornita dalla principale (famigerata?) banca di investimenti americana Goldman Sachs. L\u2019argomento della Goldman Sachs per il magheggio finanziario \u00e8 ben noto: in questo caso, \u00e8 lo swap incrociato di valute, dove il debito governativo emesso in dollari e yen \u00e8 stato cambiato con un debito in euro per un periodo di tempo determinato e poi riconvertito nelle valute originarie in data successiva. Voil\u00e0, i conti tornavano (almeno per un certo periodo). La Goldman Sachs ha incassato una mazzetta di 15 miliardi di dollari per i suoi servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come membri dell\u2019eurozona, i Greci hanno poi accettato un credito a basso costo dalle banche dell\u2019eurozona, soprattutto francesi e tedesche. Ma ogni accordo tra debitore e creditore significa che entrambi devono comportarsi responsabilmente. La solvibilit\u00e0 del debitore deve essere valutata prima che venga concesso il prestito. Ma indagini rigorose di questo tipo non sono state effettuate: con la deregulation della finanza, tali noiose procedure sono state eliminate e le banche hanno fatto prestiti a chiunque respirasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il resto, come si dice, \u00e8 storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se, per\u00f2, questi creditori avessero saputo che i debitori non sarebbero stati in grado di ripagare i prestiti, sarebbe aumentato il \u201cdebito odioso\u201d. Succede quando il debito nazionale, contratto da un regime per finalit\u00e0 non destinate al miglior interesse della nazione, non deve essere eseguibile. Capitalismo avvoltoio \u00e8 un altro termine ugualmente sgradevole per la politica nei confronti della Grecia. I fondi avvoltoio prendono di mira aziende e\/o paesi in crisi, acquistano i loro bond e le loro azioni a prezzi stracciati e poi, quando le aziende falliscono, fanno causa al proprietario non solo per gli interessi ma anche per il capitale. La politica della Troika nei confronti della Grecia \u00e8 stata quella di prestito e pignoramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la Grecia rimane nell\u2019eurozona, continuer\u00e0 a essere dissanguata, privatizza e, alla fine, smembrata. Deve essere un esempio per impedire ad altri della periferia meridionale di farsi delle idee. E proprio come la signora Thatcher era il socio minoritario di Reagan nel plasmare l\u2019Unione Europea, la Merkel era il gendarme di Obama nelle province restie dell\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 interessante notare che una rabbiosa Victoria Nuland (di cui parleremo dopo), Sottosegretaria di Stato per gli Affari Europei e Asiatici presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, \u00e8 andata in visita ad Atene il 17 marzo 2015 e ha incontrato il Primo Ministro greco Tsipras in merito ai disordini in corso. Basti dire che era preoccupata della geopolitica e del mantenimento della Grecia nella UE e nella NATO, e non del debito. Senza dubbio lei avr\u00e0 ricordato a Tsipras che ci sarebbero state delle conseguenze se la Grecia non si fosse attenuta alla linea europea. Come Sottosegretaria per i cambi di regime nel Dipartimento di Stato, le istruzioni della temibile signora Nuland erano di minacciare o provocare un cambio di regime nei paesi che gli Stati Uniti e i loro vassalli non approvano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ucraina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precedentemente, la peripatetica signora Nuland \u00e8 stata impegnata anche in Ucraina (che non era e non \u00e8 uno Stato membro dell\u2019Unione Europea) per promuovere un cambio di regime (un processo in corso dal 2004 con la cosiddetta rivoluzione arancione) e successivamente \u00e8 stata responsabile degli eventi di Maidan, che hanno portato nel 2014 all\u2019insediamento del regime prezzolato (con 5 miliardi di dollari, secondo la signora Nuland) di stampo oligarchico-nazista, i cui leader sono stati scelti personalmente da lei e dall\u2019ambasciatore a Kiev Geoffrey Pyatt. Da allora, la generosit\u00e0 dell\u2019Fondo Monetario Internazionale ha continuato a scorrere e ha tenuto l\u2019Ucraina attaccata a una flebo di sovvenzioni dell\u2019FMI senza via di uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 stato interessante notare come il trattamento del regime di Kiev da parte dell\u2019FMI sia molto diverso da quello inflitto alla Grecia. Innanzitutto, all\u2019Ucraina \u00e8 stato accordato un pacchetto di aiuti di 40 miliardi di dollari per quattro anni; in secondo luogo, madame Lagarde ha dichiarato che \u201cin caso non si raggiunga un accordo negoziato con creditori privati e il paese stabilisca che non pu\u00f2 onorare il debito, il Fondo pu\u00f2 concedere all\u2019Ucraina dei prestiti compatibili con la politica dell\u2019FMI sui prestiti arretrati\u201d (12 giugno 2015). In altre parole, quando l\u2019Ucraina sar\u00e0 in default, l\u2019Fondo arriver\u00e0 con i contanti, in violazione della sua costituzione. L\u2019FMI non \u00e8, inoltre, neanche obbligato a fare prestiti con gli Stati che sono in guerra. Certamente, non \u00e8 un modo di agire imparziale ma, certamente, l\u2019FMI \u00e8 un ente fortemente politicizzato e di parte, ed \u00e8 un elemento fondamentale dell\u2019establishment mondiale neoliberista e neoconservatore.<br \/>\nIl 17 luglio 2015 l\u2019Ucraina ha mancato il pagamento di una cedola obbligazionaria, determinando un default di 19 miliardi di dollari di debito, mentre uno stallo con i creditori non mostra segni di diminuzione. E\u2019 stato interessante vedere che cosa \u00e8 successo alla luce della dichiarazione di madame Lagarde. (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, nella primavera del 2016, al regime di Poroshenko sono stati regalati altri 600 milioni di euro in prestito per l\u2019Ucraina. Ma, ovviamente, non \u00e8 finita l\u00ec. A partire dagli eventi di Maidan del 2014 e considerando questo prestito, l\u2019importo complessivo degli aiuti della UE all\u2019Ucraina ha raggiunto i 2,8 miliardi di euro. Questi \u201caiuti\u201d sono stati disponibili nello stesso anno: sono stati gli aiuti macro-economici pi\u00f9 consistenti mai inviati a un paese non UE. Ma non sembrava fare alcuna differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cose vanno cos\u00ec male che, nonostante la generosit\u00e0 dell\u2019FMI, l\u2019Ucraina gareggia con la Moldavia per essere il paese pi\u00f9 povero d\u2019Europa. Le Nazioni Unite prevedono che l\u2019Ucraina perder\u00e0 un quinto della sua popolazione entro il 2050.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In aggiunta, l\u2019Ucraina ha anche uno dei pi\u00f9 alti tassi di mortalit\u00e0 al mondo. Cattive condizioni di salute e un ampio abuso di alcol e droga hanno portato un aumento della mortalit\u00e0 in Ucraina. Il paese ha anche il pi\u00f9 alto tasso di mortalit\u00e0 al mondo per malattie infettive, come la tubercolosi, il che significa che un\u2019assistenza medica inadeguata ha contribuito alla crescita della mortalit\u00e0 nel paese. La pandemia di coronavirus ha solo aggravato questi problemi sanitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche il tasso di natalit\u00e0 in Ucraina \u00e8 diminuito. Secondo la Banca Mondiale, negli anni \u201990 le famiglie ucraine avevano due figli a nucleo famigliare. Le recenti difficolt\u00e0 economiche, comunque, hanno costretto le famiglie ad avere solo un figlio a nucleo famigliare. Gli effetti dell\u2019economia ucraina in crisi e del conflitto in Donbass hanno anche scoraggiato molte giovani coppie dall\u2019avere figli, cosa che ha contribuito alla diminuzione del tasso di natalit\u00e0 nel paese. Potrei andare avanti ma sarebbe indecente farlo. Diciamo solo che l\u2019ingerenza dell\u2019Unione Europea e della NATO negli affari interni di questa nazione assediata ha portato a una catastrofe economico-politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conclusioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La decisione di far arrivare l\u2019Unione Europea, insieme alla NATO, proprio ai confini con la Russia, inizialmente sotto la guida e la politica dell\u2019amministrazione Clinton, \u00e8 stato un chiaro segnale che i Governi della UE erano finiti sotto il dominio americano. Con questa svolta decisiva, il progetto Unione Europea era finito, sostituito da un progetto militare nord-atlantico sotto il comando americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia egemonica degli Stati Uniti \u2013 illustrato diffusamente sia nella dottrina di Wolfowitz sia nelle pi\u00f9 recenti enunciazioni e azioni del dominante partito americano della guerra (una coalizione di neoconservatori, falchi liberali e interventisti liberali) \u2013 \u00e8 chiaramente visibile dietro la sparizione di ci\u00f2 che una volta era il progetto europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019, comunque, del tutto possibile che, anche contro i desiderata e gli imperativi geopolitici americani, l\u2019Unione Europea possa spaccarsi internamente a causa delle tensioni tra Stati e delle incongruenze economiche. Una cosa \u00e8 certa: la UE non pu\u00f2 durare con l\u2019attuale struttura, n\u00e9 se lo merita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u201cGrande Gioco\u201d del XX e XXI secolo andr\u00e0 a finire con una sola parte (il blocco euroasiatico) che diventa pi\u00f9 forte e con l\u2019altra (il blocco atlantista) che diventa pi\u00f9 debole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi ricorda la scena la scena del film \u201cApocalypse Now\u201d, in cui il Capitano Willard (interpretato da Martin Sheen) riassume il peggioramento della situazione geopolitica degli Stati Uniti. Non ricordo le parole esatte ma era qualcosa del tipo: \u201cCharlie (il vietcong) sta nella giungla e diventa pi\u00f9 forte, io sto in una stanza d\u2019albergo e divento pi\u00f9 debole\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vero, verissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nota<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(1) Quando si tratta di obbligare le nazioni a pagare i debiti intergovernativi, l\u2019FMI e il Club di Parigi detengono la leva principale. Come coordinatore dei prestiti di \u201cstabilizzazione\u201d della banca centrale (l\u2019eufemismo neoliberista per imporre l\u2019austerit\u00e0 e destabilizzare le economie debitrici, in stile greco), l\u2019FMI pu\u00f2 non solo negare il proprio credito ma anche quello dei Governi e delle banche globali che partecipano quando i paesi debitori hanno bisogno di un rifinanziamento. Quegli Stati che non accettano di privatizzare la propria infrastruttura e di venderla ad acquirenti occidentali, sono minacciati con sanzioni, sostenute dal \u201ccambio di regime\u201d sponsorizzato dagli Stati Uniti e dalla \u201cpromozione della democrazia\u201d in stile Maidan. (Michele Hudson)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"http:\/\/sakeritalia.it\/europa\/a-che-cosa-serve-lunione-europea\/\">http:\/\/sakeritalia.it\/europa\/a-che-cosa-serve-lunione-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Francis Lee) (NDR &#8211; abbiamo scelto di proporre il seguente articolo perch\u00e9 offre alcuni interessanti spunti di riflessione, bench\u00e9 in alcuni passi possa risultare controverso ai pi\u00f9) Nel 2011 ho scritto un articolo per una pubblicazione sconosciuta di nome \u201cChartist\u201d. 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