{"id":70579,"date":"2022-02-24T11:00:57","date_gmt":"2022-02-24T10:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70579"},"modified":"2022-02-23T10:37:30","modified_gmt":"2022-02-23T09:37:30","slug":"le-chiacchierate-inutili-tra-mosca-e-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70579","title":{"rendered":"Le chiacchierate &#8220;inutili&#8221; tra Mosca e Parigi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70580\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/230222-Mosca-Parigi0-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/230222-Mosca-Parigi0-300x221.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/230222-Mosca-Parigi0.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente francese Macron, anche in qualit\u00e0 di presidente di turno del Consiglio dell\u2019Unione Europea, dopo un\u2019ennesima telefonata di quasi due ore con l\u2019omologo russo Putin, non ha fatto in tempo ad annunciare la possibilit\u00e0 di un summit tra i massimi vertici di Washington e Mosca, che da quest\u2019ultima arriva il riconoscimento ufficiale delle repubbliche separatiste del Donbass (Donetsk e Luhansk) e l\u2019entrata delle truppe russe nei territori da queste controllati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 il 7 febbraio il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov aveva preannunciato che l&#8217;incontro tra i due, precedente a questa conversazione, per quanto importante, non avrebbe portato a svolte decisive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste dinamiche rivelano molto sulle differenze di stazza e sulle tattiche di gioco delle potenze coinvolte nell&#8217;attuale crisi ucraina. I russi intendono in realt\u00e0 ribadire che si considerano una superpotenza e che, proprio per questo, parlano soltanto con gli Stati Uniti, quando si tratta di decidere veramente qualcosa, e non con i loro satelliti europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se davvero la Russia considerasse conclusivi i rapporti con una \u201cprovincia\u201d del proprio avversario, per quanto importante e pi\u00f9 o meno autonoma nel muoversi, automaticamente ammetterebbe una diminutio del proprio status di grande potenza, vera o presunta che essa sia. L\u2019obiettivo russo \u00e8 invece di essere considerati \u201cfaccia a faccia\u201d dagli Stati Uniti, per poter continuare a immaginarsi e accreditare pari ad essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perlomeno a livello diplomatico, lo scopo di considerarsi interpellati al medesimo livello dagli americani \u00e8 finora stato raggiunto dai russi, un risultato che non metterebbero mai a repentaglio, trattando veramente con potenze minori. Ovviamente il presidente francese questo lo sa (si \u00e8 limitato a dire di sperare in una de-escalation) e non va a parlare con l\u2019omologo russo, presumendo di poterne condizionare la traiettoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vanno innanzitutto fatte due premesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Primo. Non sembra essere un caso che la fase attuale della crisi ucraina (la crisi in s\u00e9 c\u2019\u00e8 dal 2014) avvenga in questo determinato momento europeo. La Germania vive il tramonto dell\u2019era della cancelliera Merkel e l\u2019inizio, perlomeno in apparenza non esaltante, del successore Scholz; si \u00e8 alla fine della presidenza Macron e di fronte al suo tentativo di riconferma; il primo ministro inglese, Jhonson, \u00e8 sempre sull\u2019orlo di una crisi di governo, per scandali legati ai covid-party; infine il premier italiano Draghi \u00e8 debole per sistema istituzionale e per contingenze politiche, evidenziate sia dal rischio di elezioni anticipate, in caso di suo passaggio al Quirinale, sia dalle modalit\u00e0 travagliate della rielezione a presidente della Repubblica di Mattarella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo. Macron si \u00e8 presentato come espressione di una costruzione, quella dell\u2019Unione Europea, che la percezione russa della potenza, pi\u00f9 che non capire, non apprezza (forse addirittura disprezza). \u00c8 un\u2019architettura che non \u00e8 n\u00e9 imperiale n\u00e9 nazionale, dunque costruita per essere oggetto, assolutamente non soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 la Nato l\u2019unica organizzazione che la Russia considera reale. Si pu\u00f2 aggiungere che questo \u00e8 chiaro anche all\u2019oggetto, ovvero all\u2019Unione Europea, e dunque a Macron, che nelle circostanze la rappresenta. Perci\u00f2 trattare con chi non ha peso non significa cercare soluzioni, ma perdere tempo (per la Russia) e cercare di far perdere tempo e dunque guadagnarne per s\u00e9 (da parte della Francia \u2013 UE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riconoscere le due repubbliche separatiste subito dopo i colloqui con la \u201cvoce\u201d dell\u2019UE ha allora anche il significato di umiliare un\u2019organizzazione che Mosca non stima e di ribadire che il gioco del tempo Putin non solo lo conosce, ma non ci sta, a meno che, come sta facendo, non sia lui a gestirne le fasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando alla partita che Macron sta giocando non in quanto presidente del Consiglio dell\u2019UE, ma in quanto francese, questa \u00e8 invece rivolta ad altri attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto vale per la Francia l\u2019inverso di quel che vale per la Russia. Come questa non prende decisioni con quella, perch\u00e9 questo sminuirebbe la percezione simbolica della propria potenza, cos\u00ec la Francia tenta di parlare ad una potenza di taglia pi\u00f9 grossa della sua, perch\u00e9 questo ne aumenta lo status e le permette di presentarsi agli altri soggetti (e oggetti) della partita con un peso maggiorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primis Parigi vuole segnalarsi agli occhi di Washington come punto di riferimento europeo affidabile nella trattiva, anche se appartenente al club degli europei meno anti-russi. Proprio perch\u00e9 sono i veri decisori, gli Stati Uniti non possono permettersi di appaltare una partita, che richiede un\u2019enorme lucidit\u00e0 geopolitica, ai Paesi della cosiddetta Nato dell\u2019Est, la cui paura della postura russa \u00e8 imperante e gli impedisce di immaginare un qualunque realistico compromesso con Mosca. I Paesi dell\u2019Europa centro-orientale servono sicuramente a contenere quest\u2019ultima, quando si tratta di contenimento assertivo, ma sono quasi controproducenti, se si deve trattare con essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando sono in gioco degli accordi, viene mobilitata quella parte della NATO europea che, a causa della distanza maggiore dalla Russia, \u00e8 anche dotata di maggiore serenit\u00e0 nel valutare i pro e i contro di una determinata conciliazione ai suoi confini. Nel mobilitare questa parte dell\u2019alleanza atlantica, gli Usa lo fanno coniugando tale necessit\u00e0 con quella, altrettanto imprescindibile, di continuare a tenere la Germania \u201csotto\u201d, perch\u00e9, tra i Paesi pi\u00f9 comprensivi verso la Russia, \u00e8 per\u00f2 quella troppo importante per lasciarla essere troppo comprensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Usa danno possibilit\u00e0 di manovra a quegli alleati europei, che controbilanciano e impediscono alla Germania una qualsiasi possibilit\u00e0 di trattare da protagonista in una partita che, se portata a casa con successo, le darebbe elementi per aumentare un\u2019eventuale sua sfera di influenza regionale e dunque una maggiore capacit\u00e0 di raccordo con la potenza russa, a scapito dell\u2019egemonia americana in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui diventa fondamentale la discesa in campo della Francia, nazione che ha molta meno necessit\u00e0 della Germania del gas russo, dunque meno \u201cfascinabile\u201d dalle sirene di Putin. Mandarla avanti significa intercalarla allora tra Germania e Russia e fare in modo che tutto ci\u00f2 che in quello spazio le separa, continui a separarle, Ucraina compresa. Nel momento in cui infatti questa percepisce la parte occidentale della NATO sfilarsi da un appoggio militare totale a sua difesa, la Francia vuole per\u00f2 dirgli che in ogni caso \u00e8 lei il suo punto di riferimento europeo. Tradotto, la Francia dice all\u2019Ucraina che non pu\u00f2 fare affidamento sulla Germania, il cui livello di esposizione nei rapporti con Mosca \u00e8 troppo elevato. I francesi in questo modo alimentano i sospetti ucraini di essere sacrificabili agli occhi tedeschi, per porre essi stessi come referenti in s\u00e9 e come vero braccio europeo degli Stati Uniti in questa crisi. Anche qui, traducendo, se Kiev vuole continuare ad avere Washington dalla sua parte, deve appoggiarsi, in Europa, a Parigi, non a Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andando oltre, da una parte la Francia \u00e8 autorizzata a mediare con la Russia, perch\u00e9 neppure a lei conviene che una chiusura totale con essa spinga ancor di pi\u00f9 questa verso la Cina, ma dall\u2019altra parte ugualmente non le conviene che, trattando con gli europei, la medesima si avvicini troppo alla Germania \u2013 se gli Usa temono una partnership russo-tedesca, ci si figuri la Francia, che risiede in loco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti, si pu\u00f2 cos\u00ec parafrasare, preferiscono il velleitarismo di una mediazione franco-russa, pi\u00f9 che una stretta di mano geopolitica russo-tedesca, perch\u00e9 potenzialmente molto pi\u00f9 pericolosa, in quanto sarebbe pi\u00f9 \u201cpesante\u201d. Questo non significa che Biden voglia eliminare la Germania dalla partita, sarebbe impossibile, vista la taglia del Paese in questione, ma usarla per moltiplicare la forza francese, inibendole la possibilit\u00e0 di fare in autonomia. Cosa che Parigi cerca di fare in ogni dossier europeo. L\u2019ufficializzazione della sospensione (gi\u00e0 in atto) del Nord Stream 2 lo certifica. Altrettanto significativo, a riprova del timore americano per la possibile vicinanza tedesca alla Russia, \u00e8 che lo stesso 7 febbraio, giorno dell\u2019 \u201cinvio\u201d di Macron da Putin, Scholz sia stato \u201cconvocato\u201d a Washington da Biden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 il presidente francese sta giocando anche su altri tavoli contemporaneamente. Il primo \u00e8 quello interno. Macron, a circa due mesi dalle elezioni presidenziali francesi, vorrebbe potersi giocare alle urne la carta di un successo diplomatico, vendendo la sua partecipazione alle trattative come qualcosa di fondamentale. Non \u00e8 vero, ma \u00e8 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si sta inoltre posizionando agli occhi di Kiev in competizione con il forte aiuto che questa riceve dalla Turchia, anch\u2019esso in senso anti-russo. Sostenendo l\u2019Ucraina, la Francia vorrebbe porsi, non solo dentro l\u2019Ue, ma anche nella Nato, come sua migliore amica e allinearla a s\u00e9, sfilandola alla Turchia. \u00c8 solo l\u2019ennesimo capitolo di uno scontro Francia-Turchia, che ormai coinvolge pi\u00f9 scenari geopolitici. Purtroppo il suo sostegno, indisponibile all\u2019intervento militare diretto, risulta un aiuto spuntato rispetto a quello turco, i cui droni hanno contributo a rendere pi\u00f9 fragile mesi fa la resistenza dei separatisti del Donbass e quindi a innervosire la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aiutando l\u2019Ucraina, pur se limitatamente, ma comunque facendolo, la Francia parla anche agli altri Paesi est-europei dell\u2019Alleanza Atlantica, sottolineando a tutti che lei, e non la Germania, \u00e8 uno scialle (certo non un armatura) che supporta dalla retrovie il loro sforzo anti-russo. \u00c8 poco, certo, ma allevia la loro sensazione di essere aiutati solo da un impero lontano, per quanto presente, come quello americano. Infine Macron gioca sul lungo periodo, nell\u2019eventualit\u00e0 quasi impossibile di una futura autonomia strategica europea, che gli euro-orientali non vogliono, perch\u00e9 la traducono come allontanamento dal protettore statunitense. La Francia, aiutando l\u2019Ucraina, le ricorda che sarebbe l\u2019unico vero perno militare di un improbabile schieramento europeo slegato da Washington. L\u2019unica potenza Ue a poter garantire l\u2019ombrello atomico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque sia Macron che Putin si parlano per non decidere nulla, e dunque, se cessano di farlo, sostanzialmente non interrompono alcunch\u00e9, ma soprattutto mandano dei messaggi agli altri attori in campo. In un certo senso questi colloqui sono molto pi\u00f9 importanti degli spostamenti di truppe, perch\u00e9 questi sono funzionali alle trattative, pi\u00f9 che in contraddizione con esse (per ora).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Niente avverr\u00e0 o sar\u00e0 sventato tramite i colloqui con potenze minori, ma passer\u00e0 anche tramite queste, pur se non saranno decisivi e finali, perch\u00e9 Stati Uniti e Russia parleranno anche da pari a pari, ma per quanto la Russia lo pretenda, non lo sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/le-chiacchierate-inutili-tra-mosca-e-parigi\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/le-chiacchierate-inutili-tra-mosca-e-parigi<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte) Il presidente francese Macron, anche in qualit\u00e0 di presidente di turno del Consiglio dell\u2019Unione Europea, dopo un\u2019ennesima telefonata di quasi due ore con l\u2019omologo russo Putin, non ha fatto in tempo ad annunciare la possibilit\u00e0 di un summit tra i massimi vertici di Washington e Mosca, che da quest\u2019ultima arriva il riconoscimento ufficiale delle repubbliche separatiste del Donbass (Donetsk e Luhansk) e l\u2019entrata delle truppe russe nei territori da queste&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":62263,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Difesa-online.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-imn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70579"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70579"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70579\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70581,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70579\/revisions\/70581"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62263"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}