{"id":69656,"date":"2022-01-10T13:00:38","date_gmt":"2022-01-10T12:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69656"},"modified":"2022-01-10T12:50:55","modified_gmt":"2022-01-10T11:50:55","slug":"20-anni-di-euro-e-30-anni-di-maastricht","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69656","title":{"rendered":"20 anni di Euro e 30 anni di Maastricht"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_69657\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-69657\" class=\"size-full wp-image-69657\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/30913.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><p id=\"caption-attachment-69657\" class=\"wp-caption-text\"><\/em> <em>TLB courtesy: 14\/04\/2014 &#8211; Fotolia|<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Un bilancio fallimentare<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; stato un successo eccezionale, sostengono in tanti, avendo superato con successo gi\u00e0 due fasi eccezionalmente critiche che avrebbero dovuto mandarla in pezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 sufficiente paragonare l&#8217;Euro al Dollaro, in una sfida volta a sottrargli il ruolo di protagonista assoluto, affermando che il suo successo \u00e8 dimostrato dal fatto che \u00e8 utilizzato da centinaia di milioni di persone, che rappresenta una quota assai consistente delle riserve ufficiali delle Banche centrali di tutto il mondo, e che \u00e8 il riferimento per un&#8217;ampia percentuali delle transazioni commerciali ed internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto non \u00e8 solo verificare quanti Euro ci siano in circolazione, quante persone lo usino correntemente, quante transazioni internazionali commerciali o finanziarie lo prendono a riferimento: la sua debolezza intrinseca \u00e8 dimostrata dal fatto che una grande maggioranza dei contratti derivati, quelli con cui gli operatori economici si coprono dalle fluttuazioni e quelli finanziari speculano, hanno come riferimento le rischiosit\u00e0 dell&#8217;euro, ed in particolare i tassi di interesse. Questi ultimi rappresentano infatti uno dei riferimenti principali per valutare la solidit\u00e0 prospettica di una moneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel primo semestre del 2021, i dati della Banca dei Regolamenti internazionali non lasciano dubbi: rispetto ad un valore nozionale totale di tutte le tipologie di contratti derivati OTC, pari a 610 mila miliardi di dollari, quello dei derivati sugli interessi \u00e8 stato di 488 mila miliardi. Di questi, 178 mila miliardi (36%) riguardavano gli interessi in dollari e 140 mila miliardi (28%) gli interessi in euro. Rispetto al totale dei contratti derivati, quelli sugli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dal 2002, il primo decennio era trascorso tranquillamente, ma solo in apparenza: nel silenzio generale, infatti, montavano le tensioni derivanti da squilibri enormi. Alcuni Paesi, come la\u00a0<strong>Grecia ed il Portogallo<\/strong>, erano sempre, strutturalmente ed in modo crescente,\u00a0<strong>debitori verso l&#8217;estero<\/strong>\u00a0<strong>sotto il profilo commerciale e finanziario<\/strong>; altri, come la\u00a0<strong>Spagna e l&#8217;Irlanda<\/strong>, avevano un\u00a0<strong>sistema bancario sempre pi\u00f9 indebitato<\/strong>\u00a0verso l&#8217;estero.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia proseguiva intanto nella estenuante operazione di risanamento delle finanze pubbliche iniziata a valle della crisi valutaria del 1992: i vincoli al deficit posti dal Trattato di Maastricht e la politica di bilancio che accumulava annualmente consistenti avanzi primari, avevano consentito di ridurre il rapporto debito\/PIL. Una dinamica inflazionistica leggermente superiore a quella media europea ed una crescita reale dell&#8217;economia italiana assai pi\u00f9 modesta di quella degli altri partner impoverivano il Paese, anno dopo anno.\u00a0<strong>Il vantaggio che abbiamo avuto dalla entrata in circolazione dell&#8217;euro \u00e8 stata la stabilizzazione verso il basso dei tassi di interesse sul debito pubblico<\/strong>: l&#8217;ombrello dell&#8217;euro ci ha fatto comodo, anche se rimaneva pi\u00f9 alto il livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese italiane rispetto alle concorrenti tedesche o francesi. Questo fattore ci ha penalizzato, oltre alla severit\u00e0 della finanza pubblica: ad una Moneta Europea Unica per le transazioni commerciali corrispondeva infatti una Moneta Europea Differenziata per le operazioni finanziarie.<\/p>\n<p>Nel biennio\u00a0<strong>2010-2012<\/strong>, a valle della Grande Crisi Finanziaria americana,\u00a0<strong>l&#8217;Eurozona \u00e8 stata colpita da una triplice tempesta<\/strong>: dapprima quella che ha investito i sistemi bancari di Germania, Francia, Belgio, Olanda ed Austria che si erano esposti in titoli statunitensi rivelatisi illiquidi e senza valore; poi quelle che hanno colpito i debiti pubblici di Grecia, Portogallo ed Italia, e derivanti dalla enorme esposizione verso l&#8217;estero dei sistemi bancari di Irlanda e Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre i debiti pubblici europei lievitavano velocemente a causa della caduta del prodotto interno e di una dinamica economica assai contenuta per via delle politiche di austerit\u00e0 e di risanamento strutturale che erano state definite attraverso il Fiscal Compact, la BCE \u00e8 dovuta ritornare rapidamente sui suoi passi, con una politica monetaria estremamente accomodante: la Exit Strategy delineata all&#8217;inizio del 2011 si stava rivelando catastrofica. Tra i tassi di riferimento portati a zero, la penalizzazione crescente dei depositi delle riserve bancarie, le Ltro (operazioni di finanziamento a pi\u00f9 lungo termine) e le T-Ltro (variamente finalizzate) e gli acquisti di titoli sul mercato culminati nel Qe a partire dal marzo 2013, la BCE ha inondato di liquidit\u00e0 le banche ed il mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti ricordano le fiammate dello spread che ha colpito il debito italiano: non solo nell&#8217;estate del 2011, prima che arrivasse il governo Monti ad introdurre altre correzioni draconiane, ma anche nell&#8217;estate del 2012, dopo che erano state assunte. La BCE, per Statuto, non pu\u00f2 intervenire a sostenere i corsi dei titoli di Stato: la baldoria \u00e8 continuata per mesi, fino alla attivazione del Qe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La attivazione del Qe, con acquisti di titoli di Stato proporzionati al PIL di ciascun Paese rappresentato nella BCE (Capital Key) ha portato ad un abbassamento drastico dei tassi, portandoli in territorio negativo per tante scadenze e per tanti Paesi: anche l&#8217;Italia ne ha beneficiato, per i titoli a breve. Ma questo ha significato ribaltare quello che sembra essere l&#8217;ordine naturale della finanza, con gli investitori che sovvenzionano i creditori. La Corte costituzionale tedesca, sulla base di precisi ricorsi, ha chiesto alla BCE di giustificare la sua condotta, lesiva degli interessi dei risparmiatori. Insomma, anzich\u00e9 tagliare i picchi insostenibili, la BCE ha schiacciato tutti i tassi di interesse verso il basso, ad un livello negativo che scoraggia gli investimenti in euro e li dirotta verso il dollaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione si sta facendo ancora pi\u00f9 complessa in questi ultimi mesi, visto che il tasso di inflazione in Germania \u00e8 assai pi\u00f9 alto di quello di altri Paesi, come Francia e Italia. I prezzi degli asset immobiliari stanno schizzando alle stelle: i tedeschi ritirano i propri soldi dalle banche o dai Fondi di investimento per acquistare case. Insomma, \u00e8 un pasticcio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Resta il fatto che l&#8217;Italia ha ora un livello di debito pubblico enorme e che il venir meno della copertura da parte della BCE potrebbe far alzare ulteriormente lo spread rispetto ai Bund: \u00e8 gi\u00e0 sui 130 punti base mentre il PEPP ed il Qe sono ancora in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 da temere il peggio, perch\u00e9 la BCE \u00e8 tenuta a comportamenti simmetrici: in alcuni casi, come la Germania, i tassi sono troppo bassi e quindi devono salire per evitare distorsioni; in altri casi, come l&#8217;Italia, sono appena giusti e tirarli su creerebbe guai grossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 poco da fare: una Moneta Unica \u00e8 disfunzionale quando deve gestire economie troppo diverse tra loro, con debiti pubblici enormemente differenziati: la Germania ha un rapporto tra il 65\/70% del PIL, l&#8217;Italia tra il 155\/160%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 una sola verit\u00e0 incontestabile: da 30 anni, dal 1992, l&#8217;Italia si trova con un doppio vincolo, fiscale e valutario, da cui non pu\u00f2 uscire per via dei Trattati europei, della adesione all&#8217;Euro e del Fiscal Compact.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La riduzione dei salari, la compressione della domanda interna, la elevata pressione fiscale e la riduzione costante dei servizi pubblici hanno toccato un livello difficilmente superabile. Il PNRR non ha avuto sin qui concreti svolgimenti, mentre l&#8217;inflazione sta erodendo il potere di acquisto delle famiglie e minando gli equilibri delle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A 30 anni di distanza dalla adozione del Trattato di Maastricht, ed a 20 anni dalla entrata in circolazione dell&#8217;Euro, l&#8217;Italia \u00e8 in difficolt\u00e0 enormemente pi\u00f9 gravi di allora: niente crescita, infrastrutture pubbliche abbandonate, smantellamento delle grandi industrie, disoccupazione giovanile, invecchiamento della popolazione, redditi sempre pi\u00f9 incerti, abbandono delle Universit\u00e0 ed emigrazione dei pi\u00f9 qualificati. Ed un debito pubblico che non \u00e8 mai stato cos\u00ec elevato nella Storia, eccetto che alla vigilia del Fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle relazioni economiche e sociali, si \u00e8 perseguita la competitivit\u00e0 di prezzo rispetto ai competitori internazionali, il che ha significato ridurre i salari, precarizzare i rapporti di lavoro e ridurre la domanda interna: in queste condizioni, nessun privato ha investito per aumentare la capacit\u00e0 produttiva o anche solo per scalare la catena del valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci si \u00e8 accontentati di sfruttare gli investimenti gi\u00e0 esistenti: i profitti si sono salvati, ma sono stati reinvestiti sempre pi\u00f9 all&#8217;estero, finanziando i nostri competitori. Anche l&#8217;avanzo delle partite correnti, da anni strutturale, non viene reimpiegato nella economia reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tenere sotto controllo il deficit di bilancio si \u00e8 adottata la strategia dell&#8217;avanzo primario, che ha trasferito alla rendita finanziaria consistenti quote delle imposte, tagliando gli investimenti infrastrutturali che avrebbero aumentato la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Moneta Unica Europea ci ha vincolato sotto il profilo del cambio commerciale, ma ci \u00e8 stata ostile sotto il profilo finanziario visti i pi\u00f9 elevati tassi di interesse pagati dalle imprese. La protezione apprestata contro la speculazione sul debito pubblico \u00e8 stata tardiva, temporanea e mai risolutiva: i Mercati sono pronti ad imperversare nuovamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un disastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2022\/01\/03\/20-anni-di-euro-e-30-anni-di-maastricht-1.html#.YdwdUGTSJPw\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2022\/01\/03\/20-anni-di-euro-e-30-anni-di-maastricht-1.html#.YdwdUGTSJPw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) &nbsp; Un bilancio fallimentare E&#8217; stato un successo eccezionale, sostengono in tanti, avendo superato con successo gi\u00e0 due fasi eccezionalmente critiche che avrebbero dovuto mandarla in pezzi. Non \u00e8 sufficiente paragonare l&#8217;Euro al Dollaro, in una sfida volta a sottrargli il ruolo di protagonista assoluto, affermando che il suo successo \u00e8 dimostrato dal fatto che \u00e8 utilizzato da centinaia di milioni di persone, che rappresenta una quota assai consistente delle&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":48023,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/logo-teleborsa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-i7u","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69656"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69656"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69656\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69658,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69656\/revisions\/69658"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}