{"id":69971,"date":"2022-01-26T11:30:22","date_gmt":"2022-01-26T10:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69971"},"modified":"2022-01-26T08:50:02","modified_gmt":"2022-01-26T07:50:02","slug":"draghi-sara-il-presidente-della-repubblica-a-cura-di-luigi-longo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69971","title":{"rendered":"Draghi sar\u00e0 il presidente della Repubblica? a cura di Luigi Longo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>ITALIAEILMONDO\u00a0<\/strong>(di\u00a0<strong>Giuseppe Germinario<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>1<\/b>.E\u2019 opportuno, in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, rileggere l\u2019intervento di Mario Draghi fatto sullo yacht Britannia il 2 giugno 1992 sul progetto di privatizzazione iperliberista in Italia (l\u2019intervento \u00e8 ripreso dal sito\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/\">www.ilfattoquotidiano.it<\/a><\/u>\u00a0del 22\/1\/2020 e la divisione in paragrafi \u00e8 mia). Per inciso, fa ridere la boutade apparsa sui mass media che narra di Mario Draghi allievo del grande keinesiano Federico Caff\u00e8 (della serie \u201cla situazione \u00e8 drammatica ma non \u00e8 seria\u201d!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 data dal fatto che Mario Draghi rappresenterebbe per i pre-dominanti USA e i sub-dominanti europei il Presidente della Repubblica ideale per garantire non solo la totale servit\u00f9 italiana verso le strategie statunitensi in Italia, in Europa, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente (cos\u00ec come \u00e8 stato per tutti i precedenti presidenti), ma anche la garanzia del controllo dei Fondi Europei del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e del debito pubblico, che, per essere chiari, nulla hanno a che fare con lo sviluppo del Paese e per il benessere della maggioranza della popolazione [ si veda la proposta del duo Draghi-Macron di creare una Agenzia del debito dell\u2019Eurozona cedendo i debiti al MES (Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0) che imporrebbe una forte riduzione del debito pubblico con tagli drastici sulle spese sociali, per approfondimenti si rimanda a Fabio Bonciani,\u00a0<i>Il piano Draghi-Macron per cedere i debiti al MES: come trasformare dei numeri in debiti<\/i>\u00a0in\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">www.comedonchisciotte.org<\/a><\/u>\u00a0del 17\/1\/2022].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Per una riflessione sul ruolo del Presidente della Repubblica ripropongo un mio scritto, apparso su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italiaeilmondo.com\/\"><u>www.<\/u><u><i>Italiaeilmondo.com<\/i><\/u><\/a><i>\u00a0<\/i>il 4\/9\/2018, con il titolo\u00a0<i>Le istituzioni e il conflitto\u00a0<\/i>che introduce una stimolante lettura di Marco Della Luna sulla costituzione del Quirinale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>2<\/b>.Sono scettico sul fatto che Mario Draghi possa diventare il Presidente della Repubblica per le seguenti ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">la prima: la sua elezione a Presidente comporterebbe, visto il ruolo di garante che dovr\u00e0 svolgere e considerata la fase storica multicentrica, la formale transizione da una Repubblica democratica ad una Repubblica presidenziale, cio\u00e8, l\u2019adeguamento, in pratica, della forma alla sostanza. Trovo arduo, se non impossibile, tale passaggio istituzionale, sia osservando il panorama politico, economico e sociale, sia considerando ed evidenziando che Mario Draghi \u00e8 un agente strategico esecutore incapace di pensare, n\u00e9 tantomeno di gestire, strategie di sviluppo del Paese;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">la seconda: il suo potere esecutivo (mostrato con la faccia gaberiana\u00a0<i>scolpita nella pietra che con grande autorevolezza spara cazzate<\/i>) da Presidente del Consiglio, gli permette di eseguire meglio, attraverso lo strumento della pseudo pandemia da Covid-19 (sulla pseudo pandemia si veda Massimo Cascone, intervista a Stefano Dumontet, Morti, vaccini e speculazioni economiche, parte 1 e 2,\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">www.comedonchisciotte.org<\/a><\/u>, del 20\/1\/2022 e 21\/1\/2022), le strategie dei pre-dominanti USA (il dominio sull\u2019Europa attraverso la Nato essendo il progetto statunitense dell\u2019Unione Europea esaurito) e dei sub-dominanti europei che occupano spazi istituzionali di potere usando gli strumenti finanziari, monetari, economici, culturali, mediatici e giudiziari per gestire e appropriarsi della ricchezza prodotta dai popoli europei (gestione dei fondi europei, pagamento del debito pubblico, erosione del risparmio privato e delle riserve auree).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">E\u2019 sempre utile ricordare che l\u2019Europa non \u00e8 un soggetto politico e quindi non pu\u00f2 esprimere un\u2019idea di sviluppo autonomo in relazione all\u2019Occidente e all\u2019Oriente, avendo da tempo perso ogni identit\u00e0 e peculiarit\u00e0 travolta da un processo di americanizzazione dei territori giunto a saturazione come conseguenza di una grave crisi di civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>3<\/b>. Un uomo di potere come Francesco Cossiga, che si divertiva a fottere il potere sempre sotto l\u2019ordine statunitense (Francesco Cossiga con Andrea Cangini,\u00a0<i>Fotti il potere. Gli arcana della politica e dell\u2019umana natura<\/i>, Aliberti editore, Roma, 2010), aveva avvisato che\u00a0\u201cNon si pu\u00f2 nominare primo ministro [Mario Draghi, mia precisazione LL] chi \u00e8 stato socio o lavora per la\u00a0<b>Goldman Sachs<\/b>, grande banca di affari americana [\u2026] Un vile affarista. E\u2019 il liquidatore, dopo la famosa crociera sul Britannia, della\u00a0<b>svendita dell\u2019industria pubblica italiana<\/b>, quando era direttore generale del Tesoro. E immagina cosa farebbe se fosse eletto\u00a0<b>presidente del consiglio\u00a0<\/b>dei ministri. Svenderebbe tutto ci\u00f2 che rimane ai suoi comparuzzi della\u00a0<b>Goldman Sachs<\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il ruolo di Mario Draghi \u00e8 quello di eseguire le strategie pre-dominanti statunitensi e sub-dominanti europee; per la sua storia, per le funzioni svolte a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, \u00e8 illuminante, per questo \u00e8 un pericolo per gli interessi nazionali e le sue articolazioni sociali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><i>Nella corruzione di questo mondo, la mano dorata del delitto pu\u00f2 scansare la giustizia, e si vede spesso la legge farsi accaparrare dalla sua preda [\u2026] La consuetudine, quel mostro che ogni sensibilit\u00e0 consuma, il demonio delle abitudini, \u00e8 per\u00f2 anche angelo, quando con lo stesso viso veste di livrea le azioni buone e le malvage, vestito che s\u2019indossa con facilit\u00e0 estrema [\u2026] L\u2019abitudine pu\u00f2 cambiare lo stampo della natura e domare il diavolo o cacciarlo del tutto, con forza meravigliosa<\/i>\u00a0(Shakespeare,\u00a0<i>Amleto<\/i>, Mondadori, Milano, 1988, pp.177 e 193).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">\u201c<b>Privatizzazioni inevitabili, ma da regolare con leggi ad hoc\u201d: il discorso del 1992 (ma attualissimo) di Mario Draghi sul Britannia<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><i>Pubblichiamo il discorso di Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro, alla Conferenza sulle Privatizzazioni tenutasi sullo yacht Britannia, del 2 giugno 1992: l\u2019ex presidente della Bce parl\u00f2 della vendita delle azioni pubbliche. Un processo con cui, 28 anni dopo, l\u2019Italia fa i conti. Nelle sue parole i mercati come strada per la crescita, la fine del controllo politico, l\u2019idea di public company, ma anche i tanti rischi: \u201cSar\u00e0 pi\u00f9 difficile gestire la disoccupazione. Non c\u2019\u00e8 una Thatcher \u2013 disse \u2013 servono strumenti per ridurre i senza lavoro e i divari regionali. Andranno tutelati gli azionisti di minoranza\u201d. E ancora: \u201cQuesto processo lo richiede Maastricht, facciamolo prima noi. Ma va deciso da un esecutivo forte e stabile. Ridurremo il debito\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La servit\u00f9 del debito pubblico<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Signore e signori, cari amici, desidero anzitutto congratularmi con l\u2019Ambasciata Britannica e gli Invisibili Britannici per la loro superba ospitalit\u00e0. Tenere questo incontro su questa nave \u00e8 di per s\u00e9 un esempio di privatizzazione di un fantastico bene pubblico. Durante gli ultimi quindici mesi, molto \u00e8 stato detto sulla privatizzazione dell\u2019economia italiana. Alcuni progressi sono stati fatti, nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche, e per questo la maggior parte del merito va a Guido Carli, ministro del Tesoro. Ma, per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al settore privato, \u00e8 stato fatto poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Non deve sorprendere, perch\u00e9 un\u2019ampia privatizzazione \u00e8 una grande \u2013 direi straordinaria \u2013 decisione politica, che scuote le fondamenta dell\u2019ordine socio-economico, riscrive confini tra pubblico e privato che non sono stati messi in discussione per quasi cinquant\u2019anni, induce un ampio processo di deregolamentazione, indebolisce un sistema economico in cui i sussidi alle famiglie e alle imprese hanno ancora un ruolo importante. In altre parole, la decisione sulla privatizzazione \u00e8 un\u2019importante decisione politica che va oltre le decisioni sui singoli enti da privatizzare. Pertanto, pu\u00f2 essere presa solo da un esecutivo che ha ricevuto un mandato preciso e stabile.<br \/>\nAltri oratori parleranno dello stato dell\u2019arte in quest\u2019area: dove siamo ora da un punto di vista normativo, e quali possono essere i prossimi passaggi. Una breve panoramica della visione del Tesoro sui principali effetti delle privatizzazioni pu\u00f2 aiutare a comunicare la nostra strategia nei prossimi mesi. Primo: privatizzazioni e bilancio. La privatizzazione \u00e8 stata originariamente introdotta come un modo per ridurre il deficit di bilancio. Pi\u00f9 tardi abbiamo compreso, e l\u2019abbiamo scritto nel nostro ultimo rapporto quadrimestrale, che la privatizzazione non pu\u00f2 essere vista come sostituto del consolidamento fiscale, esattamente come una vendita di asset per un\u2019impresa privata non pu\u00f2 essere vista come un modo per ridurre le perdite annuali. Gli incassi delle privatizzazioni dovrebbero andare alla riduzione del debito, non alla riduzione del deficit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>I debiti da pagare<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Quando un governo vende un asset profittevole, perde tutti i dividendi futuri, ma pu\u00f2 ridurre il suo debito complessivo e il servizio del debito. Quindi, la privatizzazione cambia il profilo temporale degli attivi e dei passivi, ma non pu\u00f2 essere presentata come una riduzione del deficit, solo come il suo finanziamento. (Questo fatto, nella visione del Tesoro, ha alcune implicazioni che vedremo in un secondo momento). Le conseguenze politiche di questa visione sono due. Dal punto di vista della finanza pubblica, il consolidamento fiscale da mettere a bilancio per l\u2019anno 1993 e i successivi non dovrebbe includere direttamente nessun ricavo dalle privatizzazioni. Nel contempo, dovremmo avviare un piano di riduzione del debito con gli incassi dalle privatizzazioni. Ci\u00f2 implicher\u00e0 pi\u00f9 enfasi del Tesoro sulle implicazioni economiche complessive delle privatizzazioni e sull\u2019obiettivo ultimo di ricostruire gli incentivi per il settore privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La centralizzazione della ricchezza finanziaria<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Secondo: privatizzazioni e mercati finanziari. La privatizzazione implica un cambiamento nella composizione della ricchezza finanziaria privata dal debito pubblico alle azioni. L\u2019effetto di riduzione del debito pubblico pu\u00f2 implicare una discesa dei tassi di interesse. Ma l\u2019impatto sui mercati finanziari pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 importante, quando vediamo che la quantit\u00e0 di ricchezza privata in forma di azioni \u00e8 piccola in relazione alla ricchezza privata totale e che con le privatizzazioni pu\u00f2 aumentare in modo significativo. In altre parole, i mercati finanziari italiani sono piccoli perch\u00e9 sono istituzionalmente piccoli, ma anche perch\u00e9 \u2013 forse in modo connesso \u2013 gli investitori italiani vogliono che siano piccoli. Le privatizzazioni porteranno molte nuove azioni in questi mercati. L\u2019implicazione politica \u00e8 che dovremmo vedere le privatizzazioni come un\u2019opportunit\u00e0 per approvare leggi e generare cambiamenti istituzionali per potenziare l\u2019efficienza e le dimensioni dei nostri mercati finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La crescita selvaggia del mercato<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tre: privatizzazioni e crescita. (In molti casi) vediamo le privatizzazioni come uno strumento per aumentare la crescita. Nella maggior parte dei casi la privatizzazione porter\u00e0 a un aumento della produttivit\u00e0, con una gestione migliore o pi\u00f9 indipendente, e a una struttura pi\u00f9 competitiva del mercato. La privatizzazione quindi potrebbe parzialmente compensare i possibili \u2013 ma non certi \u2013 effetti di breve termine di contrazione fiscale necessaria per un bilancio pi\u00f9 equilibrato. In alcuni casi, per trarre beneficio dai vantaggi di un aumento della concorrenza derivante dalla privatizzazione, potrebbe essere necessaria un\u2019ampia deregolamentazione. Questo processo, se da una parte diminuisce le inefficienze e le rendite delle imprese pubbliche, dall\u2019altra parte indebolisce la capacit\u00e0 del governo di perseguire alcuni obiettivi non di mercato, come la riduzione della disoccupazione e la promozione dello sviluppo regionale. Tuttavia, consideriamo questo processo \u2013 privatizzazione accompagnata da deregolamentazione \u2013 inevitabile perch\u00e9 innescato dall\u2019aumento dell\u2019integrazione europea. L\u2019Italia pu\u00f2 promuoverlo da s\u00e9, oppure essere obbligata dalla legislazione europea. Noi preferiamo la prima strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La mancanza di una strategia di sviluppo nazionale<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le implicazioni di policy sono che: a) un grande rilievo verr\u00e0 dato all\u2019analisi della struttura industriale che emerger\u00e0 dopo le privatizzazioni, e soprattutto a capire se assicurino prezzi pi\u00f9 bassi e una migliore qualit\u00e0 dei servizi prodotti; b) nei casi rilevanti la deregolamentazione dovr\u00e0 accompagnare la decisione di privatizzare, e un\u2019attenzione speciale sar\u00e0 data ai requisiti delle norme comunitarie; c) dovranno essere trovati mezzi alternativi per perseguire obiettivi non di mercato, quando saranno considerati essenziali. Quarto: privatizzazioni e depoliticizzazione. Un ultimo aspetto attraente della privatizzazione \u00e8 che \u00e8 percepita come uno strumento per limitare l\u2019interferenza politica nella gestione quotidiana delle aziende pubbliche. Questo \u00e8 certamente vero e sbarazzarsi di questo fenomeno \u00e8 un obiettivo lodevole. Tuttavia, dobbiamo essere certi che dopo le privatizzazioni non affronteremo lo stesso problema, col proprietario privato che interferisce nella gestione ordinaria dell\u2019impresa. Qui l\u2019implicazione politica immediata \u00e8 l\u2019esigenza di accompagnare la privatizzazione con una legislazione in grado di proteggere gli azionisti di minoranza e di tracciare linee chiare di separazione tra gli azionisti di controllo e il management, tra decisioni societarie ordinarie e straordinarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La svendita totale del Paese<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">A cosa dobbiamo fare attenzione, per valutare la forza del mandato politico di un governo che voglia veramente privatizzare? Primo, occorre una chiara decisione politica su quello che deve essere considerato un settore strategico. Non importa quanto questo concetto possa essere sfuggente, \u00e8 comunque il prerequisito per muoversi senza incertezze. Secondo, visto che non c\u2019\u00e8 una Thatcher alle viste in Italia, dobbiamo considerare un insieme di disposizioni sui possibili effetti delle privatizzazioni sulla disoccupazione (se essa dovesse aumentare come effetto della ricerca dell\u2019efficienza), sulla possibile concentrazione di mercato, e sulla discriminazione dei prezzi (quest\u2019ultima in particolare per la privatizzazione delle utility). Terzo, occorre superare i problemi normativi. Un esempio importante: le banche, che secondo la legislazione antitrust (l. 287\/91) non possono essere acquisite da imprese industriali, ma solo da altre banche, da istituzioni finanziarie non bancarie (Sim, fondi pensione, fondi comuni di investimento, imprese finanziarie), da compagnie assicurative e da individui che non siano imprenditori professionisti. In pratica, siccome in Italia non ci sono virtualmente grandi banche private, gli unici possibili acquirenti tra gli investitori domestici sono le assicurazioni o i singoli individui. Una limitazione molto stringente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>La strategia del Trattato di Maastricht<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In ordine logico, non necessariamente temporale, tutti questi passaggi dovrebbero avvenire prima del collocamento. In quel momento, affronteremo la sfida pi\u00f9 importante: considerando che una vasta parte delle azioni sar\u00e0 offerta, almeno inizialmente, agli investitori domestici, come facciamo spazio per questi asset nei loro portafogli? Qui giunge in tutta la sua importanza la necessit\u00e0 che le privatizzazioni siano a complemento di un piano credibile di riduzione del deficit, soprattutto per ridurre la creazione di debito pubblico. Solo se abbiamo successo nel compito di ridurre \u201ccontinuamente e sostanziosamente\u201d il nostro rapporto tra debito e Pil, come richiesto dal Trattato di Maastricht, troveremo spazio nei portafogli degli investitori. Allo stesso tempo, l\u2019assorbimento di queste nuove azioni pu\u00f2 essere accelerato dall\u2019aumento dell\u2019efficienza del nostro mercato azionario e dall\u2019allargamento dello spettro degli intermediari finanziari. Qui il pensiero va subito alla creazione di fondi pensione ma, di nuovo, i fondi pensione sono alimentati dal risparmio privato che da ultimo deve essere accompagnato dal sistema di sicurezza sociale nazionale verso i fondi pensione. Ma un ammanco dei contributi di sicurezza sociale allo schema nazionale implicherebbe di per s\u00e9 un deficit pi\u00f9 elevato. Questo ci porta a una conclusione di policy sui fondi pensione: possono essere creati su una base veramente ampia solo se il sistema nazionale di sicurezza sociale \u00e8 riformato nella direzione di un sistema meglio finanziato o pi\u00f9 equilibrato rispetto a quello odierno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><b>Il disegno complessivo del disastro<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Questa presentazione non era fatta per rispondere alla domanda su quanto possa essere veloce il processo di privatizzazioni \u2013 non \u00e8 il momento giusto per affrontare il tema. L\u2019obiettivo era fornirvi una lista delle cose da considerare per valutare la solidit\u00e0 del processo. La conclusione generale \u00e8 che la privatizzazione \u00e8 una delle poche riforme nella vita di un paese che ha assolutamente bisogno del contesto macroeconomico giusto per avere successo. Lasciatemi sottolineare ancora che non dobbiamo fare prima le principali riforme e poi le privatizzazioni. Dovremmo realizzarle insieme. Di certo, non possiamo avere le privatizzazioni senza una politica fiscale credibile, che \u2013 ne siamo certi \u2013 sar\u00e0 parte di ogni futuro programma di governo, perch\u00e9 l\u2019aderenza al Trattato di Maastricht sar\u00e0 parte di ogni programma di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>La logica dei mercati<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lasciatemi concludere spiegando, nella visione del Tesoro, la principale ragione tecnica \u2013 possono esserci altre ragioni, legate alla visione personale dell\u2019oratore, che vi risparmio \u2013 per cui questo processo decoller\u00e0. La ragione \u00e8 questa: i mercati vedono le privatizzazioni in Italia come la cartina di tornasole della dipendenza del nostro governo dai mercati stessi, dal loro buon funzionamento come principale strada per riportare la crescita. Poich\u00e9 le privatizzazioni sono cos\u00ec cruciali nello sforzo riformatore del Paese, i mercati le vedono come il test di credibilit\u00e0 del nostro sforzo di consolidamento fiscale. E i mercati sono pronti a ricompensare l\u2019Italia, come hanno fatto in altre occasioni, per l\u2019azione in questa direzione. I benefici indiretti delle privatizzazioni, in termini di accresciuta credibilit\u00e0 delle nostre politiche, sono secondo noi cos\u00ec significativi da giocare un ruolo fondamentale nel ridurre in modo considerevole il costo dell\u2019aggiustamento fiscale che ci attende nei prossimi cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>LE ISTITUZIONI E IL CONFLITTO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">a cura di Luigi Longo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Suggerisco la lettura dell\u2019articolo di Marco Della Luna, \u201cCome prevenire un nuovo Euro-golpe\u201d apparso sul sito\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.marcodellaluna.info\/\">www.marcodellaluna.info<\/a><\/u>\u00a0il 29 agosto 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La sua lettura \u00e8 stimolante perch\u00e9 evidenzia come le istituzioni sono luoghi di conflitto e di gestione del potere (degli agenti strategici sub-dominanti europei) e del dominio (degli agenti strategici pre-dominanti statunitensi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Bisogna uscire dal campo delle istituzioni come luoghi di interesse generale, come luoghi neutrali dove si curano l\u2019interesse della popolazione e di una nazione; occorre, invece, mettersi nel campo delle istituzioni come parti integranti del conflitto che attraversa la vita sociale di una nazione (con le sue forme di organizzazioni storicamente date) che \u00e8 inserita nelle relazioni internazionali e nelle dinamiche di conflitto tra le nazioni-potenze che si configurano nelle diverse fasi storiche per il dominio mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><a href=\"http:\/\/marcodellaluna.info\/sito\/2018\/08\/29\/come-prevenire-un-nuovo-euro-golpe\/\">COME PREVENIRE UN NUOVO EURO-GOLPE<\/a><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">di Marco Della Luna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><i>Perch\u00e9 il Quirinale non pu\u00f2 contenere il Presidente degli Italiani<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nell\u2019estate del 2018 parecchi editorialisti stanno a congetturare sui possibili modi in cui, probabilmente, per abbattere il governo sovranista e rimetterne su uno europeista e immigrazionista, nel prossimo autunno, in tempo di legge di bilancio, verr\u00e0 orchestrato un colpo di Stato dai soliti \u201cmercati\u201d, dal duo franco-tedesco, assieme alla BCE, ai \u201csorosiani\u201d, ai magistrati \u201cprogressisti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Gi\u00e0 i mass media pre-legittimano tale colpo di stato, come lo pre-legittimavano nel 2011, ripetendo a josa il concetto che il pericolo \u00e8 il sovranismo e l\u2019euroscetticismo, che lo scopo \u00e8 come vincerli salvando l\u2019integrazione europea, e tacendo completamente sui meccanismi e gli squilibri europei che danneggiano l\u2019Italia a vantaggio di Germania e Francia soprattutto. Si comportano come sicuri che il golpe si far\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Anche grazie a tali, ricorrenti campagne propagandistiche, l\u2019idea del colpo di Stato degli interessi stranieri col tradimento del Quirinale in loro favore \u00e8 oramai sentita come qualcosa di rientrante nell\u2019ordine delle cose, di non sorprendente n\u00e9, in fondo, scandaloso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In particolare, \u00e8 chiaro che il Quirinale (la cui cooperazione \u00e8 indispensabile a un golpe politico, avendo esso la funzione di delegittimare il governo legittimo e legittimare quello illegittimo) \u00e8 una sorta di rappresentante degli interessi e della volont\u00e0 delle potenze straniere dominanti sull\u2019Italia; e che la sua forza politica, la sua temibilit\u00e0 e la sua inattaccabilit\u00e0 derivano dal rappresentare esse, non certo dalle caratteristiche personali dei suoi inquilini. Il Quirinale \u00e8 stato concepito e costruito, nella Costituzione italiana del 1948, al fine di far passare come alto giudizio e indirizzo della pi\u00f9 alta Autorit\u00e0 nazionale quelle che invece sono imposizioni di interessi stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Dico \u201cil Quirinale\u201d e non \u201cil Presidente della Repubblica\u201d perch\u00e9 intendo proprio il Palazzo, come istituzione e ruolo nei rapporti gerarchici tra gli Stati, e non la persona fisica che lo occupa volta dopo volta. L\u2019Italia \u00e8 uscita dalla 2a Guerra Mondiale non solo sconfitta, ma con una resa incondizionata agli Alleati, e ha cos\u00ec accettato un ruolo subordinato agli interessi dei vincenti, incominciando dalla politica estera, per continuare con quella monetaria e bancaria.\u00a0<i>Il Quirinale \u00e8, costituzionalmente e storicamente, l\u2019organo che ha assicurato la sua obbedienza e il suo allineamento nei molti cambiamenti di governi e maggioranze<\/i>\u00a0(corsivo mio, LL)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Certo, rispetto al golpe del 2011, la situazione oggi \u00e8 diversa, per diverse ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">-perch\u00e9 allora la maggioranza degli italiani voleva cacciare Berlusconi e credeva che cacciarlo avrebbe apportato legalit\u00e0 e progresso, mentre l\u2019attuale governo gode del gradimento di un\u2019ampia maggioranza della popolazione, sicch\u00e9 per rovesciarlo servirebbe molta pi\u00f9 violenza di quella bastata nel 2011, oppure bisognerebbe dividere la maggioranza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">-perch\u00e9 da allora la gente ha capito qualcosa dall\u2019esperienza dei governi napolitanici;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">-perch\u00e9 Berlusconi non aveva gli appoggi di Washington e Mosca, n\u00e9 un piano B per il caso di rottura con l\u2019UE;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">-perch\u00e9 rispetto al 2011 l\u2019eurocrazia ha perso credibilit\u00e0 e forza; perch\u00e9 essa teme le vicine elezioni europee e non pu\u00f2 permettersi nuovi soprusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Come agire per prevenire un nuovo golpe, dopo tali premesse?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Suggerisco di spiegare alla popolazione il suddescritto ruolo storico e costituzionale del Quirinale, il suo ruolo di garante obbligato di interessi di potenze straniere vincitrici e sopraordinate, spesso in danno agli Italiani. Un ruolo non colpevole proprio perch\u00e9 obbligato, ma che in ogni caso priva il Quirinale della qualit\u00e0 di rappresentante degli Italiani e della autorevolezza, della quasi-sacralit\u00e0 che questa qualit\u00e0 gli conferirebbe. Il Quirinale \u00e8 piuttosto una controparte dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Gi\u00e0 il far entrare questa consapevolezza e questi concetti nella mente e nel dialogo dell\u2019opinione pubblica pu\u00f2 indebolire quel potere improprio e nocivo del Quirinale che gli consente di delegittimare i legittimi rappresentanti del popolo, sebbene esso non sia eletto dal popolo ma dalla partitocrazia, e di legittimare la loro illegittima sostituzione; quindi pu\u00f2 aiutare la prevenzione di nuovi colpi di palazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nel tempo, si potr\u00e0 pensare anche a una riforma nel senso del cancellierato, che dia pi\u00f9 potere sul governo al premier, contenendo i poteri politici del Capo dello Stato e il fondo annuo di oltre un miliardo l\u2019anno che egli gestisce \u2013 pi\u00f9 della Regina Elisabetta; nonch\u00e9 a convertire il palazzo del Quirinale in un museo, trasferendo la sede della presidenza della Repubblica in un luogo dall\u2019aria meno dominante e adatta alle nuove e ridotte competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/01\/24\/draghi-sara-il-presidente-della-repubblica-a-cura-di-luigi-longo\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/01\/24\/draghi-sara-il-presidente-della-repubblica-a-cura-di-luigi-longo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ITALIAEILMONDO\u00a0(di\u00a0Giuseppe Germinario) 1.E\u2019 opportuno, in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, rileggere l\u2019intervento di Mario Draghi fatto sullo yacht Britannia il 2 giugno 1992 sul progetto di privatizzazione iperliberista in Italia (l\u2019intervento \u00e8 ripreso dal sito\u00a0www.ilfattoquotidiano.it\u00a0del 22\/1\/2020 e la divisione in paragrafi \u00e8 mia). Per inciso, fa ridere la boutade apparsa sui mass media che narra di Mario Draghi allievo del grande keinesiano Federico Caff\u00e8 (della serie \u201cla situazione \u00e8 drammatica ma non \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-icz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69971"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69972,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69971\/revisions\/69972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}