{"id":69444,"date":"2021-12-29T09:30:12","date_gmt":"2021-12-29T08:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69444"},"modified":"2021-12-27T20:20:37","modified_gmt":"2021-12-27T19:20:37","slug":"putin-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69444","title":{"rendered":"Putin e Dostoevskij"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 18pt\">Per capire la Russia di Putin (e la rinascita delle nazioni sotto il giogo globalista) bisogna leggere Dostoevskij. \u201cPer l\u2019Europa la Russia \u00e8 uno degli enigmi della Sfinge\u201d<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Iosif Stalin leggeva Dostoevskij di nascosto. Pare fosse folgorato dai <em>Demoni<\/em>; di certo \u2013 lo testimonia Armando Torno, in un saggio raccolto in\u00a0<em>F\u00ebdor Dostoevskij nostro fratello<\/em>, Ares, 2021 \u2013 ha chiosato e annotato\u00a0<em>I fratelli Karamazov<\/em>: la copia personale, esimio resto della vasta biblioteca, smembrata, esiste ancora, e inquieta. In era sovietica, tuttavia, Dostoevskij, col suo delirio psichico, il nichilismo imperiale, il sigillo di Cristo a missione universale, era bandito. Funzionava, piuttosto, il \u2018realismo socialista\u2019, foggiato da Maksim Gor\u2019kij. Scrittore di talento, tolstojano \u2013 il suo quaderno sulle visite a Tolstoj \u00e8 di sobria bellezza, comincia cos\u00ec: \u201cL\u2019idea che, visibilmente, pi\u00f9 spesso di tutte le altre tormenta il suo cuore \u00e8 l\u2019idea di Dio\u201d \u2013 Gork\u2019ij divent\u00f2 il cantore del leninismo (\u201cLenin \u00e8 l\u2019uomo pi\u00f9 onesto; non vi \u00e8 stato ancora sulla terra uomo suo pari\u201d), l\u2019aedo del regime sovietico. Morto come scrittore, cap\u00ec che sarebbe durato poco come uomo: \u201cMi hanno circondato\u2026 accerchiato\u2026\u201d, confessa a un amico, nel \u201935. Troppo tardi. Celebrato come \u201cl\u2019iniziatore della letteratura sovietica\u201d, Gor\u2019kij mor\u00ec poco prima dell\u2019estate del \u201936, in circostanze mai chiarite. \u201cAveva esaurito la missione affidatagli da Stalin al suo ritorno in Urss. Gor\u2019kij doveva morire per diventare un mito\u201d (Mihail Heller). Naturalmente, il funerale fu folgorante.<\/p>\n<p>Che Dostoevskij, al contrario, sia il santo di Vladimir Putin, il remoto ispiratore della sua azione politico-identitaria, \u00e8 storia antica.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2016\/11\/kissinger-order-and-chaos\/506876\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2016\/11\/kissinger-order-and-chaos\/506876\/\">Henry Kissinger l\u2019ha ribadito pi\u00f9 volte: in una intervista del 2016, rilasciata al \u201cThe Atlantic\u201d,<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 stato lampante:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cPer capire Putin bisogna leggere Dostoevskij, non il\u00a0<em>Mein Kampf<\/em>. Sa che la Russia \u00e8 pi\u00f9 debole di un tempo \u2013 molto pi\u00f9 debole degli Stati Uniti. Guida uno stato definito per secoli dalla sua grandezza imperiale, ma che ha perso trecento secoli di storia con il collasso dell\u2019Unione Sovietica. La Russia \u00e8 strategicamente minacciata su ciascuno dei suoi confini: dall\u2019incubo demografico cinese a Est, dall\u2019incubo ideologico islamico, nei territori meridionali, dall\u2019Europa, a Ovest. La Russia cerca un riconoscimento come grande potenza, non supplice del sistema americano\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sul punto,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/magazine\/2017\/01\/30\/news\/putin-di-guerra-e-pace-117610\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/magazine\/2017\/01\/30\/news\/putin-di-guerra-e-pace-117610\/\"><strong>qualche anno fa \u2013 era il gennaio del 2017 \u2013 Giulio Meotti ha scritto un articolo piuttosto esaustivo,\u00a0<em>Putin di Guerra e pace<\/em>, pubblicato dal \u201cFoglio\u201d.<\/strong>\u00a0<\/a>Si cita, tra l\u2019altro, \u201cun lungo saggio della Harvard Political Review\u201d, in cui Alejandro Jimenez ribadisce il concetto che \u201cper capire veramente Putin dobbiamo rivolgerci agli scritti di Dostoevskij\u201d. Il problema \u00e8 capire a quale Dostoevskij rivolgersi. Non quello dei romanzi, corrosivi, ovvio, ma complessi, stratificati, abnormi, da cui \u00e8 arduo estrarre una \u2018politica\u2019, semmai una poetica dell\u2019esistere (che si riassume cos\u00ec: sfracellatevi sul volto del Dio vivente). Piuttosto, bisogna leggere\u00a0<strong>il Dostoevskij \u201cpanslavista, anticattolico, populista, moderatamente guerrafondaio\u201d, come scrive Luca Doninelli, quello frainteso e furente, delle \u201cparole spesso inaccettabili\u201d,<\/strong>\u00a0con cui occorre litigare (\u201codiatele, assaporate l\u2019offesa che contengono per ciascuno di voi\u201d), a motivo di quella \u201cvastit\u00e0\u201d, di quella \u201clibert\u00e0 che la cultura dei nostri giorni, la\u00a0<em>bolla<\/em>\u00a0dentro cui viviamo tutti, non sa pi\u00f9 ritrovare\u201d.<\/p>\n<p>Quale Dostoevskij, allora? Quello degli articoli, il micidiale pubblicista, quello del\u00a0<em>Diario di uno scrittore<\/em>, ad esempio, volume di arcana e messianica potenza riesumato da Bompiani nel 2007, poco maneggevole (1400 pagine), costoso, nell\u2019antica \u2013 e a tratti necessariamente involuta \u2013 traduzione di Ettore Lo Gatto. Come sempre, ci mancano le \u2018fonti\u2019 autentiche, cos\u00ec quando si tratta di parlare di Russia ci diamo al Risiko della geopolitica, a labirintiche speculazioni, senza intendere che ogni paese, ci piaccia o meno, ha una \u2018missione\u2019, incarnata nell\u2019opera di rari scrittori-profeti. Uno di questi \u00e8 proprio Dostoevskij, che si riferisce alla grande tradizione russa \u2013 l\u2019ortodossia, certo, ma anche a Isacco di Ninive, alla\u00a0<em>Filocalia<\/em>, alla splendida follia degli\u00a0<em>jurodivye<\/em>, i \u2018pazzi in Cristo\u2019, riassunti nei\u00a0<em>Racconti di un pellegrino russo<\/em>\u00a0\u2013 e alla grande poesia russa \u2013 esemplificata nell\u2019opera di Aleksandr Pu\u0161kin e F\u00ebdor Tjut\u010dev. Ma noi continuiamo a considerarlo un romanziere, pur assoluto, dalle singolari inquietudini.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-146721\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/71V0ZvlrB7L.jpg\" alt=\"\" width=\"1279\" height=\"2126\" \/><\/figure>\n<p>Uno strumento \u2013 quasi un manuale di guerra \u2013 per capire il pensiero di Dostoevskij, e dunque, in filigrana, la Russia di Putin\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.depianteditore.it\/prodotto\/fedor-dostoevskij-la-bellezza-salvera-il-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.depianteditore.it\/prodotto\/fedor-dostoevskij-la-bellezza-salvera-il-mondo\/\">\u00e8 la raccolta di \u201cPensieri. Aforismi. Polemiche\u201d pubblicata come\u00a0<em>La bellezza salver\u00e0 il mondo<\/em>\u00a0(De Piante, 2021).<\/a><\/strong>\u00a0Il libro, introdotto da Luca Doninelli, ha una storia particolare. Si tratta di un repertorio di riflessioni tratte dai diari, dalle lettere, dai taccuini, dagli articoli di Dostoevskij, sistemati per temi (\u201cDella letteratura e dell\u2019arte\u201d; \u201cDella Russia e dei russi\u201d; \u201cDell\u2019Europa\u201d; \u201cDella religione\u201d). Il libro, tradotto da Claudia Sugliano \u2013 gi\u00e0 curatrice del commosso epistolario tra Boris Pasternak e Ariadna Efron, la figlia di Marina Cvetaeva \u2013, \u00e8 stato pubblicato in origine a Parigi, nel 1975, e collezionato come una sorta di testamento da Dmitrij Gri\u0161in (1908-1975). Laureatosi a Mosca, emigrato in Australia, Gri\u0161in ha dedicato la vita a sviscerare l\u2019opera di Dostoevskij. In particolare, si \u00e8 concentrato sui materiali dispersi e \u2018filosofici\u2019 di Dostoevskij, quelli che ne illuminano il pensiero, eterodosso, reazionario: il suo lavoro ha incontrato ostacoli e sospetti in patria, \u201critenuto scomodo agli occhi dell\u2019ideologia sovietica\u201d. Nel libro, con militare esattezza, viene a galla il carisma della \u2018missione\u2019 russa verso Est:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cAlla Russia tocca la missione universale di pacificare e civilizzare l\u2019Asia\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>l\u2019epopea del panslavismo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cL\u2019idea del panslavismo \u00e8 talmente colossale da potere senza dubbio terrorizzare l\u2019Europa, anche per la sola legge di autoconservazione\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>il legame consustanziale con il popolo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cChi perde il proprio popolo e l\u2019anima popolare, perde anche la fede patria e Dio\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>l\u2019idea della nazione messianica:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cL\u2019essenza della vocazione russa\u2026 consiste nel rivelare al mondo il Cristo Russo, sconosciuto al mondo, il cui principio sta nella nostra Ortodossia\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>l\u2019idea della Russia come fede, come credo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cChi crede nella Rus\u2019, sa che essa tutto sopporter\u00e0\u2026 e nella sua essenza rimarr\u00e0 quella di prima, la nostra santa Rus\u2019, quale fino ad ora \u00e8 stata\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>la lotta territoriale \u2013 e dunque spirituale \u2013 come via:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cMeglio sguainare una volta la spada che soffrire all\u2019infinito\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>la politica come aggressione, mordente:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cIl principale errore nella politica della Russia \u00e8 che i suoi obbiettivi sono moderati\u201d;<\/p><\/blockquote>\n<p>l\u2019epica della famiglia:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cNell\u2019enorme maggioranza del nostro popolo, persino negli scantinati di Pietroburgo, persino nella situazione spirituale pi\u00f9 misera \u2013 esiste comunque l\u2019anelito alla dignit\u00e0, una certa onest\u00e0, a un autentico rispetto di s\u00e9; si conserva l\u2019amore per la famiglia, per i figli\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La missione russa non ammette patti con l\u2019Europa, dacch\u00e9 \u201cper l\u2019Europa la Russia \u00e8 uno degli enigmi della Sfinge\u201d, \u201cl\u2019Europa conosce in maniera pi\u00f9 concreta la stella Sirio che la Russia\u201d. Il repertorio anti-europeo \u00e8 esilarante (diremmo meglio: istruttivo):<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cIn Europa, in questa Europa, dove sono state accumulate tante ricchezze, tutto \u00e8 scavato di nascosto e, forse, gi\u00e0 domani, croller\u00e0 senza lasciare traccia nei secoli dei secoli\u2026 In Europa c\u2019\u00e8 un clima di generale tristezza\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>D\u2019altronde, \u201cParigi \u00e8 una citt\u00e0 noiosissima\u201d, \u201cIn Germania mi ha sempre colpito soprattutto la stupidit\u00e0 del popolo\u201d, \u201cIn Inghilterra tutti si rispettano solo perch\u00e9 sono inglesi\u201d. Ne ha, Dostoevskij, anche per la Turchia, \u201cun\u2019orda asiatica e non uno stato di diritto\u201d: chiosa alla missione russa \u00e8 che \u201cCostantinopoli deve essere nostra\u2026 non \u00e8 russo chi non ammette la necessit\u00e0 di conquistare Costantinopoli\u201d. Nota non marginale per il commentatore di politica estera. Certo, ci sono passaggi folgoranti, che incidono un marchio sulla nostra fronte da indecenti razionalisti, idolatri della statistica, servi dell\u2019impero sanitario:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cIo credo nel regno totale di Cristo. Come si realizzer\u00e0, \u00e8 difficile prevederlo, ma esso ci sar\u00e0. Io credo che questo regno si realizzer\u00e0. Anche se \u00e8 difficile fare previsioni nella notte fonda delle congetture, i segni si possono comunque delineare almeno con il pensiero e io credo nei segni. E ci sar\u00e0 il regno universale del pensiero e della luce, da noi in Russia prima che altrove\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il viavai della globalizzazione, il mercimonio del mercato planetario, l\u2019utopia monetaria dell\u2019Europa unita non hanno fatto altro che infiammare le singole\u00a0<em>missioni<\/em>\u00a0nazionali. Germania, Francia, Turchia, Russia, Cina, Stati Uniti (non certo Polonia, Ungheria et simili)\u2026 Ciascuno agisce, oggi con pi\u00f9 cristallina pervicacia che allora (nell\u2019esatto attimo in cui le identit\u00e0 paiono svilirsi), secondo la\u00a0<em>missione<\/em>\u00a0\u2013 vogliamo dire\u00a0<em>destino<\/em>? \u2013 definita dai propri confini, dalla propria storia, dal proprio mito, pi\u00f9 o meno consapevole. Negarlo \u00e8 da negazionisti; tacitare i fatti sotto sinistre didascalie \u2013 sovranismo, nazionalismo, menzogna reazionaria \u2013 non fa che convalidarne gli effetti. Questo \u00e8 il tempo in cui le nazioni rinascono o muoiono, assorbite da altre onnivore istituzioni statali (\u00e8 quello che sta accadendo all\u2019Italia). Leggere Dostoevskij non \u00e8 un calmante \u2013 galvanizza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/putin-dostoevskij\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/putin-dostoevskij\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE &nbsp; Per capire la Russia di Putin (e la rinascita delle nazioni sotto il giogo globalista) bisogna leggere Dostoevskij. \u201cPer l\u2019Europa la Russia \u00e8 uno degli enigmi della Sfinge\u201d &nbsp; Iosif Stalin leggeva Dostoevskij di nascosto. 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