{"id":70052,"date":"2022-01-31T09:22:41","date_gmt":"2022-01-31T08:22:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70052"},"modified":"2022-01-31T09:22:41","modified_gmt":"2022-01-31T08:22:41","slug":"dont-look-up-la-banalita-del-male-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70052","title":{"rendered":"Don&#8217;t look up: la banalit\u00e0 del male (digitale)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Paolo Benanti (blog)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"viewer-foo\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Quelle che seguono sono alcune riflessioni su <em>Don&#8217;t<\/em> <em>look<\/em> <em>up<\/em> un film che sembra essere il pi\u00f9 divertente del 2021 e anche il pi\u00f9 deprimente: in due ore di risate ti convince che il mondo sta per finire (per parafrasare Mick LaSalle del <em>San<\/em> <em>Francisco<\/em> <em>Chronicle<\/em>). Questa strana combinazione rende l&#8217;opera di Adam McKay, regista e sceneggiatore, un&#8217;esperienza unica nel suo genere che sta facendo particolarmente discutere ma che secondo me offre alcuni tratti interessanti e degni di qualche riflessione. Provo a elencare per punti alcuni temi rischiando pure di fare degli spoiler: siete avvisati.<\/span><\/p>\n<div class=\"_6SyeS\" data-hook=\"post-description\">\n<article class=\"blog-post-page-font\">\n<div class=\"post-content__body\">\n<div class=\"_2cDMG\">\n<div class=\"_2cDMG\">\n<div class=\"bVAkx _3777I _1dQP3\" data-rce-version=\"8.68.2\">\n<div class=\"kvdbP _2msPJ _189VQ _1O7aH\" dir=\"ltr\" data-id=\"rich-content-viewer\">\n<div class=\"_1hN1O _2S8BH _3EPBy\">\n<div data-hook=\"rcv-block2\"><\/div>\n<p id=\"viewer-1o6ud\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>Che<\/strong> <strong>genere<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>film<\/strong> <strong>\u00e8?<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-118q1\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Il film, nel cui cast troviamo una sfilza di celebrit\u00e0 come Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Jonah Hill, ma anche Mark Rylance, Ron Perlman, Timoth\u00e9e Chalamet, Ariana Grande, Scott Mescudi (alias Kid Cudi), Himesh Patel, Melanie Lynskey, Michael Chiklis e Tomer Sisley, \u00e8 costato 75 milioni di dollari e racconta di una grande cometa che potrebbe colpire la Terra e annientare l\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-dbuha\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Con queste premesse potremmo pensare che si tratti di un <em>disaster<\/em> <em>movie<\/em> che come dice il <a class=\"_3Bkfb _1lsz7\" href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/disaster-film_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"_3zM-5\">Lessico del XXI Secolo della Treccani<\/u><\/a>:<\/span><\/p>\n<blockquote id=\"viewer-8q1va\" class=\"_3cMZT _3Dd1B _1yXpC _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><p><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">\u00e8 una tipologia di opera cinematografica riconducibile al genere drammatico e avventuroso che ha come nucleo narrativo fondamentale l\u2019approssimarsi di un evento catastrofico, naturale o indotto, che attiva di conseguenza una serie di dinamiche volte a contrastare il verificarsi dell\u2019inevitabile. Tale evento catastrofico pu\u00f2 essere per esempio l\u2019arrivo di un asteroide sulla Terra, un possibile disastro aereo, una sciagura marittima o il diffondersi di un virus letale. Film capostipite di questo genere \u00e8 <em>Airport<\/em> (1970) il cui grande successo ha spianato la strada ad altre opere come <em>L\u2019avventura<\/em> <em>del<\/em> <em>Poseidon<\/em> (1972), <em>Terremoto<\/em> e <em>L\u2019inferno<\/em> <em>di<\/em> <em>cristallo<\/em>, entrambi del 1974. Solitamente interpretati nei ruoli principali da divi di Hollywood (da Paul Newman e Steve McQueen fino a Bruce Willis e George Clooney), questi film hanno sempre fatto ricorso a caratteristi di notevole bravura. Accanto a ci\u00f2 l\u2019apparato spettacolare \u00e8 sempre stato assicurato dal ricorso a tecniche di computer grafica costantemente all\u2019avanguardia e da effetti speciali sorprendenti. <\/span><\/p><\/blockquote>\n<p id=\"viewer-aba9f\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">A sentire i nomi del cast, ci si potrebbe aspettare una trama che, grazie alla bravura degli attori, agli effetti speciali mozzafiato e alla narrazione avvincente, tolga il fiato allo spettatore.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-a84iv\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">In realt\u00e0 in Don&#8217;t look up non c&#8217;\u00e8 niente di tutto questo. All&#8217;annuncio del disastro imminente scoperto da due scienziati di una universit\u00e0 secondaria &#8211; questo nel modello culturale statunitense \u00e8 molto significativo &#8211; si riscontra un generale disinteresse di chi dovrebbe provare a prevenire il disastro. Il film sembra appartenere pi\u00f9 alla satira che non ad altri generi. Forse proprio questa precomprensione del genere \u00e8 il motivo di reazioni tanto discordanti tra la critica e il pubblico.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-7o51n\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Il film stato candidato a quattro Golden Globe e nei suoi primi tre giorni su Netflix ha accumulato un totale di oltre 111 milioni di ore di visione. Secondo siti come IMDb e Rotten Tomatoes, che aggregano decine di recensioni professionali e voti di semplici appassionati, il voto medio dato dagli spettatori che hanno valutato il film \u00e8 intorno al 7, mentre quello dei critici si aggira intorno al 5. Su <em>Repubblica<\/em>, in un articolo dal titolo \u201cCapolavoro o pasticcio, l\u2019importante \u00e8 parlare di <em>Don\u2019t<\/em> <em>Look<\/em> <em>Up<\/em>\u201d, Antonio Dipollina <a class=\"_3Bkfb _1lsz7\" href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/cinema\/2021\/12\/28\/news\/capolavoro_o_pasticcio_l_importante_e_parlare_di_don_t_look_up_-331952993\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\">ha riassunto<\/a> le opinioni discordanti: \u00abpiace, il film (definizioni anche come \u201cCapolavoro\u201d o \u201cDescrizione perfetta del nostro tempo\u201d) e parimenti viene detestato per un didascalismo invero irritante, ha dentro una ventina di temi possibili su cui dividere quel mondo che discute di tutto quello che passa davanti, ha un cast eccezionale e assai corretto (DiCaprio \u00e8 un attivista totale su questioni ambientali), sobilla quelli di un paio di generazioni e sconvolge, per il sobillare altrui, quelli di un altro paio\u00bb. <\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block16\"><\/div>\n<p id=\"viewer-atd0g\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>Satira<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>cosa?<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-36opu\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">La satira \u00e8 un genere della letteratura, delle arti e, pi\u00f9 in generale, di comunicazione molto antico. Il nome stesso deriva dal latino: <em>satura<\/em> <em>lanx<\/em> era il nome del vassoio vuoto riempito di primizie in offerta agli dei. Gli elementi della satira sono l&#8217;attenzione critica ai vari aspetti della societ\u00e0. Chi fa satira vuole mostrare le contraddizioni del vivere sociale e, contemporaneamente, vuole promuovere un cambiamento. Lo stile della satira condivide con lo stile comico la volont\u00e0 di far ridere ma unisce una critica prendendo di mira i personaggi e deridendoli su temi politici, sociali e morali. Infatti la comicit\u00e0 di solito non ha come oggetto fatti rilevanti del vivere pubblico e non propone un punto di vista specifico, vuole solo intrattenere facendo ridere. Sin dal suo utilizzo nell&#8217;Antica Grecia, la satira ha avuto una impronta politica: si occupava degli eventi di stretta attualit\u00e0 della polis, e ha avuto una notevole influenza sull&#8217;opinione pubblica ateniese, proprio a ridosso delle elezioni.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-63enu\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Allora se guardiamo il film da questa prospettiva possiamo vedere una prospettiva satirica a pi\u00f9 livelli. Ad un primo fondamentalissimo livello l&#8217;attacco satirico colpisce una societ\u00e0 perbenista dell&#8217;apparire che mostra in ogni occasione la sua superficialit\u00e0 e una doppia vita. Inoltre Adam McKay usa la metafora della cometa e del suo effetto catastrofico per mostrare come diversi gruppi di persone reagiscono a questa notizia:<\/span><\/p>\n<ul class=\"public-DraftStyleDefault-ul\">\n<li id=\"viewer-ssp4\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-reset _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>gli<\/strong> <strong>scienziati<\/strong>: la comunit\u00e0 scientifica rappresentata nel film da Michael Mann, questi sacerdoti di un sapere fatto di rigore e certezze, se inserita nel circuito dei media sembra corrompersi, la fama trasforma il rigore della scienza in una sorta di perbenismo mediatico che mira ad apparire sexy e mainstream lasciando in ciascuno la domanda di dove finisca la scienza e inizi il narcisismo (come non pensare a le interviste a virologi, medici e scienziati in tempo di pandemia?). La scienza \u00e8 pura ricerca e verit\u00e0 dimostrabili o \u00e8 un gruppo di scienziati che se posso trarre vantaggi personali da questa di fatto ne approfittano?<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"viewer-e0he0\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>i<\/strong> <strong>politici<\/strong>: la presidente Janie Orlean \u00e8 politicamente indefinibile, sembra Donald Trump donna, venendo dal business e dallo spettacolo e indossando un cappellino analogo a quello dell&#8217;ex presidente. Non sembra mai competente dei temi trattati ma intuisce sempre cosa la gente vuole sentire. Sembrerebbe una silhouette repubblicana ma sulla scrivania dello Studio Ovale tiene una foto che la ritrae abbracciata a Clinton: la satira \u00e8 su tutta la classe politica di Washington che sembra pi\u00f9 preoccupata di recitare un ruolo che non cercare il bene del paese. Tra e il suo braccio destro, che \u00e8 il figlio &#8211; sembra essere una copia ancora pi\u00f9 maldestra di Ivanka &#8211; e lo scandalo sessuale dell&#8217;aver mandato foto intime al suo partner, che ha candidato alla Corte Suprema, sembra anch&#8217;essa maggiormente interessata a se stessa che non al ruolo che ricopre.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"viewer-epp3f\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>i<\/strong> <strong>membri<\/strong> <strong>dell&#8217;apparato<\/strong> <strong>governativo<\/strong>: fedeli servitori dello stato <em>usque<\/em> <em>ad<\/em> <em>sanguinem<\/em> o approfittatori che rivendono le merendine gratuite della Casa Bianca per trarne piccoli vantaggi personali?<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"viewer-9uu9o\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>i<\/strong> <strong>guru<\/strong> <strong>della<\/strong> <strong>tecnica<\/strong>: portatori di un nuovo sapere e benessere, un nuovo rinascimento, o persone che recitano anch&#8217;essi una parte fatta di buonismo e interesse per il bene dei consumatori ma che in realt\u00e0 sono interessati solo ai loro interessi? Come nota Cazzullo sul Corriere della Sera &#8220;Il vero malvagio del film \u00e8 Peter Isherwell, terzo uomo pi\u00f9 ricco al mondo, re dei telefonini Bash, racchiuso in una battuta meravigliosa: \u00ab\u00c8 quello che ha comprato la Bibbia di Gutenberg e poi l\u2019ha persa\u00bb. Isherwell \u00e8 insomma uno Steve Jobs redivivo, con una spruzzata di Bill Gates (le Bibbie di Gutenberg sono in realt\u00e0 decine, mentre il Codice Leicester di Leonardo \u00e8 uno solo, ed \u00e8 suo) e di Elon Musk: non a caso Isherwell ha gi\u00e0 pronta la navicella spaziale per sfuggire alla catastrofe, alla ricerca di un pianeta dove trapiantare la vita umana, a cominciare ovviamente dalla propria. Come i veri padroni della Rete, Isherwell sa tutto di noi, compreso il modo in cui moriremo. Sa che pure chi si crede idealista in realt\u00e0 non fa altro che sfuggire il dolore e inseguire il piacere. Ed \u00e8 l\u2019unico a capire fin da subito che il pericolo \u00e8 davvero serio; ma non al punto da rinunciare a trarne profitto. Anche perch\u00e9 la presidente \u00e8 cera nelle sue mani di finanziatore e manipolatore&#8221;. La sua figura, che mette in crisi il sapere della scienza in nome di una tecnica che sembra offrire risultati prodigiosi come se fosse una nuova versione della magia, \u00e8 satira di tutto quel mondo che promette di realizzare prodotti per il bene di tutti ma che fin ora ha realizzato il bene di pochissimi a spese dei consumatori. Come non rileggere quello che le grandi platform e i giganti dell&#8217;IT hanno fatto all&#8217;economia americana: Bezos con Amazon ai piccoli retailer e Uber ai tassisti riducendo il salario medio di un guidatore sotto la soglia di povert\u00e0 in nome dell&#8217;essere imprenditori di se stessi.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"viewer-8u2lb\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>i<\/strong> <strong>media<\/strong>: un regno della superficialit\u00e0 e dell&#8217;apparire dove tutto diventa vuoto e soft. Non si pu\u00f2 essere radicali n\u00e9 estremi anche se quello che si dice \u00e8 estremo di suo come la fine dell&#8217;umanit\u00e0. Inoltre questi sono schiavi di metriche digitali e impact factor. Non conta pi\u00f9 la qualit\u00e0 della notizia ma quanto questa &#8220;muova&#8221; in termini di reazioni della sfera digitale: il like vince su tutto. La rete prende la notizia e la trasforma in un match senza fine tra schieramenti opposti carichi di odio e pieni di leoni da tastiera. A seguire partono i complottismi e le teorie cospirative cui la pandemia ci ha tristemente abituato. Una domanda rimane allo spettatore: qual \u00e8 il ruolo e la funzione dei media in una societ\u00e0 iperconnessa? Anche qui rimangono figure che vivono un ruolo cercando dei vantaggi personali.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"viewer-cjtvr\" class=\"_1atvN _2TTR5 _3Kjjs _78FBa public-DraftStyleDefault-unorderedListItem public-DraftStyleDefault-depth0 public-DraftStyleDefault-list-ltr fixed-tab-size _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN\">\n<p class=\"_1j-51 _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN undefined\"><strong>i<\/strong> <strong>gruppi<\/strong> <strong>controculturali<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>la<\/strong> <strong>middle<\/strong> <strong>class<\/strong>: silente e sullo sfondo la societ\u00e0 di massa americana sembra essere non pi\u00f9 quel gruppo di persone per bene, i biondi e forti cow boys, ma un ventre molle che ha perso ogni spinta propulsiva. Martin Luther King aveva gi\u00e0 detto: &#8220;Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti&#8221;. Ora per\u00f2 rimane solo il silenzio. Anche i gruppi controculturali, artefici delle denunce degli abusi del governo negli anni ruggenti della contestazione, o capaci di dare vita alla rivoluzione digitale nei garage dei suburbs americani sembrano estinti e quello che rimane \u00e8 solo un piccolo e bieco cercare di trarre profitto per se da piccoli crimini come rubare degli alcolici in un supermercato.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"viewer-fmvac\" class=\"_2vd5k _208vH\">\n<div class=\"_3CWa- dhpWm dhpWm _28A1_ _1tI2r _1tI2r\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"viewer-61fkc\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _3M0Fe _2WrB- _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>L&#8217;assoluta banalit\u00e0 del male<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-f579t\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _3M0Fe _2WrB- _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Quello che secondo me produce un malessere diffuso nello spettatore e che induce qualcuno a interrompere la visione prima della fine del film per\u00f2 \u00e8 il palesarsi di quello che Hanna Arendt ha definito come l&#8217;assoluta banalit\u00e0 del male.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-608pd\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _3M0Fe _2WrB- _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Antropologi come Joseph Campbell, i cui lavori stanno dietro a saghe che hanno affascinato miliardi di spettatori come <em>Guerre stellari<\/em>, ci insegnano che abbiamo bisogno di eroi e antieroi per far rivivere nelle nostre narrazioni qualcosa di profondo che abita in ciascuno di noi. Campbell nota che nella letteratura esiste una struttura narrativa molto diffusa: il viaggio dell\u2019eroe, o monomito. Campbell la descrive nel suo libro \u201cL\u2019Eroe dai Mille Volti\u201d. L\u2019opera, pubblicata per la prima volta nel 1949, esamina moltissimi archetipi e tratti comuni nei racconti e le mitologie di tutto il mondo e dalla sua uscita \u00e8 stata di ispirazione per diversi autori e registi. Tra questi, c\u2019\u00e8 proprio George Lucas, che ha sempre dichiarato esplicitamente di essersi ispirato alle teorie di Campbell. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-5ed03\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Lucas incontr\u00f2 Campbell di persona solo nel 1984, quando gi\u00e0 la trilogia originale di Star Wars era conclusa. Un amico comune fece le presentazioni; dopo un po\u2019 di freddezza iniziale da parte di Campbell, i due divennero buoni amici. Campbell non aveva visto nessuno dei film di Star Wars, ma rimedi\u00f2 e li apprezz\u00f2. I due rimasero amici fino alla morte di Campbell, nel 1987. Al di l\u00e0 di questo dettaglio quello che importa \u00e8 che in Don&#8217;t look up non c&#8217;\u00e8 nessuno stile narrativo alla Campbell: mancano tanto gli eroi &#8211; sono tutti demoliti dalla satira &#8211; quanto gli antieroi. Questo ci disturba. Non \u00e8 la trama lenta o la narrazione banale a produrre una sorta di insopportabilit\u00e0 del film in alcuni ma l&#8217;assenza non solo degli eroi ma almeno di un cattivo con cui prendersela.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-5plok\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Possiamo capire che non ci sia un eroe ma il complottista che abita in ciascuno di noi non sopporta che non ci sia un male grande e ben identificabile su cui scagliare il nostro malessere. Anche questo ci \u00e8 tolto. Come \u00e8 possibile che allora le cose vadano cos\u00ec?<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-670d6\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Dobbiamo tornare a leggere Hanna Arendt. Cinquant&#8217;anni fa, l&#8217;11 aprile del 1961, ebbe inizio, a Tel Aviv, il processo contro Adolf Eichmann, il \u00abcommesso viaggiatore\u00bb dalla Shoa. Esattamente un anno prima, in Argentina, i servizi segreti israeliani avevano rapito il sedicente Arturo Klement, altoatesino di nascita &#8211; cos\u00ec era scritto nel passaporto di Eichmann &#8211; per trasportarlo clandestinamente in Israele. Il processo dur\u00f2 quasi un anno e si concluse con la condanna a morte e l&#8217;impiccagione del colonnello delle SS, incarnazione &#8211; per Hannah Arendt, presente alle 120 udienze del processo, successivamente trascritte e commentate in un volume ormai divenuto un classico &#8211; di una sconcertante \u00abbanalit\u00e0 del male\u00bb. L&#8217;\u00abaffare Eichmann\u00bb divent\u00f2, da subito, una sorta di certificazione storica dell&#8217;esistenza e della forza, anche comunicativa, dello Stato di Israele, deciso a non delegare pi\u00f9 a nessuno non solo la propria difesa, ma anche l&#8217;espiazione retrospettiva dei soprusi antisemiti. Ma accanto a questo significato ci fu un dramma collettivo, originato dalla confessione, per la prima volta pubblica, delle persecuzioni subite dai sopravvissuti. Questo dramma, seguito dalla stampa internazionale, divent\u00f2 anche il punto di partenza per una progressiva elaborazione pubblica e racconto della Shoa, fino ad allora inesistente. E appunto, prima che la Arendt coniasse la sua celebre definizione, giudici, magistrati e soprattutto giornalisti, si stupirono del basso profilo dell&#8217;imputato, certo non costruito artificialmente, visto che Eichmann non rinnegher\u00e0 niente. Giorgio Bocca, ad esempio, inviato del \u00abGiorno\u00bb, scriver\u00e0 un articolo &#8211; dal titolo significativo (\u00abEccolo! Sembra un istitutore un po&#8217; timido\u00bb) su questo straordinario contrasto tra la lista dei crimini efferati snocciolati dal pubblico accusatore e la pacata e serena compostezza di colui che per cinque anni aveva rifornito di \u00abmorituri\u00bb i campi di sterminio di buona parte dell&#8217;Europa. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-agkln\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Don&#8217;t look up parla di catastrofi che non sono il frutto di una mente superiore e cattiva ma dell&#8217;indifferenza di molti anzi del piccolo ed egoista privilegio di s\u00e9 che ciascuno di noi mette nelle sue scelte di fronte al vivere pubblico. Quello che infastidisce di questo film \u00e8 la denuncia satirica e precisa del fatto che la colpa di questa decadenza \u00e8 anche mia e di ciascuno di noi. Il consumarsi della societ\u00e0 e delle istituzioni parte dalle mie piccole scelte egoiste che rafforzano e danno potere a un criterio generale e diffuso in cui le cose che vale la pena fare sono solo quelle che portano a un vantaggio personale. Ci siamo ammalati di un egoismo ipocrita, un egoismo che potremmo definire avveduto nel senso che non si manifesta in maniera crassa e ignorante: faccio quello che voglio io e basta. L&#8217;egoismo che alimenta l&#8217;assoluta banalit\u00e0 del male, fino alla catastrofe planetaria, \u00e8 fatto di un mi conviene. Osservo le regole e i costumi se mi conviene ma non credo in nulla scelgo solo quello che mi porta un vantaggio. Vediamo solo il nostro interesse e questo rende invisibile e insostenibile il bene comune. Quello che ha animato una stagione di grande impegno collettivo, gli anni Sessanta e Settanta, non \u00e8 solo cancellato dall&#8217;edonismo degli anni Ottanta ma irriso dal benessere ad ogni costo di questi ruggenti anni venti come li chiamerebbe Alec Ross che, appunto nelle riflessioni dell&#8217;autore, erodono ogni forma di contratto sociale. Al cospirazionismo Don&#8217;t look up risponde in un modo geniale e inaspettato: semplicemente mostra come non esiste un male grande e segreto che muove il mondo, per buona pace di Q-anon, ma semplicemente una serie di piccoli e meschini interessi personali. Gocce di egoismo che formano oceani di distruzione a livello planetario.<\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block40\"><\/div>\n<p id=\"viewer-cv00h\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>Un<\/strong> <strong>gioco<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>parole<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-7sdek\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Non possiamo non notare un gioco di parole nel titolo del film. Look up infatti significa guardare su ma anche cercare: si allude secondo me anche al complesso fenomeno dell&#8217;infodemia: la seconda \u201cepidemia\u201d causata dalla Covid-19. In tempi non sospetti David J. Rothkopf, giornalista del Washington Post, aveva lanciato questo neologismo destinato a diventare molto attuale ai giorni nostri. In un suo articolo di commento sulla SARS, scritto nel 2003 e dal titolo \u201cWhen the Buzz Bites Back\u201d, Rothkopf ha coniato la parola \u201cinfodemic\u201d per descrivere la patologia che affligge chi viene sommerso da una quantit\u00e0 troppo alta di informazioni tanto da andare incontro ad una vera e propria indigestione mediatica. La moltitudine di notizie nella quale si trovano mischiate la buona informazione e le fake news porta alla disinformazione. Niente di pi\u00f9 attuale se pensiamo alla difficolt\u00e0 riscontrate negli ultimi due anni di pandemia nel districarsi con le informazioni relative alla Covid-19. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-26p5g\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">In questo calderone per\u00f2 occorre chiarire che la disinformazione \u00e8 un concetto complesso che racchiude in s\u00e9 diverse sfumature. Esiste infatti la disinformazione vera e propria, intesa come intento consapevole di gettare fumo negli occhi, dando notizie false allo scopo di avvalorare le proprie tesi, ma anche la \u201cmalinformazione\u201d e la \u201cmisinformazione\u201d. Nel primo caso notizie vere che avrebbero dovuto restare nella sfera privata vengono diffuse per creare un danno a qualcuno. Viceversa, la misinformazione avviene quando si diffondono informazioni false senza il reale intento di disinformare ma solo perch\u00e9 si crede di essere in possesso della verit\u00e0 certificata. Quest\u2019ultimo caso \u00e8 senz\u2019altro quello che una buona comunicazione politico-istituzionale, coordinata da esperti comunicatori e non improvvisata, pu\u00f2 prevenire al fine di offrire ai propri cittadini le informazioni corrette a proposito dei temi legati alla salute e non solo. Se la malinformazione \u00e8 certamente la prima sorgente di disinformazione, i social media ne sono il suo mezzo principale. Secondo una ricerca a campione del Reuters Institute for the Study of Journalism, i social media sono infatti la fonte dell\u201988% della misinformazione circolante. Mentre sta emergendo sempre di pi\u00f9 il grande ruolo di responsabilit\u00e0 di aziende come Facebook o Twitter, e in generale delle altre piattaforme social, nel veicolare e dare spazio a messaggi potenzialmente pericolosi perch\u00e9 falsi o ideologici, anche i sistemi di messaggistica individuale, come Whatsapp o Facebook Messenger, sono spesso veicolo di contenuti che sfuggono al controllo indiretto di terzi o dell\u2019opinione pubblica in generale e quindi si prestano molto bene a diffondere notizie non verificate a vantaggio di questa o quella tesi. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-bggl8\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Algoritmi progettati per consigliare informazioni e prodotti in linea con le presunte preferenze individuali possono creare feedback incontrollati in cui sia le preferenze sulle informazioni dell&#8217;utente che la successiva esposizione ai contenuti diventano pi\u00f9 estreme nel tempo (le cosiddette bolle). Tali dipendenze dal percorso possono avere effetti trasformativi, modificando le preferenze e i valori degli utenti stessi e portando alla radicalizzazione. Ma il problema \u00e8 pi\u00f9 generale. In breve, stiamo scaricando i nostri processi evoluti di ricerca di informazioni su algoritmi. Ma questi algoritmi sono in genere progettati per massimizzare la redditivit\u00e0, con incentivi spesso insufficienti a promuovere una societ\u00e0 informata, giusta, sana e sostenibile. L\u2019avanzata del virus \u00e8 andata di pari passo con uno tsunami di disinformazione che ancora oggi, fra no-vax, negazionisti e fieri oppositori delle misure precauzionali necessarie per evitare l\u2019aumento dei contagi, contribuisce a creare sfiducia e preoccupazione fra i cittadini. Don&#8217;t look up \u00e8 una feroce satira su cosa fa oggi la verit\u00e0: il soggetto che cerca e trova cose in cui gli piace credere \u00e8 l&#8217;arbitro ultimo di una verit\u00e0 diventata mera emozione capace di convincermi.<\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block47\"><\/div>\n<p id=\"viewer-fkqod\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>Qual<\/strong> <strong>\u00e8<\/strong> <strong>il<\/strong> <strong>messaggio<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>questo<\/strong> <strong>film?<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-fae06\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Il finale del film forse rappresenta la chiave di lettura dell&#8217;opera e la prospettiva dell&#8217;autore che fa di questa pellicola (termine desueto nel mondo digitale ma ancora pieno di fascino) una vera e propria satira. L&#8217;indifferenza dei singoli e delle istituzioni di fronte a una catastrofe imminente \u00e8 quello che si \u00e8 rivelato fatale. La banalit\u00e0 del male \u00e8 quello che porta, tra un piano che avrebbe potuto salvare tutti, e un piano che avrebbe potuto arricchire pochi ma sicuramente meno sicuro del primo, a scegliere la seconda opzione. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-d891o\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">I protagonisti, dopo aver attraversato la bufera di fake news, ignoranza, schieramenti e disinteresse da parte della politica, hanno capito che tutto sarebbe finito. Avvistata la cometa, si riuniscono tutti per un&#8217;ultima grande cena &#8220;di famiglia&#8221;, in cui decidono di spegnere la TV e di passare semplicemente del tempo insieme. Tutto questo mentre l&#8217;operazione messa a punto dai ricchi e dai politici per salvare la terra e guadagnarci su sta andando a rotoli, e pian piano questi ultimi stanno lasciando la base per rifugiarsi in un&#8217;astronave e prendere posto in una serie serie di capsule criogeniche che li riporteranno (in vita) su un pianeta abitabile quando sar\u00e0 nuovamente possibile: circa 22740 anni dopo. Lo schianto avviene, e la terra vede la sua fine. Tuttavia, poco prima, mentre i protagonisti continuano a conversare come se nulla fosse quando l&#8217;impatto \u00e8 ormai imminente, il personaggio di Di Caprio dice una semplice frase, ma che fa comprendere molto: &#8220;<strong>Il<\/strong> <strong>fatto<\/strong> <strong>\u00e8<\/strong> <strong>che<\/strong> <strong>avevamo<\/strong> <strong>davvero<\/strong> <strong>tutto,<\/strong> <strong>non<\/strong> <strong>\u00e8<\/strong> <strong>cos\u00ec?<\/strong>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-15lek\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">[grazie alla segnalazione di un lettore aggiungo una nota: Di Caprio nel film usa il presente &#8220;abbiamo&#8221;, l&#8217;imperfetto sembra sia nello script originale del film ma l&#8217;attore ha cambiato la battuta modificando cos\u00ec il senso del monito e facendone un&#8217;avviso a noi che ancora possiamo decidere&#8230;]<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-c6s72\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Secondo Jennifer Lawrence questo momento \u00e8 uno &#8220;schiaffo in faccia&#8221; allo spettatore, e lo mette decisamente di fronte alla cruda realt\u00e0. Si tratta sicuramente di un discorso molto vicino a DiCaprio, molto interessato alle tematiche ambientaliste. Secondo lui, infatti, da un punto di vista metaforico il film parla proprio di questo: del mancato intervento delle istituzioni di fronte al cambiamento climatico, qualcosa che sta accadendo e che possiamo vedere con i nostri occhi, ma per cui non possiamo fare molto in quanto singoli cittadini se non c&#8217;\u00e8 un impegno a livello nazionale e mondiale. Dunque al centro c&#8217;\u00e8 proprio questo senso di impotenza. Tuttavia sembrerebbe anche che ci sia qualche riferimento anche alla pandemia in corso, con tutte le teorie, gli schieramenti, l&#8217;ignoranza dilagante, chi sceglie di credere e chi sceglie di non credere, le fake news e cos\u00ec via. <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-ch3a8\" class=\"mm8Nw _1j-51 _1atvN _1FoOD _78FBa _3_La3 _1atvN public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"_2PHJq public-DraftStyleDefault-ltr\">Insomma, un vero riassunto del nostro oggi.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<div class=\"_3HCJ3 _2oeUd\"><\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.paolobenanti.com\/post\/don-t-look-up\">https:\/\/www.paolobenanti.com\/post\/don-t-look-up<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Benanti (blog) &nbsp; Quelle che seguono sono alcune riflessioni su Don&#8217;t look up un film che sembra essere il pi\u00f9 divertente del 2021 e anche il pi\u00f9 deprimente: in due ore di risate ti convince che il mondo sta per finire (per parafrasare Mick LaSalle del San Francisco Chronicle). Questa strana combinazione rende l&#8217;opera di Adam McKay, regista e sceneggiatore, un&#8217;esperienza unica nel suo genere che sta facendo particolarmente discutere ma che secondo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":64201,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Paolo-Benanti.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-idS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70052"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70052"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70053,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70052\/revisions\/70053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/64201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}