{"id":69607,"date":"2022-01-06T09:00:30","date_gmt":"2022-01-06T08:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69607"},"modified":"2022-01-05T22:33:37","modified_gmt":"2022-01-05T21:33:37","slug":"perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69607","title":{"rendered":"Perch\u00e9 gli economisti sbagliano sulla scuola"},"content":{"rendered":"<p><strong>da MICROMEGA (Anna Angelucci)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"previewArticle j-previewArticle\">\n<div class=\"infoArticle j-infoArticle\">\n<div class=\"subtitleArticle\">\n<p>Per gli economisti \u2013 l\u2019\u00e9lite culturale che egemonizza il discorso sulla scuola oggi in Italia \u2013 lo studente conta solo in relazione al profitto che sar\u00e0 in grado di produrre. Una visione asfittica dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione, concepite nei soli termini del vantaggio economico.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"textArticle j-textArticle\">\n<p><em>Il vento di primavera d\u00e0 vita a tante piante; da queste parti \u00e8 passato un mercante, lui non sa cosa \u00e8 veramente prezioso, non ha trovato pietre e se n\u2019\u00e8 andato.<br \/>\n<\/em>(Antico canto popolare cinese)<br \/>\n<em>\u201cSono quei benedetti affari che imbrogliano gli affetti\u201d<br \/>\n<\/em>(A. Manzoni)<br \/>\n<em>Beatus ille qui procul negotiis<\/em><br \/>\n(Orazio)<\/p>\n<p>Due sono i riferimenti che mi paiono necessari per tratteggiare la cornice di un ragionamento sui rapporti tra scuola, politica, economia guardando al presente e immaginando il futuro.<br \/>\nIl primo rimanda a Gramsci ed \u00e8 contenuto in un libro collettaneo dedicato all\u2019opera pedagogica di Mario Alighiero Manacorda, il quale affermava che \u201cnella scuola [\u2026] Gramsci individua uno degli osservatori pi\u00f9 significativi per un\u2019analisi delle modalit\u00e0 di assimilazione delle masse a forme di sapere che sono l\u2019espressione dell\u2019egemonia di un ceto ristretto di intellettuali\u201d<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Il secondo risale agli anni Settanta, quando nei suoi libri (ricordiamo <em>Pedagogia come pratica della libert\u00e0<\/em> e <em>Pedagogia degli oppressi<\/em>) il pedagogista brasiliano Paulo Freire contrapponeva due tipi di educazione: quella innovativa, rivoluzionaria \u2013 critica, problematizzante, emancipante, che nasce dal dialogo educativo, da una progressiva elaborazione formativa e rielaborazione comune del sapere \u2013 e quella tradizionale, nozionistica, mnemonica, inutilmente ripetitiva e sommativa, che lui definiva, con straordinaria lungimiranza, \u2018depositaria, bancaria\u2019, perch\u00e9 tesa all\u2019accumulo acritico di contenuti non rielaborati.<\/p>\n<p>Mi pare dunque che il focus gramsciano sul concetto di egemonia di una \u00e9lite e sulla scuola come luogo di assimilazione delle masse a forme di sapere che sono espressione di quell\u2019egemonia, cos\u00ec come il paradigma economicistico dell\u2019educazione denunciato da Freire, siano i due cardini imprescindibili di una riflessione sull\u2019attuale condizione della scuola in generale e su quella delle giovani generazioni in particolare.<\/p>\n<p>L\u2019\u00e9lite culturale che egemonizza il discorso sulla scuola \u00e8 oggi in Italia quella degli economisti, legittimati alla gestione del sistema d\u2019istruzione \u2013 cos\u00ec come evidentemente, pi\u00f9 in generale, alla gestione del potere \u2013 in quanto \u2018tecnici\u2019 capaci di gestire la <em>governance<\/em> di istituzioni fondate su paradigmi neoliberisti.<\/p>\n<p>Come ha chiarito bene Emiliano Brancaccio, siamo al cospetto dell\u2019\u201cimperialismo metodologico\u201d del pensiero economico neoclassico, il cui nucleo fondativo \u00e8 il concetto di \u201cindividuo che agisce per massimizzare un obiettivo sotto il vincolo delle risorse\u201d<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Questo spiega, da un lato, lo strutturale definanziamento delle risorse economiche per la scuola in nome del vincolo, cui resta fedele persino l\u2019insufficiente stanziamento per l\u2019istruzione della <em>Next Generation<\/em> <em>EU<\/em> del PNRR<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, dall\u2019altro la diffusione capillare di principi e pratiche correlati all\u2019individuo e alla sua performance.<\/p>\n<p>Competenza, intesa come prestazione del singolo alunno fin dalla scuola dell\u2019infanzia; competizione e concorrenza tra studenti; standardizzazione degli apprendimenti finalizzata alla misurazione comparativa e competitiva dei singoli, delle classi e delle scuole; classificazione strumentale dei risultati; incentivi all\u2019autoimprenditorialit\u00e0 del bambino o dell\u2019adolescente in formazione \u2013 una delle competenze chiave indicate dall\u2019Unione europea \u2013 ormai definitivamente concepito come <em>capitale umano<\/em>: cos\u00ec il premier Draghi, nel suo discorso d\u2019insediamento al Senato, parlando delle nuove generazioni e delle nostre responsabilit\u00e0 nei loro confronti; cos\u00ec la stragrande maggioranza degli economisti, cui fanno eco media mainstream autoridottisi a meri amplificatori acritici dei discorsi del potere; cos\u00ec parti sempre pi\u00f9 ampie di opinione pubblica, progressivamente indotte a concepire istruzione e <em>educazione <\/em>\u2013 nel senso etimologico del termine \u2013 nei soli termini del vantaggio economico.<\/p>\n<p>Mi riecheggiano nella mente le parole di Giovanni Verga, lette in classe al mattino con generazioni di studenti, chini insieme sulle pagine di <em>Rosso Malpelo<\/em>, in un atto \u2013 quello della lettura delle pagine cartacee di un libro di letteratura \u2013 che sembra diventare drammaticamente ogni giorno pi\u00f9 desueto, nelle nostre aule invecchiate, sempre pi\u00f9 fredde e fatiscenti ma riempite di schermi di ultima generazione:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cFinalmente un luned\u00ec Ranocchio non venne pi\u00f9 alla cava, e il padrone se ne lav\u00f2 le mani, perch\u00e9 allo stato in cui era ridotto oramai era pi\u00f9 di impiccio che altro. Malpelo si inform\u00f2 dove stesse di casa, e il sabato and\u00f2 a trovarlo. Il povero Ranocchio era pi\u00f9 di l\u00e0 che di qua; sua madre piangeva e si disperava come se il figliolo fosse di quelli che guadagnano dieci lire la settimana. Cotesto non arrivava a comprenderlo Malpelo, e domand\u00f2 a Ranocchio perch\u00e9 sua madre strillasse a quel modo, mentre che da due mesi ei non guadagnava nemmeno quel che si mangiava\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ci diciamo, in classe, che Malpelo soffre per le disperate condizioni di salute del suo compagno; gli regala i pantaloni di fustagno cui tiene tanto perch\u00e9 erano di suo padre, gli compra con i suoi pochi soldi una minestra calda per sostentarlo, ma tutto \u00e8 vano perch\u00e9 il bambino sta morendo, consumato dalla malattia, dal lavoro in miniera, dalla debolezza, dagli stenti. Malpelo soffre ma, educato a suon di botte e di fatica, non capisce perch\u00e9 la madre di Ranocchio si mostri cos\u00ec disperata: quanto pu\u00f2 valere un figlio che non guadagna niente? Commentiamo cos\u00ec, con gli studenti, al mattino, a scuola, leggendo un racconto e aprendo sguardi sul mondo, l\u2019apparente contraddizione di Malpelo, che si preoccupa per Ranocchio ma non comprende perch\u00e9 sua madre pianga per lui.<\/p>\n<p>\u00c8, questa, la nozione di <em>capitale umano<\/em>, incarnata e descritta nel personaggio letterario di un bambino-minatore pi\u00f9 efficacemente che in qualunque trattato degli economisti della scuola di Chicago o dell\u2019OCSE o di Confindustria o Fondazione Agnelli: la riduzione dell\u2019essere umano alla sua mera capacit\u00e0 produttiva, misurata solo in termini economici e in relazione a valori di mercato cui tutto \u00e8 funzionale, istruzione, salute, benessere, affettivit\u00e0, vita.<\/p>\n<p>La nozione di <em>capitale umano<\/em> istituisce oggi \u2013 per gli economisti che governano direttamente e indirettamente il sistema d\u2019istruzione \u2013 la sola relazione possibile tra i giovani e la scuola.<\/p>\n<p>\u201cAnche il <em>capitale umano<\/em> paga un prezzo alla pandemia\u201d<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, hanno dichiarato il presidente della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto e Barbara Romano in un articolo che evidenziava, a conclusione di un drammatico anno scolastico segnato dalla pandemia e dal lockdown, \u201cle ripercussioni sui futuri guadagni e le prospettive di lavoro degli studenti\u201d. Stime che per i due autori quantificano le perdite di apprendimento in termini economici non solo per la riduzione dei guadagni di ogni studente nell\u2019arco di quarant\u2019anni della sua futura vita lavorativa ma che, sommati, si traducono in una perdita di alte percentuali di PIL.<\/p>\n<p>E ancora, \u00e8 di pochi mesi fa un articolo di Tito Boeri e Roberto Perotti in cui si afferma che \u201cla priorit\u00e0 \u00e8 quindi accertare i ritardi formativi causati dalle chiusure e individuare gli studenti pi\u00f9 bisognosi di aiuto. A questo scopo sarebbero necessari test standardizzati (quasi a costo zero), che servirebbero anche per valorizzare il lavoro degli insegnanti: sono una misura della loro importanza nell\u2019accumulazione di <em>capitale umano<\/em>\u201d<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che i test standardizzati siano \u201cquasi a costo zero\u201d, se leggiamo la recente relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell\u2019istituto Invalsi<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Ma soprattutto non importa che ci sia un\u2019emergenza psichiatrica conclamata in costante aumento da anni nella fascia 0-18 anni e che la pandemia da coronavirus abbia fatto fare un balzo in avanti ai disturbi e al disagio tra bambini e adolescenti \u201cda far tremare i polsi\u201d<a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Le conseguenze psicologiche, metacognitive, affettive, relazionali; le implicazioni pedagogiche e sociali del distanziamento fisico, dell\u2019imposizione del digitale, dell\u2019impossibilit\u00e0 del contatto, della limitazione dell\u2019esperienza in un mondo sempre pi\u00f9 virtuale, del cono d\u2019ombra sul presente e dell\u2019ipoteca <em>esistenziale<\/em> sul futuro: sembra che tutto questo scompaia di fronte alla perdita del potere d\u2019acquisto, di fronte alla formazione di un <em>capitale umano<\/em> inadeguato e carente, di fronte alla riduzione di una produttivit\u00e0 finalizzata esclusivamente all\u2019accumulazione materiale.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo asfittico orizzonte economicistico che Ranocchio, malato, non conta pi\u00f9 nulla per il padrone, che se ne disfa come di un oggetto ormai inutile, ed in cui anche agli occhi di Malpelo il dolore di una madre per un figlio improduttivo appare incomprensibile e insensato, cos\u00ec come allo sguardo <em>sbagliato<\/em> degli economisti lo studente conta solo in relazione al profitto che sar\u00e0 in grado di produrre. Ed \u00e8 in questo asfittico orizzonte economicistico che la scuola del terzo millennio celebra la sua mortifera trasvalutazione: con i test standardizzati che <em>misurano<\/em> gli apprendimenti, con i registri elettronici che <em>dematerializzano<\/em> i rapporti scuola-famiglia, con l\u2019imposizione coatta di strumenti digitali che <em>disincorporano<\/em> le relazioni e l\u2019esperienza di conoscenza, con la progressiva burocratizzazione del lavoro del docente e la trasformazione dello studente in utente e cliente che <em>snaturano <\/em>le nostre ontologiche condizioni esistenziali umane e cancellano in tutti noi la spinta essenziale del desiderio.<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> C. Covato, C. Meta, <em>Mario Alighiero Manacorda, un intellettuale militante. Fra storia, pedagogia e politica,<\/em> RomaTre Press, Roma 2020.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Redazione ROARS, <em>Le mani dell\u2019economia sulla Scuola<\/em>, <em>ROARS<\/em>, 11 ottobre 2021<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> G. Carosotti, R. Latempa, <em>Privatizzazione e frammentazione: gli obiettivi del PNRR sulla scuola<\/em>, <em>ROARS<\/em>, 17 giugno 2021<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> A. Gavosto, B. Romano, <em>Anche il capitale umano paga un prezzo alla pandemia<\/em>, Lavoce.info, 28 luglio 2020<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> T. Boeri, R. Perotti, <em>Premiare il merito. Il voto agli insegnanti non \u00e8 un tab\u00f9<\/em>, la Repubblica, 14 febbraio 2021<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Corte dei Conti, Determinazione del 15 giugno 2021<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> B. Gobbi, <em>Il neuropsichiatra: \u201cIl Covid \u00e8 stato un detonatore, tra i ragazzi \u00e8 boom di ricoveri\u201d<\/em>, Il Sole 24 ORE, 20 aprile 2021<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/\">https:\/\/www.micromega.net\/perche-gli-economisti-sbagliano-sulla-scuola\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MICROMEGA (Anna Angelucci) &nbsp; Per gli economisti \u2013 l\u2019\u00e9lite culturale che egemonizza il discorso sulla scuola oggi in Italia \u2013 lo studente conta solo in relazione al profitto che sar\u00e0 in grado di produrre. Una visione asfittica dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione, concepite nei soli termini del vantaggio economico. 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