{"id":69363,"date":"2021-12-23T10:00:07","date_gmt":"2021-12-23T09:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69363"},"modified":"2021-12-22T20:05:46","modified_gmt":"2021-12-22T19:05:46","slug":"la-rincorsa-verso-il-rischio-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69363","title":{"rendered":"La rincorsa verso il rischio zero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Sara Gandini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-69365\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-20124-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa guerra \u00e8 una delle poche attivit\u00e0 umane a cui la gente non guarda in modo realistico; ovvero valutandone i costi o i risultati. In una guerra senza quartiere, le risorse vengono spese senza alcuna prudenza. La guerra \u00e8 pura emergenza, in cui nessun sacrificio sar\u00e0 considerato eccessivo\u201d [Susan Sontag1]<br \/>\nIo ho avuto paura, durante tutta la pandemia, e ho tuttora paura, ogni volta che scrivo. Non ho paura del virus ma dell\u2019aggressivit\u00e0 delle persone. Ho paura di chi si sente in guerra e ti mette dall\u2019altra parte della barricata. Di chi ha fretta di decidere e non ha tempo di discutere. C\u2019\u00e8 a rischio la vita, dicono. E cos\u00ec tutto vale.<br \/>\nFin dal primo istante sono intervenuta come epidemiologa proprio per placare le paure, e sono stata attaccata pubblicamente con violenza, anche da persone amiche, anche da femministe.<br \/>\nQuando ho preso posizione contro i lockdown, per la riapertura delle scuole, e contro le vaccinazioni di massa ai bambini, sono intervenuta criticando le decisioni prese perch\u00e9 non si basavano sulle evidenze scientifiche e ho lottato tutto il tempo per mostrare che, rimanendo aggrappati al metodo scientifico, si poteva trovare una strategia corretta che tenesse conto sia dei rischi del Covid-19 che dei rischi delle misure di contenimento del virus. Sono intervenuta sui social, praticamente ogni giorno, goccia a goccia (nome della pag. fb\/rubrica dedicata all\u2019emergenza Covid e curata da un gruppo interdisciplinare e indipendente, ndr), per cercare di tranquillizzare, attraverso dati ricavati con rigoroso metodo scientifico, quando i quotidiani spaventavano le persone con narrazioni catastrofiche.<br \/>\nLa pandemia ha creato un clima di tensione e di uso indiscriminato e manipolatorio dell\u2019informazione, rendendo l\u2019atmosfera del dibattito irrespirabile. Gli atteggiamenti peggiori vengono proprio dalla cosiddetta sinistra che quando va bene non prende posizione, quando va male si muove per schieramenti banalizzando le posizioni altrui e polarizzando la discussione. Se la cattiveria che circola sui social \u00e8 praticata senza misura, quella dei giornalisti o dei colleghi di scienza non \u00e8 da meno, condita spesso di invidia e misoginia.<br \/>\nAlcune femministe hanno invece attaccato a livello personale dandomi della narcisista \u2013 secondo loro desideravo inconsciamente ammazzare gli anziani, facevo gli interessi di Confindustria, non ero una scienziata seria ed ero corrotta. Gli attacchi sono venuti anche da donne con cui ero in relazione da anni: donne che non hanno avuto fiducia n\u00e9 nei dati che indicavo n\u00e9 nel ragionamento critico che andavo sviluppando come epidemiologa, rispetto alla narrazione mainstream. Ed ecco che alla distanza fisica richiesta dalla pandemia, gi\u00e0 faticosa, si aggiunge la distanza affettiva e simbolica, causata dalla recisione di legami costruiti nel tempo.<br \/>\nHo provato spavento nel vedermi rappresentata in modi in cui non mi riconoscevo. Mi sentivo sotto un fuoco incrociato, e non capivo cosa stesse capitando, se ero io che non riuscivo a spiegarmi e perch\u00e9 facessero di tutto per screditarmi. Per fortuna lo scambio praticamente quotidiano con altre femministe, come Ilaria Durigon, Tristana Dini e Maria Cristina Mecenero, mi ha permesso di sentirmi meno disorientata rispetto a quello che stava capitando.<br \/>\nHo avuto paura e ho paura, tanto da passare svariate notti in bianco, ma non mollo. Per senso di giustizia e di verit\u00e0, perch\u00e9 ho una grande passione politica, e soprattutto per senso di responsabilit\u00e0 nei confronti delle nuove generazioni.<br \/>\nFin dal primo istante sono intervenuta come epidemiologa e come femminista, per allargare il quadro, per tenere la complessit\u00e0 della situazione e placare le angosce.<br \/>\nUn esempio concreto: oramai tutti sanno che i bambini si ammalano molto raramente di Covid-19 e generalmente con sintomi molto blandi, eppure continua la narrazione dei bambini come di diffusori del virus e delle scuole come luoghi pericolosi. Cos\u00ec l\u2019informazione mainstream spaventa i genitori nominando malattie terribili e sconosciute con nomi esotici come Kawasaki e MIS-C, pur di convincerli a far vaccinare figli e figlie, sebbene la comunit\u00e0 scientifica sia divisa e sia ancora in corso il dibattito rispetto alla necessit\u00e0 della vaccinazione pediatrica di massa (l\u2019articolo \u00e8 stato scritto prima dell\u2019approvazione di Ema e Aifa, ma sul tema l\u2019autrice resta oggi critica, ndr).<br \/>\nLa strumentalizzazione delle paure, con il relativo ricatto \u2013 se non ti vaccini non puoi andare a scuola in presenza, non puoi andare in palestra, non puoi visitare un museo\u2026-, \u00e8 una delle posizioni politiche pi\u00f9 cupa e pervasiva determinatasi durante la pandemia, anche perch\u00e9 si rinnova continuamente.<br \/>\nQuando a giugno 2020, iniziando a studiare i rischi nelle scuole degli altri paesi, ho mostrato con altri colleghi che i dati erano confortanti, la critica era che l\u2019Italia fosse diversa e non si potevano fare confronti. Cos\u00ec nell\u2019autunno 2020 abbiamo fatto di tutto per ottenere dati sulle scuole italiane che fortunatamente sono risultati in accordo con gli altri paesi, ma l\u2019attacco \u00e8 arrivato comunque: i dati non erano affidabili e lo studio non avrebbe mai passato la revisione scientifica necessaria. Quando a gennaio 2021, infine, il lavoro \u00e8 stato pubblicato su una rivista scientifica, l\u2019accusa \u00e8 stata che i dati, essendo ritenuti vecchi, erano diventati inutili: la variante inglese cambiava tutto e rendeva i bambini pi\u00f9 contagiosi. Quando in primavera 2021 abbiamo spiegato che l\u2019apparente aumento del contagio tra i giovani era dovuto ad un aumento del numero di test realizzati nelle scuole, che anche con la variante inglese i giovani contagiano la met\u00e0 degli adulti, e le scuole quindi dovevano riaprire, molti ci hanno dato degli assassini. Quando le scuole hanno finalmente riaperto, \u00e8 stato anche grazie ai ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che abbiamo vinto, e nessuna tragedia \u00e8 accaduta, hanno rinnovato il pericolo affermando che la nuova variante delta colpirebbe proprio i giovani. Ad eco il CDC, una delle pi\u00f9 importanti istituzioni scientifiche americane, ha affermato: \u201cla guerra \u00e8 cambiata\u201d.<br \/>\nDi nuovo la metafora della guerra. Eppure OMS, UNICEF e UNESCO, sul sito dell\u2019OMS, hanno mandato un allarme chiaro sui rischi della chiusura delle scuole, citando come riferimento, tra i tanti studi pubblicati in Italia e all\u2019estero, proprio il nostro studio sulle scuole in Italia. Per questo sono d\u2019accordo con Mike Haynes, professore di politica internazionale, quando afferma che la buona politica e la buona scienza si alimentano a vicenda e non sono distinguibili, specialmente quando parliamo di salute pubblica ed epidemiologia. Haynes spiega l\u2019importanza di prendere decisioni che si basino sulle evidenze scientifiche perch\u00e9 le impressioni soggettive non bastano, possono essere fallaci, e c\u2019\u00e8 bisogno di tenere insieme i livelli di evidenza scientifica e studiare le contraddizioni che derivano dal confronto dei dati dai vari punti di vista per farne una occasione di crescita consapevole e razionale.2 \u00c8 un testo interessante in cui mi sono ritrovata in quanto come lui mi sento parte del \u201cmeraviglioso e strano mondo estremamente di nicchia degli scettici del lockdown di sinistra\u201d.<br \/>\nAd aprile 2021 le scuole si sono confermate uno dei luoghi pi\u00f9 sicuri e allora non erano ancora stati somministrati i vaccini, che si sono rivelati ampiamente efficaci nel ridurre il rischio di malattia. Ma niente basta mai in questo quadro di azione e reazione istituzionale. Ora abbiamo un 90 per cento di insegnanti vaccinati ma ci sono ancora politici e anche scienziati, che oltre alla ampia adesione ai vaccini chiedono pure distanziamento, mascherine, quarantene, screening\u2026 una infinita rincorsa verso il rischio zero, soprattutto nelle scuole. Condizioni che potrebbero essere prolungate per anni, se non per sempre.<br \/>\nNella discussione comune non entra invece la riflessione su cosa possa voler dire per le nuove generazioni crescere in un mondo in cui l\u2019incontro con l\u2019altro da s\u00e9 \u00e8 sempre potenzialmente pericoloso. Pi\u00f9 del rischio di contagi \u00e8 questo che mi spaventa: che mondo sto lasciando a mia figlia poco pi\u00f9 che adolescente? Ma in generale, che mondo \u00e8 quello in cui l\u2019eros di fatto viene bandito perch\u00e9 il corpo dell\u2019altro \u00e8 sempre potenzialmente contagioso? Stiamo dando spazio alla paura della sessualit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019igiene e la costante attenzione ai pericoli delle malattie sembrano diventare i perni attorno ai quali riorganizzare l\u2019ordine relazionale.<br \/>\nPer orientarmi di fronte a questo nuovo immaginario e simbolico mi sono ancorata al metodo scientifico e alla pratica politica che ho imparato con il femminismo. Dare importanza alla verit\u00e0 soggettiva, alla necessit\u00e0 di tenere sempre la complessit\u00e0, e allo stesso tempo non rinunciare al rigore del metodo scientifico. Stare in queste tensioni mi ha aiutata a cercare un equilibro, nonostante le difficolt\u00e0, e a non cedere alle tentazioni di drammatizzare la situazione strumentalmente. Penso ad esempio che il Green Pass sia una misura inaccettabile e controproducente, che assume il valore di un ricatto sociale, e non perch\u00e9 i rischi da vaccino siano cos\u00ec preoccupanti o il vaccino non sia efficace. Il Green Pass \u00e8 un altro atto in cui si concretizza la logica della paura e del controllo. La paura non aiuta a pensare, non aiuta le persone in difficolt\u00e0 e non aiuta a trovare le parole che sappiano fare le mediazioni necessarie, perch\u00e9 crea contrapposizioni e mette le persone sulla difensiva. La paura indebolisce.<br \/>\nQuindi l\u2019obiettivo per me \u00e8 sempre stato fornire informazioni corrette e farlo senza spaventare, ancorandomi alla cosiddetta \u201cevidence based medicine\u201d. Non sono d\u2019accordo quindi con chi mi dice \u201csiamo in guerra e quindi ogni mezzo \u00e8 ammesso\u201d. Io non accetto la logica della guerra.<br \/>\nVoglio ricordare Susan Sontang che invita a riflettere sul fatto che la metafora della guerra anestetizza e ci rende ubbidienti, perch\u00e9 in guerra devi sopravvivere e quindi devi usare tutte le energie per difenderti dai nemici. Le politiche strategico-militari semplificano ogni posizione riducendo tutto alla dicotomia amico\/nemico. Se la lotta contro il Covid-19 \u00e8 intesa al pari di una guerra, i governi sono legittimati a proteggere i cittadini nascondendo loro notizie scomode o il fatto di non avere certezze sulle scelte migliori da prendere. Il diritto all\u2019informazione, la necessit\u00e0 di tenere senso critico e trasparenza diventano aspetti secondari rispetto all\u2019obiettivo che \u00e8 sconfiggere il nemico. E cos\u00ec come in guerra, bisogna scovare e consegnare i traditori e diventare delatori.<br \/>\n\u00c8 quindi fondamentale cambiare la narrazione della pandemia. Sars-cov2 \u00e8 un virus, non \u00e8 un nemico invisibile che pu\u00f2 colpire ovunque e chiunque allo stesso modo. Chi cerca di tenere senso critico sulla gestione della pandemia non \u00e8 un negazionista e chi propone il Green Pass non \u00e8 un nazista (lo dico, sebbene io non sia d\u2019accordo con questa misura, ma altro \u00e8 stravolgere l\u2019identit\u00e0 di chi ne \u00e8 a favore). Seguendo la logica della guerra, dovrei pensare che l\u2019unica possibilit\u00e0 di far politica sia la guerriglia sui monti o in clandestinit\u00e0, considerando che qualsiasi posizione non allineata con la narrazione mainstream \u00e8 bandita? La mia scelta \u00e8 un\u2019altra: voglio continuare ad agire a testa alta, con la massima correttezza possibile, qui e ora, senza diventare un\u2019eroina che mette a rischio il proprio lavoro e senza rinunciare a pensare e a vivere.<br \/>\nPer riuscire a farlo bisogna poter usare senso critico, senza affidarsi alla scienza ciecamente, dando valore sempre al dubbio, pretendendo trasparenza e condivisione dei dati. L\u2019impossibilit\u00e0 di distinguere la scienza dalla politica fa emergere il fatto che la scienza non \u00e8 neutra e che le misure di salute pubblica proposte rispecchiano necessariamente lo sguardo e la visione del mondo dello scienziato, della scienziata.<br \/>\nSicuramente la mia formazione politica come femminista ha influenzato il modo con cui leggere la pandemia: la mia lettura della pandemia ha messo al centro della riflessione il fatto che le misure come il lockdown o la didattica a distanza abbiano ricadute differenti su uomini o donne e nelle classi sociali. Inoltre, mi spaventano molto le derive autoritarie e paternaliste che portano a imporre dall\u2019alto misure insensate perch\u00e9 i cittadini non capirebbero e non sarebbero capaci di agire responsabilmente, evitando comportamenti a rischio: anche questo ha a che fare con la mia storia e la storia di molte altre donne.<br \/>\nPer me e per quanti non sto incontrando che sono in una ricerca altra di ci\u00f2 che ci sta capitando, si tratta di fare spazio alla verit\u00e0 delle cose, ai dati di realt\u00e0, di usare positivamente il timore e l\u2019ansia per essere precisi e puntuali nel raccogliere le evidenze e comprendere gli andamenti degli eventi, senza proiettare le proprie ombre. \u00c8 una sfida non da poco ma aiuta a lavorare senza banalizzazioni, schieramenti da stadio, sottraendo terreno a tutto il circo di aggressioni in stile social che conosciamo. E, in fin dei conti, a non soccombere alla paura.<\/p>\n<p><em>Note<\/em><\/p>\n<p><em>1 https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/daniele-cassandro\/2020\/03\/22\/coronavirus-metafore-guerra<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/la-rincorsa-verso-il-rischio-zero\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/la-rincorsa-verso-il-rischio-zero<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Sara Gandini) \u201cLa guerra \u00e8 una delle poche attivit\u00e0 umane a cui la gente non guarda in modo realistico; ovvero valutandone i costi o i risultati. In una guerra senza quartiere, le risorse vengono spese senza alcuna prudenza. La guerra \u00e8 pura emergenza, in cui nessun sacrificio sar\u00e0 considerato eccessivo\u201d [Susan Sontag1] Io ho avuto paura, durante tutta la pandemia, e ho tuttora paura, ogni volta che scrivo. 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