{"id":69752,"date":"2022-01-14T10:00:14","date_gmt":"2022-01-14T09:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69752"},"modified":"2022-01-13T22:09:26","modified_gmt":"2022-01-13T21:09:26","slug":"2022-anno-record-per-la-spesa-militare-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69752","title":{"rendered":"2022, anno record per la spesa militare italiana"},"content":{"rendered":"<p><strong>da MICROMEGA (Giorgio Pagano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"previewArticle j-previewArticle\">\n<div class=\"infoArticle j-infoArticle\">\n<div class=\"subtitleArticle\">\n<p><em>Il Bilancio del ministero della Difesa per il 2022 sfiora i 26 miliardi di euro con un aumento di 1,35 miliardi. A cosa servono tutte queste armi?<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"textArticle j-textArticle\">\n<p>Cinquanta premi Nobel e scienziati di ogni Paese \u2013 tra gli altri Carlo Rubbia e Giorgio Parisi \u2013 hanno rivolto un appello, in modo semplice e diretto, ai governi del mondo per una riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni. Domenico Gallo, <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/la-notizia-che-non-ce\/\">su MicroMega.net<\/a>, ha giustamente evidenziato sia l\u2019importanza politica del documento sia il fatto che la politica non si sia sentita minimamente interrogata: \u201cQuesta notizia semplicemente \u00e8 sparita dai radar della politica. Nessuno dei leader politici italiani, adusi a una presenza attiva nel teatrino politico italiano, in questi giorni particolarmente impegnati in un vacuo chiacchiericcio sul Quirinale, ha reputato di spendere una sola parola sulla proposta dei cinquanta premi Nobel, nemmeno per dire: non sono d\u2019accordo\u201d.<\/p>\n<p>Il motivo \u00e8 chiaro: l\u2019unanime adesione delle forze politiche al forte incremento, anche in Italia, delle spese militari.<\/p>\n<p>Il Presidente del Consiglio Draghi lo aveva detto il 29 settembre dello scorso anno durante la conferenza stampa sulla \u201cNota di aggiornamento del documento di economia e finanza\u201d (Nadef), il primo passo in vista dell\u2019elaborazione della legge di bilancio: \u201cCi dobbiamo dotare di una difesa molto pi\u00f9 significativa e bisogner\u00e0 spendere molto di pi\u00f9 di quanto fatto finora\u201d.<\/p>\n<p>Draghi \u00e8 stato di parola. La spesa militare prevista per il 2022 superer\u00e0 il muro dei 25 miliardi di euro (25,8 miliardi). Il dato si ricava dal report dell\u2019Osservatorio Milex\u00a0sul bilancio previsionale dello Stato per il 2022: \u201cIl Bilancio del ministero della Difesa per il 2022 sfiora i 26 miliardi di euro con un aumento di 1,35 miliardi, ma vanno poi aggiunti gli stanziamenti di altri ministeri\u201d.<\/p>\n<p>Dal 2017 la spesa militare italiana ha continuato a crescere soprattutto per l\u2019acquisto di nuovi armamenti: lo stanziamento nel 2022 segna un record storico. Spiega Giorgio Beretta, analista della Rete Pace e Disarmo:<\/p>\n<p>\u201cNei mesi scorsi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha <a href=\"https:\/\/www.milex.org\/2021\/12\/03\/nel-2021-record-programmi-riarmo-nuovi-impegni-oltre-11-miliardi\/\">sottoposto all\u2019approvazione del Parlamento<\/a> un numero senza precedenti di programmi di riarmo: diciotto, di cui ben tredici di nuovo avvio, per un valore gi\u00e0 approvato di 11 miliardi di euro e un onere complessivo previsto di 23 miliardi. La parte del leone \u00e8 dell\u2019Aeronautica con programmi per oltre 6 miliardi di euro. C\u2019\u00e8 di tutto: dai fondi per il nuovo cacciabombardiere Tempest (2 miliardi dei 6 previsti) che si aggiunger\u00e0 agli F-35, ai nuovi eurodroni classe Male; dagli aerei Gulfstream per la guerra elettronica alle nuove aerocisterne per il rifornimento in volo. Una grossa fetta della torta \u00e8 destinata alle nuove batterie missilistiche antiaeree per missili Aster (2,3 miliardi di euro) e ai nuovi blindati Lince: ben 3.600 rimpiazzeranno i 1.700 gi\u00e0 in dotazione all\u2019Esercito. Non solo. Negli ultimi giorni dell\u2019anno <a href=\"https:\/\/www.milex.org\/2021\/12\/12\/aggiornamento-record-programmi-riarmo-2021-ora-supera-12-miliardi-nuovi-impegni\/\">ne sono stati aggiunti cinque<\/a> portando a ventitr\u00e9 il numero dei programmi che il ministro della Difesa ha inviato alle Camere nel 2021 (record storico assoluto) per un valore complessivo che supera i 12 miliardi di euro e autorizzazioni di spesa annuale per oltre 300 milioni nel 2021 e per quasi mezzo miliardo nel 2022\u201d.<\/p>\n<p>Se ne discute molto poco, e in un contesto di \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d ben prima del governo Draghi. La domanda chiave \u00e8: a cosa servono tutte queste armi? Si pu\u00f2 rispondere solo cercando di comprendere il \u201cnuovo concetto di difesa\u201d in elaborazione da anni, per cui il concetto di difesa non si applica pi\u00f9 ai confini nazionali ma agli interessi economici e geo-strategici, cio\u00e8 ovunque l\u2019interesse nazionale possa essere minacciato.<\/p>\n<p>La \u201c<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Primo_Piano\/Pagine\/Difesa-emananta-la-direttiva-per-la-politica-industriale.aspx\">Direttiva per la politica industriale della Difesa<\/a>\u201c emanata lo scorso luglio da Guerini, \u00e8 inserita in questo contesto ed esprime un\u2019ulteriore novit\u00e0: l\u2019Italia deve \u201cdisporre di uno strumento militare in grado di esprimere le capacit\u00e0 militari evolute di cui il Paese necessita per tutelare i propri interessi nazionali\u201d per dare impulso \u201cal consolidamento del vantaggio tecnologico e, quindi, della competitivit\u00e0 dell\u2019industria nazionale di settore\u201d. Si tratta, rileva Beretta, di \u201cuna novit\u00e0 assoluta non solo perch\u00e9 \u00e8 la prima direttiva in materia di politica industriale-militare emanata del dopoguerra, ma soprattutto perch\u00e9 definisce un inusitato rapporto tra industria e forze armate: le sinergie tra la Difesa e l\u2019industria militare travalicano infatti le consuete esigenze di modernizzare gli strumenti militari e vengono rese funzionali alla \u2018proiezione internazionale\u2019 dell\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0, come spiega sempre Guerini, di superare il rapporto tra le Forze Armate e l\u2019industria di tipo \u201ccliente-fornitore\u201d per favorirne invece la sinergia come \u201cSistema Difesa\u201d finalizzata, tra l\u2019altro, alla \u201cproiezione sui mercati esteri\u201d degli armamenti. In una parola: il ministero della Difesa viene messo al servizio dell\u2019industria degli armamenti. In aperto contrasto con la Costituzione.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra grande questione ancora, di cui si parla troppo poco. L\u2019Italia \u00e8 in procinto di raddoppiare il contingente militare in Iraq per poter assumere il comando della missione della Nato: <a href=\"https:\/\/retepacedisarmo.org\/2021\/litalia-alla-guida-della-nato-in-iraq-meglio-di-no\/\">trasformer\u00e0 la partecipazione militare italiana<\/a> in una vera operazione di combattimento rispetto a quella che finora era solo una presenza per la difesa di aree sensibili e per l\u2019addestramento dell\u2019esercito iracheno. Per adempiere al nuovo compito i vertici militari si sono affrettati a chiedere di poter <a href=\"https:\/\/retepacedisarmo.org\/2021\/ripd-armamento-droni-necessaria-discussione-parlamento\/\">armare i droni Reaper<\/a> con missili aria-terra e bombe a guida laser \u2013 trasformandoli cos\u00ec da semplici ricognitori a veri bombardieri \u2013 e di <a href=\"https:\/\/www.milex.org\/2021\/11\/03\/droni-kamikaze-per-le-esigenze-immediate-delle-nostre-forze-speciali\/\">dotarsi di una flotta di Hero-30<\/a>, i cosiddetti \u201cdroni kamikaze\u201d che si autodistruggono nel colpire l\u2019obiettivo. La missione diventa in questo modo la principale missione italiana all\u2019estero. Ma perch\u00e9 una missione cos\u00ec consistente?<\/p>\n<p>Forse il vero scopo \u00e8 quello di proteggere gli interessi delle multinazionali del petrolio e del gas. Come ha rivelato <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/15356\/molte-missioni-militari-italiane-servono-a-proteggere-le-fonti-fossili-e-gli-interessi-di-eni\/\">una ricerca<\/a> di Greenpeace, due terzi delle spese delle operazioni militari all\u2019estero dei Paesi europei riguardano la difesa di fonti fossili: l\u2019Italia negli ultimi quattro anni ha speso 2,4 miliardi di euro nelle missioni militari collegate a piattaforme estrattive, oleodotti e gasdotti che riguardano l\u2019ENI.<\/p>\n<p>Dopo la disastrosa missione in Afghanistan ci stiamo imbarcando in questa nuova operazione militare. Senza alcun dibattito pubblico sui suoi obiettivi. Hanno ragione le quarantasette organizzazioni, coordinate dalla Rete Pace e Disarmo, che in un loro documento hanno chiesto la sospensione della guida italiana della NATO in Iraq.<\/p>\n<p>Il compito degli europei, si legge nel documento, dovrebbe essere quello di favorire la liberazione dell\u2019Iraq dalla morsa del conflitto che oppone Stati Uniti e Iran. E sostenere lo sviluppo economico, la democrazia e i diritti umani. Ma questo non si fa con gli eserciti, bens\u00ec \u201ccollaborando con l\u2019attivo sostegno alla societ\u00e0 civile irachena\u201d. Una tale missione di addestramento \u201cdopo quanto successo in Afghanistan, su cui non si \u00e8 nemmeno fatta una seria analisi, dovrebbe almeno essere rivalutata. Il rischio concreto \u00e8 che l\u2019Italia rimanga invischiata nella lotta per il controllo dell\u2019Iraq, per conto di altri Paesi, senza nemmeno un dibattito pubblico. E senza che ne abbia nemmeno un diretto interesse. Con la conseguenza, tra l\u2019altro, di nuovi gravi rischi anche per la sicurezza delle organizzazioni umanitarie italiane che l\u00ec operano. Rischi dovuti alla confusione tra presenza civile e militare\u201d. Le quarantasette organizzazioni firmatarie concludono: \u201cChiediamo la sospensione della decisione di assumere la guida della NATO in Iraq e del processo di acquisizione di questi armamenti. E l\u2019apertura di un dibattito pubblico, o almeno parlamentare, su modelli, obiettivi, strumenti della attuale presenza italiana in Iraq\u201d.<\/p>\n<p>Possibile che le lezioni della storia non ci insegnino nulla?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/2022-record-spesa-militare-italiana\/\">https:\/\/www.micromega.net\/2022-record-spesa-militare-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MICROMEGA (Giorgio Pagano) Il Bilancio del ministero della Difesa per il 2022 sfiora i 26 miliardi di euro con un aumento di 1,35 miliardi. A cosa servono tutte queste armi? 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