{"id":70288,"date":"2022-02-09T11:16:49","date_gmt":"2022-02-09T10:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70288"},"modified":"2022-02-09T11:16:49","modified_gmt":"2022-02-09T10:16:49","slug":"usa-cina-un-nuovo-bipolarismo-per-il-governo-del-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70288","title":{"rendered":"Usa \u2013 Cina: un nuovo bipolarismo per il governo del pianeta."},"content":{"rendered":"<p><strong>di QELSI (Leonardo Giordano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.qelsi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ukrainerussia.jpeg?resize=700%2C400&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"400\" \/><\/div>\n<p>Ci\u00f2 che sta accadendo sullo scacchiere geopolitico globale da qualche mese a questa parte \u00e8 un\u2019ulteriore dimostrazione che al \u201cbipolarismo\u201d geopolitico Usa \u2013 Urss, che aveva caratterizzato gli equilibri mondiali prima di Gorbaciov e della caduta del Muro di Berlino, si \u00e8 definitivamente sostituito un nuovo ed aggiornato assetto bipolare: quello rappresentato dalla pi\u00f9 recente dialettica geopolitica tra Usa e Cina.<\/p>\n<p>La Cina sta accrescendo la sua capacit\u00e0 di influenza oggi, di egemonia domani, nel continente africano sulla base di una scaltra politica dello scambio: dare di pi\u00f9 di ci\u00f2 che finora abbia dato il cos\u00ec detto Occidente ad influenza americana ai Paesi africani in cambio di risorse energetiche, di basi militari, assoggettamento economico (con l\u2019indebitamento) e influenza politica. Cos\u00ec la China Bank espande le sue linee di credito in molti paesi africani, gli aiuti economici cinesi sopravanzano quelli \u201coccidentali\u201d di qualche centinaio di miliardi di dollari, vengono costruite infrastrutture importanti nel continente nero che comprendono porti, autostrade, ferrovie, ospedali, scuole su programmi ed impostazioni cinesi. Insomma sembrerebbe che quel \u201cPiano Marshall\u201d per l\u2019Africa, del quale parlava agli inizi del terzo millennio il miglior Berlusconi, sia stato congegnato e sia in corso di attuazione da parte della Cina.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto la Cina di Xi ha saputo approfittare del dissidio\/conflitto tra Usa e Russia di Putin per inserirsi, stringere intese con Putin, mirando anche ad ottenere rifornimenti continui di gas per le sue esigenze di energia sempre pi\u00f9 crescenti e ad attirare nell\u2019orbita asiatica una potenza che, bench\u00e9 territorialmente proiettata sino al Pacifico, \u00e8 stata sempre, pur contraddittoriamente, europea. Dice Stefano Graziosi, analista de \u201cLa Verit\u00e0\u201d: \u2039\u2039Pechino punta evidentemente a creare un blocco euroasiatico da integrare con il proprio espansionismo politico economico nel continente africano. Un blocco che serve a marginalizzare geopoliticamente gli Stati Uniti.\u203a\u203a<\/p>\n<p>E gli Stati Uniti cosa stanno facendo per opporsi a questa avanzata cinese? Hanno rafforzato le alleanze politico-militari che servirebbero a contrastare la Cina e a circoscriverne l\u2019avanzata. Essi, da un lato, con l\u2019accordo Usa \u2013 Regno Unito \u2013 Australia (Patto Washington \u2013 Londra \u2013 Canberra) hanno rafforzato la strategia di controllo nel Pacifico<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/usa-cina-un-nuovo-bipolarismo-per-il-governo-del-pianeta\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>; dall\u2019altro con la Brexit e lo svincolo della Gran Bretagna da eventuali, anche se improbabili, strategie politico \u2013 militari europee, nonch\u00e9 con la presenza della Nato nel Mediterraneo e nei paesi atlantico-mediterranei, come Spagna, Portogallo e la stessa Francia, controllano stabilmente le \u201crotte geopolitiche\u201d atlantiche. Questa scelta strategica spiegherebbe anche la rapida\u00a0 \u201cfuga\u201d americana dall\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Sembrerebbe che in questo contesto il rapporto con l\u2019Unione Europea, per gli americani, debba intendersi in maniera del tutto elastica: contrastare\u00a0<em>in primis\u00a0<\/em>ogni possibile alleanza o il deciso raffreddamento delle attuali tensioni con la Russia da parte dell\u2019Unione o dei singoli Paesi del vecchio continente. Utilizzare la propria influenza politico-militare sull\u2019Europa (la Nato fungerebbe da capisaldo in tal senso) come deterrente e come forza contrattuale sia nei confronti di Putin e della Russia sia verso la Cina che, nell\u2019ultimo decennio abbastanza silenziosamente e sottotraccia, stava costruendo una rete di relazioni con i paesi europei con una strategia che adesso segna una battuta di arresto e rischia di saltare.<\/p>\n<p>Come dire: consolidare e rafforzare le difese sulla \u201ctrincea\u201d euro \u2013 atlantica, rendere elastiche e, alla bisogna, modificabili le linee di difesa pi\u00f9 avanzate nell\u2019Europa continentale.<\/p>\n<p>Dietro questo approccio strategico sembra esserci una \u201ccultura\u201d, un\u2019impostazione ideologica o una \u201cdottrina\u201d, come amano definirla gli americani, ad impronta fortemente \u201cwasp\u201d (white \u2013 anglosaxon \u2013 protestant). A nulla varrebbe far notare che Biden sia cattolico, visti i rapporti affatto distesi con l\u2019ambiente cattolico nordamericano e le stesse gerarchie episcopali statunitensi, vista anche l\u2019emarginazione politica di Kamala Harris che non risponde proprio a quei settori dell\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0statunitense.<\/p>\n<p>E l\u2019Italia? E l\u2019Europa? Carlo Pelanda, economista, commentatore ed analista politico abbastanza filo-atlantico, scriveva agli inizi di gennaio quando l\u2019<em>escalation<\/em>\u00a0della tensione tra Ucraina e Russia si stava aggravando: \u2039\u2039Il destino di Putin dipende anche dall\u2019Italia.\u203a\u203a Nella sua analisi Pelanda indicava al governo Italiano la necessit\u00e0 di fare da mediatore tra Russia ed Usa sull\u2019esempio di quanto era avvenuto a Pratica di Mare con l\u2019incontro Putin \u2013 Bush sollecitato e promosso da Berlusconi. \u2039\u2039Putin ha chiesto pubblicamente, nell\u2019incontro di fine anno con la stampa russa la mediazione dell\u2019Italia tra Russia e Nato. Sincera, riferendosi all\u2019evento di Pratica di Mare del passato, o ricattatoria (Libia, Mali dove truppe italiane sono a possibile contatto con i mercenari russi della Wagner)? Tale richiesta inserisce Roma nel grande gioco: cerchiamo di capirlo.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Di fronte al silenzio ufficiale e formale del Governo italiano, Putin ha lanciato un altro chiaro e affatto implicito messaggio quando, in piena flagranza di elezioni presidenziali, ha interloquito\u00a0<em>on line\u00a0<\/em>con numerose aziende italiane rappresentate dalla Camera di commercio Italo \u2013 russa prendendo impegno a non far venir meno l\u2019apporto del gas russo per il loro fabbisogno energetico. Successivamente, il 1 febbraio 2022, lo stesso Draghi ha avuto un lungo colloquio telefonico con lo Zar che non sembra, in verit\u00e0, aver determinato risultati ed esiti significativi e rilevanti. Si \u00e8 parlato della crisi Ucraina anche se, nel suo comunicato, Putin ha ribadito la volont\u00e0 di \u2039\u2039continuare a sostenere stabili forniture di gas all\u2019Italia.\u203a\u203a<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea, invece ha dimostrato anche in questa circostanza seria e gravida di pericolose tensioni di non avere una propria univoca, o almeno omogenea e raccordata, politica estera. La Germania teme che la Russia le chiuda i rubinetti del gasdotto \u201cNorthstream 2\u201d e si dissocia dalla strategia americana e della Nato, la Francia continua a recitare l\u2019abituale ruolo di \u201cbattitore libero\u201d. Una cosa si \u00e8 compresa e che poteva costituire un punto di forza, se ce ne fosse stata la volont\u00e0. La crisi economica russa le imporrebbe di capitalizzare gli utili dalla vendita del gas. Putin per\u00f2 non \u00e8 interessato ad acquisti estemporanei e discontinui (\u201ca spot\u201d) di questa risorsa; gli serve un afflusso continuo di capitali esteri. L\u2019Unione Europea, incatenata negli impegni della decarbonizzazione completa entro il 2050, non pu\u00f2 prendere decisioni vincolanti in tal senso, di qui il rivolgersi della Russia al Drago cinese. Non a caso il primo risultato dell\u2019incontro tra Putin e Xi, all\u2019inaugurazione dei giochi olimpici, \u00e8 stato quello di un accordo commerciale per la fornitura di 10\u00a0 miliardi di metri cubi all\u2019anno di gas alla Cina. Ha dichiarato Putin al termine dell\u2019incontro: \u2039\u2039I nostri operatori petroliferi hanno preparato ottime nuove soluzioni sulle forniture di idrocarburi alla Repubblica popolare cinese. Ed \u00e8 stato fatto un passo avanti nel settore del gas, intendo un nuovo contratto per la fornitura di 10 miliardi di metri cubi all\u2019anno alla Cina dall\u2019Estremo Oriente russo.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Questo aspetto della necessit\u00e0 di vendere gas stabilmente e in continuit\u00e0, richiama alla mente le prime difficolt\u00e0 in cui si imbatt\u00e9 Enrico Mattei quando, scoperta l\u2019immensa \u201ccassaforte\u201d di metano nella Val Padana, dovette risolvere il problema di scovare un numero di clienti tale da assicurargli uno smercio continuo del prodotto. Questo problema fu risolto con la costruzione a tambur battente di un\u2019efficiente rete di metanodotti nel Nord Italia.<\/p>\n<p>E noi italiani? Dovremmo accontentarci dei rifornimenti via mare di gas americano non avendo rigassificatori a sufficienza per trasformarlo e renderlo disponibile tanto per l\u2019utenza domestica che per quella industriale? Ci sarebbe anche una velata promessa americana di esercitare una propria influenza sulle autorit\u00e0 libiche (una volta nostra prerogativa quasi esclusiva) per il gas d\u2019oltre canale della Sicilia. Ma Putin e i Russi hanno un piede anche in quello scacchiere che una volta qualcuno defin\u00ec \u201cl\u2019altra sponda italiana\u201d, seguito da Enrico Mattei che, per esprimere l\u2019esigenza di un\u2019attiva presenza italiana, non esit\u00f2 a recuperarne l\u2019espressione di \u201cposto al sole\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/usa-cina-un-nuovo-bipolarismo-per-il-governo-del-pianeta\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/usa-cina-un-nuovo-bipolarismo-per-il-governo-del-pianeta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI (Leonardo Giordano) Ci\u00f2 che sta accadendo sullo scacchiere geopolitico globale da qualche mese a questa parte \u00e8 un\u2019ulteriore dimostrazione che al \u201cbipolarismo\u201d geopolitico Usa \u2013 Urss, che aveva caratterizzato gli equilibri mondiali prima di Gorbaciov e della caduta del Muro di Berlino, si \u00e8 definitivamente sostituito un nuovo ed aggiornato assetto bipolare: quello rappresentato dalla pi\u00f9 recente dialettica geopolitica tra Usa e Cina. 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