{"id":69871,"date":"2022-01-21T10:42:23","date_gmt":"2022-01-21T09:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69871"},"modified":"2022-01-20T18:44:55","modified_gmt":"2022-01-20T17:44:55","slug":"ci-mancava-la-peste-suina-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69871","title":{"rendered":"Ci mancava la peste suina africana"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>SCIENZA IN RETE<\/strong> (Laura Scillitani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/tim-schmidbauer-d4nuqVbHewA-unsplash.jpg?itok=4W97Q87R\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\">In Piemonte, lo scorso 6 gennaio \u00e8 stato per la prima volta confermato il caso di una carcassa di cinghiale positiva al virus della peste suina\u00a0africana genotipo II.\u00a0Una malattia non pericolosa per l&#8217;uomo ma letale per i suini,\u00a0che pu\u00f2 avere gravi ricadute socioeconomiche\u00a0e la cui origine \u00e8 legata alle attivit\u00e0 antropiche.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ormai da due anni la nostra vita \u00e8 scandita da informazioni sui virus, a causa della pandemia siamo bombardati da notizie su varianti, contagiosit\u00e0 e letalit\u00e0. SARS-COV-2 certo \u00e8 un virus che sta prendendo tutte le attenzioni mediatiche, a causa degli evidenti drammatici impatti sulle nostre vite. Molto pi\u00f9 subdolo e meno sotto ai riflettori, per lo meno dei media nazionali, \u00e8 invece un altro virus che malauguratamente ha fatto il suo ingresso nel nostro Paese: si tratta del virus responsabile della Peste Suina Africana (PSA), genotipo II, la cui presenza \u00e8 stata registrata<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/sivemp.it\/peste-suina-riscontrato-caso-in-cinghiale-morto-in-piemonte\/?fbclid=IwAR0pCctdvKKvMyHKyRmizTrok0vBG9W54b79CjptYEQzDdtz4p_PdWps7Ls\">\u00a0lo scorso 6 gennaio\u00a0<\/a>per la prima volta con il ritrovamento, nel comune di Ovada, in provincia di Alessandria, di una carcassa di cinghiale positiva al virus.<\/p>\n<p>Il virus responsabile della PSA \u00e8 un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Asfarviridae, ed \u00e8 responsabile di una febbre emorragica con un elevato tasso di letalit\u00e0 nei suini (sia maiali domestici che cinghiali). Non si tratta di una zoonosi, quindi non \u00e8 trasmissibile alle persone, n\u00e9 ad altre specie animali,\u00a0\u00e8 specifica dei suini, ma ha sicuramente un importante impatto sulle attivit\u00e0 umane perch\u00e9 a causa della sua devastante contagiosit\u00e0 e pericolosit\u00e0 \u00e8 in grado di provocare ingentissimi danni economici a carico del settore suinicolo, oltre a limitazioni e ricadute di natura commerciale. Non esistono vaccini che mettano al sicuro i maiali, n\u00e9 cure, quindi nel caso di infezione \u00e8 necessario provvedere all\u2019abbattimento di tutti i capi dell\u2019allevamento e alla distruzione delle carcasse. La prassi viene estesa alle aziende circostanti. Ma ovviamente le ricadute commerciali possono estendersi ben al di l\u00e0 della zona colpita, nel caso in cui Paesi terzi dovessero decidere di vietare l&#8217;ingresso a tutte le produzioni suine italiane, non riconoscendo il principio di regionalizzazione, comportando un crollo delle esportazione di carni e prodotti a base di carne suina.<\/p>\n<h2>Un virus persistente<\/h2>\n<p>I primi sintomi della malattia si manifestano dopo circa quattro giorni dal contagio. La peste suina africana\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.fao.org\/3\/x8060e\/x8060e00.htm\">provoca<\/a>\u00a0febbre alta, edema polmonare, gastrite emorragica, vomito e diarrea, linfonodi ingrossati e edematosi, epistassi, lesioni sottocutanee. Come risultato, gli animali malati fanno fatica a respirare, tendono a non alimentarsi, hanno difficolt\u00e0 nel compiere movimenti coordinati (atassia), sono disorientati e letargici. Tra il 95 e il 100% di chi si infetta \u00e8 destinato a morire. Ma non \u00e8 solo la severit\u00e0 dei sintomi e la contagiosit\u00e0 che rende il virus della PSA cos\u00ec temibile. \u00c8 anche, forse soprattutto, la sua\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.fao.org\/3\/ca5987en\/ca5987en.pdf\">incredibile resistenza ambientale<\/a>. Il virus rimane infatti quiescente al di fuori di un ospite, pu\u00f2 resistere fino a 15 settimane a temperatura ambiente, mesi a 4\u00b0C e indefinitamente nelle carni surgelate. Poich\u00e9 servono\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/art36grants\/article36\/gpefsaalpha202109-survival-african-swine-fever-virus-feed-bedding-materials\">altissime temperature tenute a lungo<\/a>\u00a0per neutralizzare il virus, gli insaccati fatti da carni infette sono anch\u2019essi fonti di infezione virale per i suini. Il virus resiste su diversi substrati: coltelli, vestiti, scarti di cucina contaminati, terreno\u00a0e anche vegetali contaminati dalla saliva di animali infetti.<\/p>\n<p>Le carcasse dei cinghiali morti a causa della malattia sono un enorme serbatoio virale pronto a infettare qualche malcapitato suide che si avventuri a perlustrarle; non \u00e8 ancora molto chiaro invece il ruolo\u00a0dei necrofagi che si cibano delle carcasse infette, in parte possono agire da trasportatori del virus, attraverso zampe e pelo, in parte possono contribuire all&#8217;eliminazione delle carcasse dall&#8217;ambiente, consumandole ed\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-019-47623-5\">essendo immuni all&#8217;infezione<\/a>. Infatti la trasmissione del virus pu\u00f2 avvenire sia per contatto diretto con gli ammalati, sia in maniera indiretta, attraverso un ambiente contaminato per la presenza di carcasse o resti di animali infetti, feci e liquidi corporei, o nel caso soprattutto degli allevamenti, oggetti contaminati. Ma il pi\u00f9 subdolo mezzo di propagazione del virus \u00e8 la contaminazione: aderendo a vestiti, oggetti, alle suole di stivali e scarponi, o ancor peggio alla superficie degli pneumatici, consente al virus di essere trasportato su lunghe, a volte lunghissime distanze, alla ricerca di nuovi suini in cui proliferare. E infatti qui entra in scena la presenza umana: \u00e8 grazie a questi meccanismi che il virus \u00e8 in grado di viaggiare e raggiungere luoghi sicuramente non raggiungibili \u201ca bordo\u201d di un cinghiale.<\/p>\n<h2>Ancora una volta, una conseguenza dell\u2019Antropocene<\/h2>\n<p>Il virus della PSA \u00e8 un caso da manuale del legame tra perturbazioni ambientali di origine antropica e la diffusione di un patogeno. Come ricostruito in\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/wwwnc.cdc.gov\/eid\/article\/24\/4\/17-2127_article\">un recente articolo<\/a>, il virus originariamente viveva nell\u2019Africa subsahariana e compieva un ciclo vitale completo tra due ospiti: le zecche del genere Ornithodorus e il facocero (conosciuto da molti come il Pumba del Re Leone). La letalit\u00e0 nel facocero \u00e8 molto bassa e la malattia \u00e8 asintomatica, perch\u00e9 la maggior parte delle infezioni avviene nei piccoli che sviluppano una resistenza al virus. Quindi, in questo suo ciclo selvatico, il virus passa da zecche a facoceri e viceversa, senza creare particolari problemi ai suoi ospiti.<\/p>\n<p>Poi per\u00f2 sono arrivati altri ospiti a casa delle zecche portatrici dell\u2019Asfivirus: i maiali domestici, per nulla resistenti alla malattia, al contrario dei facoceri. I maiali si commerciano, si scambiano, sia vivi che come carni, e il virus, lo abbiamo visto prima, \u00e8 molto duraturo anche fuori dai suoi ospiti. E cos\u00ec ha rapidamente trovato un modo per vivere, infettare e moltiplicarsi saltando a pi\u00e8 pari le zecche, un ulteriore cambiamento del suo ciclo virale. I maiali sono molto sociali, vivono insieme negli allevamenti, e se non si contagiano tra loro viene trasportato dalle attivit\u00e0 umane. Ed ecco che il virus si diffonde in Africa ben al di l\u00e0 della sua presenza naturale.<\/p>\n<p>L\u2019ulteriore passaggio \u00e8 l\u2019arrivo sul continente Eurasiatico, precisamente nel 2007 in Georgia, nel Caucaso. Da qui il fronte epidemico si diffonde velocemente a Russia, Bielorussia, Ucraina. Nel corso di tutti questi passaggi trova un altro ospite idoneo per la sua moltiplicazione: il cinghiale. Altra specie molto sociale, con individui che formano gruppi molto numerosi che interagiscono di continuo con contatti diretti, e presenti ad alta densit\u00e0 un po\u2019 ovunque in Europa. Con l\u2019infezione dei cinghiali, la gestione della malattia diventa ancora pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 travalica i confini, decisamente pi\u00f9 facili da indagare e gestire, degli allevamenti, e arriva nei boschi, praterie e arbusteti, nei campi di mais con le pannocchie magari destinate agli allevamenti suini, sotto le suole di chi per vari motivi, lavoro, caccia o sport, calpesta i terreni naturali.<\/p>\n<h2>La diffusione del virus in Europa e nel mondo<\/h2>\n<p>Esistono\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/1999-4915\/13\/9\/1717\">23 diversi genotipi<\/a>\u00a0dell\u2019Asfivirus responsabile della peste suina africana. A onor del vero, questa non \u00e8 la primissima volta che il virus in quanto tale approda in Italia: nel 1978, attraverso carni contaminate era arrivato in Sardegna il virus di genotipo I. Il virus \u00e8 stato eradicato nel sud dell\u2019isola, mentre \u00e8 endemico altrove, favorito dalla presenza di maiali allo stato brado. Invece, il genotipo I non \u00e8 molto contagioso per i cinghiali sardi, con una prevalenza del 10% e animali positivi solo in aree in cui si trovano allevamenti infetti. Una storia simile si \u00e8 verificata nella penisola iberica. Diverso il discorso per il genotipo II, che \u00e8 appunto arrivato nel Caucaso nel 2007, diffondendosi rapidamente grazie alla sua infettivit\u00e0 nel cinghiale, presente ad alte densit\u00e0 nell\u2019area, ma anche grazie a una gestione delle carcasse di maiale infette e a una gestione venatoria del cinghiale inadeguata per questo virus. Contrariamente al virus di genotipo I, la malattia \u00e8 altamente contagiosa e letale per i cinghiali, e pu\u00f2 causare un declino\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fvets.2020.00378\/full\">fino al 90%<\/a>\u00a0della popolazione.<\/p>\n<p>Nel 2014 l\u2019epidemia raggiunge la Lituania e la Bielorussia, e si diffonde in Estonia, Polonia e, nel 2020 in Germania, al confine polacco. Nel frattempo, nel 2017 la PSA si \u00e8 diffusa in Repubblica Ceca e nel 2018 in Belgio, Slovacchia, Ungheria, Romania e Serbia. E purtroppo, a gennaio 2022 il nord dell\u2019Italia si aggiunge a questa lista. La causa della dispersione su lunghe distanze \u00e8 di natura umana, probabilmente attraverso il commercio di carni o carcasse contaminate. Il cinghiale \u00e8 infatti una specie piuttosto sedentaria, anche se alcuni metodi di caccia possono provocare\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s10344-009-0314-z\">una maggiore mobilit\u00e0<\/a>, che non arriva mai alle centinaia di chilometri con cui si \u00e8 spostato il virus. Anzi, migliaia, dato che la malattia \u00e8 approdata anche in Asia, precisamente in Cina, Vietnam e Cambogia.<\/p>\n<p>Per far fronte al diffondersi della peste suina, l\u2019<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/food\/animals\/animal-diseases\/diseases-and-control-measures\/african-swine-fever_en\">UE<\/a>\u00a0 ha predisposto linee guida oltre a misure legislative, tra queste regolamento europeo 429\/2016 sulle malattie animali trasmissibili e il\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:02021R0605-20210428&amp;qid=1642499679712&amp;from=en\">605\/2021<\/a>\u00a0che indica le misure speciali da adottare in caso di peste suina. Tra queste misure c\u2019\u00e8 la zonazione, cio\u00e8 l\u2019individuazione di zone soggette a restrizioni (tre livelli di restrizione) che regolamentano misure da adottare negli allevamenti e i commerci di prodotti suinicoli.<\/p>\n<p>In Italia, la gestione della malattia \u00e8\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/imgs\/C_17_pagineAree_1670_10_file.pdf\">sotto la direzione del Ministero della Salute<\/a>. Il regolamento stabilisce nel caso di ritrovamento di cinghiali positivi\u00a0al virus, la segnalazione tempestiva al servizio Veterinario competente e l\u2019attivazione da parte del Ministero della Salute di una Unit\u00e0 di Crisi nazionale, che fa affidamento su un gruppo di esperti in materia, oltre a trasmettere Comunicazione alla Comunit\u00e0 Europea e all\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 Animale. Al momento, in Piemonte e Liguria \u00e8 stata definita la\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.anmvioggi.it\/rubriche\/attualita\/72011-psa-vigilanza-veterinaria-sulle-attivita-vietate.html?fbclid=IwAR23FB9euAKAlbPTTMRA3_YI5qZtrqk8xuX0jpVqDu36r6TouA01R3NzQuY\">zona infetta PSA<\/a>,\u00a0in cui si applicano i divieti approvati con ordinanza del Ministro della Salute, d\u2019intesa con il MIPAAF. All\u2019interno di questa zona sono infatti vietati la caccia, gli sport\u00a0<em>outdoor<\/em>, la ricerca funghi e tutte le attivit\u00e0 che potrebbero portare le persone a contatto con cinghiali infetti o con terreno contaminato. Queste limitazioni sono necessarie per cercare di arginare il contagio e delimitare la zona infetta, anche se le regioni limitrofe si stanno gi\u00e0 attivando per attuare misure preventive, per esempio l\u2019Emilia Romagna ha\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/agricoltura.regione.emilia-romagna.it\/caccia\/avvisi\/avvisi-2022\/campagna-per-il-contrasto-della-peste-suina-africana-in-emilia-romagna?fbclid=IwAR3NX-SeIzLtYunMHt0XoHLHW0fFWL10bFbxS2dB15uvLiFNkj8pA-_rxiI\">vietato la caccia<\/a>\u00a0al cinghiale nelle province di Piacenza e Parma, e ha avviato un protocollo per la ricerca attiva di eventuali carcasse di animali infetti nel territorio. In tutte le regioni \u00e8 stato istituito un numero telefonico dedicato alle segnalazioni di carcasse o resti.<\/p>\n<h2>Un approccio One health per la gestione dell&#8217;epidemia<\/h2>\n<p>La peste suina africana ha quindi impatti sanitari, ecologici, socio-economici e di sicurezza alimentare. Come anche la pandemia di Covid ci ha mostrato, dietro la diffusione dei patogeni c\u2019\u00e8 la rottura di un equilibrio ecologico. I virus e i batteri fanno parte del nostro pianeta, ma la loro diffusione va al di l\u00e0 di quanto la natura consentirebbe loro a causa delle alterazioni degli ecosistemi, della presenza di allevamenti intensivi in luoghi prima naturali e della gestione del bestiame domestico, in alcune aree del mondo praticata in assenza di protocolli di biosicurezza adeguati, e a ci\u00f2 si aggiunge un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato e dove gli spostamenti umani sono incredibilmente rapidi. La salute del pianeta \u00e8 la nostra salute, ed \u00e8 necessario rimuovere i confini tra le discipline e avere un approccio multidisciplinare alla gestione delle malattie, insomma un approccio\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fmicb.2021.718546\/full\">One health<\/a>, da tempo invocato ma ancora lungi da una sua vera attuazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/ci-mancava-peste-suina-africana\/laura-scillitani\/2022-01-19\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/ci-mancava-peste-suina-africana\/laura-scillitani\/2022-01-19<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da SCIENZA IN RETE (Laura Scillitani) In Piemonte, lo scorso 6 gennaio \u00e8 stato per la prima volta confermato il caso di una carcassa di cinghiale positiva al virus della peste suina\u00a0africana genotipo II.\u00a0Una malattia non pericolosa per l&#8217;uomo ma letale per i suini,\u00a0che pu\u00f2 avere gravi ricadute socioeconomiche\u00a0e la cui origine \u00e8 legata alle attivit\u00e0 antropiche. &nbsp; Ormai da due anni la nostra vita \u00e8 scandita da informazioni sui virus, a causa della pandemia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-iaX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69871"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69872,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69871\/revisions\/69872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}