{"id":69562,"date":"2022-01-05T09:00:45","date_gmt":"2022-01-05T08:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69562"},"modified":"2022-01-03T14:43:44","modified_gmt":"2022-01-03T13:43:44","slug":"ex-miniere-sarde-un-patrimonio-immobiliare-che-va-in-pezzi-dopo-la-riconversione-fallita-la-regione-non-vende-e-non-investe-sul-recupero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69562","title":{"rendered":"Ex miniere sarde, un patrimonio immobiliare che va in pezzi. Dopo la riconversione fallita la Regione non vende e non investe sul recupero"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Cinzia Simbula)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-primo-piano-small size-ifq-primo-piano-small wp-post-image\" title=\"Ex miniere sarde, un patrimonio immobiliare che va in pezzi. Dopo la riconversione fallita la Regione non vende e non investe sul recupero\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/27\/sardegna-miniere-1200-690x362.jpg\" alt=\"Ex miniere sarde, un patrimonio immobiliare che va in pezzi. Dopo la riconversione fallita la Regione non vende e non investe sul recupero\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<section class=\"catenaccio\">Il patrimonio in capo all&#8217;assessorato regionale dell&#8217;Industria, attraverso la societ\u00e0 Igea, \u00e8 uno scrigno di tesori. Difficile dire quanto valgano perch\u00e9 non \u00e8 mai stato valutato, ma 5 anni fa un&#8217;asta per i lotti dell&#8217;area Masua-Monte Agruxau (Iglesias) e di Ingurtosu-Pitzinurri-Naracauli (Guspini e Arbus) aveva un prezzo base complessivo vicino ai 45 milioni di euro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/section>\n<section id=\"article-body-6437777\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">\n<section class=\"fqGallery\" data-id=\"2\" data-initial-slide=\"0\">\n<div id=\"main-carousel\" class=\"swiper-container gallery-top swiper-container-horizontal loaded-swiper\" data-label=\"main\" data-initial-slide=\"0\">\n<div class=\"swiper-wrapper\" data-pswp-uid=\"1\">\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height swiper-slide-duplicate swiper-slide-prev\" data-swiper-slide-index=\"3\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5432.jpg\" data-size=\"1169x815\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height\" title=\"IMG_5432\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5432-1050x732.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height current-slide\" data-swiper-slide-index=\"0\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5439.jpg\" data-size=\"1169x761\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height swiper-lazy-loaded\" title=\"IMG_5439\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5439-1050x684.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height swiper-slide-next\" data-swiper-slide-index=\"1\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5437.jpg\" data-size=\"1169x855\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height\" title=\"IMG_5437\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5437-1050x768.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height\" data-swiper-slide-index=\"2\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5436.jpg\" data-size=\"1169x801\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height\" title=\"IMG_5436\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5436-1050x719.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height swiper-slide-duplicate-prev\" data-swiper-slide-index=\"3\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5432.jpg\" data-size=\"1169x815\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height\" title=\"IMG_5432\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5432-1050x732.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"swiper-slide swiper-change-height swiper-slide-duplicate swiper-slide-duplicate-active\" data-swiper-slide-index=\"0\"><a href=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5439.jpg\" data-size=\"1169x761\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-lazy img-change-height swiper-lazy-loaded\" title=\"IMG_5439\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/02\/IMG_5439-1050x684.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div id=\"ifq-intext-container-1\">\n<div id=\"inRead\">\n<div id=\"ifq-adv-above-content-fixed-article\" class=\"ifq-adv-passback\" data-ad-unit=\"\/22141773216,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_psb_teads_300x250\" data-sizes=\"[[300,250],[336,280],&quot;fluid&quot;]\" data-pb-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250]]\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il<strong>\u00a0rischio crolli<\/strong>\u00a0\u00e8 anticipato dai cartelli sistemati attorno alle strutture. Ma la scritta \u201cpericolo\u201d \u00e8 pura formalit\u00e0 al cospetto di quei simboli della\u00a0<strong>storia mineraria<\/strong>, ormai pi\u00f9 simili a\u00a0<strong>edifici bombardati<\/strong>\u00a0e che, pezzo dopo pezzo, si\u00a0<strong>arrendono impotenti<\/strong>\u00a0anche alle piogge che ultimamente cadono con abbondanza. Come nei giorni scorsi il tetto di quel che fu il laboratorio chimico di\u00a0<strong>San Giovanni<\/strong>\u00a0<strong>miniera<\/strong>, a Iglesias: sbriciolato sotto il peso dell\u2019indifferenza.<\/p>\n<p><strong>RICONVERSIONE SVANITA \u2013<\/strong>\u00a0In Sardegna, cessata<strong>\u00a0l\u2019attivit\u00e0 estrattiva<\/strong>\u00a0che a lungo ha tenuto viva l\u2019economia di territori quali, in primis, il\u00a0<strong>Sulcis-Iglesiente-Guspinese<\/strong>, la tanto proclamata riconversione non \u00e8 mai avvenuta. O \u00e8 avvenuta solo in parte, cosicch\u00e9 un\u00a0<strong>patrimonio immenso<\/strong>\u00a0\u00e8 rimasto in bal\u00eca del tempo e dei\u00a0<strong>saccheggiatori<\/strong>. Per questo si ha l\u2019impressione che venga strappata ogni giorno una pagina da un libro prezioso. O meglio: un\u2019enciclopedia che racconta di storia e fatiche operaie, tecnologia e bella architettura che, comunque, emerge con prepotenza nonostante l\u2019abbandono. Perch\u00e9 il patrimonio immobiliare in capo all\u2019<strong>assessorato regionale dell\u2019Industria<\/strong>, attraverso la societ\u00e0\u00a0<strong>Igea<\/strong>, \u00e8 uno scrigno di tesori.<\/p>\n<p><strong>IL TENTATIVO DI VENDITA \u2013<\/strong>\u00a0Quanto valgano \u00e8 difficile dirlo: non si esprime al riguardo l\u2019abbottonatissimo\u00a0<strong>Michele Caria<\/strong>, amministratore unico della societ\u00e0 mineraria. Ma per avere un\u2019idea si pu\u00f2 andare indietro nel tempo e arrivare al 2016 quando la Regione fece un\u00a0<strong>bando per la vendita<\/strong>\u00a0a privati di parte di quel patrimonio, suddividendolo in\u00a0<strong>cinquantacinque lotti<\/strong>. La gara interessava, in particolare, due compendi: area\u00a0<strong>Masua-Monte Agruxau<\/strong>\u00a0(Iglesias) e\u00a0<strong>Ingurtosu-Pitzinurri-Naracauli<\/strong>\u00a0(Guspini e Arbus) per i quali prevedeva un importo a base d\u2019asta, rispettivamente, di\u00a0<strong>32,52 milioni<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>11 milioni<\/strong>. Le polemiche non mancarono, soprattutto per il timore di speculazioni in un territorio caratterizzato anche dalla bellezza paesaggistica e dalla vicinanza alla costa. Non se ne fece nulla, con il sollievo di molti. Ma il nulla che ne segu\u00ec \u00e8 da intendersi come assoluto, giacch\u00e9 ancora oggi si parla di\u00a0<strong>recupero<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>valorizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>RECUPERO O DEMOLIZIONE? \u2013<\/strong>\u00a0Non \u00e8 dato sapere se sia stata fatta una valutazione di quali siano gli<strong>\u00a0immobili recuperabili<\/strong>\u00a0e quali, invece, dovrebbero essere aiutati a venir gi\u00f9 completamente. Impossibile, quindi, ipotizzare l\u2019ammontare di un\u00a0<strong>eventuale investimento<\/strong>\u00a0da fare. \u201c\u00c8 assurdo che ancora non sia stato fatto il punto sullo stato degli immobili e sugli eventuali piani di riutilizzo \u2013 dice\u00a0<strong>Nino D\u2019Orso<\/strong>, figlio di minatore e segretario regionale della\u00a0<strong>Femca-Cisl<\/strong>, il sindacato della categoria chimici, minatori e tessili \u2013 Quando \u00e8 possibile, evito persino di fare certe strade perch\u00e9 \u00e8 sempre un colpo al cuore vedere lo stato degli edifici: lo considero un\u2019offesa alla memoria di mio padre e di tutti coloro che hanno lavorato in miniera, anche perdendo la vita\u201d.<\/p>\n<p>Il sindacalista avanza una proposta: \u201cSediamoci di nuovo tutti attorno a un tavolo, Regione, Igea, amministrazioni locali, rappresentanti sindacali e cittadini, e facciamo in modo di portare avanti proposte serie per far s\u00ec che con i\u00a0<strong>fondi del Pnrr<\/strong>, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, trovino copertura anche i progetti di\u00a0<strong>valorizzazione dei compendi minerari<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>ARCHITETTURA DI PREGIO \u2013<\/strong>\u00a0Di valorizzazione parla\u00a0<strong>Marco Piras<\/strong>, giovane architetto che suggerisce di verificare,\u00a0<em>in primis<\/em>, l\u2019interesse culturale in accordo con il Ministero. \u201cAlla domanda se abbia un senso recuperare, rispondo sicuramente s\u00ec. Ma il tempo \u00e8 nemico e il patrimonio vastissimo. Tutti meriterebbero di essere conservati, ma dovendo indicare una priorit\u00e0, penserei subito ai beni che possiamo definire urbani, quelli inseriti in un contesto abitato e dalla\u00a0<strong>forte connotazione identitaria<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019elenco degli immobili di pregio \u00e8 lungo: dalla\u00a0<strong>Villa Stefani di Normann<\/strong>\u00a0(Gonnesa) al laboratorio chimico di San Giovanni miniera continuando con sala compressori e impianto elettrolisi di Monteponi (tutti a Iglesias), senza dimenticare le strutture del \u201c<strong>villaggio fantasma<\/strong>\u201d tra Montevecchio e Arbus. \u201cDal punto di vista architettonico possiamo apprezzare la cura maggiore nelle strutture di<strong>\u00a0Monteponi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Montevecchio<\/strong>, mentre altre hanno una maggiore connotazione di carattere tecnologico industriale\u201d.<\/p>\n<p><strong>PRIMA LE BONIFICHE \u2013<\/strong>\u00a0Per la valorizzazione non si pu\u00f2 prescindere dalle bonifiche e su questo punto insiste il geologo\u00a0<strong>Franco Manca<\/strong>\u00a0il quale non si stanca di ricordare che \u201cin tutto il territorio regionale ci sono 70 milioni di metri cubi di\u00a0<strong>discariche minerarie<\/strong>\u00a0e la parte pi\u00f9 cospicua, circa 60 milioni, \u00e8 nel\u00a0<strong>Sulcis-Iglesiente-Guspinese<\/strong>. L\u2019operazione di\u00a0<strong>bonifica<\/strong>, indispensabile nell\u2019ottica del ripristino ambientale, lo \u00e8 anche se pensiamo a recupero e valorizzazione delle strutture per le quali, in passato, era stato fatto una sorta di inventario: questa dovrebbe essere la base per stabilire cosa si deve recuperare\u201d.<\/p>\n<p><strong>I SITI META TURISTICA \u2013<\/strong>\u00a0Ma tra abbandono e situazioni paradossali (come il\u00a0<strong>complesso turistico<\/strong>\u00a0mai aperto a\u00a0<strong>Monteponi<\/strong>, formato da fabbricati minerari trasformati in albergo, centro benessere e ristorante) ci sono anche esempi di\u00a0<strong>avvenuta riconversione<\/strong>\u00a0in chiave turistica e culturale. Da\u00a0<strong>Porto Flavia<\/strong>\u00a0(galleria affacciata sul mare mozzafiato di Nebida-Masua, a Iglesias) e\u00a0<strong>grotta Santa Barbara<\/strong>\u00a0(a San Giovanni miniera, nello stesso Comune) all\u2019ex\u00a0<strong>miniera Serbariu<\/strong>\u00a0(a Carbonia) e Rosas (Narcao) o\u00a0<strong>Su Zurfuru<\/strong>\u00a0(Fluminimaggiore), senza dimenticare la Palazzina della direzione e la galleria (a Montevecchio, Guspini). O, ancora:\u00a0<strong>galleria Henry<\/strong>\u00a0(Buggerru),\u00a0<strong>Sos Enattos<\/strong>\u00a0(a Lula, nel Nuorese) e l\u2019Argentiera, a Sassari.<br \/>\nIl numero sempre crescente di\u00a0<strong>visitatori<\/strong>\u00a0\u00e8 un esempio eloquente di quanto interesse riscuota la storia mineraria.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2022\/01\/03\/ex-miniere-sarde-un-patrimonio-immobiliare-che-va-in-pezzi-dopo-la-riconversione-fallita-la-regione-non-vende-e-non-investe-sul-recupero\/6437777\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2022\/01\/03\/ex-miniere-sarde-un-patrimonio-immobiliare-che-va-in-pezzi-dopo-la-riconversione-fallita-la-regione-non-vende-e-non-investe-sul-recupero\/6437777\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Cinzia Simbula) &nbsp; Il patrimonio in capo all&#8217;assessorato regionale dell&#8217;Industria, attraverso la societ\u00e0 Igea, \u00e8 uno scrigno di tesori. 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