{"id":70744,"date":"2022-03-04T10:24:24","date_gmt":"2022-03-04T09:24:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70744"},"modified":"2022-03-04T10:24:24","modified_gmt":"2022-03-04T09:24:24","slug":"lidiota-senza-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70744","title":{"rendered":"L\u2019Idiota senza Dostoevskij"},"content":{"rendered":"<p><strong>da: BLOG IL SIMPLICISSIMUS (di Anna Lombroso)<\/strong><\/p>\n<p>A volte non so resistere alla tentazione dell\u2019iperbole e dell\u2019esagerazione.<\/p>\n<p>Difatti giorni fa avevo scritto che dopo la messa al bando di direttori d\u2019orchestra e cantanti russi che non sono disposti all\u2019abiura, della cancellazione dai men\u00f9 dell\u2019insalata russa e del conferimento in discarica delle matrioske c\u2019era da aspettarsi l\u2019indice per infliggere il doveroso ostracismo a Tolstoj, Bulgakov e forse perfino Pasternak colpevole di ravvedimento tardivo, di sicuro a Majakovskij, che oggi incarnerebbe quello spirito indomabile che anima i fermenti dei margini.<\/p>\n<p>Ma siccome la realt\u00e0 malata supera la fantasia ecco che l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano Bicocca decide di cancellare un breve corso di sudi su Dostoevskij con una mail indirizzata al docente Paolo Nori: \u201c<em>Caro professore, il prorettore alla didattica ha comunicato la decisione presa con la rettrice \u00a0di\u00a0rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo \u00e8\u00a0evitare qualsiasi forma di polemica, soprattutto interna, in questo momento di forte tensione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ora pare che la decisione improvvida del vertice accademico sia stata ritirata, ma non quella della Scala \u00a0persuasa dal sindaco progressista delle virt\u00f9 della censura, del Petruzzelli che cancella la tourn\u00e9e \u00a0dell\u2019orchestra moscovita, del festival di Fotografia di Reggio Emilia che revoca l\u2019invito rivolto a \u00a0Alexander Gronsky, del \u00a0Bologna Children\u2019s Book Fair, l\u2019evento che si occupa di letteratura per ragazzi in programma a Bologna, \u00a0dal 21 al 24 marzo, che ha annunciato di voler \u00a0interrompere ogni relazione con le istituzioni russe.<\/p>\n<p>I paragoni storici ormai sono interdetti anche grazie alla poderosa azione delle autorit\u00e0 che hanno accompagnato la campagna di discriminazione dei dissenzienti con la proibizione di fare raffronti molesti: quindi non ha diritto di cittadinanza il richiamo alla memoria di roghi di libri, di espulsione da accademie e esposizioni di artisti \u201cdegenerati\u201d, che offenderebbe la morale politicamente corretta dei pacifisti che hanno ospitato delle piazze riconquistate grazia alla bonomia della ministra e all\u2019eclissi del terrore epidemico le bandiere arcobaleno e quella dei neonazisti ucraini, aggiornamento iconografico del vessillo dei collaborazionisti delle SS.<\/p>\n<p>Meno che mai siamo autorizzati a \u00a0effettuare inappropriati \u00a0parallelismi tra i docenti e i rettori in veste di solerti esecutori delle misure di discriminazione imposte dal lasciapassare \u201csanitario\u201d e gli zelanti firmatari di altri precedenti \u201cmanifesti\u201d, tutti ispirati dall\u2019intento di proteggere la salute pubblica minacciata da nemici interni e dalle loro convinzioni velenose.<\/p>\n<p>E che ha portato all\u2019ostracismo di professori rei di non accodarsi alla manipolazione della memoria intesa a consolidare una pacificazione artificiale, caposaldo del progressismo neoliberista, alla ridicolizzazione di studiosi e filosofi di fama mondiale che hanno osato denunciare l\u2019accelerazione del processo di conversione di una democrazia in sofferenza in regime grazie alla promulgazione di uno stato di eccezione, alla indegna pressione esercitata sugli studenti alcuni dei quali si sono prodigati per espletare le funzioni di kap\u00f2, controllando i compagni in cambio di una vergognosa mancetta.<\/p>\n<p>Per anni le stesse cricche ci hanno raccontato che la fine delle ideologie che avevano insanguinato il secolo breve, ci avrebbe risparmiato da altre guerre e conflitti, che invece si consumavano grazie al dominio dei controvalori dell\u2019ideologia che aveva preso il sopravvento, quella della correttezza politica nata come tutti le malattie globali nel laboratorio sperimentale dello stile di vita e del sogno americano, capace perfino dello stravolgimento semantico di definire esportazioni di democrazia e campagne \u00a0umanitarie le pi\u00f9 cruente imprese coloniali, l\u2019occupazione di territori, l\u2019esproprio di risorse, l\u2019ascesa e la tirannia di despoti sanguinari.<\/p>\n<p>Eppure non sono passati secoli dalle occupazioni delle facolt\u00e0 da parte di ragazzi che gridavano fuori dalla Nato, dalle manifestazioni di compagni che avevano visto nella resistenza del Vietnam \u00a0la possibilit\u00e0 concreta per i Davide della terra di opporti a Golia, di difendersi, di riscattare la propria dignit\u00e0 e riprendersi la propria autodeterminazione, da quando l\u201911 settembre era una data crudele da non dimenticare per il sacrificio di un presidente che in questi giorni tossici \u00e8 stato paragonato al fantoccio neonazista insediatosi con il favore degli stessi burattinai del golpe cileno.<\/p>\n<p>Sarebbe un buon esercizio per storici non posseduti dai demoni mainstream, stabilire la data nella quale non \u00e8 valsa la pena scendere in piazza contro la partecipazione italiana alla guerra dell\u2019ex Jugoslavia, contro le \u201cmissioni\u201d militari per la cancellazione di identit\u00e0 nazionali e di sovranit\u00e0 in tutto il mondo, contro l\u2019occupazione \u201cpacifica\u201d di porzioni di paesi indotti a prestarsi come basi, poligoni e rampe di lancio, siti sperimentali per armi micidiali.<\/p>\n<p>Di sicuro ha fatto la sua parte l\u2019abiura degli intellettuali di \u201csinistra\u201d, ormai ripiegati nella comoda tana del ritiro ragionevole in assenza di una alternativa, o ormai arresi all\u2019egemonia culturale e morale delle battaglie per la conquista di diritti magnanimamente concessi arbitrariamente in sostituzione di quelli fondamentali, alienati e soffocati. Anche quelle un prodotto che arriva sempre dalle stesse geografie, grazie alla <em>cancel culture<\/em> \u00a0che dovrebbe emanciparci laicamente da pregiudizi e convinzioni aberranti. Con i doverosi distinguo per\u00f2, \u00a0quelli che obbediscono a precisi criteri dal no alla violenza a seconda da dove viene la mano che l\u2019arma in modo da legittimare se agisce dall\u2019alto, alla discriminazione tra discriminati che favorisce il riscatto reale, letterario, cinematografico dei neri ma fa arrivare i nostri a salvare il fortino dai pellerossa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2022\/03\/02\/lidiota-senza-dostoevskij-160232\/\">https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2022\/03\/02\/lidiota-senza-dostoevskij-160232\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da: BLOG IL SIMPLICISSIMUS (di Anna Lombroso) A volte non so resistere alla tentazione dell\u2019iperbole e dell\u2019esagerazione. 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