{"id":70726,"date":"2022-03-04T10:00:48","date_gmt":"2022-03-04T09:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70726"},"modified":"2022-03-03T17:55:58","modified_gmt":"2022-03-03T16:55:58","slug":"cambiamento-climatico-cattive-notizie-su-impatti-adattamento-e-vulnerabilita-nel-nuovo-rapporto-dellipcc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70726","title":{"rendered":"Cambiamento climatico: cattive notizie su impatti, adattamento e vulnerabilit\u00e0 nel nuovo rapporto dell\u2019IPCC"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SCIENZA IN RETE (Margherita Ghiara)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70727\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc-300x189.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc-1024x645.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc-768x484.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc-1536x968.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/cover-ipcc.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Working Group II e Sesto Assessment Report<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019IPCC ha presentato ieri in conferenza stampa il lavoro della 12\u00b0 sessione del contributo del Working Group II al Sesto Assessment Report (AR6). Si tratta del secondo passo nella stesura dell\u2019Assessment Report, nonch\u00e9 la continuazione del lavoro svolto dal Working Group I (WGI), che ha evidenziato come il cambiamento climatico sia diffuso, rapido e in aumento. Il lavoro del WGII, che ha riunito 67 Paesi diversi e un totale di 270 scienziati volontari, tra cui l\u2019italiano Piero Lionello, rappresenta una chiara integrazione tra scienze naturali, sociali ed economiche ed evidenzia l\u2019importanza e l\u2019urgenza di un\u2019azione immediata, necessaria per affrontare i rischi posti dall\u2019aumento di temperatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono proprio i rischi, insieme a impatti, vulnerabilit\u00e0 e adattamento al cambiamento climatico, i temi principali analizzati dal Working Group II (WGII), che si occupa di raccontare la storia ricca e diversificata di come i luoghi in cui viviamo siano influenzati dai cambiamenti climatici, come ha ricordato il Copresidente del WGII, Debra Roberts.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rischi e Impatti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto del WGII definisce come rischio il potenziale di conseguenze negative per sistemi umani o ecologici, evidenziando come i rischi forniscano un quadro per comprendere gli impatti sempre pi\u00f9 gravi, interconnessi e spesso irreversibili dei cambiamenti climatici. Alcuni impatti, come la perdita di biodiversit\u00e0, risultano essere infatti in parte gi\u00e0 irreversibili, mentre altri, come quelli derivanti dal ritiro dei ghiacciai, rappresentano chiari esempi di impatti prossimi all\u2019irreversibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono diversi gli impatti, sia globali che locali, analizzati dal WGII, ciascuno associato a un diverso grado di probabilit\u00e0, da alto a basso. Scarsit\u00e0 d\u2019acqua, impatti su allevamento pesca e malnutrizione sono alcuni esempi di impatti ad alta probabilit\u00e0 identificati per la regione mediterranea, a cui \u00e8 stato dedicato per la prima volta un capitolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi di tali impatti ha permesso poi di comprendere, quindi evidenziare, un totale di 127 rischi derivanti da questi. In particolare, il rapporto presenta una suddivisione tra rischi a breve termine e rischi a medio\/lungo termine, anche in questo caso associati a diversi gradi di probabilit\u00e0, da basso a molto alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello globale, i rischi a breve termine interessano la perdita di biodiversit\u00e0, la compromissione di ecosistemi e sistemi umani costieri e, anche se con una probabilit\u00e0 inferiore rispetto ai primi, la limitazione di particolari servizi, quali energia e acqua, nelle citt\u00e0, di particolare interesse in quanto ospitano pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda il nostro continente, sono invece stati identificati quattro rischi principali a medio-lungo termine. Si tratta di rischi causati da ondate di calore su popolazioni ed ecosistemi terrestri e marini, rischi per la produzione agricola, scarsit\u00e0 di risorse idriche e maggiore frequenza e intensit\u00e0 di inondazioni costiere, fluviali e pluviali. Questi rischi prospettano, con una probabilit\u00e0 molto alta, un impatto moderato in presenza di un aumento di temperatura di 1,5\u00b0C e comporterebbero tutti un impatto marcatamente pi\u00f9 alto in caso di un aumento di temperatura superiore ai 2\u00b0C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Vulnerabilit\u00e0, Adattamento e Maladattamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla base dei rischi del cambiamento climatico si trova la vulnerabilit\u00e0, nonch\u00e9 la predisposizione a subire gli impatti climatici. I rischi climatici possono infatti derivare dalle interazioni tra i rischi legati al clima, stabiliti dal WGI e l\u2019esposizione e la vulnerabilit\u00e0 dei sistemi umani ed ecologici colpiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto ha evidenziato molteplici fattori che rendono la regione mediterranea particolarmente vulnerabile al cambiamento climatico. Esempi di fattori di vulnerabilit\u00e0 sono la perdita di ecosistemi posti in pericolo o la grave e crescente carenza idrica, parallela a una crescente richiesta d\u2019acqua da parte del settore agrario. Allo stesso tempo, anche l&#8217;elevata dipendenza economica dal turismo rappresenta un fattore determinante, a rischio non solo per l\u2019aumento della temperatura, ma anche per politiche volte a ridurre l\u2019emissione di gas serra e per politiche internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ruolo chiave nel limitare l&#8217;esposizione e la vulnerabilit\u00e0 ai cambiamenti climatici \u00e8 giocato dall\u2019adattamento, concetto fortemente legato a quello di resilienza, definita come la capacit\u00e0 degli ecosistemi sociali ed economici di rispondere e far fronte a un disturbo, mantenendo funzione, identit\u00e0 e struttura del sistema. L\u2019adattamento, quindi, non solo si riferisce a questa capacit\u00e0 di mantenere funzione, identit\u00e0 e strutture essenziali, ma comprende anche la capacit\u00e0 di trasformazione, particolarmente necessaria per far fronte ai rischi evidenziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto, come descritto da Inger Andersen, sottolinea infatti l&#8217;urgenza di una trasformazione e di un ritorno alla natura. Sono diverse le strategie di adattamento individuate e i benefici che queste strategie si portano dietro, come il raggiungimento di diversi obiettivi di sviluppo sostenibile. A ogni modo \u00e8 bene per\u00f2 ricordare anche la presenza di numerosi ostacoli che limitano le nostre capacit\u00e0 di adattamento, come le risorse limitate o la mancanza di leadership politica e di coinvolgimento del settore privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro ostacolo nel processo di adattamento \u00e8 inoltre rappresentato dal cosiddetto maladattamento (maladaptation), ovvero l\u2019attuazione di particolari soluzioni che portano benefici in un settore, producendo allo stesso tempo effetti negativi su altri ambiti. Un esempio di maladattamento relativo al rischio di siccit\u00e0, di particolare rilevanza per la regione mediterranea, \u00e8 dato dalla desalinizzazione, che permette infatti di aumentare le disponibilit\u00e0 della risorsa idrica per particolari settori, come quello agrario, consumando per\u00f2 allo stesso tempo grandi quantit\u00e0 di energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Verso un futuro di equit\u00e0 e giustizia climatica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato del WGII mette in evidenza l\u2019importanza della collaborazione e dell\u2019unione nell\u2019affrontare problematiche di questa portata, ma anche la necessit\u00e0 di affrontare questioni relative a equit\u00e0 e giustizia climatica e sociale. L\u2019inclusione di esempi concreti rende infatti pi\u00f9 stridente la mancanza di azione e di impegno da parte dei Paesi maggiormente responsabili delle emissioni globali. Come descritto in termini drammatici dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il rapporto rappresenta infatti un atlante della sofferenza umana e un atto d&#8217;accusa schiacciante contro la fallita leadership climatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E tra i Paesi con una leadership climatica debole si trova anche l\u2019Italia. Sono infatti passati ormai quattro anni dall\u2019elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), ma il piano si trova da allora in attesa di approvazione della Valutazione Ambientale Strategica. Nonostante la nostra penisola sia un hot spot del cambiamento climatico, esposta quindi a un rischio climatico elevato caratterizzato da possibili inondazioni e ondate di calore pi\u00f9 frequenti, la messa in opera di un piano di adattamento non sembra ancora imminente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci resta quindi che sperare che la pubblicazione della seconda parte dell\u2019Assessment Report fornisca una volta per tutte la motivazione necessaria per un\u2019azione solida, concreta e collettiva, sia a livello italiano che globale. La forte attenzione a temi economici e sociali del rapporto e l\u2019ampio focus su scala regionale mirano proprio, infatti, a rendere tale contributo pi\u00f9 accessibile e pertinente alla societ\u00e0 in generale e a dare la spinta necessaria per lo sviluppo e l\u2019attuazione di soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavoro del WGII sar\u00e0 seguito ad aprile da un ulteriore contributo da parte del Working Group III, relativo alle azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Complessivamente i contributi di ogni singolo Working Group formeranno il sesto Assessment Report, che fornir\u00e0 quindi una panoramica indispensabile in vista della COP27 prevista per novembre e della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) del 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/cambiamento-climatico-cattive-notizie-su-impatti-adattamento-e-vulnerabilit%C3%A0-nel-nuovo\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/cambiamento-climatico-cattive-notizie-su-impatti-adattamento-e-vulnerabilit%C3%A0-nel-nuovo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Margherita Ghiara) Working Group II e Sesto Assessment Report L\u2019IPCC ha presentato ieri in conferenza stampa il lavoro della 12\u00b0 sessione del contributo del Working Group II al Sesto Assessment Report (AR6). 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