{"id":69668,"date":"2022-01-12T08:00:47","date_gmt":"2022-01-12T07:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69668"},"modified":"2022-01-10T15:00:37","modified_gmt":"2022-01-10T14:00:37","slug":"zitto-zitto-quatto-quatto-il-liceo-breve-eurounionista-del-governo-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69668","title":{"rendered":"Zitto zitto, quatto quatto\u2026 Il \u2018liceo breve\u2019 eurounionista del governo Draghi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INDIPENDENZA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Estendere la \u2018sperimentazione\u2019 del \u201cliceo breve\u201d, cio\u00e8 il rilascio del diploma superiore in 4 anni anzich\u00e9 5!<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Lo prevede il decreto n. 344 (3 dicembre 2021) del Ministero dell\u2019Istruzione per l\u2019anno scolastico 2022-2023. Mille il numero delle nuove classi prime sperimentali (grosso modo, tra licei ed istituti superiori, una scuola su sette) che non include quelle gi\u00e0 in essere nell\u2019anno scolastico 2020\/21 che quindi, previa \u00abvalutazione positiva\u00bb (prevedibile!) \u00abdella Commissione tecnica territoriale\u00bb di cui all\u2019articolo 6 del decreto, si aggiungerebbero.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il provvedimento, che assesta un ulteriore colpo di piccone alla scuola pubblica italiana e al diritto costituzionale all\u2019istruzione, \u00e8 passato in sordina, se non proprio nel silenzio innanzitutto di massmedia e sindacati di categoria. L\u2019idea, come suggerisce l\u2019espressione \u00abestensione della sperimentazione\u00bb, ha una sua storia: prefigurata nella riforma Berlinguer (nel 1999 con il governo Prodi e varo, nel 2000, con il governo D\u2019Alema), vede la commissione d\u2019inchiesta (2013, governo Monti) del ministro Profumo per la sua realizzabilit\u00e0 avviata (2014, governo Letta) da chi lo sostituir\u00e0, la Carrozza, in dodici scuole, che la Fedeli (2017, governo Gentiloni) porter\u00e0 con il primo vero bando ad un centinaio nell\u2019a.s. 2018\/2019, poi lievitate alle attuali 200. La dice lunga il fatto che si estenda una sperimentazione senza che nemmeno si sia proceduto ad una valutazione delle conseguenze della prima fase a scadenza con i prossimi esami di Stato.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La motivazione addotta \u2013adeguare alla met\u00e0 circa dei Paesi UE, anticipandola di un anno, l\u2019et\u00e0 di uscita dalla scuola superiore, ai fini di un ingresso pi\u00f9 precoce nel mondo del lavoro\u2013 \u00e8 smentita, per restare sul \u2018loro\u2019 terreno, dalla drammatica forza dei fatti anche in \u2018quei\u2019 Paesi, ed \u00e8 risibile quando, non potendo eludere il nodo dell'(ulteriore) abbassamento della qualit\u00e0 (compressione dei contenuti di studio, ad es.), la si giustifica con l\u2019asserzione che quella sar\u00e0 assicurata dall\u2019innovazione didattica e dalle tecnologie. Le motivazioni di questa \u00ababbreviazione di studi\u00bb sono ben altre e strettamente legate alla tenaglia eversiva dell\u2019integrazione europea e del suo impianto \u2018liberal\u2019: da un lato tagliare risorse alla scuola pubblica (diverse decine di migliaia i docenti \u00abin esubero\u00bb) dall\u2019altro mettere le mani sui fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) proprio per la riforma del sistema di orientamento, in cui \u00e8 previsto l\u2019ampliamento della sperimentazione dei licei e degli istituti tecnici quadriennali. Sembrerebbe un contro senso tagliare risorse e mettere risorse (in gran parte a debito, peraltro) ma qui sta il punto politico, l\u2019obiettivo focale, decisivo, del decreto di stampo eurounionista: picconare ulteriormente la gi\u00e0 devastata e ormai pressoch\u00e9 ex scuola pubblica di qualit\u00e0 e allo stesso tempo accentuare lo scardinamento dell\u2019unit\u00e0 della Repubblica e dell\u2019asse culturale nazionale. Quest\u2019ultimo aspetto lo si evince (art. 5) dal conferimento alle scuole della predisposizione di \u00abprogetti\u00bb metodologico-didattici fai-da-te ad elevato livello di innovazione per queste classi \u2018adesso\u2019 sperimentali, con requisiti categorici: puntare sulle \u00abtecnologie e attivit\u00e0 laboratoriali\u00bb, sull\u2019adozione di \u00abmetodologie innovative\u00bb, sulla \u00abdidattica digitale\u00bb, sull\u2019\u00abinsegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia CLIL [alla fin fine in inglese, ndr] a partire dal terzo anno di corso\u00bb, sul \u00abpotenziamento delle discipline STEM\u00bb (tecnico-scientifiche), in \u00abcontinuit\u00e0\u00bb con \u00abil mondo del lavoro, gli ordini professionali, l\u2019universit\u00e0 e i percorsi terziari non accademici\u00bb. Addirittura si istituzionalizza la Didattica a Distanza (DaD), che pure ha mostrato tutti i suoi gravissimi limiti nel corso della dichiarata emergenza sanitaria per Covid-19, laddove si prevede la \u00abpossibilit\u00e0 di effettuare insegnamenti curricolari on line, mediante l\u2019utilizzo di piattaforme digitali che consentano di registrare le presenze degli studenti per un numero di ore non superiore al dieci per cento dell\u2019orario annuale previsto dal progetto di sperimentazione\u00bb (art. 5-f).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ad avvalorare la valenza devastante, anti-nazionale, di questo aspetto si veda \u00abil parere negativo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (\u2026) reso nella seduta n. 66 del 17 novembre\u00bb che, nel decreto, si afferma \u00abdi non accogliere (\u2026) stante la valenza strategica del provvedimento all\u2019interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui alla Missione 4C1.1 \u2013 Riforma 1.4\u00bb (nel PNRR a p. 182). Ebbene, il CSPI, nel suo parere pur non vincolante, ha espresso dubbi relativamente alla mancanza di una \u00abregia nazionale\u00bb che eviti difformit\u00e0 regionali e teme che l\u2019estensione della sperimentazione, \u00abse non supportata da un valido impianto teorico e da una cornice di riferimento nazionale, possa concretizzarsi in soluzioni difformi sul territorio nazionale e difformi rispetto alle finalit\u00e0 dichiarate\u00bb. In altri termini si accentuerebbe quel regionalismo differenziato che le istituzioni europee stanno sostenendo in Italia con i sempre pi\u00f9 evidenti rischi di dissoluzione fattiva dell\u2019unit\u00e0 della Repubblica, nonch\u00e9 dei suoi valori e principi costituzionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/associazioneindipendenza.wordpress.com\/2022\/01\/08\/zitto-zitto-quatto-quatto-il-liceo-breve-eurounionista-del-governo-draghi\/\">https:\/\/associazioneindipendenza.wordpress.com\/2022\/01\/08\/zitto-zitto-quatto-quatto-il-liceo-breve-eurounionista-del-governo-draghi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INDIPENDENZA (redazione) &nbsp; Estendere la \u2018sperimentazione\u2019 del \u201cliceo breve\u201d, cio\u00e8 il rilascio del diploma superiore in 4 anni anzich\u00e9 5! Lo prevede il decreto n. 344 (3 dicembre 2021) del Ministero dell\u2019Istruzione per l\u2019anno scolastico 2022-2023. 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