{"id":69609,"date":"2022-01-06T10:00:10","date_gmt":"2022-01-06T09:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69609"},"modified":"2022-01-05T22:37:47","modified_gmt":"2022-01-05T21:37:47","slug":"chi-sara-il-nuovo-primo-ministro-delliraq-ce-accordo-tra-gli-sciiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69609","title":{"rendered":"Chi sar\u00e0 il nuovo primo ministro dell\u2019Iraq? C\u2019\u00e8 accordo tra gli sciiti"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ELIJAH MAGNIER BLOG<\/strong><\/p>\n<p>In seguito alla decisione di Sayed Moqtada al-Sadr di ridurre le sue aspettative, il processo politico in Iraq sembra avviarsi verso il successo ben prima del previsto. Grazie all\u2019accordo con i partiti sciiti su una tabella di marcia Moqtada ha aumentato le possibilit\u00e0 che questo processo vada a buon fine gi\u00e0 nel primo incontro parlamentare di domenica 9 gennaio. E\u2019 previsto infatti che i nuovi membri eletti prestino giuramento e entrino in funzione per votare ed eleggere il presidente del parlamento e il suo vice in questa prima riunione se possibile.<\/p>\n<p>Sayed Moqtada al-Sadr aveva chiesto ai gruppi sciiti di discutere e rispondere a 12 richieste cos\u00ec da poter arrivare ad un accordo grazie al quale tutti i partiti sciiti che avessero voluto far parte del governo avrebbero potuto andare uniti in parlamento. E tutti hanno convenuto che Moqtada sia proclamato il detentore della maggioranza dei voti (73 seggi in parlamento) oltre a riconoscere la sua capacit\u00e0 di unire gli altri gruppi sciiti davanti ai sunniti e ai curdi.<\/p>\n<p>I 12 punti proposti da Moqtada riguardano essenzialmente la lotta alla corruzione, il destino di Hashd al-Shaabi e la presenza di milizie e gruppi armati che non fanno parte delle forze di sicurezza. Inoltre Moqtada ha presentato ai gruppi sciiti una rosa di cinque candidati tra cui scegliere il primo ministro. I 12 punti sono stati sostanzialmente accettati anche se corredati da correzioni che Moqtada ha accettato. Ma su molti dei nomi proposti c\u2019\u00e8 disaccordo. I candidati indicati da al-Sadr sono Mustafa al-Kadhemi, Mohammad Tawfik Allawi, Haidar al-Abadi, Ali al-Dawi e Hameed al-Ghizzi. Siccome gli ultimi due sono membri del movimento sadrista, \u00e8 prevedibile che non vengano approvati dai gruppi sciiti. E per quanto riguarda Mohammad Tawfik Allawi va segnalato che sul suo nome c\u2019\u00e8 il rifiuto dell\u2019ex primo ministro Nuri al-Maliki per cui difficilmente potr\u00e0 essere nominato. A questo punto quelli che hanno concrete possibilit\u00e0 di diventare primo ministro si riducono a due, Kadhemi e Abadi e tra i due il favorito \u00e8 certamente Kadhemi.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 compito di Sayed Moqtada fornire un\u2019altra rosa di candidati a meno che l\u2019attuale primo ministro Mustafa al-Kadhemi non abbia l\u2019approvazione della maggioranza dei leader sciiti. Sta di fatto che Moqtada si \u00e8 reso conto perfettamente che il processo politico in Iraq non pu\u00f2 andare a buon fine se i gruppi sciiti non sono uniti, soprattutto se da solo non riesci ad ottenere 165 membri del parlamento, il numero che ti d\u00e0 facolt\u00e0 di eleggere il primo ministro. E finora chi ne ha ottenuti di pi\u00f9, 91, \u00e8 stato Ayad Allawi nel 2010. Purtroppo per lui non ebbe la fortuna di entrare in carica come primo ministro a causa di un\u2019ambigua interpretazione della costituzione che permise ad al-Maliki di ricoprire quel ruolo con 89 seggi e una coalizione parlamentare pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>L\u2019Iran ha mandato un messaggio agli sciiti informandoli che approver\u00e0 qualsiasi primo ministro che verr\u00e0 eletto, ritiene infatti che la scelta appartenga a loro. E\u2019 probabile che questo sia il primo governo iracheno che non subisce interventi esterni (Stati Uniti e\/o Iran) nella nomina del primo ministro, cosa sempre avvenuta in tutte le elezioni a partire dal 2005.<\/p>\n<p>Se tutti gli incontri andranno a buon fine vorr\u00e0 dire che il processo politico \u00e8 avviato nella giusta direzione e verranno eletti un presidente del parlamento e uno della repubblica che consentiranno al gruppo pi\u00f9 numeroso di scegliere il primo ministro. Il Marjaiya di Najaf non pu\u00f2 che essere soddisfatto dal profilarsi di un governo che mette al centro la lotta alla corruzione e d\u00e0 il controllo della sicurezza nazionale solo alle forze ufficialmente riconosciute. Ma tutto dipende dal ritiro dal paese delle truppe di occupazione, solo quando se ne andranno quelle americane e quelle turche posizionate nel nord dell\u2019Iraq si potr\u00e0 parlare di scioglimento delle milizie. Il Marjaiya vede come un fatto positivo l\u2019unit\u00e0 dei gruppi sciiti ma \u00e8 ancora scettico riguardo l\u2019attuazione del progetto concordato dai partiti.<\/p>\n<p>Tutto dipende da Moqtada al-Sadr, dal suo lavoro tutt\u2019altro che facile per dar vita ad un nuovo governo focalizzato su un programma condiviso che soddisfi le aspettative dell\u2019elettorato ma non solo, Moqtada dovr\u00e0 anche dimostrare di essere in grado di superare tutte le sfide importanti che ha davanti a s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tradotto da A.C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/ejmagnier.com\/2022\/01\/05\/chi-sara-il-nuovo-primo-ministro-delliraq-ce-accordo-tra-gli-sciiti\/\">https:\/\/ejmagnier.com\/2022\/01\/05\/chi-sara-il-nuovo-primo-ministro-delliraq-ce-accordo-tra-gli-sciiti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ELIJAH MAGNIER BLOG In seguito alla decisione di Sayed Moqtada al-Sadr di ridurre le sue aspettative, il processo politico in Iraq sembra avviarsi verso il successo ben prima del previsto. 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