{"id":69587,"date":"2022-01-05T08:30:48","date_gmt":"2022-01-05T07:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69587"},"modified":"2022-01-05T01:19:18","modified_gmt":"2022-01-05T00:19:18","slug":"le-illusioni-e-le-delusioni-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69587","title":{"rendered":"Le illusioni e le delusioni della democrazia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARCELLO VENEZIANI (Danilo Breschi)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Intervista a cura di Danilo Breschi\u00a0per il <em>Pensiero storico<\/em>\u00a0n.10<\/p>\n<p><em>Cos\u2019\u00e8 per lei la democrazia? Cosa intendiamo con questa parola?\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La democrazia non \u00e8 il governo del popolo sovrano, non \u00e8 l\u2019autogestione e l\u2019autodeterminazione delle masse ma \u00e8 la forma politica che prevede in linea di principio che i governi siano legittimati e revocati dalla volont\u00e0 popolare, espressa mediante libero suffragio universale periodico. E che i governi siano il meno possibile opachi e il pi\u00f9 possibile controllati per conto e in nome dei cittadini. Ma la decisione resta alla fine di chi ha lo scettro della sovranit\u00e0. Non esistono governi di molti: la differenza \u00e8 tra governi di pochi nell\u2019interesse di pochi e governi di pochi nell\u2019interesse di molti. Chiamiamo queste ultime buone democrazie. Sappiamo che la democrazia non sconfigge e destituisce le oligarchie, ma coabita e lungo la strada trova punti di compromesso tra l\u2019assenso delle classi dominanti e il consenso dei popoli. Inoltre si parla di democrazia senza riferimenti nazionali e territoriali, come se fosse una forma politica globale. In realt\u00e0 non esiste democrazia se non all\u2019interno di uno Stato nazionale, riferito a un popolo, delimitato dai confini e dalle leggi.<\/p>\n<p><em>Viene generalmente fatta una distinzione tra una democrazia degli antichi e una democrazia dei moderni. Condivide anche lei questo approccio alla domanda?\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una schematizzazione suggestiva ma non del tutto corrispondente alla storia e soprattutto poco utile per comprendere le categorie e le differenze sul piano politico. Le prime erano democrazie che coincidevano con la citt\u00e0 o comunque con contesti limitati nello spazio e nel popolo, oltre che nei mezzi a disposizione. La vera distinzione tra le democrazie si concentra su sono due elementi fondamentali: uno, tra democrazia circoscritta e democrazia di massa; e l\u2019altro tra democrazia diretta, plebiscitaria e democrazia delegata, parlamentare. Pi\u00f9 naturalmente i possibili incroci intermedi.<\/p>\n<p><em>Esiste oggi un solo tipo di democrazia o \u00e8 un sistema politico che necessita di aggettivi e chiarimenti aggiuntivi poich\u00e9 pu\u00f2 essere implementato in molti modi, tenendo conto anche delle coordinate spazio-temporali in cui si traduce efficacemente in regole e istituzioni?<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 definire meglio la democrazia a partire dalla definizione di ci\u00f2 che non lo \u00e8. Ovvero i regimi dispotici, in forma autoritaria o totalitaria, dittature temporanee o tirannidi protratte nel tempo. La democrazia \u00e8 una forma politica che riconosce il ruolo delle minoranze e delle opposizioni, ha un luogo istituzionale in cui si esercita la libert\u00e0 di critica, dissenso e controllo; ha periodiche consultazioni popolari, libere e universali, in cui confermare o sostituire i governi in carica, anche a partire dalla fiducia alle maggioranze parlamentari che li sostengono. Infine una democrazia consente la libert\u00e0 d\u2019opinione, di scelta e di orientamenti di vita, se non contraddicono le leggi vigenti e non sono espresse in modi violenti.<\/p>\n<p><em>Strettamente legato alla domanda precedente, ci si pu\u00f2 chiedere se la democrazia sia stata una creazione tipicamente occidentale, poi esportata, o se abbia conosciuto un\u2019evoluzione parallela in contesti politici e culturali non europei, ma schiacciata dall\u2019espansionismo\u00a0europeo\u00a0e dal colonialismo\u00a0che\u00a0ne\u00a0segu\u00ec. Cosa\u00a0ne\u00a0pensa?<\/em><\/p>\n<p>Si, la democrazia \u00e8 stata una creazione tipicamente occidentale, nata nella civilt\u00e0 greco-romana e cristiana, sorta da una cultura fondata sulla centralit\u00e0 degli individui, sui diritti civili, sulla libera iniziativa dei singoli (o libero arbitrio, sul piano teologico). Successivamente le democrazie si sono estese al mondo, e si sono ibridate a forme politiche, culturali, antropologiche di altre civilt\u00e0 e di altri popoli, a partire da quelli in cui sussisteva un originario rispetto per tutti gli uomini, una tendenza alla condivisione delle scelte e al controllo del potere. Il sostrato universale su cui si fonda la democrazia \u00e8 il senso comunitario, come appartenenza, partecipazione e condivisione di destino. E\u2019 il senso della comunit\u00e0 a dare spessore, valore, profondit\u00e0 e tradizione alla democrazia: il sentirsi parte, prender parte, riconoscersi in una comunit\u00e0 che ha un comune passato, un comune destino, un legame sociale fondato su consolidate consonanze.<\/p>\n<p><em>Democrazia \u00e8 un termine adatto solo al contesto politico o pu\u00f2 o dovrebbe essere esteso anche ad altri settori della vita umana?\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Meglio usarla nell\u2019ambito politico, e solo limitatamente in quello civile, pi\u00f9 contiguo, evitando che diventi un termine universale, applicabile a ogni contesto, ogni cultura, ogni relazione umana. Veniamo da decenni di abuso dell\u2019espressione democratico, con una curiosa tendenza in passato: ogni categoria accompagnata dalla definizione di democratica (genitori democratici, magistratura democratica, psichiatria democratica, cultura democratica) erano al contrario la spia di una tendenza antidemocratica, cio\u00e8 eterodiretta, centralistica, ideologica, intollerante, che serviva a discriminare coloro che non vi si riconoscevano e a imporre un modello di egemonia.<\/p>\n<p><em>Oggi si parla molto in Europa della crisi della democrazia. Se \u00e8 corretto parlare di crisi, in che senso dovremmo comprenderla? Ed \u00e8 una crisi grave o no? Cosa potrebbe curarlo?<\/em><\/p>\n<p>La crisi della democrazia \u00e8 coessenziale alla democrazia, nasce con lei, perch\u00e9 non riesce a mantenere le sue promesse; dunque nasce con il tradimento della sua stessa definizione etimologica e l\u2019impossibilit\u00e0 di realizzarsi appieno. A questa crisi endemica, strutturale, si aggiunge poi una crisi storica ed epocale, che nei nostri anni sembra aggravarsi. Nei primi decenni del secolo scorso and\u00f2 in crisi la democrazia liberale, sopraffatta dalla nazionalizzazione delle masse e dalla pretesa di cambiare il mondo e l\u2019uomo tramite la politica; da decenni \u00e8 andata in crisi la democrazia di massa, sopraffatta dalla globalizzazione e dall\u2019interdipendenza planetaria, dalla disaffezione e dalla diserzione dei cittadini, dal ricorso sempre pi\u00f9 frequente a poteri tecnocratici, finanziari, gestionali, giudiziari che non passano da alcuna legittimazione democratica, pi\u00f9 una serie di problemi derivati. La crisi pare incurabile ma la terapia per resistere, convivere con la malattia e arginarla, passa dalla capacit\u00e0 di pensare che il futuro non debba essere la ripetizione automatica del presente ma possano nascere nuove\/antiche forme politiche, con un miglior equilibrio tra partecipazione e decisione, autorit\u00e0 e consenso, motivazione ed efficacia.<\/p>\n<p><em>Secondo lei, la globalizzazione e lo sviluppo tecnologico hanno lo scopo di promuovere o danneggiare la democrazia?<\/em><\/p>\n<p>La globalizzazione e lo sviluppo tecnologico allargano in partenza le possibilit\u00e0 di esercitare la democrazia, ne moltiplicano i canali e le possibilit\u00e0 di esercizio. Ma poi approdano di fatto, a una sua marginalizzazione fino all\u2019irrilevanza. Perch\u00e9 la politica ha bisogno di confini per esercitare le sue decisioni e il suo senso comunitario e i mezzi non devono sopraffare i fini: e invece da un verso l\u2019essenza della globalizzazione \u00e8 lo sconfinamento, l\u2019interdipendenza e la nascita di poteri sovranazionali e insieme sovrademocratici e dall\u2019altro verso la tecnica tende a sostituire gli scopi e ad avere come unico scopo la propria espansione infinita, anche a scapito dell\u2019umano.<\/p>\n<p><em>Gli antichi filosofi greci avevano\u00a0stabilito\u00a0una relazione tra il tipo umano e la forma di un reggimento politico. Secondo lei l\u2019affermazione della democrazia \u00e8 favorita da un certo\u00a0tipo umano, oppure \u00e8 essa stessa\u00a0a favorire la nascita e la diffusione di una certa antropologia?<\/em><\/p>\n<p>Quando il potere aveva una legittimazione eroica e sacrale, quando cio\u00e8 era affidato ai militari e ai sacerdoti, e sancito dalla spada e dalla fede, l\u2019orizzonte antropologico e politico era inevitabilmente diverso; e diversa era la fonte del potere. Ma in una societ\u00e0 dello scambio, del mercato, della libert\u00e0 e dell\u2019uguaglianza universali \u2013 almeno sul piano dei principi \u2013 in cui i fattori militari e religiosi sono sostituiti dai fattori economici e tecnologici, e non ci sono principi superiori alla libert\u00e0 e alla sopravvivenza biologica, \u00e8 evidente che il tipo umano a cui si riferisce \u00e8 diverso. E a quel tipo umano si addice la democrazia, ma a volte \u00e8 forte il sospetto che ancora pi\u00f9 indicato potrebbe essere un potere tecnocratico e finanziario assoluto, sorretto da un regime di sorveglianza e di controllo capillare.<\/p>\n<p><em>Quali sono, se ce ne sono, i modelli politici esistenti nel mondo di oggi come alternative alla democrazia liberale in stile occidentale? \u00c8 logico parlare di \u201cdemocrazie antiliberali\u201d? E\u00a0se \u00e8 cos\u00ec, cosa significa questa endiadi apparentemente contraddittoria<\/em>?<\/p>\n<p>Si, ci sono democrazie non propriamente liberali, cos\u00ec come ci sono stati regimi liberali non propriamente democratici. Difficile parlare di democrazia liberale riferendosi al modello indiano o russo, o addirittura cinese\u2026 Ma anche in occidente i termini democrazia e liberale cadono non poche volte in contraddizione, e talvolta si aprono conflitti formidabili tra libert\u00e0 e uguaglianza oltre che tra libert\u00e0 e identit\u00e0, tra democrazia e tradizione e tanti altri. Per non dire della forte tendenza a prevaricare il potere legislativo ed esecutivo da parte del potere giudiziario, che tende a sostituirsi alla politica e a correggere persino i responsi elettorali. La democrazia liberale non \u00e8 una formula messianica e perenne, da cui non si pu\u00f2 uscire se non cadendo all\u2019indietro nel baratro dei dispotismi; \u00e8 una forma storica, che pu\u00f2 essere superata e che pu\u00f2 avere alternative. Solo per citarne una, la democrazia comunitaria.<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 il rapporto tra democrazia e populismo?<\/em><\/p>\n<p>Il populismo sorge dalle attese tradite della democrazia; quando la democrazia viene di fatto surrogata da poteri oligarchici e da interessi oligarchici, inevitabilmente sorge la tendenza a riportare al centro il popolo sovrano. Ma come sempre accade, poich\u00e9 il popolo non pu\u00f2 essere veramente sovrano in ogni suo singolo componente, il populismo si associa solitamente a un aspetto tribunizio se non bonapartistico, cio\u00e8 si affida in chiave plebiscitaria a un leader che rappresenta gli umori e i malumori, i sentimenti e i risentimenti popolari, capace soprattutto di attaccare i poteri in carica ma meno capace poi di governare. L\u2019investitura popolare \u00e8 forte anche se spesso non \u00e8 affatto duratura. Il populismo semplifica i problemi, cerca soluzioni elementari, scorciatoie d\u2019effetto, cede spesso alla demagogia emotiva; ma alla sua origine nasce dal tradimento delle \u00e9lite nei confronti della democrazia. Ogni processo al populismo \u00e8 in realt\u00e0 un processo alla democrazia da cui ha preso piede.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/lo-scrittore\/interviste\/le-illusioni-e-le-delusioni-della-democrazia\/\">http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/lo-scrittore\/interviste\/le-illusioni-e-le-delusioni-della-democrazia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCELLO VENEZIANI (Danilo Breschi)\u00a0 Intervista a cura di Danilo Breschi\u00a0per il Pensiero storico\u00a0n.10 Cos\u2019\u00e8 per lei la democrazia? 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