{"id":70519,"date":"2022-02-21T09:30:34","date_gmt":"2022-02-21T08:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70519"},"modified":"2022-02-19T10:19:15","modified_gmt":"2022-02-19T09:19:15","slug":"dalla-germania-cosi-ucraina-e-inflazione-possono-ancora-far-saltare-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70519","title":{"rendered":"Dalla Germania &#8211; \u201cCos\u00ec Ucraina e inflazione possono ancora far saltare l\u2019Ue\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify\">di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Ferra\u00f9)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70520\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/FB_IMG_1645261869655-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/FB_IMG_1645261869655-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/FB_IMG_1645261869655-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/FB_IMG_1645261869655.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Vista dalla Germania, la crisi ucraina dimostra che Berlino obbedisce a Washington e non ha nessuna autonomia in politica estera.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019incontro al Cremlino di marted\u00ec scorso tra il cancelliere tedesco Scholz e il presidente russo Putin \u00e8 sembrato segnare una discontinuit\u00e0 nel taccuino della crisi. Ma in politica apparenza e realt\u00e0 spesso e volentieri non coincidono. Era lo stesso giorno in cui, ai primi movimenti definiti dai media di \u201cparziale ritiro\u201d delle truppe russe, a tarda sera Biden replicava dicendo che \u201cl\u2019inizio del ritiro della Russia non \u00e8 stato verificato\u201d e che l\u2019invasione della Russia \u201cresta un rischio concreto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad oggi non molto \u00e8 cambiato rispetto a marted\u00ec scorso. I rapporti tra Berlino e Mosca sono complessi e soffrono di una sorta di sindrome del terzo incomodo, spiega, da Berlino, Edoardo Laudisi, scrittore e traduttore, collaboratore di varie riviste. Nella partita ucraina, attraverso il ruolo della Germania, tutto si tiene, dagli equilibri geopolitici alla transizione energetica. Fino alla sopravvivenza stessa dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Quali sono le ambizioni geopolitiche di Scholz?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ambizioni geopolitiche della Germania sono subordinate a quelle di Washington. Questo \u00e8 un dato di fatto stabilito nel 1945 e valido tutt\u2019oggi. Le 70 basi militari Usa sul territorio tedesco sono l\u00ec a ricordarlo. Per questo prima di vedere Putin Olaf Scholz \u00e8 volato a Washington. L\u2019incontro con Biden \u00e8 stato il vero incontro importante per Scholz in quanto ha stabilito i margini tedeschi nella faccenda ucraina. E l\u00ec \u00e8 successo un fatto che i giornali tedeschi hanno cercato di sminuire, ma non hanno potuto ignorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Di che si tratta?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso della conferenza stampa congiunta, Biden ha dichiarato che, in caso di invasione russa dell\u2019Ucraina, Nord Stream 2 sarebbe stato eliminato. Davanti a questa affermazione Scholz non ha aperto bocca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Sappiamo cos\u2019\u00e8 il Nord Stream 2, ma giova ripeterlo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 un gasdotto strategico per la Germania (e per l\u2019Europa), che importa il 38% del suo fabbisogno di gas dalla Russia. Un gasdotto vitale per l\u2019approvvigionamento energetico di Berlino. Credo che neanche Breznev abbia mai ostentato tanto dominio nei confronti del presidente della Germania dell\u2019Est Erich Honecker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Una volta appreso i margini di manovra da Washington?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A quel punto, Scholz ha avuto tutto sommato un buon incontro con Putin. Anche perch\u00e9 le cose importanti Putin le aveva gi\u00e0 discusse con Biden. L\u2019incontro \u00e8 servito pi\u00f9 che altro per confermare la volont\u00e0 di de-escalation delle parti. Il giorno prima dell\u2019incontro, Scholz aveva ricordato a Kiev che anche l\u2019Ucraina \u00e8 tenuta a rispettare gli accordi del protocollo di Minsk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; La crisi ucraina \u00e8 uno stress test non solo per la Nato, ma anche, in qualche misura, per i singoli paesi (governi, opposizioni) che ne fanno parte. Non lo \u00e8 per l\u2019Italia, perch\u00e9 questa crisi viaggia completamente sopra le nostre teste, infatti Draghi si affida a Macron. E per la Germania?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la Germania la crisi dell\u2019Ucraina \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione che, quando si tratta di scenari geopolitici mondiali, questo paese non ha nessuna autonomia in fatto di politica estera. Al massimo pu\u00f2 dire no, come fece Schr\u00f6der nel 2003 quando rifiut\u00f2 di partecipare alla guerra in Iraq, ma per il resto le sue azioni non oltrepassano la dimensione delle politiche commerciali o, come nel caso della crisi ucraina, delle rappresentanze per conto degli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Merkel aveva un ottimo rapporto con Putin. \u00c8 una fase ripetibile?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Gerhard Schr\u00f6der aveva un ottimo rapporto con Putin. Sotto molti aspetti perfino migliore di quello della Merkel, tanto che durante l\u2019incontro con Scholz il presidente russo non ha mancato di tessere le lodi dell\u2019ex cancelliere. Ed \u00e8 probabile che anche Scholz instaurer\u00e0 delle ottime relazioni con il presidente russo. \u00c8 innegabile che tra questi due paesi ci sia attrazione, una specie di passione inconfessabile che per\u00f2 non pu\u00f2 essere vissuta apertamente per via della presenza del terzo incomodo, gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; La Germania \u00e8 il Paese europeo che pi\u00f9 ha investito in rinnovabili ma ha comunque ritenuto necessario completare il Nord Stream 2 nonostante le difficolt\u00e0 geopolitiche. Che tipo di consapevolezza hanno elettori e imprese sui costi e la sostenibilit\u00e0 della transizione?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A commento della visita del cancelliere Scholz a Washington, il ministro del Clima e dell\u2019Economia Robert Habeck (Verdi) ha annunciato un intervento massiccio dello Stato nel mercato energetico tedesco gi\u00e0 nel prossimo inverno. Lo scopo sar\u00e0 quello di diversificare le fonti energetiche nel senso di incentivare le energie rinnovabili e abbattere la dipendenza dal gas. I verdi si sono sempre opposti a Nord Stream 2, attirandosi le simpatie di Washington che spinge per rifornire l\u2019Europa con il suo gas naturale liquefatto, e ora hanno la volont\u00e0 di dimostrare che un mondo senza fornitore russo, o con un fornitore russo fortemente ridimensionato, \u00e8 possibile. L\u2019impatto che questo spostamento epocale avr\u00e0 sulle imprese e sulla vita dei cittadini credo che non sia stato valutato fino in fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; In che senso?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se ne parla poco, dando per scontato che andr\u00e0 tutto bene. Ne sapremo di pi\u00f9 l\u2019anno prossimo, quando l\u2019intervento massiccio annunciato da Habeck come un piano quinquennale, inizier\u00e0 a produrre i suoi effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Berlino si \u00e8 dimostrata molto scettica sulle sanzioni alla Russia. Fino a che punto questa posizione pu\u00f2 essere mantenuta e a quali costi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si parla delle relazioni russo-tedesche bisogna considerare che, in un ipotetico mondo senza Stati Uniti, questi due paesi avrebbero da tempo instaurato relazioni stabili e profittevoli per entrambi. I due Stati, infatti, possiedono beni complementari; la Russia ha potenza militare e materie prime, la Germania tecnica e know how. In un\u2019ottica riccardiana questo significa che lo scambio tra i due paesi sarebbe molto proficuo per entrambi. Se ci\u00f2 non avviene, o avviene con molta difficolt\u00e0, \u00e8 a causa della Nato e degli Stati Uniti. Per questo la Germania appena pu\u00f2 prova a smarcarsi dalle politiche aggressive degli Usa mirate a mettere sotto pressione la Russia. Quando per\u00f2 i nodi arrivano al pettine, come nella crisi ucraina, Washinton tira il guinzaglio e Berlino deve adeguarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Il rallentamento della crescita internazionale e la morsa dell\u2019inflazione sulle decisioni delle banche centrali mettono alla prova il \u201cprogetto europeo\u201d. Fino a che punto la Germania \u00e8 disposta a contribuire a tale progetto di fronte a queste sfide?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Europa rimane l\u2019unico playground geopolitico dove la Germania pu\u00f2 recitare il ruolo di nazione sovrana, dal momento che dopo la Brexit l\u2019unico concorrente rimasto \u00e8 la Francia. Grazie all\u2019Europa, all\u2019euro e alle politiche di austerity la Germania ha trionfato sui mercati internazionali, ha imposto il suo timbro a Bruxelles e ha ritrovato una certa vocazione alla politica estera, sebbene di piccolo cabotaggio. Quindi si pu\u00f2 star certi che Berlino far\u00e0 tutto il possibile per mantenere le cose come stanno. Fino a un certo punto naturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Che cosa intendi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la Bce dovesse confermare di non voler pi\u00f9 intervenire come prestatore di ultima istanza sul mercato dei titoli, facendo cos\u00ec sprofondare nuovamente gli Stati fragili come Italia e Grecia nei gorghi della crisi del debito, \u00e8 prevedibile che Berlino appoggi una qualche forma di alleggerimento dei trattati europei. Questo per\u00f2 non significa che i paesi fragili possano stare sereni, perch\u00e9 un incremento della flessibilit\u00e0 sarebbe inevitabilmente agganciato a un aumento delle condizionalit\u00e0 sui prestiti, come dimostrano tutti i programmi di sostegno europeo dal Pnrr al Mes. Certo, se l\u2019inflazione dovesse infiammarsi, cosa assolutamente possibile visto l\u2019aumento in atto delle materie prime, l\u2019intera struttura europea ne sarebbe travolta e a quel punto dubito che sarebbe possibile salvarla con qualche ritocco ai trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; La guerra fredda Usa-Cina mette in crisi il comparto industriale tedesco che con Pechino ha legami molto stretti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche qui vale quanto detto per la Russia. In un mondo senza gli Stati Uniti, la Germania avrebbe vita molto pi\u00f9 facile. Nel caso specifico per\u00f2 alcuni esperti fanno notare come il comparto industriale tedesco dell\u2019automotive sia comunque destinato ad entrare in crisi, Cina o non Cina, a causa della crisi delle materie prime e della trasformazione energetica dei sistemi di trasporto. Alcuni parlano di fine dell\u2019era del cavallo, la fine cio\u00e8 di un modello industriale che ha puntato quasi tutto su un unico prodotto, quelle delle automobili, che rischia di essere sostituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Che alternative ha la Germania da questo punto di vista?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le alternative si chiamano ovviamente rivoluzione verde e digitalizzazione, due concetti di cui tutti parlano in termini estatici pur faticando a spiegare in che modo saranno in grado di rimpiazzare le perdite dovute al crash del modello industriale attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Sei in Germania da tempo. Registri evoluzioni nel sentiment tedesco, tra cultura \u201cdem\u201d americana e fascinazione russa?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cultura \u201cdem\u201d di provenienza Usa \u00e8 la cultura del potere, dell\u2019establishment politico-culturale e dei media. Traccia il limite invalicabile oltre il quale nessuna espressione politica, artistica o intellettuale pu\u00f2 esistere in Germania, senza essere accusata di razzismo, fascismo o populismo e quindi venire annientata come nemica della democrazia. La fascinazione russa invece \u00e8 la nostalgia e perfino l\u2019invidia che suscita un paese sovrano, forte e libero come la Germania non \u00e8 e non sar\u00e0 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Non ci sono i presupposti per un cambiamento?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crescita di malcontento nella popolazione, soprattutto negli ultimi due anni, farebbe propendere molti per la Russia, ma il controllo solerte dei media e il senso di colpa tedesco richiama tutti all\u2019ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>#TGP #Germania #Ucraina #Inflazione #Francia #Italia #UE #Geopolitica\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>[Fonte: https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dalla-germania-cosi-ucraina-e-inflazione-possono-ancora-far-saltare-lue\/2294284\/]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5205753436142253\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5205753436142253\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Ferra\u00f9) Vista dalla Germania, la crisi ucraina dimostra che Berlino obbedisce a Washington e non ha nessuna autonomia in politica estera. 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