{"id":70373,"date":"2022-02-14T09:30:48","date_gmt":"2022-02-14T08:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70373"},"modified":"2022-02-11T22:49:59","modified_gmt":"2022-02-11T21:49:59","slug":"la-mobilitazione-di-gkn-contro-le-delocalizzazioni-in-tutta-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70373","title":{"rendered":"La mobilitazione di GKN contro le delocalizzazioni in tutta Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Samuele Maccolini, Alessandro Bonetti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70374\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/GKN-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/GKN-300x158.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/GKN-1024x538.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/GKN-768x403.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/GKN.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il collettivo che ha ottenuto l\u2019accordo per riconvertire la fabbrica del settore automotive di Campi Bisenzio ha deciso di raggiungere altri siti a rischio delocalizzazione in Italia. Con un obiettivo: ristabilire il rapporto tra fabbriche e territorio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lotta dei 422 lavoratori della GKN di Campi Bisenzio (ora QF Spa), licenziati senza preavviso lo scorso luglio via mail dal fondo finanziario Melrose, \u00e8 diventata un inedito esperimento di resistenza operaia contro le delocalizzazioni. Sei mesi di assemblea permanente, manifestazioni, e lo storytelling con cui il collettivo di fabbrica ha raccontato la propria battaglia sui social network hanno raccolto attorno allo stabilimento la solidariet\u00e0 della societ\u00e0 civile e l\u2019attenzione della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Jesi la Caterpillar, in uno stabilimento che realizza cilindri per la casa madre, ha licenziato a dicembre 256 lavoratori. C\u2019\u00e8 un tavolo aperto con l\u2019azienda al Mise. Ma non si \u00e8 ancora giunti a un accordo e il tempo corre: il 24 febbraio i licenziamenti diverranno effettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019emergenza delocalizzazioni non \u00e8 finita. E in questo contesto il collettivo GKN sa di essere diventato un simbolo per gli operai a cui \u00e8 stato negato il lavoro. Per questo motivo, il collettivo ha voluto fare un salto di qualit\u00e0 nella lotta: estendere la propria battaglia a tutte le categorie di lavoratori a rischio. Un impegno professato fin dall\u2019inizio della mobilitazione, ma che ora prende vita con l\u2019 \u201cInsorgiamo tour\u201d: i lavoratori di Campi Bisenzio attraverseranno la penisola per diffondere il loro modello di resistenza in altre realt\u00e0 di crisi. La lotta, insomma, si espande, in attesa della manifestazione nazionale prevista a Firenze il 26 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sabato 5 febbraio siamo stati alla prima tappa del tour, a Jesi. Qui la Caterpillar, in uno stabilimento che realizza cilindri per la casa madre, ha licenziato a dicembre 256 lavoratori. C\u2019\u00e8 un tavolo aperto con l\u2019azienda al Mise. Ma non si \u00e8 ancora giunti a un accordo e il tempo corre: il 24 febbraio i licenziamenti diverranno effettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche lo stabilimento di Jesi \u00e8 parte integrante della storia locale, come a Campi Bisenzio. Prima l\u2019azienda si chiamava Sima e aveva vissuto una fase di intensa lotta sindacale fra anni Settanta e Ottanta, per essere poi rilevata dalla Caterpillar nel 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sopra il palco, davanti ai cancelli dello stabilimento, campeggiava uno striscione rosso con la scritta bianca \u201cInsorgiamo!.\u201d Al suo fianco c\u2019era un altro cartello, con il motto \u201csenza tregua.\u201d Durante l\u2019assemblea dei lavoratori aperta alla cittadinanza, Matteo Moretti della Rsu GKN ha ricordato che la fabbrica di Campi Bisenzio \u00e8 ci\u00f2 che rimane dell\u2019automotive nel fiorentino: \u201cSiamo a guardia di una storia industriale. Le istituzioni sapevano della pericolosit\u00e0 del fondo finanziario che aveva acquistato lo stabilimento. Ma dopo un po\u2019 l\u2019impotenza diventa complicit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui entra in gioco la questione del territorio: \u201cQuella fabbrica non \u00e8 nostra. \u00c8 del territorio. Ad oggi la differenza fra chi \u00e8 dipendente della GKN e chi non lo \u00e8 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d. La solidariet\u00e0 e la lotta, insomma, hanno abbattuto i confini e fuso le comunit\u00e0. Anche lo stabilimento di Jesi \u00e8 parte integrante della storia locale, come a Campi Bisenzio. Prima l\u2019azienda si chiamava Sima e aveva vissuto una fase di intensa lotta sindacale fra anni Settanta e Ottanta, per essere poi rilevata dalla Caterpillar nel 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, venticinque anni dopo, la chiusura inaspettata. Come ha rievocato un delegato dei lavoratori di Jesi, Diego Capomagi, uno dei primi volantini dopo l\u2019annuncio di licenziamento riportava questa frase: \u201cCon l\u2019annuncio fatto oggi la propriet\u00e0 ha perso il diritto di propriet\u00e0.\u201d Una dichiarazione di guerra alle delocalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La forza dei lavoratori \u00e8 quella \u201cdel contagio, di tante GKN, dell\u2019allargamento delle mobilitazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo i lavoratori, la lotta contro questo fenomeno deve svolgersi su pi\u00f9 livelli. Un ruolo fondamentale \u00e8 quello dell\u2019immagine: la battaglia deve diventare un simbolo per le persone. L\u2019efficace utilizzo dei social da parte dei lavoratori GKN \u00e8 un punto di partenza. Inoltre, la vicenda di Campi Bisenzio mostra che \u00e8 necessario anche un lavoro di elaborazione politica. Come quello che \u00e8 stato realizzato per l\u2019emendamento anti-delocalizzazioni scritto dagli stessi lavoratori e da giuristi, poi bocciato dal Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 una battaglia semplice, perch\u00e9 le multinazionali hanno due armi per mettere in difficolt\u00e0 i lavoratori. Il primo \u00e8 il fattore temporale, usato come ricatto per indurre licenziamenti \u201cspontanei.\u201d Il secondo \u00e8 il rapporto fra individuo e collettivo. \u201cLe persone che cercano la finta soluzione individuale e sfuggono ai sacrifici, fanno arretrare il collettivo,\u201d ha detto dal palco Dario Salvetti della Rsu GKN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, l\u2019obiettivo del tour \u00e8 ripristinare una lotta condivisa: perch\u00e9 la forza dei lavoratori \u00e8 quella \u201cdel contagio, di tante GKN, dell\u2019allargamento delle mobilitazioni,\u201d come ha sottolineato Salvetti. Per riprendere in mano i processi bisogna unire le vertenze. Infatti, se \u00e8 vero che il collettivo ha per ora bloccato i licenziamenti, le cause strutturali sono ancora l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Campi Bisenzio, a gennaio, i lavoratori hanno approvato l\u2019accordo sulla riconversione della fabbrica. Mesi prima, a settembre, il tribunale di Firenze aveva revocato i licenziamenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La battaglia dei lavoratori della GKN \u00e8 diventata oggetto di dibattito fin dai primi giorni, e le sue conseguenze sono andate oltre i cancelli dello stabilimento di semiassi per l\u2019industria automobilistica. Dopo lo stop al blocco dei licenziamenti dal primo luglio, il Ministero del Lavoro non ha potuto ignorare l\u2019ondata di indignazione per i metodi sbrigativi con cui sempre pi\u00f9 aziende procedevano a lasciare a casa i lavoratori. Dopo un iter travagliato, che ha visto un lungo confronto tra il Ministro Orlando e l\u2019inquilino del MISE, Giancarlo Giorgetti, in Legge di Bilancio 2022 \u00e8 entrata una norma anti-delocalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono stati raggiunti dei risultati concreti: a gennaio i lavoratori hanno approvato l\u2019accordo sulla riconversione della fabbrica \u2013 affidata temporaneamente alla QF Spa del gruppo Borgomeo che gestir\u00e0 la reindustrializzazione dell\u2019impianto \u2013 firmato al Ministero dello Sviluppo Economico da QF, sindacati e istituzioni. Mesi prima, a settembre, il tribunale di Firenze aveva revocato i licenziamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel giro di pochi mesi i lavoratori della GKN hanno quindi sventato il licenziamento collettivo e alzato la pressione sulla gestione politica delle crisi industriali. Ma per il collettivo di fabbrica non \u00e8 abbastanza. L\u2019intervento del governo per frenare l\u2019esodo delle aziende \u00e8 in realt\u00e0 un provvedimento \u201cper dare una procedura alle delocalizzazioni,\u201d e non per fermarle, ha spiegato a dicembre Dario Salvetti, delegato Rsu GKN: \u201cVorremmo essere chiari: questa norma avrebbe chiuso GKN e imposto la soluzione di Melrose.\u201d Un vero e proprio \u201cvia libera alle imprese che hanno deciso di delocalizzare,\u201d secondo Francesca Re David, Segretaria Generale della Fiom.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio \u00e8 che episodi come quello della GKN continuino ad accadere con sempre maggiore frequenza, aggravando un quadro gi\u00e0 complesso a livello nazionale. Sono ancora 69 i tavoli di crisi attualmente aperti al Ministero dello Sviluppo Economico. Il mese scorso, tirando le somme per l\u2019inizio del nuovo anno, la Viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, dichiarava l\u2019importante numero di casi risolti rispetto ai 149 di dicembre 2019, \u201cperch\u00e9 i dossier sono stati affrontati e portati avanti, proponendo soluzioni dove era possibile farlo.\u201d La realt\u00e0 \u00e8 che in molti casi non \u00e8 chiaro che fine abbiano fatto i tavoli eliminati; diversi, ad esempio, sono stati depennati semplicemente perch\u00e9 l\u2019azienda coinvolta \u00e8 fallita. Tanto che Giorgetti ha introdotto una nuova struttura di dieci esperti al Mise che suona come una sconfessione del lavoro portato avanti dalla Viceministra grillina negli ultimi due anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli incontri tra lavoratori, come quello di Jesi, riescono a diffondere la consapevolezza che i lavoratori sono i veri detentori delle conoscenze industriali sono i lavoratori, mentre il management troppo spesso ha competenze esclusivamente finanziarie. In questo senso, la lotta della GKN ha dimostrato che gli operai possono essere davvero classe dirigente, come hanno scritto su Jacobin Italia Francesca Gabbriellini e Giacomo Gabbuti. Questa consapevolezza pu\u00f2 essere il motore di una lotta coalizzata e diffusa, per costruire dal basso una nuova visione delle crisi industriali e delle delocalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/02\/07\/gkn-insorgiamo-tour\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/02\/07\/gkn-insorgiamo-tour\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Samuele Maccolini, Alessandro Bonetti) Il collettivo che ha ottenuto l\u2019accordo per riconvertire la fabbrica del settore automotive di Campi Bisenzio ha deciso di raggiungere altri siti a rischio delocalizzazione in Italia. Con un obiettivo: ristabilire il rapporto tra fabbriche e territorio. La lotta dei 422 lavoratori della GKN di Campi Bisenzio (ora QF Spa), licenziati senza preavviso lo scorso luglio via mail dal fondo finanziario Melrose, \u00e8 diventata un inedito esperimento di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":47479,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/the-submarine.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ij3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70373"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70373"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70375,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70373\/revisions\/70375"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}