{"id":69398,"date":"2021-12-24T14:18:32","date_gmt":"2021-12-24T13:18:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69398"},"modified":"2021-12-24T14:18:32","modified_gmt":"2021-12-24T13:18:32","slug":"hanno-fatto-una-legge-sulle-nostre-teste-delocalizzazioni-i-lavoratori-gkn-contro-il-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69398","title":{"rendered":"\u201cHanno fatto una legge sulle nostre teste\u201d. Delocalizzazioni, i lavoratori GKN contro il governo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da MICROMEGA (Valerio Nicolosi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il governo non ferma le delocalizzazioni ma le regolamenta: basta pagare una multa e lo stabilimento pu\u00f2 essere chiuso.<\/em><\/p>\n<div class=\"textArticle j-textArticle\">\n<p>\u201cQuando c\u2019era la pena di morte si discuteva di come il boia si sarebbe dovuto comportare, poi \u00e8 arrivato qualcuno che volava pi\u00f9 alto e ha deciso di vietare la pena di morte. Oggi quelli che volano alto siamo noi, mentre il provvedimento del governo \u00e8 un colpo basso e chiediamo di ritirarlo\u201d. Si chiude cos\u00ec il video-appello dei lavoratori del Collettivo di Fabbrica GKN di Campi Bisenzio, nel quale commentano il provvedimento inserito nella manovra di bilancio e che dovrebbe regolamentare le delocalizzazioni.<\/p>\n<p>Dallo sblocco dei licenziamenti del 1 luglio 2021 sono diverse le multinazionali che hanno deciso di chiudere e trasferire la produzione all\u2019estero. Oltre ai 422 lavoratori di GKN hanno perso il posto di lavoro 106 dipendenti della Timkel di Brescia, 152 della Gianetti Ruote di Monza e altre aziende, ultima in ordine di tempo la Caterpillar di Jesi dove \u00e8 stata annunciata la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di 270 dipendenti, di cui 70 stagionali. Il comune denominatore di queste chiusure \u00e8 quello di fabbriche non in perdita ma anzi, con produzioni a regime, investimenti e macchinari nuovi pronti a essere spostati in stabilimenti nell\u2019Europa dell\u2019Est, dove i costi di produzione sono molto pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>Gran parte delle vertenze sono nel settore automobilistico e di mezzi da lavoro su ruote: un comparto che ha ricevuto anche incentivi pubblici ma che sembra sempre pi\u00f9 intenzionato a lasciare l\u2019Italia, con la FIOM in prima linea per fermare ogni singola chiusura e licenziamento.<\/p>\n<p>\u201cIl provvedimento \u00e8 una bandierina politica che non interviene nel merito delle vertenze ma proceduralizza la chiusura degli stabilimenti\u201d commenta Michele De Palma della segreteria nazionale della FIOM che evidenzia il punto pi\u00f9 critico del provvedimento governativo, quello di assicurare una procedura di chiusura alle aziende con pi\u00f9 di 150 dipendenti.<\/p>\n<p>\u201cHanno fatto una scelta sulle nostre teste e non con le nostre teste, come invece chiedevamo da mesi\u201d commentano i lavoratori del Collettivo di Fabbrica che insieme ai giuristi democratici lo scorso settembre avevano proposto dei punti programmatici per bloccare le delocalizzazioni. L\u2019avvocato Paolo Solimeno, che aveva partecipato alla stesura, aggiunge: \u201cla differenza sostanziale con la nostra proposta \u00e8 che non c\u2019\u00e8 un impedimento dei licenziamenti. L\u2019azienda continua a essere tenuta a presentare un piano per mitigare l\u2019occupazione. Per\u00f2 se come nel caso di GKN il piano non viene presentato, basta pagare un multa, che al massimo \u00e8 di 3.000\u20ac a lavoratore\u201d.\u00a0 A quel punto il sindacato e i lavoratori non avrebbero potuto fare ricorso in base alla legge 223\/91 sui licenziamenti collettivi, grazie alla quale hanno ottenuto l\u2019annullamento.<\/p>\n<p>Nella proposta di Solimeno e del Collettivo di Fabbrica \u00e8 previsto l\u2019annullamento dei licenziamenti in assenza di una giustificazione legata alla produzione e in caso di cessione dello stabilimento la prelazione da parte di una cooperativa di lavoratori dello stesso.<br \/>\n\u201cAbbiamo proposto anche l\u2019intervento di Cassa Depositi e Prestiti, sia per una quota di minoranza che per l\u2019intero acquisto. Lo stato in questo modo tornerebbe protagonista della politica industriale italiana\u201d aggiunge Solimeno.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio il ruolo dello stato nella gestione del mondo del lavoro e dell\u2019industria italiana che lascia molto perplessi. Nonostante l\u2019emergenza sanitaria venga prorogata, i licenziamenti e le chiusure vanno avanti e ogni mese abbiamo annunci che tagliano centinaia di posti di lavoro con un\u2019email o un lettera, andando a intaccare il tessuto produttivo e sociale di intere zone.<\/p>\n<p>Draghi e il \u201cgoverno dei migliori\u201d sembrano continuare a favorire le multinazionali anzich\u00e9 i lavoratori, anche se le prime fuggono dove hanno pi\u00f9 guadagni e meno vincoli ambientali legati alla produzione, lasciando dietro di loro il deserto.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/delocalizzazioni-gkn\/\">https:\/\/www.micromega.net\/delocalizzazioni-gkn\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MICROMEGA (Valerio Nicolosi) &nbsp; Il governo non ferma le delocalizzazioni ma le regolamenta: basta pagare una multa e lo stabilimento pu\u00f2 essere chiuso. \u201cQuando c\u2019era la pena di morte si discuteva di come il boia si sarebbe dovuto comportare, poi \u00e8 arrivato qualcuno che volava pi\u00f9 alto e ha deciso di vietare la pena di morte. 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