{"id":70560,"date":"2022-02-22T09:00:01","date_gmt":"2022-02-22T08:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70560"},"modified":"2022-02-22T03:41:24","modified_gmt":"2022-02-22T02:41:24","slug":"lagroalimentare-italiano-minacciato-dalla-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70560","title":{"rendered":"L\u2019Agroalimentare italiano minacciato dalla globalizzazione."},"content":{"rendered":"<p><strong>di QELSI, QUOTIDIANO SOVRANISTA (Leonardo Giordano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.qelsi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220217_manifestazione_coldiretti.png?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/div>\n<p>Il 22 settembre 1902 il Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Zanardelli era ospite a Montalbano Jonico del Barone Giuseppe Federici d\u2019Abriola durante una delle tappe del suo viaggio in Basilicata. L\u2019ospite riserv\u00f2 al Capo del governo ed al suo seguito una cena alla francese fatta di \u201cPur\u00e8e \u00e0 la Reine\u201d, \u201cPat\u00e9 de foie gras au truffe\u201d, \u201cFilet de sanglier au Madera\u201d; atteggiamento provincialistico, quello del Barone Federici, \u00a0se pensiamo che da quel territorio pi\u00f9 volte all\u2019anno partiva per Napoli un bastimento pieno di derrate alimentari mediterranee consistenti principalmente in formaggi, mozzarelle di bufala, agrumi. liquirizia, olio di oliva, ortaggi vari, frumento, uova e carni caprine, ovine, suine e bovine. La stessa cosa avvenne il giorno dopo, allorch\u00e9 Zanardelli fu ospite del feudatario di Policoro, il Barone Berlingieri. Giuseppe Lupo narra nel suo bel romanzo storico dedicato alla visita di Zanardelli,\u00a0<em>La Carovana Zanardelli<\/em>\u00a0(Marsilio 2008), che il giorno dopo la sosta a Montalbano, lo statista bresciano e quasi tutti i commensali lamentarono di aver avuto nella notte una brutta indisposizione viscerale, tanto da aver addirittura fatto sospettare un attentato.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019entra questo episodio con l\u2019argomento di questo articolo? Potrebbe suonare come una sorta di \u201cavvertimento\u201d, lanciatoci un secolo fa e pi\u00f9 a non lasciare la via italiana per inseguire la chimera di un\u2019alimentazione internazionalizzata, globalizzata e ovviamente omologata. A parte ci\u00f2, conoscendo il retroterra culturale e politico di Zanardelli e della classe politica lucana di quei tempi nonch\u00e9 l\u2019atmosfera e il clima culturale di quegli anni, pienamente rientranti nella\u00a0<em>Belle \u00c9poque<\/em>, se due pi\u00f9 due fa quattro, \u00e8 facile collegare quel provincialismo con l\u2019illusione illuminista di \u201ccosmopolitizzare\u201d anche il cibo. Antonino De Francesco, nel suo saggio\u00a0<em>La palla al piede. Una storia del pregiudizio antimeridionale<\/em>\u00a0(edito da Feltrinelli nel 2013) fa risalire il pregiudizio antimeridionale, che spesso affliggeva la stessa cultura e la stessa politica meridionale, ad una radice illuminista e settecentesca.<\/p>\n<p>La produzione agroalimentare italiana oltre ad essere afflitta dalla crisi energetica e dal rincaro bollette, oltre ad essere penalizzata dalle tensioni internazionali tra Usa, Russia, Ucraina e Cina, rischia di essere letteralmente spazzata via da alcune tendenze, prima latenti ora palesi, a standardizzare e a rendere omologhe le diverse tradizioni ed identit\u00e0 agroalimentari, Nutriscore, in testa a tutte.<\/p>\n<p>Ma vediamo uno per uno questi fattori di crisi. Dice Annamaria Capparelli, inviata de \u201cIl Quotidiano del Sud\u201d: \u2039\u2039Per le operazioni colturali gli agricoltori stanno affrontando rincari fino al 50% per il gasolio, mentre per i fertilizzanti si paga fino al 140 % in pi\u00f9. In questa fase di gelo (siano a gennaio 2022\u00a0<em>n.d.r.<\/em>) aumentano i consumi energetici per le stalle, le serre e dunque a soffrirne sono tutte le produzioni, dal Nord al Sud.\u203a\u203a Ai problemi energetici, e collegata con essi, si \u00e8 sovrapposta la crisi Usa \u2013 Ucraina \u2013 Russia che ha portato la Russia, come ritorsione verso le sanzioni economiche occidentali ed europee, a bloccare l\u2019esportazione dei nitrati ammonici, cio\u00e8 alcuni tra i fertilizzanti pi\u00f9 utilizzati nella stagione primaverile, allorch\u00e9 le piante riavviano la loro vegetazione e si devono preparare a fruttificare.<\/p>\n<p>Per comprendere il paradosso di questa situazione, basti pensare che negli anni \u201950 e nei primi anni \u201960, l\u2019Anic (azienda Eni) produceva fertilizzanti in concorrenza con la Montecatini (legata alle \u201csette sorelle\u201d del petrolio) per sostenere l\u2019agricoltura italiana e utilizzava la sovraproduzione di fertilizzanti e gomma sintetica come merce di scambio con la Russia sovietica e comunista, in tempi di guerra fredda, per ottenerne in cambio petrolio. Anche in questo settore da paese largamente esportatore siamo scaduti a paese notevolmente importatore e dipendente.<\/p>\n<p>Come se non bastasse tutto ci\u00f2, anche la Cina ci ha messo del proprio. Da alcuni mesi sta facendo incetta di grano e soia ed entro il 2022 riuscir\u00e0 ad accaparrarsi il 69% delle riserve mondiali di mais, il 60% del riso ed il 51% di grano (dati USDA). Ci\u00f2 non poteva che generare aumenti incontrollabili di queste materie essenziali e, per qualche paese, anche rischi di carestia. Ivano Facondio, presidente di \u201cFederalimentare\u201d, ha dichiarato: \u2039\u2039Ho come l\u2019impressione che non si abbia un\u2019esatta percezione dello tsunami che ha travolto l\u2019industria alimentare e anche che non si conosca bene l\u2019articolazione del settore. Il nostro \u00e8 un comparto vitale per l\u2019economia, ma \u00e8 fatto in larghissima parte di piccole e a volta piccolissime imprese che per\u00f2 sono molto dinamiche. Ma queste dimensioni aziendali se consentono di stare bene sui mercati non riescono ad ammortizzare queste diseconomie esterne.\u203a\u203a<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga anche il male che l\u2019Europa fa a se stessa con normative che tendono a colpire le tradizionali produzioni agroalimentari dei vari paesi europei (e prima di tutto l\u2019Italia) con l\u2019alibi del \u201csalutismo\u201d, divenuto criterio basilare per promuovere o bocciare cibi, bevande ed alimenti antichi quanto l\u2019uomo. Hanno provato di recente con il vino che volevano inserire nella lista nera dei prodotti cancerogeni e bollare come le sigarette con un \u201cAchtung! Pericolo di morte\u201d da esibire obbligatoriamente sulle etichette del nostro \u201cChianti\u201d, del nostro \u201cPrimitivo di Puglia\u201d, del nostro \u201cProsecco\u201d, del nostro \u201cAglianico\u201d e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta. Per il momento non ci sono riusciti, ma, come dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di \u201cFiliera Italiana\u201d, \u2039\u2039Abbiamo vinto una battaglia non certo la guerra che \u00e8 tutta da combattere. Abbiamo introdotto un po\u2019 di buon senso nel testo sul consumo di alcool, ma la guerra tra opposte visioni prosegue.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Ci vogliono provare con \u201cNutriscore\u201d, un sistema di classificazione dei cibi e dell\u2019agroalimentare effettuata in base a presunti parametri \u201csalutistici\u201d, ipoteticamente suscettibili di prevenire l\u2019obesit\u00e0 ed altre patologie collegate ai disordini alimentari. C\u2019\u00e8 chi vorrebbe opporre a questo sistema, che penalizzerebbe fortemente la produzione agroalimentare italiana, il \u201cNutrinform\u201d. Dice sempre Luigi Scordamaglia: \u2039\u2039Il Nutriscore distingue tra alimenti buoni e alimenti cattivi, penalizzando prodotti come il parmigiano a vantaggio di formaggi di pessima qualit\u00e0 fatti con ingredienti artificiali. Il Nutrinform, che sta sempre pi\u00f9 convincendo i Paesi del Sud Europa, aiuta invece il consumatore a scegliere i singoli alimenti, meglio se di qualit\u00e0 per un apporto complessivo giornaliero equilibrato.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Insomma quella stessa Europa che non \u00e8 riuscita a realizzare l\u2019originario progetto di unificazione politica, che non riesce a concordare una politica estera comune, che non riesce ad attrezzare un vero e proprio esercito europeo, cerca di compensare queste frustrazioni con l\u2019unificazione e l\u2019omologazione alimentare scippando paesi come l\u2019Italia e gli altri paesi euromediterranei della propria sovranit\u00e0 alimentare. Sostiene sempre Luigi Scordamaglia: \u2039\u2039\u00c8 la logica della omologazione. Si vuole applicare un algoritmo costruito a tavolino (l\u2019astratta razionalit\u00e0 di stampo illuminista\u00a0<em>n.d.r.<\/em>) per favorire determinati prodotti e penalizzarne altri dimenticando che ci\u00f2 che ha fatto degli italiani uno dei popoli pi\u00f9 longevi al mondo \u00e8 la dieta basata sull\u2019equilibrio delle componenti alimentari di qualit\u00e0.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Sembrerebbe che il mondo agricolo per\u00f2 non stia questa volta a guardare. Gioved\u00ec 17 febbraio la Coldiretti ha guidato una manifestazione della categoria tra le pi\u00f9 riuscite e affollate degli ultimi decenni. Agricoltori, coltivatori diretti, allevatori, persino ristoratori e trasportatori sono scesi in piazza in 26 tra le citt\u00e0 principali del Nord e del Sud. La manifestazione \u00e8 cos\u00ec riuscita che la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), temendo di perdere aderenti, ha gi\u00e0 preannunciato sue iniziative per le prossime settimane. La Coldiretti ha posto come base di questa vertenza lo sblocco di 7 miliardi fermi, che potrebbe dare ossigeno alle aziende in questa fase critica la cui conseguenza pi\u00f9 immediata sar\u00e0 l\u2019aumento delle importazioni e la chiusura dei battenti di tante aziende agricole. Con le attuali condizioni, un agricoltore su tre \u00e8 costretto a tagliare la propria produzione. Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha affermato all\u2019indomani delle manifestazioni: \u2039\u2039Le risorse per intervenire ci sono: 7 miliardi da spendere che potrebbero dare subito un ristoro al settore. Va dunque data una scossa alla burocrazia . Il grande peso per le imprese \u00e8 rappresentato oggi dalle superbollette energetiche, pi\u00f9 che raddoppiate nelle stalle e nelle serre.\u203a\u203a Di questi 7 miliardi 1.5 miliardi, destinati dal PNRR al fotovoltaico, giacciono inutilizzati quando potrebbero servire a realizzare su stalle e serre pannelli che ridurrebbero da subito i costi energetici delle aziende.<\/p>\n<p>Queste proposte rappresentano solo il tentativo di prender fiato al settore per non farlo morire, ma \u00e8 l\u2019intera struttura ed impostazione della produzione agroalimentare che va sistemata e l\u2019Europa dei burocrati e dei tecnocrati assoggettati a poteri estranei ai veri interessi europei non deve condizionarci. Secondo Scordamaglia dietro certe tendenze ci sarebbero i \u201csoliti noti\u201d come Bill Gates che sta investendo risorse illimitate nella\u00a0<em>fake meat<\/em>\u00a0(falsa carne) e nel\u00a0<em>fake cheese<\/em>\u00a0(falso formaggio). Egli aggiunge molto opportunamente: \u2039\u2039Non si pu\u00f2 dipendere troppo dall\u2019estero per beni di prima necessit\u00e0. Nella malaugurata ipotesi di un\u2019esasperazione della crisi tra Russia e Ucraina si sarebbero bloccati il primo e il terzo fornitore mondiale di grano, facendo esplodere i prezzi gi\u00e0 alti di questa e di altre materie prime agricole. La soluzione \u00e8 una sola: bisogna aumentare la produzione agricola nazionale attraverso contratti di lungo termine che valorizzino adeguatamente il nostro prodotto.\u203a\u203a La filiera agroalimentare vale 550 miliardi di euro, il 25% del Pil italiano, non ce ne rendiamo conto ma essa rappresenta \u2039\u2039il nuovo petrolio\u203a\u203a per riprendere un\u2019altra efficace espressione del presidente di \u201cFiliera Italia\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/lagroalimentare-italiano-minacciato-dalla-globalizzazione\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2022\/lagroalimentare-italiano-minacciato-dalla-globalizzazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI, QUOTIDIANO SOVRANISTA (Leonardo Giordano) Il 22 settembre 1902 il Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Zanardelli era ospite a Montalbano Jonico del Barone Giuseppe Federici d\u2019Abriola durante una delle tappe del suo viaggio in Basilicata. 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