{"id":70628,"date":"2022-02-28T08:30:00","date_gmt":"2022-02-28T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70628"},"modified":"2022-02-25T21:10:55","modified_gmt":"2022-02-25T20:10:55","slug":"la-trappola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70628","title":{"rendered":"La trappola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Marco Tarchi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70629\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163-80x80.jpg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/0-21163.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo aveva detto subito dopo l\u2019elezione: gli Stati Uniti d\u2019America avrebbero riaffermato la guida dei loro alleati \u00abcon la potenza e con l\u2019esempio\u00bb. Il programma di Joe Biden era chiaro: chiudere la parentesi trumpiana di relativa concentrazione sullo scenario interno e riannodare le fila di quell\u2019interventismo a vocazione egemonica che \u00e8 il marchio di fabbrica degli States da un secolo a questa parte. \u00c8 bastato un anno, dopo il momentaneo sbandamento sullo scenario afghano \u2013 che ormai faceva da ingombro, con le sue troppe complicazioni, alla direttrice di marcia dell\u2019offensiva programmata \u2013, per capire che l\u2019inquilino della Casa Bianca, malgrado le malferme condizioni di salute su cui molto si \u00e8 speculato, faceva sul serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni occasione per lanciare sfide ai potenziali concorrenti al dominio planetario \u00e8 stata colta. Come c\u2019era da aspettarsi, il bersaglio principale dell\u2019offensiva propagandistica \u00e8 stata la temutissima Cina, accusata secondo uno spartito ormai abituale, di violazione dei diritti umani. Avendo diminuito la sua efficacia il richiamo alle vicende tibetane, non pi\u00f9 in evidenza nelle agende dei media e delle pubbliche opinioni, \u00e8 entrata in scena la persecuzione degli uiguri, a suon di rivelazioni e inchieste finite in prima pagina anche su giornali \u2013 come il quotidiano francese Lib\u00e9ration \u2013 che avevano inaugurato le pubblicazioni all\u2019insegna dell\u2019elogio della Cina maoista e perseverato per decenni a prendere di mira le malefatte di quello che ancora chiamavano imperialismo americano. A latere, il dito \u00e8 stato puntato anche sugli appetiti nutriti dal Dragone in merito all\u2019isola di Taiwan, descritta come sul punto di essere fagocitata a suon di bombardamenti aerei e navali. E ovviamente ognuna di queste campagne \u00e8 stata seguita e spalleggiata dalle comparse del coro occidentalista, pronti a rilanciare sul terreno delle analisi geopolitiche, economiche e persino ambientali il Leitmotiv del pericolo giallo e delle terribili insidie celate nel progetto della Via della seta. La spoliazione delle risorse di materie prime africane e latinoamericane ad opera degli emissari di Xi Jinping si \u00e8 cos\u00ec aggiunta alla lunga lista delle malefatte del grande paese d\u2019Oriente, gi\u00e0 responsabile di una troppo folgorante ascesa commerciale e produttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Malgrado gli sforzi profusi su questo versante da politici, \u201cesperti\u201d e giornalisti, l\u2019allarme sulla minaccia cinese al \u201cmondo libero\u201d non ha per\u00f2 avuto gli effetti sperati al di fuori dei confini degli Usa. Troppo lontano, il colosso asiatico, per turbare i sonni del cittadino medio europeo. E troppo flemmatiche ed elastiche, come da lunga tradizione del paese, le repliche degli accusati per offrire pretesti ad ulteriori intemerate di Washington. Meglio, allora, andare alla ricerca di un caso pi\u00f9 adatto ad infiammare gli spiriti degli alleati-sudditi d\u2019Oltreoceano. La Russia faceva perfettamente alla bisogna: un leader descritto da sempre come un autocrate cinico, astuto e spietato, sospettato di avvelenare i dissidenti; un paese in crisi economica ma capace di sviluppare un apparato militare sempre pi\u00f9 sofisticato e di riassumere un ruolo di potenza anche grazie ad una incisiva proiezione sullo scenario mediterraneo e mediorientale (caso siriano in primo luogo); una diplomazia attiva su pi\u00f9 fronti e impegnata a tessere legami pi\u00f9 stretti con Pechino. Ed \u00e8 stato quasi automatica riportarla in primo piano nello schema di rinnovata guerra fredda che gli strateghi nordamericani hanno elaborato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Nato, come sempre e soprattutto come avviene dal 1989 in poi, \u00e8 stata lo strumento privilegiato della manovra, con il suo costante allargamento ad Est. L\u2019Ucraina il pretesto ideale. Non occorreva una mente fine per prevedere che la minaccia del dispiegamento dell\u2019apparato militare occidentale sui confini russi \u2013 inevitabile conseguenza dell\u2019inclusione di Kiev nell\u2019alleanza atlantica \u2013 avrebbe suscitato l\u2019immediata reazione di Mosca. E che questa sarebbe stata sfruttata, stanti i precedenti di Crimea e Donbass, per gridare alla \u201caggressione\u201d preordinata dal Cremlino e istigare i sentimenti e pregiudizi antirussi diffusi sul continente europeo, specialmente sul lato orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 noto anche a chi non ha mai messo piede in un casin\u00f2, alla roulette non conviene puntare contemporaneamente sul rosso e sul nero: la perdita \u00e8 sicura. Nel gioco bellico statunitense, non \u00e8 stato cos\u00ec. Orchestrare un\u2019isterica campagna propagandistica sul rischio imminente (addirittura fissato in un giorno preciso: il \u201cfatidico\u201d 16 febbraio) di un\u2019invasione del territorio ucraino, con il contorno di apocalittici bombardamenti, stragi di civili ed esodi di massa, avrebbe portato comunque frutti cospicui. Dando per certo (l\u2019ha detto la Cia\u2026) il conflitto, se l\u2019attacco ci fosse stato, gli Usa sarebbero passati da vigili guardiani dell\u2019ordine planetario e baluardo della democrazia contro l\u2019espansionismo dell\u2019orso\/orco moscovita. Se non ci fosse stato, si sarebbero potuti intestare il merito di averlo preventivamente stoppato, intimidendo il nuovo Zar e suggerendogli il ritiro delle truppe dai confini ucraini grazie allo spauracchio delle \u201cdure\u201d sanzioni. In entrambe le ipotesi, avrebbero ulteriormente rafforzato il proprio ruolo e la propria immagine a livello planetario, dimostrandosi in grado di mettere in riga per l\u2019ennesima volta i governi europei, costringendoli a seguire ciecamente le loro direttive. E puntando a negoziare con la Russia un congelamento delle ipotesi di adesioni di Kiev alla Nato in cambio di un rallentamento o raffreddamento degli accordi con la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La trappola, insomma, \u00e8 stata ben congegnata. E, come sempre, ha messo in chiaro l\u2019incapacit\u00e0 \u2013 e soprattutto la mancanza di volont\u00e0 \u2013 dell\u2019Unione europea di svincolare le proprie sorti ed i propri interessi dai desiderata del Grande Fratello d\u2019oltreoceano. La pantomima delle \u201cmediazioni\u201d di Francia o Germania non nasconde questa triste realt\u00e0. Alla quale \u00e8 indispensabile oppure, in un\u2019epoca in cui altro non sembra possibile fare, quantomeno un\u2019inflessibile resistenza interiore, continuando ad esprimere in ogni sede il rifiuto della strategia, della mentalit\u00e0 e della cultura occidentalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/la-trappola\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/la-trappola<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Marco Tarchi) Lo aveva detto subito dopo l\u2019elezione: gli Stati Uniti d\u2019America avrebbero riaffermato la guida dei loro alleati \u00abcon la potenza e con l\u2019esempio\u00bb. Il programma di Joe Biden era chiaro: chiudere la parentesi trumpiana di relativa concentrazione sullo scenario interno e riannodare le fila di quell\u2019interventismo a vocazione egemonica che \u00e8 il marchio di fabbrica degli States da un secolo a questa parte. \u00c8 bastato un anno, dopo il momentaneo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":50495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/arianna-editrice1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ina","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70628"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70628"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70628\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70630,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70628\/revisions\/70630"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}