{"id":70668,"date":"2022-03-01T09:30:48","date_gmt":"2022-03-01T08:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70668"},"modified":"2022-02-28T18:12:16","modified_gmt":"2022-02-28T17:12:16","slug":"70668","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70668","title":{"rendered":"Le bollette si impennano? Mandate il conto alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MARX XXI (Giulio Chinappi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70669\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/bollette-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/bollette-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/bollette.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">da https:\/\/giuliochinappi.wordpress.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea contro la Russia rischiano di provocare una grave crisi economica ed energetica nel nostro continente. Ma i governi europei preferiscono servire gli interessi del proprio padrone nordamericano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Paesi europei sono solo province remote dell\u2019impero statunitense. Questo \u00e8 noto da tempo, ma in questi giorni sta diventando particolarmente chiaro anche a chi generalmente fa finta di ignorare il rapporto di forze impari che esiste tra i Paesi membri della NATO. Un Paese libero e sovrano, infatti, non danneggerebbe mai il proprio interesse nazionale per compiacere una potenza straniera, seppur alleata. Questo \u00e8 invece il comportamento che assumerebbe una colonia, una provincia periferica dell\u2019impero, appunto, sfruttata fino al midollo per l\u2019interesse del potere egemonico centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in quest\u2019ottica che va letto l\u2019annuncio fatto ieri Josep Borrell, alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell\u2019Unione Europea, quando ha affermato che i Paesi membri hanno deciso di approvare all\u2019unanimit\u00e0 le sanzioni contro la Russia: \u201cAbbiamo risposto rapidamente in 24 ore, dimostrando la nostra risolutezza. Abbiamo raggiunto all\u2019unanimit\u00e0 la decisione di adottare il pacchetto di sanzioni per infliggere danni, ingenti danni alla Russia\u201c, ha dichiarato il funzionario spagnolo. Borrell dimentica per\u00f2 di dire che questa mossa rischia di infliggere danni ancora pi\u00f9 ingenti agli stessi Paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono anni, infatti, che l\u2019UE continua ad imporre sanzioni contro la Russia che ricalcano quelle di Washington, al fine di compiacere il proprio padrone nordamericano. La differenza \u00e8 che gli Stati Uniti non hanno grandi rapporti economico-commerciali con la Russia, e dunque non risentono delle conseguenze di queste sanzioni. Al contrario, l\u2019UE dipende in gran parte proprio da Mosca per quanto riguarda le forniture di energia, ed intrattiene con la Russia scambi importanti anche in altri settori. Le sanzioni imposte dall\u2019UE contro la Russia sono dunque le prime sanzioni della storia che arrecano nocumento a colui che sanziona, ancor pi\u00f9 che a colui che viene sanzionato \u2013 e questo accade oramai da anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Paesi europei continuano a considerare gli Stati Uniti come un proprio alleato, ma non si rendono conto che in realt\u00e0 per Washington l\u2019Europa \u00e8 solo una colonia da sfruttare a proprio vantaggio, se non addirittura un competitor da indebolire e sconfiggere. Con queste sanzioni, Washington vuole danneggiare tanto Mosca quanto le principali potenze europee, al fine di perseguire il proprio progetto egemonico di dominio mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le tensioni in Ucraina, le sanzioni contro la Russia ed il fatto che gli Stati Uniti continuino ad opporsi risolutamente al gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania hanno causato l\u2019impennata del prezzo del gas naturale, a discapito delle tasche della classe lavoratrice europea. Nella sola giornata di ieri, infatti, il prezzo del gas \u00e8 aumentato del 10%. Secondo Marija Zacharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, l\u2019obiettivo degli Stati Uniti \u00e8 quello di conquistare il mercato energetico europeo. Limitando le importazioni di gas russo, l\u2019Europa sar\u00e0 costretta a rivolgersi ad altri fornitori, e gli Stati Uniti saranno pronti ad intervenire, e naturalmente a trarne profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIl Nord Stream 2 \u00e8 un progetto che hanno cercato di rallentare in ogni modo possibile, prima per non farlo progettare affatto, poi per fermarne la costruzione, poi per capire perch\u00e9 non pu\u00f2 essere messo in funzione, e ora inventando un altro tipo di \u201cminaccia\u201d russa per introdurre ancora pi\u00f9 sanzioni con questo pretesto e ottenere ancora pi\u00f9 argomenti per spaventare gli europei con la prospettiva di non ricevere risorse energetiche da noi\u201c, ha spiegato Zacharova. La portavoce ha ricordato che la Russia ha fornito gas all\u2019Europa per decenni ed ha sempre dimostrato di essere un fornitore affidabile di gas e altre risorse energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche il vice primo ministro Aleksandr Novak ha trattato l\u2019argomento, ricordando che la semplice apertura del Nord Stream 2 consentirebbe di stabilizzare immediatamente il mercato energetico europeo e di abbassare rapidamente il prezzo del gas. Inoltre, questo aiuterebbe l\u2019UE nel proprio progetto di eliminazione del carbone come fonte di energia, riducendo del 14% le emissioni annue di CO2, una cifra pari alle emissioni di circa 30 milioni di auto private: \u201cCome abbiamo potuto vedere lo scorso anno, decisioni affrettate e premature in un settore, che \u00e8 fondamentale per l\u2019economia globale, portano a conseguenze negative per l\u2019intero mercato globale, per l\u2019industria, la scienza, i trasporti e, soprattutto, danneggiano il benessere delle persone\u201d, ha detto Novak.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo che il progetto Nord Stream 2 prevedeva la costruzione di due gasdotti con una capacit\u00e0 totale di 55 miliardi di metri cubi all\u2019anno, seguendo un percorso che va dalla costa della Russia attraverso il Mar Baltico fino alla Germania. La sua costruzione \u00e8 stata completata il 10 settembre 2021, ed il successivo 29 dicembre il CEO di Gazprom, Aleksej Miller, ha annunciato che il gasdotto era completamente pronto per il lancio. Tuttavia, a causa delle pressioni degli Stati Uniti, la Germania non ha dato ancora il via libera all\u2019inizio delle operazioni, causando ingenti perdite al settore energetico europeo, che in questi due mesi avrebbe potuto ricevere circa 4.5 miliardi di metri cubi supplementari con l\u2019utilizzo del Nord Stream 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Coloro che pensano che il settore energetico sia l\u2019unico ad essere intaccato si sbagliano di grosso. Ricordiamo, infatti, che prima della corsa alle sanzioni antirusse, le esportazioni europee verso la Russia avevano raggiunto quasi i 160 miliardi di dollari annui nel 2012 e nel 2013. Anche di recente, il valore delle esportazioni dell\u2019UE ha comunque superato i 100 miliardi di dollari nel 2019, e questi numeri riguardano i settori economici pi\u00f9 diversi. La Russia \u00e8 ancora oggi, nonostante le sanzioni, uno dei cinque partner commerciali pi\u00f9 importanti dell\u2019UE, sia per le esportazioni che per le importazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel complesso, la Russia rappresenta la prima riserva mondiale di gas naturale e l\u2019ottava riserva mondiale di petrolio, ma \u00e8 anche un importante produttore di cobalto, cromo, rame, oro, piombo, manganese, nichel, platino, tungsteno, vanadio e zinco. Inoltre, le sanzioni alla Russia potrebbero colpire duramente il settore siderurgico, viste le ingenti importazioni di alluminio russo da parte dei Paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La conseguenza di tutto ci\u00f2 sar\u00e0 un\u2019impennata dei prezzi delle risorse naturali e delle materie prime, che andr\u00e0 a ripercuotersi sulle tasche della classe lavoratrice europea, a vantaggio invece dell\u2019\u00e9lite finanziaria che fa capo a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/le-bollette-si-impennano-mandate-il-conto-alla-casa-bianca\/\">https:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/le-bollette-si-impennano-mandate-il-conto-alla-casa-bianca\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Giulio Chinappi) da https:\/\/giuliochinappi.wordpress.com Le sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea contro la Russia rischiano di provocare una grave crisi economica ed energetica nel nostro continente. 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