{"id":69639,"date":"2022-01-10T08:30:00","date_gmt":"2022-01-10T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69639"},"modified":"2022-01-08T11:33:54","modified_gmt":"2022-01-08T10:33:54","slug":"2022-un-anno-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69639","title":{"rendered":"2022: un anno pericoloso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-69640\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2022-MAPPA-720x357-1-300x149.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2022-MAPPA-720x357-1-300x149.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2022-MAPPA-720x357-1.png 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Col debutto del nuovo anno, urge stilare un\u2019analisi\/previsione geopolitica per i prossimi dodici mesi: la retorica del \u201ccaos\u201d non solo \u00e8 insoddisfacente, ma persino fallace, perch\u00e8 nasconde le dinamiche pi\u00f9 profonde del sistema internazionale. Il conflitto terra-mare si sta intensificando ed \u00e8 probabile che, nel corso del 2022, le potenze marittime incendino l\u2019Isola Mondo con almeno un grande conflitto militare, concomitante ad una crisi finanziaria.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Crescendo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ogni anno, \u00e8 giunto il momento di riprendere in mano l\u2019analisi geopolitica dello scorso anno, verificarla e allungarne la prospettiva al nuovo anno: l\u2019impianto, basata sulla dialettica terra-mare, ha mostrato tutta la propria solidit\u00e0. Lasciandolo immutato, \u00e8 pertanto necessario inserirvi soltanto i fatti di rilievo accaduti nel corso del 2021, per avere una pi\u00f9 precisione visione di quanto ci attende. \u201cVedere oltre la collina\u201d non \u00e8 soltanto un fine esercizio intellettuale e spirituale ma, di questi tempi, una pressante necessit\u00e0 per compiere scelte idonee a tempi sempre pi\u00f9 complessi ed ostili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parta innanzitutto dal Covid che, grazie alla sue varianti (prima Delta e poi Omicron), continua ad imperversare nel mondo, e specialmente in Europa, nonostante le campagna vaccinale di massa. Pi\u00f9 volte si \u00e8 sottolineato come il virus sopratutto finalit\u00e0 socio-economico-politiche destabilizzanti: la Cina ha reagito all\u2019epidemia con regole ferree e punizioni draconiane che hanno consentito di contenere l\u2019epidemia fin dalle prime battute. La Russia ha scelto un\u2019opzione per cos\u00ec dire pi\u00f9 \u201cliberale\u201d, evitando prolungati confinamenti e obblighi vaccinali: cos\u00ec ha attenuato gli effetti destabilizzanti del virus. L\u2019Unione Europa ha scelto la via peggiore: confinamenti ripetuti, babele di divieti e restrizioni, politiche che hanno polarizzato le societ\u00e0 in vax e no-vax. Cos\u00ec facendo, l\u2019Europa ha lasciato che il virus assolvesse appieno alla sua funzione: destabilizzazione radicata e profonda del sistema politico ed economico. Il debito pubblico \u00e8 esploso ovunque in Europa e le prossime cruciali presidenziali francesi (aprile 2022) saranno sopratutto un referendum sulla gestione dell\u2019epidemia ad opera di Emmanuel Macron e sul controverso obbligo vaccinale, dagli effetti sociali imprevedibili. La grande finanza ebraica francese ha calato l\u2019asse di Eric Zemmour, l\u2019Inghilterra post-Brexit appoggia apertamente la candidata anti-UE e anti-tedesca Marine Le Pen, la rottura dell\u2019asse Parigi-Berlino \u00e8 necessaria per impedire che la UE si svincoli dal giogo angloamericano in vista del prossimo conflitto con Cina e Russia: tutto vorrebbe, quindi, che la destra nazionalista francese vincesse le elezioni. Cos\u00ec facendo, le potenze anglosassoni avrebbero una seconda grande potenze europea da impiegare in funzione anti-tedesca, anti-russa ed anti-cinese: la prima \u00e8, ovviamente, la Polonia. I rapporti tra Varsavia e Bruxelles si sono a tal punto deteriorati nel corso del 2021 che si \u00e8 parlato di \u201cPolexit\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima delle presidenziali francesi, un altro passaggio chiave della politica europea \u00e8 certamente l\u2019elezione italiana del capo dello Stato: il Covid non soltanto ha mandato in orbita il debito pubblico italiano, rendendo il Paese vulnerabilissimo a qualsiasi choc esterno, ma ha anche ridotto in poltiglia la Seconda Repubblica. Sono alte le probabilit\u00e0 che i poteri anglofili che hanno assunto il pieno controllo dell\u2019Italia dopo il 1992 ed hanno installato Mario Draghi a Palazzo Chigi nel gennaio 2021, usino questo delicato passaggio istituzionale per portare a termine il processo di annichilimento del Paese iniziato esattamente un trentennio fa: un\u2019Italia in preda al caos sarebbe un\u2019enorme voragine sul fronte meridionale della UE e ne accelererebbe, insieme a Polonia e Francia, il collasso. Non \u00e8 pi\u00f9 tab\u00f9 (e per noi, fautori di una visione disincantata e \u201cstorica\u201d, non lo \u00e8 mai stato), parlare di default dell\u2019Italia. Un tratto saliente della ripresa post-Covid \u00e8 infatti l\u2019inflazione, generata grazie al controllo di determinate \u201cstrozzature\u201d delle\u2019economia mondiale (specialmente materie prime, alcune tipologie di prodotti industriali come i chip e la logistica): come si \u00e8 evidenziato, scopo di quest\u2019ondata inflattiva \u00e8 indurre le banche centrali ad operare quella stretta monetaria che si abbatter\u00e0 come uno tsunami su tutto il debito \u201cjunk\u201d del mondo, Italia compresa. Una crisi istituzionale ed un default finanziario dell\u2019Italia lascerebbe cos\u00ec il Mediterraneo in totale balia di francesi ed angloamericani, che puntano soprattutto sulla cooperazione con Grecia, Israele ed Egitto in funzione anti-turca, anti-russa e anti-cinese. Turchia ed Algeria stanno rafforzando la cooperazione in funzione anti-occidentale e sono entrambe ottime clienti di Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 2021 \u00e8 stato l\u2019anno del clamoroso ritiro americano dell\u2019Afghanistan: il \u201ccuneo\u201d delle potenze marittime tra Russia, Cina e Iran \u00e8 diventato, dopo un ventennio di estenuanti ostilit\u00e0, intenibile ed \u00e8 toccato a Biden l\u2019ingrato onere di abbandonarlo precipitosamente. Il ritiro occidentale dall\u2019Afghanistan \u00e8 un vittoria della coppia Pakistan-Cina ed \u00e8 una sconfitta della coppia India-USA. La Russia, che vanta consolidati rapporti militari con New Dehli, si sta sforzando di mantenere aperti i canali con l\u2019India, cos\u00ec da disinnescare le tensioni regionali tramite una triangolazione sino-russa-indiana. Compito difficile, perch\u00e9 il nazionalismo hind\u00f9 di Narendra Modi risponde al Secret Service britannico e non certamente ai russi: \u00e8 quindi altamente probabile che anche Mosca finisca col rafforzare i legami col Pakistan, che ha gi\u00e0 preso parte alle esercitazioni della Shanghai Cooperation Organization. Altro attivo partecipante alle esercitazioni militari dello SCO \u00e8 la Birmania, la cui \u201cgiunta\u201d continua ad essere nel mirino della stampa e della politica occidentale: non si pu\u00f2 a sufficienza sottolineare l\u2019importanza geopolitica della Birmania che, come durante la Seconda Guerra Mondiale, consentirebbe ai cinesi di raggiungere l\u2019Oceano Indiano senza dover passare da Singapore. Come evidenziato nella nostra ultima opera, il conflitto nel Pacifico si sta infatti accendendo e ricalca da vicino le dinamiche dell\u2019ultimo conflitto mondiale (sebbene, questa volta, l\u2019obiettivo delle potenze marittime sia Pechino e non Tokyo): le violenze del novembre 2021 alle Isole Salomone, dove il governo ha incautamente scelto di rinunciare ai rapporti diplomatici con Taiwan in favore di Pechino, sono il presagio di tempeste sempre pi\u00f9 forti. Nel settembre del 2021 \u00e8 nato, all\u2019interno del Five Eyes, il cosiddetto \u201cAukus\u201d, un\u2019alleanza militare tra Australia, Inghilterra e USA in funzione anti-cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Taiwan \u00e8, insieme all\u2019Ucraina, certamente uno dei punti pi\u00f9 caldi del 2022. Per le potenze anglosassoni, che perseguono il governo mondiale (capitale Gerusalemme?), non \u00e8 neppure concepibile rispettare gli \u201cspazi vitali\u201d altrui, evitando di stringere pericolosissime alleanze militari nel cortile di casa di Pechino e Mosca. Nel caso in cui la situazione nello Stretto di Taiwan dovesse degenerare, Pechino non avrebbe difficolt\u00e0 ad occupare l\u2019isola nel volgere di 48-72 ore, prima di qualsiasi intervento americano. Lo sbarco dell\u2019ELP a Taiwan chiuderebbe per\u00f2 la fase della \u201cguerra ibrida\u201d iniziata nel 2009 e ne aprirebbe una nuova, di guerra pi\u00f9 o meno conclamata. Scopo delle potenze marittime anglosassoni, sarebbe ovviamente consumare fino in fondo gli alleati locali (India, Giappone, Filippine, etc.) per poi entrare nel conflitto in un secondo momento. L\u2019altro punto bollente del 2022 \u00e8 ovviamente la sullodata Ucraina, che gli angloamericani stanno sfruttando per far saltare i rapporti tra Russia ed Europa occidentale (Germania in testa, che non accenna a rinunciare la Nord Stream 2). Nel 2014 Mosca si \u00e8 riannessa (fu donata a Kiev da Kruscev) la parte pi\u00f9 pregiata dell\u2019Ucraina: la Crimea. La minaccia di un ingresso formale dell\u2019Ucraina nell\u2019orbita americana (con l\u2019adesione alla Nato) potrebbe per\u00f2 indurre la Russia ad \u201carrotondare\u201d la propria fascia di sicurezza, spingendo ad occidente le frontiere. In ogni caso, nel corso del 2022 Russia e Cina dovranno imparare a stare \u201cschiena contro schiena\u201d, per affrontare gli assalti delle potenze marittime. Turchia, Iran e Pakistan sono pedine chiave del prossimo scontro tra terra e mare: se russi e cinesi sapranno muoversi bene, il controllo del Rimland, e quindi la vittoria finale, \u00e8 a portata di mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parte integrante del Rimland \u00e8 ovviamente il Mar Rosso che funge tra trait d\u2019union tra Mediterraneo ed Oceano Indiano: alla sua imboccatura si stanno svolgendo infatti due guerre di valenza mondiale. Il conflitto saudo-yemenita, dove i sauditi hanno l\u2019esplicito appoggio di israeliani, francesi ed angloamericani e la guerra civile etiope, innescata dagli anglosassoni servendosi del premier Abiy Ahmed, cos\u00ec da impedire che la Cina rafforzasse pacificamente la sua presa sul cruciale Paese africano. La storia ci ricorda che entrambi i Paesi furono oggetto di conflitti alla vigilia dell\u2019ultimo conflitto mondiale: la guerra saudo-yemenita del 1934, combattuta da un\u2019Arabia saudita spalleggiata dagli inglesi contro lo Yemen filo-italiano, e la guerra d\u2019Abissinia del 1935-1936, con cui l\u2019Italia si install\u00f2 all\u2019imboccatura del Mar Rosso. Due avvenimenti che anticiparono di pochi anni la deflagrazione mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2022-un-anno-pericoloso\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2022-un-anno-pericoloso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Col debutto del nuovo anno, urge stilare un\u2019analisi\/previsione geopolitica per i prossimi dodici mesi: la retorica del \u201ccaos\u201d non solo \u00e8 insoddisfacente, ma persino fallace, perch\u00e8 nasconde le dinamiche pi\u00f9 profonde del sistema internazionale. Il conflitto terra-mare si sta intensificando ed \u00e8 probabile che, nel corso del 2022, le potenze marittime incendino l\u2019Isola Mondo con almeno un grande conflitto militare, concomitante ad una crisi finanziaria. 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