{"id":70001,"date":"2022-01-27T08:55:19","date_gmt":"2022-01-27T07:55:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70001"},"modified":"2022-01-27T08:55:19","modified_gmt":"2022-01-27T07:55:19","slug":"la-risposta-di-arendt-al-tradimento-ebreo-di-anna-frank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70001","title":{"rendered":"La risposta di Arendt al tradimento (ebreo) di Anna Frank"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>DA: IL SUSSIDIARIO (Laura D&#8217;Incalci)<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Un nuovo tassello si aggiunge alla vicenda di Anna Frank nota in tutto il mondo per il diario scritto durante l\u2019occupazione nazista, ad Amsterdam, fra le pareti dell\u2019alloggio segreto dove lei e la sua famiglia con altri quattro ebrei rimasero nascosti per sfuggire alla persecuzione. Il 4 agosto 1944 le SS fecero irruzione presso l\u2019edificio Prinsengracht 263, sede della societ\u00e0 Opekta Pectacon amministrata da Otto Frank, padre di Anna, raggiungendo a colpo sicuro il nascondiglio. Dopo l\u2019arresto e un trasferimento temporaneo al campo di concentramento di Westerbork, il 2 settembre Anna e la sua famiglia furono destinati ad Auschwitz-Birkenau. Dopo la liberazione Otto Frank, unico superstite, recuper\u00f2 il diario della figlia adolescente e si impegn\u00f2 a pubblicarlo perch\u00e9 non fosse dimenticata una testimonianza particolarmente toccante e significativa della Shoah.<\/p>\n<div id=\"iol_player_container\" class=\"vjs-floater-parent\">\n<div>\n<div>\n<div id=\"iol_player\" class=\"video-js customIol vjs-controls-enabled vjs-workinghover vjs-v7 bc-player-hm522kHEO_default bc-player-hm522kHEO_default-index-0 vjs-mouse vjs-ima3-html5 vjs-dock vjs-plugins-ready vjs-contextmenu vjs-contextmenu-ui vjs-player-info vjs-errors vjs-has-started vjs-playing not-hover vjs-floater-floating vjs-user-inactive\" lang=\"it\" role=\"region\" data-application-id=\"\" data-iol-config=\"{ &quot;endScreen&quot;: { &quot;active&quot;: true, &quot;related&quot;: &quot;categoria&quot; }, &quot;floating&quot;: { &quot;active&quot;: true, &quot;on&quot;: &quot;viewport&quot; }, &quot;id&quot;: &quot;ilsussidiario&quot;, &quot;iam&quot;: { &quot;ns&quot;: &quot;&quot; }, &quot;logo&quot;: { &quot;active&quot;: false } }\" data-embed=\"default\" data-player=\"hm522kHEO\" data-video-id=\"6293787479001\" data-account=\"6202477133001\" aria-label=\"Video Player\">\n<div class=\"vjs-text-track-display\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ora un libro<\/span>, uscito in questi giorni a ridosso della <span class=\"s2\">Giornata della Memoria<\/span>, e messo in gran rilievo dalla stampa internazionale, per la prima volta dopo quasi 80 anni rivela il nome del delatore che sembrerebbe aver consegnato Anna Frank e la sua famiglia nelle mani dei nazisti. Si tratterebbe di Arnold van den Bergh, notaio ebreo membro del Consiglio ebraico di Amsterdam, che nascondendo la propria identit\u00e0 per salvare s\u00e9 stesso e i familiari dalla deportazione, avrebbe messo in atto il piano criminale.<\/p>\n<p class=\"p1\">La notizia, di per s\u00e9 pesante di amarezza e sconcerto, ha anche provocato critiche e smentite da parte di diversi storici olandesi che \u2013 scrive <i>Times of Israel<\/i> \u2013 contestano l\u2019intero impianto del libro e le sue conclusioni sul <i>cold case<\/i>. Appare in effetti improbabile, come hanno notato ancora gli studiosi evidenziando vari nodi critici, che si possa giungere a scoprire chi trad\u00ec i Frank, dato che il 95% degli archivi sulla persecuzione degli ebrei furono distrutti dai nazisti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma anche prescindendo dal giudizio sull\u2019indagine e sul risultato pi\u00f9 o meno attendibile, appare comunque marginale e tutt\u2019altro che decisiva la soluzione di un \u201ccold case\u201d in relazione a eventi che debordano dal contesto in questione, quasi che si possa considerare la vicenda del delatore di Anna Frank avulsa dalla tragedia del totalitarismo nazista assimilandola a un intricato caso giudiziario sul quale riaprire una puntigliosa indagine. Che senso avrebbe trovare \u2013 o illudersi di trovare \u2013 un colpevole fra milioni di uomini coinvolti in diversa misura in un orrore sterminato che mai sar\u00e0 possibile scandagliare in ogni sua piega e sul quale la stessa memoria, intesa spesso come ricordo delle nefandezze pi\u00f9 atroci e disumane, tende a smarrirsi, a consumarsi in poche ore?<\/p>\n<p class=\"p1\">Il caso del presunto \u201ctraditore\u201d in realt\u00e0 apre una finestra su quanti, in vari modi, vennero a compromesso con il regime nazista mostrando quanto la schiacciante pressione totalitaria possa essere degradante e distruttiva.<\/p>\n<p class=\"p1\">La questione \u00e8 affrontata con la lucida trasparenza del travaglio personale da Primo Levi nelle pagine de <i>I sommersi e i salvati<\/i>, dove conia l\u2019espressione \u201czona grigia\u201d descrivendo, all\u2019interno del campo di concentramento, le facili connivenze degli stessi prigionieri-funzionari con il potere criminale che di fatto incombeva su tutti. Indagando sugli orrori dell\u2019Olocausto, Levi rimette a tema il soggetto umano segnato dal rischio sempre impercettibilmente incombente di un\u2019assuefazione al male che pu\u00f2 essere contrastato solo da un risveglio della coscienza, da una consapevolezza e una memoria a fuoco sui drammi del presente.<\/p>\n<p class=\"p1\">In fondo la \u201czona grigia\u201d ci riguarda tutti:<i> <\/i>il senso della memoria che il 27 gennaio intende richiamare instillando nelle menti un \u201cmai pi\u00f9\u201d, suppone un impegno culturale ed esistenziale ben oltre il sentimento di indignazione e condanna evocato dai racconti dei crimini efferati della Shoah ed esigerebbe una lente di ingrandimento sulle voragini della coscienza umana spesso intorpidita, annebbiata. \u201cIncapace di pensiero\u201d, direbbe Hannah Arendt che da corrispondente del <i>New Yorker<\/i> nel 1961 segu\u00ec il processo Eichmann a Gerusalemme e rest\u00f2 allibita nel constatare la scialba inconsistenza dell\u2019imputato. Accusato di crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e crimini di guerra sotto il regime nazista, il colonnello delle SS responsabile dell\u2019organizzazione del trasporto ferroviario di milioni di ebrei attraverso l\u2019Europa verso i campi di sterminio, non appariva affatto come un mostro, ma come un ordinario burocrate, un travet meticoloso, incapace di pensiero autonomo, inconsapevole della malvagit\u00e0 dei suoi atti. Un ritratto che rimanda alla percezione della \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d secondo la famosa espressione della Arendt, fra i primi filosofi a occuparsi del fenomeno del totalitarismo.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cIl male non \u00e8 mai \u201cradicale\u201d, ma soltanto estremo\u2026 Solo il bene \u00e8 profondo e pu\u00f2 essere radicale\u201d, avverte, introducendo l\u2019idea che la resistenza alla menzogna \u00e8 possibile solo in forza del pensiero e della memoria, in quella dimensione in cui l\u2019uomo, in dialogo con s\u00e9 stesso, decide del suo agire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/giornata-della-memoria-la-risposta-di-arendt-al-tradimento-ebreo-di-anna-frank\/2283069\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/giornata-della-memoria-la-risposta-di-arendt-al-tradimento-ebreo-di-anna-frank\/2283069\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA: IL SUSSIDIARIO (Laura D&#8217;Incalci) Un nuovo tassello si aggiunge alla vicenda di Anna Frank nota in tutto il mondo per il diario scritto durante l\u2019occupazione nazista, ad Amsterdam, fra le pareti dell\u2019alloggio segreto dove lei e la sua famiglia con altri quattro ebrei rimasero nascosti per sfuggire alla persecuzione. Il 4 agosto 1944 le SS fecero irruzione presso l\u2019edificio Prinsengracht 263, sede della societ\u00e0 Opekta Pectacon amministrata da Otto Frank, padre di Anna, raggiungendo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":104,"featured_media":63606,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/il-sussidiario-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-id3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70001"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/104"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70001"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70001\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70002,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70001\/revisions\/70002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63606"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}