{"id":70536,"date":"2022-02-23T09:00:39","date_gmt":"2022-02-23T08:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70536"},"modified":"2022-02-20T18:34:29","modified_gmt":"2022-02-20T17:34:29","slug":"la-francia-lascia-il-mali-gli-europei-la-seguono-i-russi-e-i-cinesi-avanzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70536","title":{"rendered":"La Francia lascia il Mali, gli europei la seguono, i russi e i cinesi avanzano"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Operation_Barkhane_assessment_of_operations_2019_against_Islamist_terrorists.jpg\" alt=\"Operation_Barkhane_assessment_of_operations_2019_against_Islamist_terrorists\" \/><\/p>\n<p>Otto mesi l\u2019annuncio della progressiva conclusione dell\u2019Operation Barkhane contro l\u2019insorgenza islamista nel Sahel, Parigi ha reso noto che le truppe francesi lasceranno il Mali anche se per la chiusura delle ultime basi ci vorranno tra i 4 e i 6 mesi, come ha detto il 17 febbraio il presidente francese Emmanuel Macron dopo l\u2019annunciato ritiro dei militari francesi, europei e canadesi dal Paese africano. \u201cChiuderemo progressivamente le basi presenti in Mali in 4\/6 mesi e in questo lasso di tempo continueremo ad assicurare le missioni di messa in sicurezza della Minusma\u201d, la missione dell\u2019Onu in Mali, che conta oltre 13.000 Caschi Blu.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-151154 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1200px-%C3%89cusson_de_lOp%C3%A9ration_Barkhane.svg.jpg\" alt=\"1200px-\u00c9cusson_de_l'Op\u00e9ration_Barkhane.svg\" width=\"325\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p>Francia, partner europei e Canada metteranno quindi fine alle operazioni anti-terrorismo condotte in\u00a0Mali\u00a0entro giugno.<\/p>\n<p>La conferma ufficiale \u00e8 arrivata con un comunicato congiunto divulgato prima del summit Ue-Africa, dopo mesi di relazioni sempre pi\u00f9 tese con il paese africano.<\/p>\n<p>\u201cA causa dei molteplici impedimenti delle autorit\u00e0 transitorie maliane, il Canada e gli Stati europei che operano a fianco dell\u2019Operazione Barkhane e all\u2019interno della Task Force Takuba ritengono che non siano pi\u00f9 soddisfatte le condizioni politiche, operative e giuridiche per perseguire efficacemente il loro attuale impegno militare nella lotta al terrorismo in\u00a0Mali\u00a0e hanno quindi deciso di avviare il ritiro coordinato dal territorio maliano delle rispettive risorse militari dedicate a tali operazioni\u201d, si legge nella dichiarazione sottoscritta da 25 stati, tra cui l\u2019Italia.<\/p>\n<p>La Francia schiera attualmente 4.300 soldati nella regione del Sahel (erano 5.100 un anno or sono) per contribuire alla lotta anti-terrorismo. Uno dei principali obiettivi della missione, nota come Operazione Barkhane \u00e8 il Mali, dove stazionano oggi circa 2.400 militari francesi (oltre la met\u00e0 delle forze complessive francesi di Barkhane). La Francia guida inoltre la task force Takuba, alla quale diversi paesi europei e il Canada hanno fornito un contributo di uomini e mezzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-151161 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1024x538_684579.jpg\" alt=\"1024x538_684579\" width=\"810\" height=\"425\" \/><\/p>\n<p>Il presidente Macron ha accusato la giunta militare al potere a Bamako guidata da Assimi Goita di aver rinunciato a dare la priorit\u00e0 alla lotta al terrorismo ed aver fatto un passo indietro rispetto alla sua cooperazione con gli europei.<\/p>\n<p>\u201cIl ruolo della Francia non \u00e8 quello di sostituirsi al ruolo degli stati nella regione\u201d, ha osservato aggiungendo che i contractors russi del Gruppo Wagner \u201c\u00e8 in Mali \u201cessenzialmente per proteggere i loro interessi economici e la giunta stessa\u201d mentre le autorit\u00e0 maliane continuano a negare la presenza della Wagner confermando solo quella dei consiglieri militari russi.<\/p>\n<p>Macron respinge la valutazione che l\u2019intervento francese in Mali sia stato un fallimento. \u201cCosa sarebbe successo nel 2013 se la Francia non avesse scelto di intervenire? Sicuramente ci sarebbe stato un crollo dello Stato maliano\u201d, ha detto\u00a0Macron aggiungendo che i militari francesi \u201channo ottenuto molti successi\u201d durante il loro impegno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-151160 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1641645793058.jpg\" alt=\"1641645793058\" width=\"800\" height=\"966\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Valutazione rilanciata dal ministro degli Esteri francesi, Jean-Yves Le Drian, per il quale \u201cnon si tratta di un fallimento della Francia ma della giunta maliana. Abbiamo l\u2019obiettivo di arginare i movimenti delle milizie islamiste di al-Qaeda e Stato Islamico e bisogna fare in modo che gli africani riescano a gestire la loro sicurezza. Riusciremo a raggiungerli \u2013 ha aggiunto \u2013 il Mali non \u00e8 ancora un Califfato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Verso il rischieramento delle forze<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Alcuni elementi della task force europea Takuba \u201csaranno riposizionati al fianco delle forze armate\u201d del Niger, alla frontiera con il Mali, ha detto Macron spiegando che a questo accadr\u00e0 in seguito alla chiusura delle basi militari in Mali di Gossi, Menaka e Gao mentre le basi di Kidali e Tessalit sono gi\u00e0 state abbandonate dai francesi nel 2021 (vedi mappa sopra).<\/p>\n<p>Un rischieramento che coinvolger\u00e0 anche i 200 militari e i 6 elicotteri CH-47 e A129D della Task Force Takuba di stanza in\u00a0Mali. Del resto l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 presente in Niger con la missione bilaterale di addestramento MISIN e nella regione partecipando alle seguenti missioni:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/OperazioniMilitari\/op_intern_corso\/Mali_Task_Force_Takuba\/Pagine\/default.aspx\">Takuba<\/a>\u00a0(48,9 milioni di euro stanziati nel 2021 e 250 militari)<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/OperazioniMilitari\/op_intern_corso\/Niger_missione_bilaterale_supporto\/Pagine\/default.aspx\">MISIN,<\/a>\u00a0missione bilaterale con il Niger (44,5 milioni e 295 militari);<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/minusma.unmissions.org\/en\">MINUSMA<\/a>\u00a0missione ONU in\u00a0Mali\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/OperazioniMilitari\/op_intern_corso\/MINUSMA\/Pagine\/default.aspx\">0,5 milioni e 7 militari<\/a>));<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/eutmmali.eu\/\">EUTM Mali<\/a>, missione Ue in\u00a0Mali, missione Ue di supporto alla sicurezza\u00a0(1,1 milioni e 14 militari);<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/csdp-missions-operations\/eucap-sahel-mali_en\">EUCAP Sahel Mali,<\/a>\u00a0missione Ue (0,6 milioni e 16 unit\u00e0);<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.eucap-sahel.eu\/\">EUCAP Sahel Niger<\/a>\u00a0missione Ue di supporto alla sicurezza (0,5 milioni e 14 unit\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-151157 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/misin_niger.png\" alt=\"misin_niger\" width=\"396\" height=\"396\" \/><\/p>\n<p>La cessazione delle operazioni annunciata ieri a Parigi riguarda Barkhane e Takuba mentre resta incerto il futuro delle altre operazioni in corso nel Mali, la MINUSMA e la EUTM Mali l\u2019addestramento dei militari locali gestita dall\u2019Unione Europea. I Paesi europei non condividono \u201cne\u2019 la strategia ne\u2019 gli obiettivi nascosti\u201d della giunta militare che attualmente governa il Mali\u201d ha detto Macron.<\/p>\n<p>Dubbi sul proseguimento della presenza militare tedesca in Mali\u00a0sono stati espressi oggi dalla ministra della Difesa tedesca, Christine Lambrecht, dopo l\u2019annuncio del ritiro arrivato dalla Francia.<\/p>\n<p>\u201cSono molto scettica sul fatto che accetteremo un\u2019estensione del mandato per quanto riguarda la missione di formazione dell\u2019Unione europea nel Paese\u201d, ha dichiarato, sottolineando che la partecipazione tedesca alla missione delle Nazioni Unite in\u00a0Mali, MINUSMA, dipender\u00e0 dal fatto che i soldati siano adeguatamente protetti. \u201cFinora, questo \u00e8 stato ottenuto grazie alle forze francesi e se questo viene meno, dovremo cercare urgentemente un\u2019altra soluzione\u201d, ha affermato.<\/p>\n<p>\u201cSe scopriamo che le forze di cui abbiamo bisogno non sono sostituite dalla Francia \u2013 vicino al confine tra Niger e Mali\u00a0per esempio \u2013 e nemmeno da altri stati, allora dovremo discutere se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 del parlamento tedesco di approvare un mandato completamente diverso\u201d, ha aggiunto il ministro. Lambrecht ha anche espresso scetticismo sui cambiamenti politici in Mali. Parlando di un ritardo di anni nella transizione politica, ha poi fatto presente che \u201cquesto non \u00e8 il modo in cui interpretiamo il processo. Gli accordi non sono stati mantenuti\u201d.<\/p>\n<p>Malgrado il ritiro dal Mali la Francia e i partner Ue si impegnano a continuare a combattere il terrorismo, incentrando gli sforzi sul Niger e sul Golfo di Guinea. \u201cEsiste un impegno duraturo degli Europei a fianco dell\u2019Africa\u201d, ha sottolineato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Reazioni e conseguenze<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Preoccupati molti governi dei Paesi del Sahel e dell\u2019Africa Occidentale, che temono un aumento dell\u2019instabilit\u00e0 nella regione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-151158 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/bazoum.jpeg\" alt=\"bazoum\" width=\"426\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Il ritiro delle truppe francesi dal\u00a0Mali e la fine dell\u2019operazione Barkhane lasceranno un vuoto che sar\u00e0 colmato dai terroristi prevede il presidente nigerino Mohamed Bazoum (nella foto sotto), che in una intervista a Le Figaro ha detto di non condividere la fine della missione perch\u00e9 \u201dsvolge un ruolo molto importante per la sicurezza del Mali settentrionale, tanto vicino al Niger\u201d.<\/p>\n<p>Il ritiro delle truppe deciso dalla Francia, quindi, \u201dcreer\u00e0 un vuoto che sar\u00e0 riempito dalle organizzazioni terroristiche gi\u00e0 molto presenti in questa regione. Si tratter\u00e0 di una minaccia che metter\u00e0 a repentaglio l\u2019intera stabilit\u00e0 del Mali\u00a0prima, poi quella del Niger e della subregione per effetto domino\u201d.<\/p>\n<p>Meglio ricordare che proprio Bazoum, all\u2019epoca ministro egli Esteri, nel 2011 aveva ammonito le nazioni NATO che scatenarono la guerra alla Libia di Muammar Gheddafi sottolineando che la caduta di quel regime avrebbe favorito la destabilizzazione e la penetrazione dei terroristi in tutta l\u2019Afruca sahariana e sub sahariana.<\/p>\n<p>Comprensibile che Parigi non voglia parlare di \u201cfallimento\u201d e che le valutazioni politiche tendano a mostrare il \u201cbicchiere mezzo pieno\u201d (Macron \u00e8 in piena campagna elettorale), ma non si pu\u00f2 non evidenziare che il Mali \u00e8 stato dal 2012 il perno dell\u2019iniziativa anti-insurrezionale francese e qui sono caduti 48 dei 53 soldati francesi uccisi in questi anni nel Sahel.<\/p>\n<p>Come ricorda Angelo Ferrari dell\u2019agenzia AGI, l\u2019ex ministro della Difesa (del governo di Nicolas Sarkozy, Herv\u00e9 Morin, ha commentato senza mezzi termini che \u201cabbiamo uno scenario che si avvicina ogni giorno di pi\u00f9 a quello che abbiamo visto in Afghanistan. Siamo arrivati per combattere il terrorismo e ricostruire uno stato (il Mali, ndr.) su un accordo politico e sembriamo sempre pi\u00f9 una forza di occupazione\u201d. Morin aggiunge che la Francia non \u00e8 \u201criuscita nel suo obiettivo bellico\u201d e quindi \u201cnon pu\u00f2 rimanere in Mali contro il parere delle autorit\u00e0 locali\u201d. Stessa sorte \u00e8 capitata all\u2019operazione Takuba.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-151156 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/BARKANE_TF_TAKUBA.png\" alt=\"BARKANE_TF_TAKUBA\" width=\"425\" height=\"425\" \/><\/p>\n<p>Il ridimensionamento della presenza militare francese in Mali va inserito nel pi\u00f9 ampio contesto della decrescente influenza di Parigi nel Sahel soprattutto dopo il \u201cnuovo corso\u201d impostosi nei governi di Mali, Ciad e Burkina Faso, nazioni dove aumentano le iniziative e i sentimenti ostili alla Francia e aumentano invece intese e sinergie con Mosca.<\/p>\n<p>Se in Mali la presenza russa (ufficiale e meno ufficiale) \u00e8 tangibile, il Ciad ha dimezzato da 1.200 a 600 militari le sue forze assegnate allo strumento militare regionale G5 Sahel coordinato dai francesi pur confermando la volont\u00e0 di fra fronte ai jihadisti mentre anche la giunta golpista del Burkina Faso guarda a Mosca (ma anche a Pechino per le forniture militari) per contrastare con maggiore efficacia le milizie islamiche, seguendo gli esempi di Mali e, prima ancora, della Repubblica Centrafricana.<\/p>\n<p>Il ritiro francese favorir\u00e0 inoltre la penetrazione della Turchia, non solo nel nome della rivalit\u00e0 tra Macron e Recep Tayyp Erdogan ma anche in virt\u00f9 della crescente propaganda turca che nel Sahel fa leva sulle accuse di neocolonialismo rivolte a Parigi.<\/p>\n<p>Ankara ha aperto ambasciate in Mali, Burina Faso e Niger tra il 2010 e il 2012 varando programmi di aiuti allo sviluppo rilevanti con la costruzione di ospedali, moschee, impianti idrici ed elettrici, firmando accordi commerciali, minerari ed energetici e instaurando programmi di cooperazione militare. Dal 2016 la Turchia addestra ufficiali dell\u2019esercito del Mali s cui ha fornito anche armi leggere e munizioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-151159 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/YFRX3Y7TBXS76PG36GL6N5ZSJU.jpg\" alt=\"YFRX3Y7TBXS76PG36GL6N5ZSJU\" width=\"818\" height=\"537\" \/><\/p>\n<p>Le crescenti criticit\u00e0 nei rapporti tra diversi paesi africani e la Francia costituiscono un trampolino per la penetrazione di potenza extra europee ma al tempo stesso un\u2019occasione perduta per l\u2019Italia che avrebbe tutte le carte in regola per poter sostituire i francesi come punto di riferimento europeo per alcune nazioni in cerca di partner affidabili in termini di supporto economico e per la sicurezza ma meno \u201cinvasivi\u201d della Francia.<\/p>\n<p>Abbinando un maggiore coraggio politico, una politica di forniture di equipaggiamenti e assistenza militare e la disponibilit\u00e0 a varare missioni di supporto bilaterali autonome da Barkhane, dalla Francia e dalla Ue, l\u2019Italia avrebbe potuto forse cogliere alcune opportunit\u00e0 scaturite dal \u201ccalo di popolarit\u00e0\u201d di Parigi nelle sue ex colonie africane.<\/p>\n<p>L\u2019Italia e l\u2019Europa sembrano invece seguire i francesi su una strada che sembra condurre alla progressiva smobilitazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/02\/la-francia-lascia-il-mali-gli-europei-la-seguono-i-russi-e-i-cinesi-avanzano\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/02\/la-francia-lascia-il-mali-gli-europei-la-seguono-i-russi-e-i-cinesi-avanzano\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; Otto mesi l\u2019annuncio della progressiva conclusione dell\u2019Operation Barkhane contro l\u2019insorgenza islamista nel Sahel, Parigi ha reso noto che le truppe francesi lasceranno il Mali anche se per la chiusura delle ultime basi ci vorranno tra i 4 e i 6 mesi, come ha detto il 17 febbraio il presidente francese Emmanuel Macron dopo l\u2019annunciato ritiro dei militari francesi, europei e canadesi dal Paese africano. \u201cChiuderemo progressivamente le basi presenti&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ilG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70536"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70536"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70537,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70536\/revisions\/70537"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}