{"id":69338,"date":"2021-12-22T11:30:17","date_gmt":"2021-12-22T10:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69338"},"modified":"2021-12-21T12:10:11","modified_gmt":"2021-12-21T11:10:11","slug":"problemi-di-sociologia-politica-pierluigi-fagan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69338","title":{"rendered":"Problemi di sociologia politica, Pierluigi Fagan"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Cattura-marx-gramsci-860x280.png\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"\" dir=\"auto\">\n<div id=\"jsc_c_l77h\" class=\"ecm0bbzt hv4rvrfc ihqw7lf3 dati1w0a\" data-ad-comet-preview=\"message\" data-ad-preview=\"message\">\n<div class=\"j83agx80 cbu4d94t ew0dbk1b irj2b8pg\">\n<div class=\"qzhwtbm6 knvmm38d\">\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">PROBLEMI DI SOCIOLOGIA POLITICA. [Post di studio relativo a questioni di fotografia sociale per basi di teorie politiche. Non perdete tempo se non vi interessa, saltatelo] Qui riprendiamo i ragionamenti portati avanti nel post del 14.12 del nostro \u201cragionar con Gramsci\u201d. Si faceva accenno al fatto che rispetto al panorama ideologico del suo tempo, a noi oggi mancano tre presupposti: 1) una chiara e conosciuta fotografia delle partizioni sociali, ma forse dovremmo dire le forme stesse della partizione sociale; 2) una ben confusa situazione nei concetti di partito e democrazia; 3) la mancanza di una teoria generale politica, una teoria mondo quale quella che al suo tempo rappresentava l\u2019alternativa allo stato di cose ovvero il pensiero di Marx\/marxismo. Vorrei riprendere ed approfondire un po\u2019 il primo punto.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Sebbene centrale in quell\u2019impianto di pensiero, il concetto di \u201cclasse sociale\u201d e sue partizioni, non sono mai chiaramente espresse da Marx. Di base, l\u2019intende come una classificazione in base alle condizioni economiche. Altres\u00ec, queste sezioni della piramide sociale, produrrebbero una loro precipua ideologia che ne riflette condizione ed aspettative. Gramsci aggiunger\u00e0 che questo \u201criflettere\u201d \u00e8 per\u00f2 condizionato da egemonie per le quali non sempre vi \u00e8 allineamento tra condizione sociale e condizione ideologica. Tant\u2019\u00e8 che, in effetti, sia Marx che Engels, che Lenin, non erano proletari, n\u00e9 avevano origini in tal senso. Quali sono dunque i rapporti tra condizione sociale ed ideologia?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Dieci anni fa, uno spontaneo movimento di opposizione sociale, negli Stati Uniti d\u2019America, comincia l\u2019occupazione del distretto finanziario di Wall Street, rivendicando il conflitto tra un presunto 99% della societ\u00e0 ed un 1% che condenserebbe in s\u00e9 una scandalosa concentrazione di ricchezza, quindi potere. Tale teoria non si sa bene dove nasca di preciso, chi indica la redazione del giornale di critica pubblicitaria canadese Adbusters, chi l\u2019antropologo David Graeber, chi l\u2019economista Joseph Stiglitz, chi un anonimo articolista sul web. Il concetto che, come tutti i concetti, presuppone una teoria di cui \u00e8 sintesi, punta alla critica del risultato sociale della svolta finanziaria che inizia tra anni \u201980 e \u201990 ed ha un sapore pi\u00f9 comunicativo (slogan) che analitico (analisi). Dato questo presupposto semplificante ed indignante, ha molto successo e diventa una sorta di nuovo consenso socio-politico, ci si convince davvero che si tratta di una questione tra una percentuale infinitesima ed una massa enorme. \u00c8 possibile le cose stiano cos\u00ec?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Decisamente no, non \u00e8 assolutamente credibile in termini di \u201cfisica dei sistemi sociali\u201d che qualcosa di cos\u00ec piccolo, domini del tutto un cos\u00ec grande, \u00e8 una semplificazione. Del resto, tra pubblicitari (Adbusters) ed americani (Graeber-Stiglitz), che la semplificazione sia privilegiata rispetto alla complessit\u00e0 del reale, \u00e8 fatto noto e proprio di quei tipi di immagini di mondo. Di contro, che ci sia un 1% che effettivamente condensa in s\u00e9 una porzione scandalosamente asimmetrica di ricchezza e quindi potere, \u00e8 un fatto. Fatto riverificato da decine di statistiche quantificanti e pure peggiorato in questi dieci anni.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Questa versione semplificatoria dell\u2019indagine sociale (mai basarsi su principi di analisi sociale americani espressi dopo gli anni \u201960, quindi da dopo C. W. Mills) per\u00f2 ha successo e la ritroviamo in background in una sorta di rinnovata \u201cteoria delle \u00e9lite\u201d, teoria tra l\u2019altro di origine italiana dei primi Novecento. Le nostre societ\u00e0 quindi si sono semplificate quanto a partizioni sociali? Davvero \u00e8 tutto cos\u00ec semplice per cui l\u20191% conduce il restante 99% dove vuole lui? Pare di no, ci sono almeno due problemi oltre la logica della fisica sociale, che complicano parecchio la faccenda.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il primo problema deriva dal fatto che quel 1% beneficiato dall\u2019imporsi del paradigma finanziario, non \u00e8 solo. N\u00e9 lui come composizione sociale, n\u00e9 in quanto paradigma. Come paradigma \u00e8 assieme ad una costruzione paradigmatica fatta altres\u00ec di globalizzazione e informatizzazione dentro un pi\u00f9 ampio paradigma di teoria economica detto \u201cneo-liberista\u201d. A sua volta questo costrutto non \u00e8 di origine occidentale ma prettamente americana. Il tutto corrisponde ad una pi\u00f9 ampia partizione sociale rispetto alla numerica dell\u20191%. Ha pi\u00f9 a che fare con il concetto di \u201cclasse agiata\u201d di T. Veblen, categoria sociologica del primo Novecento. La \u201cclasse agiata\u201d \u00e8 fatta da coloro che hanno tornaconti e benefici, primariamente dal fatto che le nostre societ\u00e0 sono ordinate dai fatti economici e non politici, quindi dal mercato e non dalla democrazia, dall\u2019assetto atlantista che struttura l\u2019occidentalismo e dalla teoria neo-liberista che per quanto ritenuta di origine economica \u00e8 in realt\u00e0 di origine socio-economica, quindi politica ed infine pi\u00f9 ampiamente \u201cculturale\u201d. La loro agiatezza \u00e8 data dall\u2019appartenere al cluster che beneficia direttamente della finanziarizzazione e\/o della globalizzazione e\/o dell\u2019informatizzazione e se di origine europea, della funzionale connessione col centro motore del sistema che \u00e8 in US o UK. Direttamente o indirettamente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Per fare un esempio stupido dell\u2019indirettamente, anche un ristorantino fast-lunch nei pressi di un distretto finanziario beneficia di quel flusso di ricchezza, anche il suo cameriere, piuttosto che il portuale di uno snodo di traffico merci, la segretaria di una azienda che produce container, il programmatore di algoritmo, se assunti e retribuiti di conseguenza. Certo, direttamente il beneficio \u00e8 pi\u00f9 intenso che indirettamente, ma \u00e8 pur sempre una rete di cointeressenze formata da nodi (hub) di innovazione, logistica, scambio internazionale, favore del mercato quanto pi\u00f9 libero ed incondizionato, lavoro sul denaro altrui. In pi\u00f9, non \u00e8 che sparisca una classe agiata tale sorretta da redditi da attivit\u00e0 pi\u00f9 \u201ctradizionali\u201d, anche qui direttamente o indirettamente. Quanto si pu\u00f2 quantificare questa classe che sta bene dentro lo stato di cose, lo sorregge, lo difende, lo amplia, lo promuove positivamente nel giudizio condiviso?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Prendendo la quantificazione a grana grossa, quindi senza formalizzarsi sulla sua precisione esatta, sociologi stimano in circa un 40% questa che non \u00e8 \u201cuna\u201d classe, ma una alleanza di classi o di tipi sociali, che ruotano intorno agli interessi di un certo funzionamento economico che poi si riflette nel politico e nel culturale sebbene divisi tra trainanti e trainati, classi attive o di servizio a queste. A me pare un po\u2019 alta, forse. Con i benefici del potere economico, politico, sociale e soprattutto culturale, appare per\u00f2 pi\u00f9 credibile questa fotografia in cui una minoranza coarta una maggioranza, piuttosto che quella semplificata dell\u20191% maligno e totalitario. Certo, questo ipotetico 40% ha gradi diversi di beneficio e quindi convinzione, nonch\u00e9 di potere, per\u00f2 ad \u201calone\u201d, conta e pesa almeno per un terzo sociale. Se pure fosse un pi\u00f9 prudente 30% la cosa cambierebbe non di molto e comunque \u00e8 proprio queste sotto-analisi a grana meno grossa che andrebbero fatte. Questi beneficiati, li possiamo definire gli \u201cintegrati\u201d ricorrendo ad una partizione data da Eco in una sua analisi culturale anni \u201960. Essi sono sia oggetto che soggetti attivi di promozione dell\u2019egemonia di una immagine di mondo, tanto quanto i pi\u00f9 tradizionali soggetti attivi come i fatidici \u201cmedia mainstream\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Sin qui, quanto a definizioni di classe diciamo \u201ctradizionale\u201d ovvero reddito + ricchezza + prospettive su aspettative = stato sociale. Ma davvero l\u2019ideologia individuale e di gruppo corrisponde sempre allo stato sociale? Decisamente direi di no. Non v\u2019\u00e8 un intellettuale che si esprima in libri, articoli, pamphlet o quant\u2019altro anti-capitalistici o anti-neoliberalistici o anti-atlantisti o anti-economicisti che non sia in fondo e per lo pi\u00f9 (quindi salvo eccezioni che ci sono sempre) socio-economicamente parte di quel 40% o l\u00ec vicino nei fatti, mentre guarda al 60% nel campo dei sistemi di idee politiche. E viceversa, una grande parte di quel 60% non si sogna minimamente di rifiutare l\u2019attrazione verso il mondo degli integrati, vorrebbe solo esserne invitato o poter coltivare la speranza di poterlo essere. E non si tratta solo di mancanza di coscienza di classe, sono proprio tipi sociali le cui radici di immagine di mondo \u00e8 del tutto integrata in quel sistema di valori e modi, convintamente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Ci sono dunque defezioni di allineamento tra classe sociale ed ideologia, da una parte e dall\u2019altra, che consiglierebbero indagini ed analisi pi\u00f9 complesse per capire meglio, a grandi linee, la composizione del fatidico \u201cblocco storico\u201d che potrebbe sfidare lo stato di cose. Noto che gli schemi semplificati sono talmente egemonici che ad esempio, il problema politico Italia oggi \u00e8 condensato in Draghi. Non sulle forze politiche che lo sorreggono. Ma soprattutto non su tutti coloro che quelle forze politiche le votano. Quindi ci si convince che il 65% di gradimento a Draghi censito da un sondaggio ancora a novembre \u00e8 ovviamente falso, quando forse non lo \u00e8 o non lo \u00e8 del tutto. Capita quando la fotografia sociale \u00e8 fatta \u201csentendo\u201d le opinioni di qualche centinaio al massimo di contatti sui social media. Fa scandalo quando qualcuno ci ricorda che il 50% degli italiani ha dalla licenza media in gi\u00f9, forse perch\u00e9 si pensa che questi siano tutti contro lo stato di cose quando forse, invece, \u00e8 proprio l\u2019esatto contrario, \u00e8 proprio la mancanza di struttura mentale che ha socio-politicamente sorretto decenni e decenni di Democrazia Cristiana in Italia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Infine, sfidare lo stato di cose pu\u00f2 avere molte motivazioni. Si possono sommare in fase critica e di sfida, ma raggiunto eventualmente l\u2019obiettivo di aprire ad un nuovo stato di cose, si dovranno dividere per tante quali sono le loro variate origini e ragioni. Un nazionalista non \u00e8 un europeista per quanto critico verso l\u2019attuale forma presa da questa istanza ed entrambi non sono degli euro-asiatisti. Un keynesiano non \u00e8 un decrescista. Un tradizionalista non \u00e8 un progressista. Un marxista non \u00e8 un socio-destrista. Un perplesso verso la politica sanitaria in atto non \u00e8 un no vax, che non \u00e8 un no pass, che non \u00e8 un no-covid-\u00e8-tutta-una-montatura-del-grande-reset, per quanto, scendendo assieme in piazza finiscono con l\u2019esserlo. Se una alleanza tattica va pensata per ripristinare il valore dei pesi percentuali effettivi del sociale totale, occorre chiarirsi su cosa e questa cosa non potr\u00e0 essere una forma di mondo che \u00e8 obiettivamente pensata in modi assai diversi, ma forse solo sul modo con cui i pesi dei vari tipi sociali si riflettono nei processi decisionali politici. Qui, \u201ctipi sociali\u201d che sommano condizione sociale e condizione ideologica, sostituiscono il concetto di \u201cclasse\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">In fondo, il panorama sociale in cui pensava Marx, era effettivamente molto simile alla stilizzazione dell\u20191% degli Occupy Wall Street, ma oggi le cose, ahinoi, sono pi\u00f9 complesse e se vogliamo politicamente chiarirci realisticamente le idee, con questa complessit\u00e0 tocca farci i conti. Se non miglioriamo la risoluzione delle nostre fotografie sociali, non sapremo mai in cosa dovremmo metter le mani.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"_6cuy\">\n<div>\n<div class=\"b3i9ofy5 e72ty7fz qlfml3jp inkptoze qmr60zad rq0escxv oo9gr5id q9uorilb kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x d2edcug0 jm1wdb64 l9j0dhe7 l3itjdph qv66sw1b\">\n<div class=\"tw6a2znq sj5x9vvc d1544ag0 cxgpxx05\">\n<p><span class=\"nc684nl6\"><a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl gmql0nx0 gpro0wi8\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/roberto.buffagni.35?comment_id=Y29tbWVudDoxMDIyNTM0NTMzNjE5NTk3Nl8xMDIyNTM0NTQxMTExNzg0OQ%3D%3D&amp;__cft__[0]=AZUCMLDpJUfnhlKluUW7urM52BEJO5EIwIpI9LMkmUIkX1KQ3vl8SzbBKnKFAzPKaO01DgGeOMbgEU1NaMvEUQHNggPlJ9oCjmXQX0hNFjyvp91zxL8CmO8U9YsJxPZ0yNY&amp;__tn__=R]-R\"><span class=\"pq6dq46d\"><span class=\"d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql lr9zc1uh a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb d9wwppkn mdeji52x e9vueds3 j5wam9gi lrazzd5p oo9gr5id\" dir=\"auto\">Roberto Buffagni<\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<div class=\"ecm0bbzt e5nlhep0 a8c37x1j\">\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql\">\n<div dir=\"auto\">Ottimo lavoro Pierluigi, grazie. Aggiungerei che non solo manca una teoria sociale dello stesso ordine di perspicuit\u00e0 del marxismo, manca una teoria filosofica dello stesso ordine di perspicuit\u00e0 dell\u2019illuminismo (anche perch\u00e9 la critica anche sociale si deve rivolgere contro la forma attuale che ha preso l\u2019illuminismo). Dovendo buttar l\u00ec qualche briciolina di pane, direi questo: come l\u2019illuminismo storico ha revisionato e rieditato per via di astrazione e secolarizzazione i concetti socialmente pi\u00f9 rilevanti del cristianesimo, cos\u00ec dovrebbe fare la teoria critica attuale per la forma odierna di questi concetti illuministi, revisionandoli e rieditandoli e \u201csostanziandoli\u201d, ossia facendo il percorso inverso a quello di astrazione illuminista.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/12\/18\/la-modifica-del-panorama-ideologico-di-unepoca-di-pierluigi-fagan\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/12\/18\/la-modifica-del-panorama-ideologico-di-unepoca-di-pierluigi-fagan\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/12\/21\/problemi-di-sociologia-politica-di-pierluigi-fagan\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/12\/21\/problemi-di-sociologia-politica-di-pierluigi-fagan\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario) PROBLEMI DI SOCIOLOGIA POLITICA. [Post di studio relativo a questioni di fotografia sociale per basi di teorie politiche. Non perdete tempo se non vi interessa, saltatelo] Qui riprendiamo i ragionamenti portati avanti nel post del 14.12 del nostro \u201cragionar con Gramsci\u201d. Si faceva accenno al fatto che rispetto al panorama ideologico del suo tempo, a noi oggi mancano tre presupposti: 1) una chiara e conosciuta fotografia delle partizioni sociali, ma forse dovremmo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-i2m","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69338"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69338"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69338\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69339,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69338\/revisions\/69339"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}