{"id":69978,"date":"2022-01-26T11:55:10","date_gmt":"2022-01-26T10:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69978"},"modified":"2022-01-26T11:55:10","modified_gmt":"2022-01-26T10:55:10","slug":"suggerimenti-per-comunicare-meglio-il-dissenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69978","title":{"rendered":"Suggerimenti per comunicare meglio il dissenso"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"entry-title\"><strong>di MASSIMO FRANCESCHINI BLOG (Massimo Franceschini)\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Pixabay-megafono-1200x675.jpg\" alt=\"massimo franceschini blog\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>Come comunicare efficacemente il dissenso necessario oggi?<\/strong><\/p>\n<p><em>Pubblicato anche su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/suggerimenti-per-comunicare-meglio-il-dissenso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Attivismo.info<\/a><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/sfero.me\/article\/suggerimenti-per-comunicare-meglio-il-dissenso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sfero<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/2021\/12\/29\/il-coraggio-di-dire-basta-ed-agire-politicamente\/\"><strong>precedente<\/strong><\/a>\u00a0articolo, iniziavo a porre delle questioni che un auspicabile\u00a0<em>Partito Unitario\u00a0 di Liberazione Nazionale<\/em>\u00a0dovrebbe prendere in considerazione, anche in ordine al tema della comunicazione.<\/p>\n<p>Ovviamente, lo stesso discorso varrebbe, volendo, per il nuovo\u00a0<em>Comitato di Liberazione Nazionale<\/em>\u00a0(CLN) annunciato dal giurista\u00a0<em>Ugo Mattei<\/em>\u00a0in quel di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.byoblu.com\/2022\/01\/08\/ugo-mattei-incoraggiare-diritto-resistenza-evitare-scontri-seguito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Torino<\/a><\/strong>\u00a0lo scorso 8 gennaio e una settimana dopo a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rVIgh_73flI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Genova<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019articolo, per certi versi chiudeva il cerchio della proposta politica nata nel novembre 2019 e proseguita con il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/per-partito-unitario-di-liberazione-libro-massimo-franceschini\/e\/9791220319645\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>libro<\/strong><\/a>\u00a0nel gennaio 2020, con un\u2019analisi della situazione attuale e di alcune questioni di primaria importanza in ordine alla comunicazione, che qualsiasi partito od organismo intenzionato ad organizzare il dissenso si troverebbe ad affrontare.<\/p>\n<p>Con questo articolo vorrei iniziare a porre dei punti fermi, che possano inquadrare meglio la questione \u201ccomunicazione\u201d da un punto di vista contenutistico: pi\u00f9 esattamente, cosa sia necessario porre come linee guida alla base delle argomentazioni, per poter iniziare a costruire una narrazione diversa da quella del\u00a0<em>pensiero unico dominante<\/em>.<\/p>\n<p>Intendo quelle premesse che farebbero fare un salto di qualit\u00e0 alla discussione politica.<\/p>\n<p>Queste premesse sarebbero caratterizzanti la \u201cnuova politica\u201d necessaria ai tempi che corrono, consapevole del destino cui la razza umana non sembra riuscire a sottrarsi: quello di finire in una\u00a0<em>distopia tecnocratica\u00a0<\/em>e\u00a0<em>transumanista<\/em>.<\/p>\n<p>La nuova narrazione avrebbe quindi due necessit\u00e0 principali: la prima sarebbe quella di fornire un\u2019impostazione generale capace di annullare le ragioni e la presa dell\u2019<em>agenda globale<\/em>\u00a0tanto cara ai \u201cpoteri forti\u201d, con la quale intendono portare a termine l\u2019opera di \u201cvampirizzazione\u201d delle nostre morenti democrazie ed economie; la seconda necessit\u00e0, sarebbe quella di dover istituire, possibilmente, \u201cpercorsi di pensiero\u201d adatti a demolire il cosiddetto\u00a0<em>pensiero unico dominante<\/em>\u00a0alla base dell\u2019accettazione di tale agenda, gi\u00e0 troppo difficile da contrastare da un punto di vista \u201cquantitativo\u201d.<\/p>\n<p>Come prima questione, credo si debba partire iniziando a\u00a0<u>demolire la \u201clegittimit\u00e0 democratica\u201d del\u00a0<em>pensiero unico dominante<\/em>, apparentemente inclusivo e volto al \u201cbene comune\u201d, e degli stessi\u00a0<em>media\u00a0<\/em>che lo veicolano<\/u>.<\/p>\n<p>\u00c8 certamente ovvio, che nella societ\u00e0 tecnologicamente evoluta il sentire comune, per ogni ambito, sia sempre pi\u00f9 \u201cguidato\u201d da centri di interesse che rispondono sempre meno alla politica, alle Istituzioni e alla democrazia, ma che determinano fortemente sia la politica, sia la qualit\u00e0 della democrazia stessa.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 certamente evidente che questi centri di interesse hanno, grazie alla tecnica ed alla concentrazione di potere in relativamente poche mani, una capacit\u00e0 di comunicazione cos\u00ec capillare e permeante che qualsiasi potere del passato avrebbe potuto solo sognare.<\/p>\n<p>Le persone devono capire come la narrazione del presente per ogni ambito di interesse pubblico, ma anche privato, personale e culturale, sia fortemente determinata dall\u2019influenza pervasiva come mai dei\u00a0<em>media<\/em>; devono anche sapere che questi non sono \u201cimparziali\u201d, dato che fanno capo alle istituzioni finanziarie private che detengono quasi tutto il pil dell\u2019Occidente, che formano uno di quei centri di interesse prima menzionati.<\/p>\n<p>Se non riusciamo ad immettere questa premessa delegittimante dei soggetti protagonisti e dei luoghi della narrazione, come i\u00a0<em>talk<\/em>\u00a0della politica-spettacolo, rischiamo di dover sempre rincorrere il focus deviante costruito dalle confezioni mediatiche.<\/p>\n<p>Dato che il sentire dei pi\u00f9, la loro realt\u00e0 e pensiero, sono quindi circoscritti e definiti in canoni e parametri interpretativi costruiti mediaticamente su interessi particolari, questa demolizione di legittimit\u00e0, che pu\u00f2 anche essere emotivamente dolorosa, \u00e8 comunque la base su cui poter costruire un ambito di pensiero comune pi\u00f9 libero e riflessivo.<\/p>\n<p>Subito dopo i\u00a0<em>media<\/em>, abbiamo i centri della cultura, le Universit\u00e0 e le fondazioni di varia natura, di fatto controllati dagli stessi centri di potere della finanza globale.<\/p>\n<p>E dopo questi la politica, condizionata dagli stessi centri di potere, finanziari ed oligarchici: quando non mettono dei loro diretti dipendenti nelle pi\u00f9 alte sfere, come ad esempio Monti, Draghi e Macron, con il controllo dei centri della cultura e delle pi\u00f9 disparate fondazioni riescono a selezionare, direttamente o indirettamente, gli attori della politica che noi pensiamo di eleggere liberamente e consapevolmente.<\/p>\n<p>Stessa cosa per i tecnici a cui la politica si affida, in tutti i campi e in sempre pi\u00f9 ambiti una volta appannaggio proprio della politica: il tecnicismo e lo scientismo imperanti fanno da \u201cscenografia\u201d culturale alle scelte di una politica ormai ridotta a mera esecutrice di determinazioni tecnocratiche progettate in altre sfere.<\/p>\n<p>Eccoci cos\u00ec, a quella che appare necessariamente come\u00a0<u>seconda questione utile alla demolizione del pensiero unico, quella relativa allo\u00a0<em>scientismo<\/em>\u00a0ed al\u00a0<em>tecnicismo<\/em><\/u>: figli della \u201cseparazione dei saperi\u201d, forse la peggior caratteristica dell\u2019era moderna, madre di molte disgrazie culturali e sociali, formano la sostanza del pensiero unico dominante che ci ha reso incapaci\u00a0 di rispondere all\u2019attacco filosofico e giuridico allo Stato di diritto, iniziato nella seconda parte del secolo scorso.<\/p>\n<p>Il cittadino moderno, abbacinato dalle possibilit\u00e0 della\u00a0<em>tecnica<\/em>, rimuove qualsiasi consapevolezza etica, giuridica e morale senza battere ciglio, in favore di un apparente \u201crazionalismo\u201d, che per\u00f2 contiene i germi dell\u2019asservimento al\u00a0<em>transumanesimo<\/em>\u00a0incombente.<\/p>\n<p>Ed ecco, di conseguenza, la\u00a0<u>terza questione necessaria a demolire il pensiero unico dominante, proprio quella legata alla\u00a0<em>politica<\/em><\/u>: dobbiamo far capire quanto sia necessario riappropriarsi della politica, sia personalmente, sia associativamente, sia come pratica di costruzione politica capace di incidere a livello locale e nazionale, sia come concezione insostituibile di contributo alla sfera pubblica tramite le Istituzioni democratiche, da salvare e rinnovare alla partecipazione attiva e consapevole.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 il pensiero unico dominante sostiene, di fatto, un\u2019<em>antipolitica<\/em>\u00a0basata sul fideismo tecnocratico ad una \u201cscienza\u201d che per\u00f2 \u00e8 solo calcolo algoritmico, giuridicamente e bioeticamente aberrante, impostato su concezioni culturalmente e metodologicamente ristrette, quando non palesemente false e politicamente deviate da interessi di controllo privati.<\/p>\n<p>Dobbiamo far capire che se non riusciremo a riappropriarci della politica, per rinnovarla con i valori universali e costituzionali che solo un vero Stato di diritto pu\u00f2 preservare e trasmettere con una vera istruzione di massa, possiamo dire addio al controllo consapevole e civile sul nostro destino e su quello dell\u2019intero Paese.<\/p>\n<p>Da padroni e controllori dei nostri interessi e dei governanti eletti, prerogative gi\u00e0 in declino da decenni, finiremo per essere definitivamente controllati da interessi tecnocratici privati, con politiche somministrate da burocrati teleguidati con parole d\u2019ordine funzionali alle oligarchie della tecnica e della finanza globali.<\/p>\n<p>Se una forza politico-culturale unitaria non sar\u00e0 capace di assumere tali compiti, nella consapevolezza dell\u2019urgenza necessaria a bloccare i profondi processi avviati ormai da troppo tempo, non riusciremo a scongiurare il destino gi\u00e0 scritto di sottomissione progressiva agli algoritmi della cosiddetta \u201cintelligenza artificiale\u201d, a cui gi\u00e0 stiamo consegnando le nostre vite ed i nostri sogni.<\/p>\n<p>25 gennaio 2022<\/p>\n<p><em>Fonte immagine: Pixabay<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/2022\/01\/25\/suggerimenti-per-comunicare-meglio-il-dissenso\/\">https:\/\/www.massimofranceschiniblog.it\/2022\/01\/25\/suggerimenti-per-comunicare-meglio-il-dissenso\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MASSIMO FRANCESCHINI BLOG 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