{"id":70714,"date":"2022-03-03T09:00:14","date_gmt":"2022-03-03T08:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70714"},"modified":"2022-03-02T21:16:16","modified_gmt":"2022-03-02T20:16:16","slug":"cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70714","title":{"rendered":"Cancellare il debito: il tempo \u00e8 adesso"},"content":{"rendered":"<p><strong>da Economia&amp;Politica (Luigi Pandolfi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Con la pandemia \u00e8 tornata l\u2019inflazione. E con essa il dibattito sugli strumenti da adottare per tenerla a bada. Sar\u00e0 inflazione transitoria o strutturale? Su un punto tutti, economisti e governi, sembrano concordare: la tendenza rialzista dei prezzi \u00e8 figlia della ripresa (squilibrio tra domanda e offerta dei materiali di base della produzione). Poi, da ultimi, ma non meno importanti, si sono aggiunte le tensioni geopolitiche che vedono protagonista la Russia e la speculazione finanziaria sui beni energetici e sulle \u201cquote\u201d\u00a0di CO2<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Un\u2019inflazione da costi. Ma se stanno cos\u00ec le cose, che ruolo possono giocare le banche centrali e nello specifico la Bce? Al netto di alcuni significativi cambiamenti che si sono registrati nella <em>policy<\/em> di Francoforte a partire dal luglio scorso, sull\u2019Eurosistema rimane forte l\u2019impronta del monetarismo. Per questo, l\u2019ala pi\u00f9 conservatrice del suo vertice istituzionale ha gi\u00e0 iniziato a chiedere una revisione dell\u2019attuale politica monetaria. Alzare i tassi e chiudere il rubinetto dei programmi di acquisto di titoli sul mercato secondario<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La tesi \u00e8 nota: nel lungo periodo l\u2019aumento della base monetaria produce solo una variazione dei prezzi senza effetti rilevanti sull\u2019economia reale. Ne consegue che una riduzione della stessa \u00e8 la strada maestra per raffreddare l\u2019inflazione. Tesi non certo suffragata dall\u2019evidenza degli ultimi anni, quando, a fronte di un\u2019inondazione di liquidit\u00e0 che ha interessato il sistema, tutta l\u2019eurozona ha dovuto fare i conti con un prolungato alternarsi di deflazione e stagnazione. E adesso? Come pu\u00f2 adesso la politica monetaria risolvere i problemi lasciati in eredit\u00e0 dai <em>lockdown<\/em> e quelli derivanti dalle strozzature nelle catene globali di approvvigionamento di materie prime? Una risposta a questa domanda l\u2019ha data proprio la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde: \u201cLa politica monetaria non pu\u00f2 riempire i gasdotti, velocizzare le file dei container nei porti o formare nuovi autisti per guidare gli autotreni\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Si potrebbe aggiungere che n\u00e9 i tassi d\u2019interesse n\u00e9 la propensione al credito stimolano gli investimenti privati, bens\u00ec la domanda attesa, come ha insegnato la storia degli ultimi anni. E che una politica monetaria espansiva da sola \u00e8 inefficace a stimolare la crescita e far crescere l\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Di certo, una brusca virata nella politica monetaria di Eurotower avrebbe ripercussioni pesanti sui rendimenti dei titoli dei Paesi ad alto debito come l\u2019Italia (2.678,4 miliardi al 31 dicembre 2021, 150% del pil, anche per effetto dell\u2019inflazione). Nei giorni scorsi, sono bastate alcune dichiarazioni di Francois Villeroy de Galhau, membro francese del Consiglio direttivo della Bce, su un possibile <em>tapering<\/em> degli stimoli monetari a far schizzare al 2% il rendimento dei nostri Btp decennali (spread a 172 punti base). E\u2019 facile ipotizzare, quindi, che una stretta sui tassi e sugli acquisti metterebbe l\u2019Italia nel mirino della speculazione e, di conseguenza, dei falchi di Bruxelles. Tornerebbero immediatamente la questione della sostenibilit\u00e0 del debito e il tema del consolidamento fiscale per rientrare nei parametri europei e \u201dtranquillizzare i mercati\u201d. Molto probabilmente farebbe di nuovo capolino lo spettro del Mes. Lo scenario descritto l\u2019anno scorso da Riccardo Realfonzo su questa rivista<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>. E se fosse proprio questo l\u2019obiettivo dei falchi di Francoforte (e di Bruxelles)? Utilizzare lo spettro dell\u2019inflazione per ripristinare le regole di bilancio sospese a causa della crisi pandemica?Non \u00e8 da escludere.<\/p>\n<p>Dicevamo che la pandemia ha portato in dote anche cambiamenti significativi nella politica di Bruxelles e della stessa Bce. Si pensi da un lato alla reinterpretazione del <em>target<\/em> di inflazione fissato nello statuto di quest\u2019ultima<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> ed all\u2019emissione di <em>bond <\/em>comuni per finanziare i programmi di ripresa. Novit\u00e0 importanti, mentre \u00e8 in atto la discussione preliminare sulla riforma del Patto di stabilit\u00e0. Non ci sono posizioni concordi, come si pu\u00f2 evincere dalla divaricazione tra le tesi franco-italiane e quelle tedesche e dei loro storici alleati. Ma se le posizioni conservatrici di quest\u2019ultimi costituiscono un insostenibile anacronismo, le proposte di riforma dei cugini transalpini non brillano certo per coraggio. Nella lettera di Draghi e Macron pubblicata sul Financial Time<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> si fa riferimento, giustamente, alla necessit\u00e0 di riformare le regole di bilancio Ue perch\u00e9 \u201ctroppo opache ed eccessivamente complesse\u201d. Questo perch\u00e9 le sfide che l\u2019Europa ha dinanzi a s\u00e9 richiedono una rinnovata \u201ccapacit\u00e0 di utilizzare la politica di bilancio per proteggere i cittadini e trasformare le economie\u201d. C\u2019\u00e8 bisogno di \u201cuna strategia di crescita dell\u2019UE per il prossimo decennio\u201d, da attuare \u201cattraverso investimenti comuni, regole pi\u00f9 adatte e un miglior coordinamento, non solo durante le crisi\u201d. Perfetto. Ma in cosa si concretizzerebbero queste riforme? Nella Lettera c\u2019\u00e8 un fugace accenno all\u2019ipotesi di scorporare gli investimenti pubblici dal calcolo del deficit. Seguito, tuttavia, dal solito richiamo alla necessit\u00e0 \u201cridurre i livelli di indebitamento\u201d, sebbene \u201cnon attraverso tasse pi\u00f9 alte o tagli alla spesa sociale\u201d. La soluzione, evidentemente, sarebbe quella contenuta nel <em>paper<\/em> pubblicato dai consulenti dei due governi Francesco Giavazzi e Charles-Henri Weymuller, insieme a Veronica Guerrieri e Guido Lorenzoni, rispettivamente della Chicago University e della Northwestern University dell\u2019Illinois<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>: eliminare il tetto del deficit al 3% e applicare una soglia alla spesa pubblica primaria, senza escludere il conferimento di una parte del debito ad una <em>European Debt Management Agency. <\/em>Non certo una rivoluzione. Anzi. Tutto il risanamento verrebbe ad essere scaricato sul saldo primario del bilancio statale (la differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi passivi), con implicazioni nefaste sulle erogazioni dello stato sociale e sulla stessa performance dell\u2019economia (una spesa pubblica inferiore di decine di miliardi alla raccolta fiscale avrebbe inevitabilmente effetti recessivi). Meno spesa pubblica e\/o pi\u00f9 tasse, insomma, e un debito tutt\u2019altro che sostenibile nel medio periodo (rischio di esplosione del rapporto debito\/pil). Proprio quello che Draghi e Macron hanno stigmatizzato con enfasi nella loro lettera.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u00e8 una cancellazione o una sterilizzazione di una parte del debito. Attualmente, grazie ai programmi di acquisto di titoli sul mercato secondario (dalle banche), pi\u00f9 del 25% del debito europeo \u00e8 in mano all\u2019Eurosistema. In pratica \u00e8 come se per una parte gli Stati fossero indebitati con se stessi. La situazione italiana: dal 2009 ad oggi (2021) la percentuale di titoli detenuti da Bce\/Bankitalia \u00e8 passata dal 4,1% al 42,5% (circa 500 miliardi)<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14002\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/debito_bce.png\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"593\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 vero debito? Di certo si tratta di una massa debitoria contabilizzata ai fini della regola europea sul debito (il 40% del pil europeo), che, per alcuni Paesi, contribuisce all\u2019inflizione di uno stigma possibile insolvenza. Ma anche di una ingente risorsa finanziaria bloccata nel circuito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). Cancellare questa quota di debito sarebbe il modo migliore per chiudere un ciclo, quello apertosi con la crisi del 2007\/2008, ed aprirne un altro all\u2019insegna del sostegno alla crescita e dell\u2019equit\u00e0 sociale. Obiezione dell\u2019uomo della strada: sarebbe come se una famiglia decidesse a piacimento come e quando liberarsi dai debiti contratti per comprare la casa o l\u2019automobile o per far studiare i figli! Ma lo Stato e le banche centrali non sono come una famiglia. Dove li prende i soldi Bankitalia per acquistare, nell\u2019ambito del <em>quantitative easing <\/em>e del \u00abprogramma di acquisto per l\u2019emergenza pandemica\u00bb, i titoli del Tesoro che prima erano stati acquistati dalla banche commerciali? Dalla Bce, dir\u00e0 l\u2019uomo della strada. Vero. Ma la Bce, a sua volta, da dove li prende questi soldi? No, non li stampa in qualche tipografia di Francoforte. Non c\u2019\u00e8 bisogno nemmeno della carta. Scrive direttamente la cifra, crea il denaro dal nulla. Con denaro creato <em>ex nihilo<\/em> vengono liquidate le banche che hanno acquistato i titoli in asta o sul mercato obbligazionario e questi titoli finiscono nel bilancio delle banche centrali. A questo punto lo Stato non paga pi\u00f9 gli interessi alla banca commerciale ma alla \u201csua\u201d banca centrale, che poi li gira di nuovo allo Stato sotto forma di diritto di signoraggio. Per quanto riguarda l\u2019Italia, nel 2020 gli acquisti sono stati per 175 miliardi (a fronte di un deficit di 159 miliardi), con un recupero di interessi di oltre 10 miliardi<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Una partita di giro. Ma cosa succederebbe se la banca centrale trasformasse questi titoli in \u201ctitoli perpetui\u201d, senza scadenza? Di fatto sarebbe una cancellazione del debito. Ma Bankitalia e la Bce non rischierebbero certamente di fallire<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La situazione eccezionale richiede interventi eccezionali. La crisi pandemica non \u00e8 un evento passeggero \u2013 siamo entrati nell\u2019era delle pandemie? \u2013 e i suoi effetti di medio e lungo periodo sono del tutto imprevedibili. Non servir\u00e0 a molto la letteratura sulle crisi di cui disponiamo per tentare di prevederne il decorso e l\u2019impatto sull\u2019economia e la societ\u00e0 nei prossimi anni. Di certo, le sfide che abbiamo davanti rendono del tutto obsolete ed inutili alcune convinzioni. C\u2019\u00e8 un\u2019economia da ricostruire e da trasformare e una societ\u00e0 da curare, nel senso stretto di prendersene cura. L\u2019Europa ha fatto qualche passo in avanti, ma sia l\u2019entit\u00e0 delle risorse a disposizione che la loro natura (per una parte a debito e condizionate dagli stessi vincoli europei) non corrispondono pienamente ai bisogni di questo tempo (il resto lo fanno i programmi neoliberisti come quello italiano<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>). Come hanno fatto osservare gli estensori di un recente appello per la cancellazione del debito, sottoscritto anche in Italia da 21 economisti, \u201cla Bce potrebbe offrire agli Stati europei i mezzi per la loro ricostruzione in chiave ecologicamente sostenibile, ma anche riparare la frattura sociale, economica e culturale dopo la terribile crisi sanitaria che stiamo attraversando\u201d. Un patto, quindi, tra governi \u00e8 Bce: \u201cQuest\u2019ultima si impegner\u00e0 a cancellare il debito pubblico che detiene (o a trasformarlo in debito perpetuo senza interessi), mentre gli Stati si impegneranno a investire lo stesso importo nella ricostruzione ecologica e sociale\u201d. Risorse ben pi\u00f9 cospicue di quelle del Next Generation Ue. D\u2019altro canto \u00e8 paradossale che in una fase come questa far \u201cgirare il debito\u201d sia pi\u00f9 importante della vita di milioni di persone. Invero il senso di tutto questo si comprende: usare il debito per imporre politiche economiche e riforme \u201cdi contesto\u201d neoliberiste. Ma a pensarci bene \u00e8 solo miopia. Vengono alla mente le parole di John Maynard Keynes: \u201cI devoti del capitalismo sono spesso ec\u00adcessivamente conservatori e respingono riforme nella sua tec\u00adnica, che in realt\u00e0 potrebbero rafforzarlo e preservarlo\u201d<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>. Infatti, uscire dal capitalismo non \u00e8 in agenda, ma realizzare una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva e pi\u00f9 giusta \u00e8 ci\u00f2 a cui realisticamente si pu\u00f2 e si dovrebbe tendere. Anche per rimuovere quella che Giorgio Lunghini definiva \u201cla contraddizione tra disoccupazione e distribuzione arbitraria e iniqua delle risorse e del reddito da un lato e bisogni sociali insoddisfatti dall\u2019altro\u201d<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>. Laddove tra i bisogni sociali c\u2019\u00e8 anche quello di un\u2019economia che funzioni nel perseguimento di finalit\u00e0 generali. Il tempo \u00e8 adesso.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Il cosiddetto \u201cmercato della CO2\u201d, nell\u2019ambito del Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione (EU ETS), adottato dall\u2019Unione europea in attuazione del Protocollo di Kyoto.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Asset Purchase Programme\u00a0(APP) e Pandemic Emergency Purchasing Programme (PEPP).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Discorso al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, 14 febbraio 2022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Riccardo Realfonzo, <em>Finanziamento delle politiche e scenari del debito dopo il covid-19<\/em>, Economia e Politica, 15 aprile 2020.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Il passaggio dall\u2019obiettivo di un tasso \u201cal di sotto, ma vicino, al 2%\u201d a quello del 2% \u201csimmetrico\u201d, che considera ugualmente indesiderate sia le deviazioni negative che positive rispetto a questa soglia.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> The EU\u2019s fiscal rules must be reformed if we are to secure the recovery \u2013 intervento di Draghi e Macron pubblicato sul Financial Times del 21 gennaio 2021 ( https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/ue-intervento-di-draghi-e-macron-sul-financial-times\/18890).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Francesco Giavazzi, Veronica Guerrieri, Guido Lorenzoni, Charles-Henri Weymuller, <em>Revising the European Fiscal Framework<\/em> December 23, 2021( https:\/\/www.governo.it\/sites\/governo.it\/files\/documenti\/documenti\/Notizie-allegati\/Reform_SGP.pdf).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Fonte: Osservatorio sui Conti pubblici italiani (https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/ocpi-pubblicazioni-un-aggiornamento-sul-debito-pubblico-acquistato-dalla-bce).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> Fonte: Osservatorio sui Conti pubblici italiani.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Luigi Pandolfi, <em>Ora si dice pure che il debito si pu\u00f2 cancellare<\/em>, Il Manifesto, 18.11.2020.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Luigi Pandolfi, <em>Piano di ripresa e resilienza: una nuova fregatura<\/em>, Volere la luna, 28.04.2021.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> John Maynard Keynes, <em>La fine del laissez-faire<\/em>, in <em>La fine del laissez-faire ed altri scritti economico-politici<\/em>, Bollati Boringhieri, 1991, pag.43.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> Giorgio Lunghini,<em> I nuovi compiti dello Stato<\/em>, in <em>Sul capitalismo contemporaneo<\/em>, Bollati boringhieri, 2001, pag.79.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/cancellare-il-debito-il-tempo-e-adesso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Economia&amp;Politica (Luigi Pandolfi) &nbsp; Con la pandemia \u00e8 tornata l\u2019inflazione. 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