{"id":69666,"date":"2022-01-11T09:00:09","date_gmt":"2022-01-11T08:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69666"},"modified":"2022-01-10T14:57:26","modified_gmt":"2022-01-10T13:57:26","slug":"il-nucleare-e-le-verita-degli-influencer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69666","title":{"rendered":"Il nucleare e le verit\u00e0 degli influencer"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRAINRETE (Igor Giussani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/DUFER_AVVOCATO-ATOMO.jpg\" alt=\"DUFER AVVOCATO ATOMO\" width=\"300\" height=\"228\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/DUFER_AVVOCATO-ATOMO.jpg\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il video di Rick Dufer \u2018<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kGbY22cOOCU&amp;t=4753s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La Verit\u00e0 sul Nucleare: Ambiente, Scienza ed Energia<\/a>\u2018, pubblicato su YouTube il 6 novembre scorso e divenuto abbastanza virale (circa 95.000 visualizzazioni mentre sto scrivendo), si sarebbe potuto ragionevolmente intitolare \u2018<em>Quando clickbaiting, bias, ideologismo, cherrypicking, whishful thinking e tutte quelle brutte cose che rimproveriamo sempre agli altri le facciamo noi, allora diventano ottima e corretta informazione\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 definire altrimenti questa lunga intervista totalmente \u2018sdraiata\u2019 con Luca Romano (meglio noto sul Web come \u2018L\u2019avvocato dell\u2019Atomo\u2019), dove il liberal tecno-ottimista DuFer lascia campo libero al suo interlocutore senza il minimo contraddittorio per snocciolarci niente meno che la \u2018Verit\u00e0\u2019, ossia un\u2019ora e mezza di propaganda sapientemente ondeggiante tra enfasi delle (presunte) virt\u00f9 del nucleare e demonizzazione delle rinnovabili.<\/p>\n<p>La mia intenzione originaria era di ribattere colpo su colpo, tramite un articolo o un video reaction, ma le manipolazioni sono talmente tante che ogni tentativo si \u00e8 rivelato un\u2019impresa titanica. Dopo lunga (quasi due mesi) e sofferta riflessione sul da farsi, ho preferito rimandare alcune questioni a una fonte spesso accusata di essere \u2018di parte\u2019 ma che, per esaustivit\u00e0 e ricchezza di informazioni, non ha eguali: mi riferisco al<a href=\"https:\/\/www.worldnuclearreport.org\/-World-Nuclear-Industry-Status-Report-2021-.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>\u00a0The World Nuclear Industry Status Report 2021<\/em><\/a>\u00a0(<em>WNISR2021<\/em>). In particolare per quanto concerne i seguenti punti:<\/p>\n<ul>\n<li>costi e tempistiche del nucleare: nel video vengono spacciati per attuali quelli relativi al programma francese (completato in massima parte a fine anni Ottanta), totalmente anacronistici a causa dei maggiori livelli di sofisticazione tecnica e degli standard di sicurezza odierni. Del resto, le descrizioni rose e fiori dell\u2019Avvocato cozzano decisamente con le pessime condizioni economiche in cui versa attualmente il colosso energetico transalpino EDF e con il fallimento in cui \u00e8 incorsa AREVA (vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.decrescita.com\/news\/nucleare-francese-oltre-il-mito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>), che spiegano invece\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/nucleare-rwe-business-economicamente-morto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">perch\u00e9 il direttore tecnico di Rwe Power Nuclear definisca l\u2019atomo<\/a>\u00a0\u201cun business economicamente morto\u201d;<\/li>\n<li>obsolescenza del comparto nucleare mondiale: mentre nel video si enfatizzano l\u2019avvio e la costruzione di nuovo reattori, si dimentica che il 18% della potenza atomica installata nel mondo ha raggiunto o superato i quarant\u2019anni di vita operativa e un altro 27% lo far\u00e0 nel 2035;<\/li>\n<li>\u201cper l\u2019incidente nucleare di Fukushima non \u00e8 morto nessuno\u201d: la sezione del rapporto dedicata al decennale della tragedia giapponese smentisce il tentativo di ridicolizzare la portata dell\u2019incidente che ha coinvolto la centrale atomica nipponica;<\/li>\n<li>decommissioning: argomento tab\u00f9 per i pro nuke, in quanto dismissione e smantellamento in sicurezza dei reattori pongono gravi problematiche di ordine tecnico, con conseguenti costi che talvolta finiscono per uguagliare quelli di costruzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La narrazione dell\u2019Avvocato non ha molto di \u2018scientifico\u2019, in compenso \u00e8 costruita ottimamente per sedurre il pubblico dei social media, tramite semplici sillogismi e proposizioni assiomatiche la cui efficacia si regge su mezze verit\u00e0 (in particolare per quanto concerne i limiti delle rinnovabili), utili per rendere credibile la mistificazione complessiva. Il ragionamento generale segue un filo logico cos\u00ec riassumibile:<\/p>\n<p><em>Per la prosperit\u00e0 del genere umano, non \u00e8 pensabile di ridurre i consumi energetici attuali, vanno anzi aumentati per portare lo sviluppo laddove regnano ancora povert\u00e0 e miseria -&gt; fatti come il fallimento del \u2018villaggio solare\u2019 indiano\u00a0<span class=\"style-scope yt-formatted-string\" dir=\"auto\">di Dharnai (<a href=\"https:\/\/www.newsclick.in\/bihar-elections-india-first-solar-powered-village-now-defunct-power-station-zero-solar-connections\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>\u00a0per saperne di pi\u00f9 rispetto alle parzialissime informazioni riportate dall\u2019Avvocato e DuFer) e la situazione tedesca (vedi paragrafo successivo) testimoniano che l\u2019obiettivo \u00e8 impossibile da raggiungere con le rinnovabili, indi per cui il nucleare \u00e8 l\u2019unico modo per coniugare un maggior fabbisogno con la decarbonizzazione necessaria per contrastare il global warming -&gt; i massicci programmi atomici della Francia ieri e della Cina oggi sono la dimostrazione concreta della fattibilit\u00e0 per tutti di imbarcarsi in iniziative analoghe-&gt; non esistono ostacoli tecnici alla diffusione del nucleare, solo fobie e pregiudizi dovuto all\u2019ignoranza che ne hanno tarpato la diffusione -&gt; l\u2019energia atomica permette in sostanza di conciliare sia la capra (il business as usual) che i cavoli (decarbonizzazione dell\u2019economia e lotta al global warming).<\/span><\/em><\/p>\n<p>Ora svisceriamo pi\u00f9 dettagliatamente alcune della principali argomentazioni impiegate per sostenere quest\u2019impalcatura concettuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Grandeur francese vs inettitudine tedesca<\/strong><\/p>\n<p>Per creare un clima di consenso facile intorno al nucleare, il video si sofferma inizialmente sul rincaro delle bollette dovuto all\u2019aumento del prezzo del gas (che ci rende dipendenti da potenze straniere volubili quali la Russia), dopodich\u00e9 l\u2019Avvocato mostra gongolante\u00a0<a href=\"https:\/\/app.electricitymap.org\/map\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">electricityMap<\/a>\u00a0(mappa interattiva che informa in tempo reale sui consumi elettrici delle varie nazioni e sulle relative emissioni) la quale promuove la Francia, tinteggiata di un bel verde grazie al fabbisogno elettrico al 70% da nucleare, mentre boccia senza appello la \u2018marrone\u2019 Germania, rea di aver investito 680 miliardi nelle rinnovabili e di essere rimasta ancorata a gas e carbone per supplire al comportamento aleatorio di fotovoltaico ed eolico.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, in realt\u00e0, pi\u00f9 che glorificare le virt\u00f9 nucleari, evidenzia i limiti delle rinnovabili se prive di adeguati sistemi di accumulo, come accade tutt\u2019ora (per la Germania, il sito riporta solo 9,81 GW di pompaggi idroelettrici e appena 280 MW di batterie). La mistificazione degenera per\u00f2 in vera e propria disinformazione quando, intorno al minuto 26, DuFer lascia intendere che in Germania al progressivo abbandono del nucleare sia conseguito un maggior apporto nell\u2019uso del carbone e, di conseguenza, rischi pi\u00f9 gravi per la salute dei cittadini. Una menzogna colossale, in quanto al ritiro dall\u2019atomo \u00e8 invece seguita una parallela riduzione nell\u2019uso del carbone, con l\u2019intensit\u00e0 energetica della generazione di elettricit\u00e0 tedesca migliorata quasi del 45% rispetto al periodo di massimo impiego del nucleare, registrato nel 2001.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/Screenshot-2021-11-29-at-09-41-16-Data-overview-IEA-1024x460gr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/Screenshot-2021-11-29-at-09-41-16-Data-overview-IEA-1024x460.jpg\" alt=\"Screenshot 2021 11 29 at 09 41 16 Data overview IEA 1024x460\" width=\"600\" height=\"300\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/Screenshot-2021-11-29-at-09-41-16-Data-overview-IEA-1024x460.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Allora la produzione atomica tocc\u00f2 infatti la punta massima di 171 TWh, a quarant\u2019anni esatti dall\u2019allacciamento alla rete del primo reattore (il BWR situato nell\u2019impianto di Vak Kahl). A titolo di paragone nel 2020, cio\u00e9 ad appena un decennio dall\u2019approvazione al Bundestag della nuova strategia energetica post atomica (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Energiewende\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Energiewende<\/a>), eolico e solare sono stati gi\u00e0 in grado di generare congiuntamente 180 TWh.<\/p>\n<p>Immaginiamo ora che, nel 2011, la Germania avesse preferito avviare la decarbonizzazione puntando sul nucleare: innanzitutto, avrebbe dovuto investire per adeguare i reattori esistenti agli standard di sicurezza post Fukushima e allungarne la vita operativa, in quanto ben 8 su 18 avrebbero raggiunto la soglia critica dei quarant\u2019anni di esercizio tra il 2014 e il 2019, mentre i rimanenti dieci tra il 2020 e il 2030. Questi 22 GW atomici avrebbero potuto, al massimo delle loro possibilit\u00e0, garantire 175 TWh, quindi sarebbero serviti altri 65 TWh per arrivare all\u2019attuale quota elettrica \u2018low carbon\u2019, cio\u00e9 almeno 5 reattori da 1,6 GW di terza generazione come gli European Pressurised Reactor (EPR), che con ogni probabilit\u00e0 sarebbero stati adottati in quanto nella loro fabbricazione \u00e8 coinvolta anche la tedesca Siemens AG.<\/p>\n<p>Considerando i ritardi ultradecennali nella costruzione degli EPR di Flamanville e Olkiluoto (si rimanda al\u00a0<em>WNISR2021<\/em>\u00a0per i dettagli), nella pi\u00f9 ottimistica delle ipotesi oggi sarebbe operativa una sola di tali unit\u00e0, quindi il ricorso alle fossili risulterebbe con ogni probabilit\u00e0 maggiore dell\u2019attuale. Inoltre, dal 2011 in poi, il costo per MWh del nucleare \u00e8 aumentato, mentre quello di rinnovabili e batterie \u00e8 progressivamente calato (<a href=\"https:\/\/www.lazard.com\/perspective\/levelized-cost-of-energy-levelized-cost-of-storage-and-levelized-cost-of-hydrogen\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>\u00a0per maggiori dettagli); pertanto, uno stato che varasse oggi una politica simile all\u2019Energiewende lo farebbe in condizioni economicamente molto pi\u00f9 vantaggiose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/Schermata_del_2022-01-09_16-16-00.jpg\" alt=\"Schermata del 2022 01 09 16 16 00\" width=\"600\" height=\"365\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/Schermata_del_2022-01-09_16-16-00.jpg\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/bloombergnef-average-lithium-cell-price-2021.png\" alt=\"bloombergnef average lithium cell price 2021\" width=\"678\" height=\"335\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/bloombergnef-average-lithium-cell-price-2021.png\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Piani energetici di carta<\/strong><\/p>\n<p>Immaginiamo che le \u2018dimostrazioni\u2019 dell\u2019Avvocato siano state sufficienti per trasformarci in convinti nuclearisti e improvvisiamo un piano energetico ad hoc per il nostro paese. Per farlo, ci baseremo sull\u2019ipotesi del mix \u201950-50\u2032 nucleare e rinnovabili, perorato dal presidente francese Macron e da molti altri, non tanto perch\u00e9 la riteniamo fattibile o consono ai desiderata dell\u2019Avvocato (siamo estremamente dubbiosi in entrambi i casi*), bens\u00ec per tenere l\u2019apporto atomico il pi\u00f9 basso possibile e non essere quindi accusati di gonfiarne i numeri a scopo polemico. Che cosa significherebbe concretamente per l\u2019Italia?<\/p>\n<p>Ipotizzando un fabbisogno elettrico ideale per il nostro paese simile all\u2019attuale (cio\u00e9 intorno ai 300 TWh) e reattori operanti a un fattore di carico intorno all\u201985-90%, occorrerebbero una ventina di GW nucleari, ossia l\u2019equivalente di 10-11 EPR. Tuttavia, nell\u2019ottica dell\u2019elettrificazione totale, andrebbero aggiunte anche le quote di fossili oggi destinate a usi diversi dalla generazione di elettricit\u00e0, come la produzione di calore ed energia meccanica; un problema non da poco, dal momento che si tratta di rimpiazzare la fonte egemone, ossia il petrolio.<\/p>\n<p>I dati pi\u00f9 aggiornati della IEA riferiscono di un consumo di energia primaria italiano pro capite di circa 26 MWh annui, di cui solo 5 elettrici. Immaginando che l\u2019elettrificazione consenta aumenti di efficienza tali da abbattere questo valore del 70% a parit\u00e0 di prestazioni, il fabbisogno elettrico nazionale si attesterebbe in un range di 460-470 TWh e per ottemperare alla formula 50-50 a quel punto servirebbero almeno 28 GW nucleari. Per un\u2019idea dello sforzo necessario,\u00a0<a href=\"https:\/\/pris.iaea.org\/PRIS\/home.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">secondo il database PRIS della IAEA<\/a>\u00a0i progetti atomici attualmente in cantiere in tutta Europa (occidentale e orientale) ammontano a 17,3 GW.<\/p>\n<p>Uscendo dagli angusti confini di casa nostra, il quadro si fa ancora pi\u00f9 problematico e inverosimile. Il 50-50 rispetto agli odierni consumi elettrici della ex UE a 28 richiederebbe pi\u00f9 della met\u00e0 di tutta l\u2019attuale energia atomica mondiale, la quale a sua volta dovrebbe almeno quadruplicarsi per sostenere il 50% dell\u2019attuale elettricit\u00e0 globale (tutti reattori del pianeta producono appena il 54% dell\u2019elettricit\u00e0 cinese da carbone). Insomma, se i sostenitori delle rinnovabili vengono derisi alla maniera di chi voglia svuotare il mondo servendosi di cucchiaini da caff\u00e9, i paladini dell\u2019atomo si sentono tanto pi\u00f9 furbi e intelligenti solo perch\u00e9 convinti di riuscirci armati di capienti secchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019uranio, cos\u00ec scarsamente abbondante<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Avvocato ammette che, per avviare oggi un programma nucleare, la tecnologia di riferimento sarebbero ancora i reattori a fissione ad acqua leggera alimentati ad uranio, essendo quelli autofertilizzanti troppo costosi e ancora lontani da uno standard commerciale (per non parlare di minireattori o reattori al torio, ancora lontani da una fase prototipica). Rassicura comunque (anche se in maniera alquanto vaga) sulle riserve di uranio disponibili, ritenendo fattibile eventualmente anche l\u2019estrazione dal mare.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio cos\u00ec? Le riserve \u2018a buon mercato\u2019 (cio\u00e9 con costi inferiori a 260 $\/kg) vengono stimate intorno alle 7 milioni di tonnellate: considerato che il consumo attuale (circa 59 milioni di tonnellate), in base alle mirabolanti ipotesi test\u00e9 esposte, dovrebbe aumentare di almeno 4-5 volte, si tratterebbe di una disponibilit\u00e0 per 25-30 anni.<\/p>\n<p>Come puntualizzano immancabilmente i nuclearisti, il costo del combustibile incide minimamente sul prezzo al kWh, tuttavia non si tratta solo di garantire l\u2019apporto necessario o di risparmiare sulle bollette, ma di contenere le emissioni di gas serra e il danno ecologico in generale, in particolare per quanto concerne la fase di estrazione. La concentrazione dell\u2019uranio naturale nei minerali \u00e8 molto bassa, inoltre solo lo 0,7% \u00e8 fissile, ragion per cui occorrono circa 7 tonnellate di uranio naturale per ottenerne una arricchita come combustibile dei reattori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/Screenshot-2021-12-01-at-07-23-57-Uranium-Supplies-Supply-of-Uranium-World-Nuclear-Association.png\" alt=\"Screenshot 2021 12 01 at 07 23 57 Uranium Supplies Supply of Uranium World Nuclear Association\" width=\"537\" height=\"330\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/Screenshot-2021-12-01-at-07-23-57-Uranium-Supplies-Supply-of-Uranium-World-Nuclear-Association.png\" \/><\/p>\n<p>Per rifornire migliaia di reattori, occorerebbe sfruttare anche i giacimenti con risorse a bassa e bassissima concentrazione (\u201clow-grade\u201d e \u201cvery low grade\u201d), tali per cui serve lavorare decine di tonnellate di minerale grezzo per ottenere qualche chilogrammo di uranio naturale. Superata una certa soglia (intorno alla 0,01-0,02% di gradazione), per\u00f2, le emissioni complessive di gas serra della filiera atomica salgono raggiungendo livelli quasi analoghi a quelli delle centrali a gas a ciclo combinato (per approfondire rimando\u00a0<a href=\"https:\/\/www.stormsmith.nl\/Resources\/TYPESET_GLS4_Paper-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">a uno studio di\u00a0<\/a><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">Jan Willem Storm van Leeuwen).<\/span><\/p>\n<p>Quanto all\u2019estrazione dall\u2019acqua di mare, spesso presentata come soluzione definitiva per trasformare il nucleare in una vera e propria fonte rinnovabile (vista la smisurata quantit\u00e0 di uranio disciolta negli oceani), la concentrazione infinitesimale pone problemi praticamente insolubili anche immaginando ritrovati capaci di estrarre il 100% dell\u2019elemento (per i dettagli,\u00a0<a href=\"http:\/\/aspoitalia.blogspot.com\/2007\/12\/si-pu-estrarre-uranio-dallacqua-di-mare.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un articolo di Bardi del 2007 sempre attuale<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scorie: problema grave ma non serio<\/strong><\/p>\n<p>Sulla questione scorie l\u2019Avvocato ricorre alla nota tattica di distrarre l\u2019attenzione dai problemi posti dell\u2019emivita millenario di alcuni elementi radiotossici concentrandosi invece sul loro volume, relativamente esiguo. Ovviamente, il fatto che a oggi non esista alcun deposito definitivo delle scorie\u00a0<a href=\"https:\/\/greenreport.it\/news\/rifiuti-e-bonifiche\/francia-la-battaglia-deposito-nucleare-nel-bosco-piu-grande-progetto-industriale-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">e che quello in progettazione in Francia abbia costi stimati tra i 25 e i 35 miliardi di euro<\/a>, smentiscono i tentativi di ridimensionare il problema.<\/p>\n<p>Oltre ai rifiuti a valle della filiera atomica, sarebbe per\u00f2 il caso di interessarsi anche di quelli a monte.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rossing.com\/performance.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">I dati sull\u2019estrazione forniti dall\u2019azienda proprietaria della miniera di R\u00f6ssing\u00a0<\/a>(Namibia) fanno molto riflettere: facendo la media del periodo 2016-20, si evince che occorre processare quasi 3850 tonnellate di roccia per ottenerne una di ossido di uranio (quindi quasi 27.000 per una di uranio arricchito). Non dimentichiamoci inoltre che gli scarti di lavorazione devono essere trattati e le miniere opportunamente bonificate,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/20100118-niger-miniere-di-uranio-e-strade-radioattive-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">operazioni che la multinazionale francese Areva, ad esempio, ha condotto con estrema negligenza in Niger<\/a>.<\/p>\n<p>E\u2019 tipico dei nuclearisti esaltare la possibilit\u00e0 di generare tanta energia sfruttando lo spazio relativamente ridotto dedicato alla centrale atomica (\u201cquanti ettari di terreno bisognerebbe occuparne per produrne altrettanta tramite pannelli fotovoltaici o aerogeneratori?\u201d) dimenticandosi completamente degli oneri derivanti dall\u2019intero processo di filiera. Come si suole dire, lontano dagli occhi lontano dal cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>W il doppio pesismo<\/strong><\/p>\n<p>Nella parte finale del video, l\u2019Avvocato pone un interrogativo, di per s\u00e9, del tutto pertinente (<a href=\"http:\/\/www.saperescienza.it\/rubriche\/l-editoriale\/transizione-ce-la-faremo-6-12-2021?fbclid=IwAR1O0TzM1A-j_rFb7kPopXEA0cLParidhYcxVQQEJw8TYpBYAbUA8KVTdn0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ne ha trattato anche Nicola Armaroli<\/a>): sono realistici i piani energetici che prevedono un impiego smisurato di litio per realizzare svariati TW di batterie di accumulo per le rinnovabili? In sostegno alla sua tesi, DuFer riporta un link a un articolo di Enrico Mariutti de\u00a0<em>Il Sole 24 Ore<\/em>\u00a0(\u2018<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2021\/05\/31\/transizione-ecologica-favole\/\" target=\"_blank\" rel=\"bookmark noopener noreferrer\">Transizione ecologica: \u00e8 finito il tempo delle favole<\/a>\u2018) sui pericoli legati a future scarsit\u00e0 di minerali per costruire pale eoliche e pannelli fotovoltaici.<\/p>\n<p>La legittimit\u00e0 delle osservazioni dell\u2019Avvocato \u00e8 per\u00f2 profondamente inficiata dall\u2019applicare metri di giudizio differenti per rinnovabili e nucleare. A parte il gi\u00e0 trattato problema dell\u2019uranio, che dire di cobalto, tantalio, titanio, zirconio, afnio, indio, argento indispensabili per l\u2019industria atomica?\u00a0<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX%3A52020DC0474&amp;from=EN&amp;fbclid=IwAR0hQHzATmUlyrMBf1a2ImeXZbLSDggE9Y8xwdf0J5OxRKx99Z1BcR_j9HA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La Commissione Europea definisce \u2018materie prime critiche\u2019 alcuni di tali elementi<\/a>; inoltre, siamo certi che siano sufficienti per estrarli\u00a0<em>nelle adeguate condizioni di sostenibilit\u00e0<\/em>, come si \u00e8 discusso riguardo all\u2019uranio?<\/p>\n<p>Il doppiopesismo \u00e8 ancora pi\u00f9 deplorevole in quanto da una parte presenta come realistica l\u2019estrazione di uranio dall\u2019acqua marina, ma dall\u2019altra esclude tale possibilit\u00e0 relativamente al litio (<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/innovazione\/litio-dall-acqua-di-mare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in fase di sperimentazione<\/a>), dove \u00e8 presente negli oceani in quantit\u00e0 circa cinquemila volte superiori rispetto alla terraferma, per di pi\u00f9 in concentrazione maggiore rispetto all\u2019uranio (0,1-0,2 ppm contro 0,003 ppm).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 di feticci e campanilismi<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec come non si potevano ignorare mistificazioni e faziosit\u00e0 dell\u2019Avvocato dell\u2019Atomo e DuFer, \u00e8 altrettanto importante non impantanarsi in dibattiti stereotipati e fuorvianti. Ecco quindi una considerazione scomoda per tutte le fazioni in lotta: le fonti \u2018low carbon\u2019, di qualsivoglia genere, sono nate e si sono sviluppate all\u2019interno di un regime energetico dominato dalle fossili; non \u00e8 un caso che la Cina, il maggior inquinatore del pianeta, abbia varato i maggiori progetti riguardanti sia l\u2019atomo che le rinnovabili.<\/p>\n<p>In un contesto di graduale e inesorabile decarbonizzazione, possono questi provvedere a se stessi e prosperare fino a raggiungere i livelli stratosferici ipotizzati dai reciproci sostenitori? Si possono garantire i necessari livelli di attivit\u00e0 estrattiva e lavorazione dei metalli (e la relativa rete logistica) senza le fossili? Sembrerebbe improbabile; tra tanti dubbi, per\u00f2, resta un dato di fatto imprescindibile.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte temporale per intervenire prima che il riscaldamento globale assuma proporzioni oltre modo catastrofiche \u00e8 brevissimo, il 2030 \u00e8 gi\u00e0 una data limite per intraprendere misure drastiche, pertanto qualsiasi strategia efficace deve essere incentrata sull\u201duovo oggi\u2019 e non sulla \u2018gallina domani\u2019. Sarebbe una magra e grottesca consolazione vantare un poderoso sistema energetico low carbon una volta oltrepassati i turning point che rendono alcuni cambiamenti oramai irreversibili.<\/p>\n<p>I riscontri empirici dimostrano che una decarbonizzazione grazie a una massiccia implementazione delle rinnovabili \u00e8 molto pi\u00f9 rapida di quella tramite nucleare, lo testimonia il caso della Cina che, in virt\u00f9 dell\u2019incredibile dinamismo economico degli ultimi vent\u2019anni, \u00e8 di fatto l\u2019unica nazione al mondo a potersi permettere il lusso di cospicui investimenti in entrambe le tipologie di fonti. Per altro, i<a href=\"https:\/\/ens.dk\/sites\/ens.dk\/files\/Globalcooperation\/2021-11-04_ceto21_summary_en-final_0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0piani energetici cinesi prevedono per il 2060 la prevalenza delle rinnovabili sull\u2019atomo<\/a>, a prescindere dal ruolo che sar\u00e0 ancora giocata dal carbone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" jch-lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories12\/rinnovabili-vs-nucleare-Cina.jpg\" alt=\"rinnovabili vs nucleare Cina\" width=\"600\" height=\"448\" data-src=\"\/images\/stories\/stories12\/rinnovabili-vs-nucleare-Cina.jpg\" \/><\/p>\n<p>Insomma le rinnovabili, se non adoperate per inseguire vane chimere, rappresentano un tassello fondamentale per non farsi travolgere dalla crisi ecologica. La principale virt\u00f9 del nucleare, invece, sembra proprio quella di illudere sulla possibilit\u00e0 di poter conciliare capra e cavoli, come nei desideri di DuFer e de L\u2019Avvocato dell\u2019Atomo.<\/p>\n<hr \/>\n<h5>*L\u2019ipotesi spesso ripetuta dei nuclearisti di utilizzare l\u2019energia atomica per il carico di base e le rinnovabili per supplire ai picchi di richiesta non sembra particolarmente sensata perch\u00e9 fotovoltaico ed eolico non si prestano particolarmente a tale impiego, a causa del loro carattere aleatorio. Di conseguenza, nucleare e rinnovabili entrerebbero in competizione per i sistemi di accumulo, ossia pompaggi idroelettrici e batterie.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/ecologia-e-ambiente\/22002-igor-giussani-il-nucleare-e-le-verita-degli-influencer.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/ecologia-e-ambiente\/22002-igor-giussani-il-nucleare-e-le-verita-degli-influencer.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Igor Giussani) &nbsp; &nbsp; Il video di Rick Dufer \u2018La Verit\u00e0 sul Nucleare: Ambiente, Scienza ed Energia\u2018, pubblicato su YouTube il 6 novembre scorso e divenuto abbastanza virale (circa 95.000 visualizzazioni mentre sto scrivendo), si sarebbe potuto ragionevolmente intitolare \u2018Quando clickbaiting, bias, ideologismo, cherrypicking, whishful thinking e tutte quelle brutte cose che rimproveriamo sempre agli altri le facciamo noi, allora diventano ottima e corretta informazione\u2019. Non si pu\u00f2 definire altrimenti questa lunga intervista&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-i7E","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69666"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69666"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69667,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69666\/revisions\/69667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}