{"id":69461,"date":"2021-12-28T11:02:59","date_gmt":"2021-12-28T10:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69461"},"modified":"2021-12-28T11:46:07","modified_gmt":"2021-12-28T10:46:07","slug":"la-nana-di-cesare-contro-il-gigante-agamben","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69461","title":{"rendered":"La nana Di Cesare contro il gigante Agamben"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MASSIMOFRANCESCHINIBLOG (Massimo Franceschini)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando l\u2019ideologia fa saltare la possibilit\u00e0 del pensiero critico<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-69462\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Progetto-senza-titolo-1024x576-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Progetto-senza-titolo-1024x576-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Progetto-senza-titolo-1024x576-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Progetto-senza-titolo-1024x576-1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Pubblicato anche su\u00a0Attivismo.info\u00a0e\u00a0Sfero<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che commento Donatella di Cesare, come in questo articolo in cui evidenziavo il fatto che le sue argomentazioni fossero \u201cviziate\u201d da forti presupposti ideologici che mal si addicono, a mio parere, ad una quotatissima docente di filosofia.<\/p>\n<p>Tale vizio si palesa e si accentua in tutta la sua drammaticit\u00e0 nel suo\u00a0attacco\u00a0al filosofo\u00a0Giorgio Agamben, secondo la\u00a0Di Cesare\u00a0reo di aver sposato il cosiddetto \u201ccomplottismo\u201d.<\/p>\n<p>Come vedremo, l\u2019articolo in questione evidenzia il fatto che la professoressa possa essere annoverata fra i \u201cpaladini del sistema\u201d tout court.<\/p>\n<p>Giusto per chiarire cosa intendo quando parlo di \u201csistema\u201d, con buona pace di chi non ha veri argomenti politici, ma solo slogan da\u00a0talk\u00a0televisivi, mi riferisco a quello che dovrebbe essere il dato principale della politica moderna, totalmente rimosso dal dibattito politico: la questione\u00a0sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Della serie \u201cmeglio tardi che mai\u201d, da quando \u00e8 stata messa in campo l\u2019emergenza sanitaria\u00a0sempre pi\u00f9 voci si stanno accorgendo del fatto che oggi il \u201cpotere reale\u201d non \u00e8 pi\u00f9 nelle mani della politica e dei nostri presunti \u201crappresentanti\u201d se non nella \u201cforma\u201d, anch\u2019essa per\u00f2 ampiamente e ripetutamente violata.<\/p>\n<p>Se vogliamo fare un vero servizio alla politica e alla verit\u00e0, non possiamo pi\u00f9 trattenerci dall\u2019indicare come le pi\u00f9 alte sfere della finanza globale (che detengono, controllano e influiscono su banche, centrali e non, corporazioni globali, \u201cbig tech\u201d,\u00a0media\u00a0mainstream\u00a0e centri culturali), insieme ad organismi privati sovranazionali non eletti e ad un coacervo di apparati che abbiamo imparato a chiamare \u201cdeep state\u201d, formino la reale sfera del potere di un Occidente che stentiamo sempre pi\u00f9 a definire \u201cdemocratico\u201d.<\/p>\n<p>Con le sue profonde analisi, vi prego di leggere attentamente\u00a0questa\u00a0di pochi giorni fa, poi esplicitata in\u00a0questo\u00a0video,\u00a0Agamben\u00a0da tempo si pone tali problemi, andando anche oltre per cercare di capire le fondamenta filosofiche, etiche, persino linguistiche del grave momento attuale.<\/p>\n<p>Questo, evidentemente, lo \u201celegge\u201d a bersaglio da parte della\u00a0Di Cesare\u00a0che pretende di rivenderci la \u201cmissione umanitaria\u201d di salvare\u00a0Agamben\u00a0da se stesso, addirittura proteggendo nello stesso tempo, udite udite, la \u201cfilosofia\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dal sottotitolo, credo si possa intuire come nella testa della\u00a0Di Cesare\u00a0non alberghi il dubbio, almeno in questo caso:<\/p>\n<p>\u00c8 stato il filosofo pi\u00f9 significativo di questi ultimi decenni. Ma da quando ha iniziato a commentare gli eventi legati al coronavirus ha abbracciato il negazionismo. Sar\u00e0 quindi necessario preservare Agamben da Agamben, il lascito del suo pensiero da questa deriva.<\/p>\n<p>E continua parlando del \u201ccaso Agamben\u201d come di uno dei tanti effetti devastanti di questa pandemia, che avrebbe persino investito la filosofia.<\/p>\n<p>Nella prima parte dell\u2019articolo, per far capire quanto lei conosca e riconosca al filosofo, elenca tutta una serie di indubitabili meriti del suo pensiero filosofico-politico, ma al solo fine di far pesare ancor pi\u00f9 quanto sarebbe \u201ctraumatico\u201d quel che \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>L\u2019autrice continua poi con una breve cronaca riassuntiva di momenti impressi nella nostra memoria dal\u00a0mainstream, ovviamente senza metterne in discussione alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Ovviamente non si fa mancare i camion di\u00a0Bergamo\u00a0e una battuta contro quelli che lei definisce \u201cregimi sovranisti\u201d di\u00a0Trump\u00a0e\u00a0Bolsonaro\u00a0rei, a quanto dice, di \u201cignorare grottescamente o di piegare ai propri scopi\u201d quello che lei chiama \u201cvirus sovrano\u201d.<\/p>\n<p>La\u00a0Di Cesare\u00a0continua cercando, proprio come il\u00a0Polito\u00a0sul\u00a0Corriere\u00a0che commentavo nel\u00a0precedente\u00a0articolo, di apparire consapevole dei pericoli per una \u201cderiva autoritaria\u201d, ma pur distinguendo fra \u201cstato d\u2019emergenza\u201d e \u201cstato d\u2019eccezione\u201d, indicando quest\u2019ultimo come \u201cdettato da una volont\u00e0 sovrana\u201d, trae le sue perentorie conclusioni cos\u00ec:<\/p>\n<p>Ma\u00a0il passo ulteriore, quello della deriva complottistica, non lo compiamo. Perci\u00f2 non diciamo n\u00e9 che l\u2019epidemia da Covid-19 \u00e8 un\u2019invenzione n\u00e9 che viene presa a pretesto intenzionalmente, come fa Agamben nell\u2019avvertenza del suo libro: \u00abSe i poteri che governano il mondo hanno deciso di cogliere il pretesto di una pandemia \u2013 a questo punto non importa se vera o simulata\u2026\u00bb.\u00a0Personalizzare il potere, renderlo un soggetto con tanto di volont\u00e0, attribuirgli un\u2019intenzione, significa avallare una visione complottistica. E vuol dire anche non considerare il ruolo della tecnica, quell\u2019ingranaggio che, come insegna Heidegger, impiega quanti pretenderebbero di impiegarlo. I progettisti diventano i progettati. Non si pu\u00f2 oggi non vedere il potere attraverso questo dispositivo. Proprio\u00a0il virus sovrano ha mostrato tutti i limiti di un potere che gira a vuoto, ingiusto, violento, e tuttavia impotente di fronte al disastro, incapace di affrontare la malattia del mondo.<\/p>\n<p>Che dire, qui di problemi io ne rilevo assai!<\/p>\n<p>Ad iniziare dalla \u201csovranit\u00e0\u201d, di fatto spostata dalle scelte della politica al virus, come se un evento abbia un solo modo di essere analizzato ed affrontato!<\/p>\n<p>Alla faccia della filosofia che lei pretende di insegnare\u2026 potere dei protocolli della cosiddetta \u201cscienza\u201d!<\/p>\n<p>Comunque, se per certi versi \u00e8 tipico che il mondo intellettuale, \u201cdi sistema\u201d e non, difficilmente si spinga a dire le cose fino in fondo preferendo minimizzare, circoscrivere, relativizzare, ponendo l\u2019accento sulla \u201ccomplessit\u00e0\u201d, una parola sempre pi\u00f9 in voga ai giorni nostri sulla quale ci sarebbe molto da dire, se quindi abbiamo una prudenza comprensibile anche con l\u2019esigenza di mantenere uno \u201cstatus\u201d guadagnato, arrivare a dire che il potere non abbia una sua volont\u00e0, delle intenzioni, a me pare solo un vezzo intellettuale, sintomo di un \u201cnon voler vedere\u201d assai sospetto.<\/p>\n<p>Sar\u00f2 certamente complottista, ma ricordiamo gli articoli delle grandi riviste scientifiche ed universitarie mondiali, insieme ad una marea di\u00a0media mainstream\u00a0che sin dagli esordi della \u201cpandemia\u201d hanno subito iniziato a dirci che il mondo non sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso?<\/p>\n<p>Addirittura illustrandoci le nuove procedure, nuove applicazioni e protocolli che andavano ad impattare su ogni aspetto della vita!<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 tutto previsto, almeno a livello progettuale!<\/p>\n<p>E come non tener conto della marea di indizi sulla preparazione decennale alla \u201cpandemia\u201d, culminata con le estese esercitazioni degli apparati statunitensi del 2019?<\/p>\n<p>E ritorniamo cos\u00ec a quanto poc\u2019anzi scrivevo riguardo alle reali sfere di potere dell\u2019era moderna, che la\u00a0Di Cesare\u00a0sembra \u201cevitare\u201d, purtroppo in compagnia di troppi intellettuali che, pur avendo posizioni sostanzialmente corrette pensano sia ancora il tempo della \u201cprudenza accademica\u201d, forse proprio per non subire gli strali alla\u00a0Di Cesare.<\/p>\n<p>E veniamo alla\u00a0tecnica, l\u2019ingranaggio capace di stritolare ogni umanit\u00e0 e caratterizzare il potere stesso.<\/p>\n<p>Non devo certo scoprirlo io che la tecnica \u00e8 la forza della modernit\u00e0, che ha nello\u00a0scientismo\u00a0la sua \u201creligione\u201d.<\/p>\n<p>Questo\u00a0estratto di\u00a0Ellul, risalente al \u201967, credo sia abbastanza esaustivo a riguardo, a patto di comprendere che parliamo di uomini che si sono prostrati alla tecnica, \u201cautomatizzati\u201d alle sue procedure nelle quali trovano la ragione d\u2019essere e di agire: tutti nuovi\u00a0Eichmann, giusto per citare una delle riflessioni di\u00a0Agamben\u00a0che riprendeva la\u00a0Arendt, che non \u201cevadono\u201d mai mentalmente, spiritualmente e umanamente dalle loro \u201cistruzioni\u201d.<\/p>\n<p>Il problema della tecnica si risolve, e non dico sia facile, anzi, riportandola sotto il reale controllo politico di societ\u00e0 civili informate e non deviate da\u00a0media\u00a0di sistema e scuole tecnicizzate-inanimate, in piena etica civile e trasparenza politica.<\/p>\n<p>Un lavoro certo arduo, quasi impossibile ormai, ma a ben vedere l\u2019unico per cui valga la pena di combattere politicamente.<\/p>\n<p>Evidentemente queste considerazioni non sono \u201cnecessarie\u201d alla Di Cesare, che preferisce sentenziare cercando di apparire comunque \u201cequilibrata\u201d:<\/p>\n<p>No, non mi associo alla vulgata anticomplottista di quelli che, certi di possedere ragione e verit\u00e0, riducono un fenomeno complesso a un crampo mentale o a una menzogna. Con tanto pi\u00f9 rammarico dico che le cupe insinuazioni di Agamben, le sue dichiarazioni sulla \u00abcostruzione di uno scenario fittizio\u00bb e sulla \u00aborganizzazione integrale del corpo dei cittadini\u00bb, che rinviano a un nuovo paradigma di biosicurezza e a una sorta di terrore sanitario, lo inscrivono purtroppo nel panorama attuale del complottismo.<\/p>\n<p>Un colpo al cerchio, uno alla botte, senza volersi \u201csporcare le mani\u201d apparendo come quella che non ha provato a capire, che per\u00f2 cade, come al suo solito e come facevo notare nel primo articolo in cui la commentavo, sul fattore ideologico:<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto\u00a0Agamben si \u00e8 ritrovato a destra, anzi all\u2019ultradestra, con un seguito di no vax e no pass. Di tanto in tanto si \u00e8 perfino scagliato contro chi a sinistra difendeva il piano di vaccinazione.<\/p>\n<p>In fin dei conti, da brava \u201cpasdaran\u201d della sinistra, a lei questo interessa, marcare il territorio ideologico come ultima e \u201cinsuperabile\u201d ragione.<\/p>\n<p>E conclude con quelle che a lei sembreranno parole definitive contro il grande filosofo:<\/p>\n<p>Ci ha costretto spesso a elucubrazioni fuorvianti e soprattutto, prendendo posizioni paradossali, ci ha spinto verso il senso comune. Per quel che mi riguarda forse questo \u00e8 uno dei maggiori danni, dato che la filosofia richiede radicalit\u00e0. Ma\u00a0i danni sono ulteriori e difficilmente stimabili, a partire da un sovrappi\u00f9 di discredito gettato sulla filosofia. Per noi agambeniani, sopravvissuti a questo trauma, si tratter\u00e0 di ripensare categorie concetti, termini, alcuni \u2013 come \u201cstato d\u2019eccezione\u201d \u2013 divenuti quasi ormai grotteschi. E\u00a0sar\u00e0 necessario salvare Agamben da Agamben, il lascito del suo pensiero da questa deriva. N\u00e9 si pu\u00f2 sorvolare sulla questione politica, dato che viene meno nel modo peggiore uno dei punti decisivi di riferimento per una sinistra che non si arrende n\u00e9 al neoliberismo n\u00e9 alla versione del progressismo moderato. Il cammino sar\u00e0 impervio.<\/p>\n<p>Certo, delimitare la filosofia alla \u201cradicalit\u00e0\u201d espungendo il buon vecchio \u201csenso comune\u201d a me fa subito venire in mente\u00a0Costanzo Preve, quando denunciava la novit\u00e0 della nostra epoca: gli intellettuali dei nostri tempi sono spesso pi\u00f9 stupidi della gente comune!<\/p>\n<p>Comunque, la chiusura \u201cin bellezza\u201d dell\u2019autrice, oltre a rimarcare il suo unico interesse ideologico, si impreziosisce finalmente di qualche verit\u00e0: il desiderio per una sinistra che non si arrenderebbe al neoliberismo sa tanto di \u201creset\u00a0globale\u201d stile\u00a0Davos-credito sociale cinese, se possibile ancor peggiore del neoliberismo stesso; riguardo al progressismo moderato, evidentemente l\u2019autrice ci spinge verso un progressismo spinto, ed anche qui la\u00a0Cina\u00a0e le \u00e9lite transumane occidentali la stanno accontentando.<\/p>\n<p>Caro\u00a0Giorgio, con nemici cos\u00ec il tuo onore salir\u00e0 alle stelle, insieme al nostro scoramento.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/2021\/12\/23\/la-nana-di-cesare-contro-il-gigante-agamben\/#more-2224\">https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/2021\/12\/23\/la-nana-di-cesare-contro-il-gigante-agamben\/#more-2224<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MASSIMOFRANCESCHINIBLOG (Massimo Franceschini)\u00a0 Quando l\u2019ideologia fa saltare la possibilit\u00e0 del pensiero critico Pubblicato anche su\u00a0Attivismo.info\u00a0e\u00a0Sfero Non \u00e8 la prima volta che commento Donatella di Cesare, come in questo articolo in cui evidenziavo il fatto che le sue argomentazioni fossero \u201cviziate\u201d da forti presupposti ideologici che mal si addicono, a mio parere, ad una quotatissima docente di filosofia. 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