{"id":70095,"date":"2022-02-02T10:00:39","date_gmt":"2022-02-02T09:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70095"},"modified":"2022-02-01T23:02:31","modified_gmt":"2022-02-01T22:02:31","slug":"70095","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70095","title":{"rendered":"La Rifondazione dello Stato nel pensiero di Rocco Montano"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"entry-title\"><strong>di QELSI (Leonardo Giordano)\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.qelsi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rocco-Montano-1.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/div>\n<p>L\u2019esito dell\u2019elezione del Presidente della Repubblica, ma ancor pi\u00f9 il tortuoso percorso che ha portato Sergio Mattarella a \u201craddoppiare\u201d la sua permanenza al Quirinale, hanno dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto ci sia bisogno e necessit\u00e0 di riformare la Costituzione, a partire dal meccanismo della elezione del Capo dello Stato, per salvare il principio fondante della Carta che consiste nell\u2019attribuire la \u201cSovranit\u00e0\u201d al popolo italiano.<\/p>\n<p>Al netto del fatto che segnerebbe un chiaro e benefico \u201csegno di rottura\u201d, rispetto all\u2019odierno stantio e sclerotico metodo di elezione del Capo dello Stato, siamo sicuri che basterebbe la sola e semplice elezione diretta, a suffragio popolare, a risolvere l\u2019<em>impasse<\/em>\u00a0politico istituzionale in cui si di batte il Paese dal 1994 ad oggi?<\/p>\n<p>Anche nella fragile e caduca Repubblica di Weimar il Presidente era eletto direttamente dal popolo, ma ci\u00f2 non bast\u00f2 ad evitare a quella Repubblica l\u2019ingloriosa e tragica fine che fece. Forse, \u00e8 bene dirlo, questa riforma di quello che \u00e8 un sistema elettorale, dovrebbe essere accompagnata da altre riforme istituzionali che mirino, per certi versi, a rifondare la statualit\u00e0 e, per altri, a restituire \u201csovranit\u00e0\u201d al popolo italiano e alle istituzioni (lo Stato) che promanano dalla sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 accaduto in questi giorni di elezioni presidenziali e l\u2019esito finale che ne \u00e8 sortito, richiamano ad un\u2019attenta riflessione e riconsiderazione delle belle pagine che Rocco Montano scrisse sulla necessit\u00e0 di rifondare lo Stato e le istituzioni rappresentative.<\/p>\n<p>Chi era Rocco Montano? Augusto Del Noce lo defin\u00ec \u2039\u2039il pi\u00f9 grande degli italianisti\u203a\u203a. Lucano, di Stigliano, in provincia di Matera, ha insegnato negli anni \u201960 e \u201970, in numerose e prestigiose universit\u00e0 americane, ad iniziare da Harvard, passando per l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Washington, alla Illinois University. Al rientro in Italia, per il suo anticomunismo e la sua visione della letteratura tanto antimarxista, quanto anticrociana, gli fu data la cattedra di \u201cLetteratura Comparata\u201d all\u2019Universit\u00e0 di Salerno, qualcosa di sproporzionatamente inferiore rispetto ai suoi titoli prestigiosi. Nel 1987 una commissione, costituita da Renzo De Felice, Lapo Mazzei, Geno Pampaloni e Giano Accame, gli confer\u00ec il Premio \u201cPrezzolini\u201d. Il suo saggio \u201cDante, Filosofo e Poeta\u201d \u00e8 un classico degli studi danteschi e, nel 2021, il \u201cCorrere della Sera\u201d ne ha pubblicato la terza edizione riparando in qualche misura al colpevole ostracismo con cui questo intellettuale era stato trattato dall\u2019<em>establishment c<\/em>ulturale italiano.<\/p>\n<p>Montano concepiva il ruolo dell\u2019intellettuale in maniera alternativa tanto alla visione gramsciana dell\u2019intellettuale \u201corganico\u201d al Principe\/Partito e quindi funzionale alla sua lotta per conquistare e conservare il potere, quanto alla visione \u201cliberale\u201d dell\u2019intellettuale distaccato, \u201cvate\u201d rinchiuso in un proprio limbo intimistico, estetico ed astratto dalla realt\u00e0 storica. Per l\u2019italianista lucano, l\u2019intellettuale ha il dovere di ricercare, sondare ed indicare percorsi di Verit\u00e0 e di Bene alla realt\u00e0 storica mentre essa si fa, pur nella consapevolezza dell\u2019imperfezione della ragione umana. In tal senso egli pensava ad un \u201cimpegno\u201d della letteratura contro ogni astratto disincanto ed ogni machiavellico\u00a0<em>engagement<\/em>\u00a0funzionale al Potere. In tal senso non disdegn\u00f2 di entrare con propri studi e saggi nel vivo del dibattito politico \u2013 culturale. In un certo senso rimase segnatamente influenzato dal modello di intellettuale rappresentato dal suo amato Dante.<\/p>\n<p>Sotto lo pseudonimo di\u00a0<em>Dedalus<\/em>, Montano dedic\u00f2 vari articoli e saggi sulle riviste da lui dirette (\u201cDelta\u201d e \u201cSegni\u201d) alla necessit\u00e0 di intervenire sulla Costituzione con il proposito di delinearvi un percorso di rifondazione dello Stato.<\/p>\n<p>In\u00a0<em>La frana della Costituzione<\/em>\u00a0(1980) secondo il suo allievo Rocco Digilio, egli \u2039\u2039rimarc\u00f2, con particolare sagacia, le non poche crepe della nostra Costituzione; quel che pi\u00f9 lo inquietava era la distrazione, durata non pochi decenni, dei molti autorevoli intellettuali italiani, il loro devoto, quando non imbarazzante, silenzio per non aver mai fatto sentire la loro voce critica.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Ci\u00f2 consent\u00ec, ed ha consentito sinora, la sopravvivenza di una carta costituzionale che modellava un assetto statuale che non aveva minimamente tenuto in considerazione la \u201ccrisi dello Stato liberale\u201d, che agli inizi del \u201csecolo breve\u201d aveva contribuito notevolmente all\u2019ascesa e alla vittoria del Fascismo. Tutte le ragioni di quella crisi, secondo Montano, erano state ignorate dalla classe dirigente e dai padri costituenti:\u2039\u2039 La Costituzione, formata da uomini politici del prefascismo che in venti anni di storia, malgrado l\u2019avvento di molti sistemi dittatoriali, in molti paesi d\u2019Europa, non erano riusciti a rendersi conto delle deficienze dei sistemi parlamentari e liberali e riprodussero uno dei peggiori esempi di sgangherato parlamentarismo, \u00e8 stata senza dubbio alcuno [\u2026] la causa prima del crollo.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Rispetto a questa crisi, oramai divenuta endemica, non essendo stata superata nemmeno con il passaggio al sistema elettorale maggioritario e alla Seconda Repubblica, secondo Montano, pensare a piccole riforme elettorali o istituzionali sarebbe come usare i pannicelli freddi per una febbre da cavallo. \u2039\u2039Solo oggi, con la Repubblica in sconquasso, qualcuno parla, come se facesse una scoperta, di correzione della legge elettorale o di qualche marginale modifica e ci\u00f2 vale solo a rendere il caso pi\u00f9 grave: come quello di un moribondo al quale nessuno pensi a dare un rimedio.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Se questa, detta in breve, \u00e8 la diagnosi, quale era la \u201ccura\u201d suggerita dall\u2019intellettuale lucano? La sua era una proposta articolata e tesa a cercare di prevenire tutte le \u201cpatologie\u201d di un partitismo esasperato quanto includente sul piano della decisione. Prima di tutto bisognava riformare il bicameralismo perfetto assegnando ad ognuna delle camere un ruolo ed una funzione diversa e di controllo sull\u2019altra in una sorta di circolarit\u00e0 e reciprocit\u00e0 del \u201ccontrollo e bilanciamento\u201d. Se la Camera dei Deputati doveva continuare a rappresentare il potere legislativo\u00a0<em>strictu sensu<\/em>, per il Senato si doveva invece disegnare il profilo di una Camera Alta, non elettiva, in cui erano rappresentati gli organi pi\u00f9 alti della struttura statuale, cultura, magistratura, alta burocrazia, mondo del lavoro e delle professioni, mondo dell\u2019arte. \u2039\u2039Per questa via, il potere delle segreterie di partito vorrebbe sostituito dalla collaborazione di membri del Sentato scelti per la loro capacit\u00e0 e competenza e abituati a pensare in termini di interesse pubblico, non di fazioni.\u203a\u203a Il modello, probabilmente, era la britannica Camera dei Lords che, in quell\u2019assetto istituzionale, rappresenta l\u2019<em>expertise<\/em>\u00a0(la competenza).<\/p>\n<p>Per la Presidenza della Repubblica, immaginava s\u00ec l\u2019elezione diretta a suffragio popolare ma voleva evitare che le segreterie di partito (ricordiamo che nei tardi anni \u201980 era ripresa con vigore la polemica contro la \u201cpartitocrazia\u201d) intervenissero pesantemente ad influenzare la scelta dei candidati. Di conseguenza proponeva che i candidati fossero individuati in una rosa di personalit\u00e0, scelta un anno prima delle elezioni dal parlamento, in seduta comune. Questi candidati non dovevano ricoprire o aver ricoperto nella legislatura in corso incarichi di governo come Ministri o Sottosegretari. \u2039\u2039Cos\u00ec, invece di affidarsi al molto incerto e pericoloso criterio della popolarit\u00e0 per l\u2019elezione del presidente, si potrebbe o si dovrebbe fare in modo che le Camere designino, un anno prima della fine di una legislatura un numero di quattro o cinque candidati da sottoporre al voto popolare, in questo modo anche l\u2019opposizione, facendo delle scelte oculate, potrebbe partecipare alla nomina del Presidente.\u203a\u203a Un Presidente che viene eletto al termine di un processo che vede coinvolto parlamento e popolo possiede la piena legittimit\u00e0 per esercitare una qualche forma di orientamento e di indirizzo anche sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019esecutivo e del potere legislativo.<\/p>\n<p>Secondo Montano anche l\u2019amministrazione della giustizia palesava una crisi, che si andava aggiungere a quella politico-istituzionale aggravandola, per cui in questo disegno di riforma era necessario intervenire pure sull\u2019assetto della magistratura:\u2039\u2039 L\u2019autonomia della giustizia non si identifichi, come \u00e8 assai volte avvenuto, con il diritto dei giudici di interpretare la legge a loro piacimento, creando a volte tante giustizia quanto sono le circoscrizioni.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Inoltre, lo stesso regionalismo aveva prodotto un grave\u00a0<em>vulnus<\/em>\u00a0all\u2019unit\u00e0 della Nazione che andava risanato con una ridelimitazione e ridefinizione delle loro funzioni e dei loro poteri, evitando che esse si sovrapponessero, come succede sempre pi\u00f9 spesso, al potere legislativo dello Stato.<\/p>\n<p>La questione istituzionale per Rocco Montano non \u00e8 per\u00f2 solo una questione \u201ctecnica\u201d, di mera ingegneria istituzionale, essa non riguarda solo il funzionamento degli organi governativi e dei loro rapporti. Il problema fondamentale \u00e8 quello di avere dei principi generali condivisi, il cui scopo consiste nel garantire la migliore tutela possibile del\u00a0<em>bonum commune<\/em>: \u2039\u2039La Costituzione dovrebbe essere prima di tutto la definizione di ci\u00f2 che si considera essenziale non solo per la difesa dei diritti individuali ma per il progresso civile e morale di tutto il Paese [\u2026] ci\u00f2 che compete in primo luogo allo Stato \u00e8 avviare e sostenere le spinte verso migliori livelli di umanit\u00e0.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Nel saggio\u00a0<em>La crisi dello Stato e la funzione della cultura<\/em>\u00a0Montano definisce ed esplicita con espressioni pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 chiare questo concetto scrivendo: \u2039\u2039Uno studio dei valori da asserire dalla famiglia alla formazione dei giovani, all\u2019attivit\u00e0 legislatrice o a quella della giustizia, non \u00e8 impossibile ed \u00e8 certamente necessario. Ed \u00e8 ovvio che non si tratta di dare al sistema del governo una funzione pedagogica. Il problema \u00e8 quello di avere un punto di riferimento, una base di sviluppo, un impegno, invece della rinunzia [\u2026]. C\u2019\u00e8 una esigenza di unit\u00e0 di comunanza di ideali, una tensione di sacrificio in nome di quella che una volta si chiamava Patria. \u00c8 un\u2019azione culturale, che \u00e8 assolutamente necessaria, un impegno intellettuale appoggiato ad un sistema liberamente scelto, ma ben distinto dalla inerzia di uno stato rinunziatario, dalla illusione che basti affidarsi all\u2019azione assai spesso disgregatrice degli interessi economici e delle ideologie per assicurare il progresso. Occorre andare nel post-moderno, al dopo-fascismo, al dopo-comunismo.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Rocco Montano non era un giurista, n\u00e9 tantomeno un costituzionalista. La sua analisi dei mali della Repubblica era ineccepibile e, per certi versi \u201cprofetica\u201d. La sua proposta pu\u00f2 essere ritenuta discutibile in alcuni snodi ma individua forti punti fermi tutt\u2019ora attuali: la necessit\u00e0 di un quadro organico di riforme evitando di pensare che cambiare il solo sistema elettorale rappresenti una sorta di \u201cpanacea\u201d per le patologie della Repubblica, la necessit\u00e0 di ancorare ogni progetto di riforma ad un quadro di valori e principi che sintetizzino una base condivisa della vita nazionale.<\/p>\n<p>Che si tratti di una sfida resasi \u201cnecessaria\u201d, come dice Montano,\u00a0<em>nulla quaestio<\/em>; che sia, nel clima attuale, possibile vincere questa sfida, saremmo pi\u00f9 prudenti, pur avvertendo il dovere morale di operare per vincerla secondo il vecchio adagio di Guglielmo il Maresciallo:\u2039\u2039 Non occorre sperare per intraprendere, n\u00e9 riuscire per perseverare.\u203a\u203a<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/la-rifondazione-dello-stato-nel-pensiero-di-rocco-montano\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/la-rifondazione-dello-stato-nel-pensiero-di-rocco-montano\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI (Leonardo Giordano)\u00a0 L\u2019esito dell\u2019elezione del Presidente della Repubblica, ma ancor pi\u00f9 il tortuoso percorso che ha portato Sergio Mattarella a \u201craddoppiare\u201d la sua permanenza al Quirinale, hanno dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto ci sia bisogno e necessit\u00e0 di riformare la Costituzione, a partire dal meccanismo della elezione del Capo dello Stato, per salvare il principio fondante della Carta che consiste nell\u2019attribuire la \u201cSovranit\u00e0\u201d al popolo italiano. 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