{"id":70597,"date":"2022-02-24T08:30:54","date_gmt":"2022-02-24T07:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70597"},"modified":"2022-02-23T20:52:08","modified_gmt":"2022-02-23T19:52:08","slug":"o-lue-ci-sostiene-sul-debito-o-per-noi-ce-solo-la-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70597","title":{"rendered":"O l\u2019Ue ci sostiene sul debito o per noi c\u2019\u00e8 solo la Grecia"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA: IL SUSSIDIARIO (di Lorenzo TORRISI)<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Oggi verr\u00e0 reso noto il dato definitivo sull\u2019inflazione nell\u2019Eurozona a gennaio, dopo che ieri l\u2019Istat ha confermato il +4,8% tendenziale italiano. La fiammata dei prezzi desta una certa preoccupazione sulle prossime mosse della Banca centrale europea, che, come ricorda <strong>Sergio Cesaratto<\/strong>, <em>professore di Politica monetaria europea all\u2019Universit\u00e0 di Siena<\/em>, possono avere contraccolpi negativi per il nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>C\u2019\u00e8 molta attesa per le mosse della Bce e Fran\u00e7ois Villeroy de Galhau, uno dei membri del Consiglio direttivo, ha recentemente detto che l\u2019Eurotower potrebbe porre fine agli acquisti netti di titoli di stato gi\u00e0 nel terzo trimestre dell\u2019anno. Questo sarebbe un problema per l\u2019Italia?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">In assenza di altre misure s\u00ec. In effetti dichiarazioni di questo tipo sono attese dai falchi come <span class=\"s1\">il neopresidente della Bundesbank, Nagel<\/span>, pi\u00f9 che dal governatore della Banca di Francia il cui voto pu\u00f2 essere determinante nel Consiglio direttivo della Bce. \u00c8 vero che un aumento dei tassi di interesse poco pu\u00f2 fare contro un\u2019inflazione che \u00e8 fondamentalmente di origine esterna (mal funzionamento delle catene di approvvigionamento globali, prezzo dell\u2019energia e tensioni geopolitiche), ma quello che preoccupa la Bce sono gli effetti di \u201csecond round\u201d, cio\u00e8 che il rialzo dell\u2019inflazione faccia scattare richieste di aumenti salariali seguite da un rialzo dei prezzi, questa volta di origine endogena. Una volta innestata la spirale prezzi-salari, tutti i soggetti (lavoratori e imprese) interiorizzano aspettative di tassi d\u2019inflazione alti e forse crescenti, e ciascuno gioca d\u2019anticipo cercando di aumentare il proprio prezzo prima degli altri. Sradicare l\u2019inflazione diventerebbe a quel punto molto costoso.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Come si potrebbe a quel punto sradicare l\u2019inflazione?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Aumentando i tassi di interesse accrescendo cos\u00ec la disoccupazione e indebolendo il potere sindacale. In aggiunta l\u2019indebolimento della domanda scoraggia le imprese dall\u2019aumentare i prezzi e, soprattutto, l\u2019aumento del costo dell\u2019indebitamento scoraggia politiche fiscali espansive. \u00c8 un po\u2019 macabro, ma quello che Villeroy e colleghi intendono dire \u00e8: se si scatena la spirale prezzi-salari la recessione necessaria sarebbe ben pi\u00f9 dura di quella generata giocando d\u2019anticipo.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Comunque i lavoratori pagano: non c\u2019\u00e8 un\u2019alternativa?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019alternativa \u00e8 la condivisione sociale dei costi dell\u2019inflazione importata. Ma questo era possibile nelle economie neo-corporative nordiche con la triangolazione fra sindacati forti, datori di lavoro e Governo. Questo modello scandinavo richiede per\u00f2 la dominanza della grande impresa, che in Italia non c\u2019\u00e8. L\u2019ordoliberismo europeo ha inoltre deliberatamente indebolito i sindacati. La parte del lavoro autonomo pi\u00f9 retrograda \u00e8 inoltre protetta in Italia dalle forze politiche del centro-destra, lo si \u00e8 visto col famigerato emendamento che ha riportato a 2mila euro la soglia del contante (o sulla vicenda degli stabilimenti balneari). In Svezia i contanti non si usano pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Il Parlamento non ha ancora ratificato la riforma del Mes. Quanto \u00e8 concreto il rischio che, venuti meno gli acquisti della Bce,<\/b> <span class=\"s1\">l\u2019Italia debba fare ricorso al Mes<\/span><b>?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 alto. Naturalmente qui giocano altri fattori, in primis la delicata situazione geopolitica (ricordiamo che dopo l\u2019Ucraina verr\u00e0 Taiwan). Le tensioni giocano contro la riduzione progressiva della cause globali dell\u2019inflazione. Il cuscinetto europeo nei confronti di una tempesta perfetta sull\u2019Italia \u00e8 il \u201cpacchetto Draghi\u201d del 2012: acquisto illimitato di titoli italiani da parte della Bce <i>pi\u00f9<\/i> Mes, ovvero ristrutturazione del debito pubblico italiano <i>cum<\/i> politiche di restrizione fiscale. Un destino greco insomma. <i>\u00c7a va sans dire<\/i> la ristrutturazione del debito (in parte cancellato e in parte allungato nelle scadenze) ricadrebbe su banche e risparmiatori italiani. Certo se a pagare fossero gli evasori fiscali (quelli ben protetti dalla destra) saremmo felici, ma come si fa a distinguerli nel mucchio?<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Ci sono state e permangono pressioni sul Governo perch\u00e9 faccia un nuovo scostamento di bilancio per varare misure contro il caro energia. Fanno bene Draghi e Franco a fare resistenza sapendo che il supporto della Bce verr\u00e0 sempre meno?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Le istituzioni europee dovrebbe sostenere l\u2019Italia a fronte di tensioni di origine geopolitica. La Bce aumenti pure i tassi, l\u2019importante \u00e8 che non aumentino quelli sui titoli di Stato italiani. Ma questo rimanda la palla a iniziative in campo fiscale come gli eurobond, sempre l\u00ec si finisce. Macron e Draghi hanno avanzato una proposta di agenzia europea del debito, Micossi ha proposto di trasformare il Mes a questo scopo, Amato e Saraceno hanno avanzato una proposta pi\u00f9 elaborata. Insomma, una condivisione europea del rischio costerebbe poco a tutti ed eviterebbe questo stato di perenne crisi incombente. Ovviamente qualcosa si dovrebbe concedere in termini di controllo dei conti pubblici, ma in cambio della costituzione di una capacit\u00e0 fiscale europea che si occupi del sostegno ciclico e strutturale alla crescita.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Tra qualche settimana verr\u00e0 presentato <\/b><span class=\"s1\">il Documento di economia e finanza<\/span><b>. Come si aspetta che sia?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Non sar\u00e0 facile per il Governo conciliare l\u2019aumento dei tassi sul debito e il sostegno fiscale con una crescita indebolita dalle tensioni internazionali.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Nelle scorse settimane le interviste ai quotidiani italiani di Christian Lindner e del capo economista del ministero delle Finanze tedesco Lars Feld sembrano averci fatto capire quale sar\u00e0 la posizione della Germania rispetto al dibattito sulla riforma del Patto di stabilit\u00e0. Possiamo quindi dire addio a modifiche sostanziali e aspettarci solo ritocchi di facciata?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Condivisione del rischio sul debito e capacit\u00e0 fiscale europea, ma anche un maggiore coordinamento fra politica fiscale e monetaria sono un pacchetto ragionevole se si volesse uscire dalla perenne emergenza finanziaria europea. In un dibattito organizzato dalla Cgil gli scorsi giorni i relatori hanno intravisto nel Next Generation Eu un passo possibile in questa direzione. Ma senza richiamare i falchi Lindner, Lars e Nagel, a sentire un responsabile internazionale della Cgil i medesimi sindacati nordici sono a dir poco freddi (a proposito di internazionalismo proletario!). Amici giuristi sollevano anche difficolt\u00e0 a effettuare riforme incisive nel contesto degli attuali Trattati (ma ricordiamo anche le probabili contestazioni della Corte costituzionale tedesca a qualsiasi condivisione fiscale). Ma allora di che parliamo? Quello che \u00e8 mancato nel dibattito della Cgil, sia da parte sindacale che accademica, \u00e8 la consapevolezza di cosa rappresenta veramente l\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Cosa intende dire?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Che non \u00e8 una meta sociale, ma un disegno ordoliberista. Poi si facciano pure proposte in positivo, \u00e8 assolutamente necessario per una battaglia politica che sar\u00e0 molto dura per l\u2019Italia; ma al minimo si abbia una maggiore consapevolezza di chi abbiamo di fronte. Per parafrasare il sommo cantautore: \u201cNon ci sono poteri (europei) buoni\u201d, al massimo compassionevoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-italia-o-lue-ci-sostiene-sul-debito-o-per-noi-ce-solo-la-grecia\/2296757\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-italia-o-lue-ci-sostiene-sul-debito-o-per-noi-ce-solo-la-grecia\/2296757\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA: IL SUSSIDIARIO (di Lorenzo TORRISI) Oggi verr\u00e0 reso noto il dato definitivo sull\u2019inflazione nell\u2019Eurozona a gennaio, dopo che ieri l\u2019Istat ha confermato il +4,8% tendenziale italiano. La fiammata dei prezzi desta una certa preoccupazione sulle prossime mosse della Banca centrale europea, che, come ricorda Sergio Cesaratto, professore di Politica monetaria europea all\u2019Universit\u00e0 di Siena, possono avere contraccolpi negativi per il nostro Paese. 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