{"id":70747,"date":"2022-03-04T10:28:40","date_gmt":"2022-03-04T09:28:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70747"},"modified":"2022-03-04T10:34:24","modified_gmt":"2022-03-04T09:34:24","slug":"le-sanzioni-non-porranno-fine-alla-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70747","title":{"rendered":"Le sanzioni non porranno fine alla guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: KRITICA ECONOMICA (di Dominik Leusder)<\/strong><\/p>\n<p>Da quando Vladimir Putin ha lanciato una guerra di aggressione non provocata contro l\u2019Ucraina, i membri dell\u2019Unione Europea e della Nato hanno risposto con una serie di sanzioni finanziarie senza precedenti storici paragonabili.<\/p>\n<p>Questi eventi si sono svolti a un ritmo vertiginoso: in soli cinque giorni, la risposta \u00e8 cambiata da sanzioni aggressive ma mirate contro individui e aziende chiave a una vera e propria guerra finanziaria che probabilmente spinger\u00e0 la Russia in una crisi valutaria. Gi\u00e0 luned\u00ec, il rublo era sceso di quasi il 30% rispetto al dollaro.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 di questa escalation non \u00e8 l\u2019unica cosa degna di nota. C\u2019\u00e8 anche stata una risposta insolitamente unitaria dell\u2019Ue e degli Stati Uniti, con la prima che probabilmente supera i secondi nella volont\u00e0 di punire la Russia per i crimini di Vladimir Putin. \u201cFaremo una guerra economica e finanziaria totale alla Russia\u201d, ha annunciato il ministro delle finanze di Emmanuel Macron, Bruno Le Maire, alla televisione francese, aggiungendo, per essere sicuri: \u201cCauseremo il collasso dell\u2019economia russa\u201c.<\/p>\n<p>Questo sentimento \u00e8 riecheggiato in tutta Europa, trasversalmente rispetto ai media, alle fasce d\u2019et\u00e0 e allo spettro politico. Nelle Fiandre, il giovane leader del partito socialista di sinistra, Conner Rousseau, ha dichiarato su Instagram che l\u2019economia russa sar\u00e0 \u201cstrangolata a morte\u201c. Le sanzioni pi\u00f9 recenti avranno plausibilmente questo effetto, se non saranno revocate a un certo punto.<\/p>\n<p>Questo scenario si scontra con l\u2019impegno iniziale di punire in primo luogo i grandi oligarchi dell\u2019industria e della finanza russa su cui si dice che il potere di Putin si basi. Tali misure mirate sarebbero, in teoria, progettate per colpire l\u2019avversario dove fa veramente male, minimizzando i danni collaterali.<\/p>\n<p>La serie iniziale di sanzioni faceva proprio questo. Il Regno Unito aveva messo in lista nera le banche e gli oligarchi pi\u00f9 importanti e aveva congelato alcuni dei loro beni, impedendo anche alle imprese russe di ottenere finanziamenti nei mercati britannici. L\u2019Ue aveva seguito l\u2019esempio e aveva esteso le sanzioni ai legislatori della Duma (il Parlamento russo) che avevano sostenuto il riconoscimento delle repubbliche separatiste nel Donbass.<\/p>\n<p>Durante il fine settimana, mentre l\u2019avanzata russa continuava e la pressione montava, la portata delle sanzioni finanziarie \u00e8 stata ampliata, mostrando la piena portata del controllo occidentale sull\u2019infrastruttura finanziaria globale.<\/p>\n<p>Prima gli Stati Uniti e poi, dopo aver superato la recalcitranza di Germania e Italia, l\u2019Unione europea, si sono mossi per escludere le principali banche russe dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT). SWIFT \u00e8 una societ\u00e0 cooperativa con sede in Belgio che fornisce alle banche il sistema di messaggistica necessario a condurre i pagamenti a livello globale.<\/p>\n<p>In un discorso al Reichstag domenica 27 febbraio, il cancelliere Olaf Scholz ha stupito i parlamentari annunciando un grande aumento una tantum del bilancio della difesa della Germania di 100 miliardi di euro, oltre a impegnarsi a spendere il 2% del Pil per la difesa. Mentre la mossa \u00e8 stata salutata come una grande rottura con la tanto criticata politica di sicurezza della Germania, non \u00e8 chiaro se Scholz dar\u00e0 seguito a questa promessa: la Germania si era impegnata per la prima volta al 2% nel 2006.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 stato rapidamente seguito da una misura molto pi\u00f9 significativa: la piena esclusione delle banche russe dal sistema globale di compensazione e regolamento basato sul dollaro, che si basa su relazioni di corrispondenza con le banche di New York che hanno un conto di riserva presso la Federal Reserve di New York.<\/p>\n<p>Ma sono rimaste due lacune. La prima era che ognuna di queste misure includeva ancora esenzioni per le principali esportazioni della Russia, che costituiscono circa un quarto della sua economia: petrolio e gas. Le deroghe erano state introdotte su richiesta di quegli Stati europei fortemente dipendenti dal gas naturale russo per il riscaldamento, una richiesta che gli Stati Uniti hanno accettato.<\/p>\n<p>La seconda lacuna di queste misure era che Putin se le aspettava. Ha infatti usato gli anni dall\u2019invasione iniziale dell\u2019Ucraina da parte della Russia nel 2014 per accumulare massicce riserve di valuta estera. Inoltre, la banca centrale russa ha de-dollarizzato con successo parti di queste riserve, spostandone una parte in euro, sterline e oro.<\/p>\n<p>Gran parte di queste riserve, tuttavia, non sono detenute in Russia. Sono detenute presso istituzioni ufficiali all\u2019estero. Fra di esse ci sono banche centrali nazionali come la Banca Federale Tedesca o la Banca Nazionale Svizzera, o organizzazioni come la Banca dei Regolamenti Internazionali. Dopo alcune discussioni multilaterali durante il fine settimana, gli Stati Uniti, l\u2019Ue, il Giappone e alla fine anche la Svizzera hanno deciso non solo di congelare i beni della banca centrale russa detenuti all\u2019estero, ma di mettere in atto un divieto generale sulle transazioni con la banca centrale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha rappresentato una grave escalation con grandi conseguenze economiche e politiche. La conseguenza immediata \u00e8 che circa la met\u00e0 dei 630 miliardi di dollari tenuti in riserva sono ora congelati. Il \u201cbilancio fortezza\u201d della Russia non \u00e8 pi\u00f9 un vantaggio, poich\u00e9 non pu\u00f2 essere utilizzato efficacemente.<\/p>\n<p>Rublo in caduta libera<\/p>\n<p>Per capire le conseguenze economiche di queste misure, bisogna capire a cosa servono le riserve estere. Il loro scopo principale \u00e8 quello di finanziare gli interventi della banca centrale sul mercato dei cambi. Se privata delle sue riserve (o di una quantit\u00e0 sostanziale di esse), la banca non pu\u00f2 pi\u00f9 condurre \u201coperazioni di mercato aperto\u201d in cui acquista attivamente la propria valuta per mantenerne il valore rispetto ad altre valute.<\/p>\n<p>Nel caso della Russia, c\u2019\u00e8 stata una \u201ccorsa al rublo\u201d causata dalla crisi e dalle successive sanzioni, che ha gi\u00e0 prodotto un forte calo rispetto al dollaro. Questo significa non solo che i costi del servizio del debito pubblico aumentano, ma che la Russia deve anche affrontare un conto delle importazioni molto pi\u00f9 alto. Il declino del potere d\u2019acquisto del rublo colpisce soprattutto i cittadini russi, che possono comprare meno beni nazionali e importati con i loro rubli. E per evitare un ulteriore deprezzamento, la banca centrale deve aumentare drasticamente i tassi d\u2019interesse.<\/p>\n<p>Le conseguenze di tassi d\u2019interesse pi\u00f9 alti per i salari reali possono essere piuttosto gravi, anche con aumenti individuali dello 0,5%, scaglionati per anni. Luned\u00ec 28 febbraio la banca centrale russa ha aumentato il suo tasso di interesse principale dal 9,5% al 20% durante la notte. Questa pressione arriva dopo un decennio di stagnazione degli standard di vita e di relativa austerit\u00e0, il risultato dell\u2019ambizione di Putin di accumulare il suo forziere di guerra.<\/p>\n<p>Le conseguenze politiche potrebbero essere altrettanto disastrose. Dopo le sanzioni iniziali contro la sua banca centrale, il governo russo ha risposto alzando il livello di allerta del suo arsenale nucleare. Per chi hanno familiarit\u00e0 con la questione, questo non significa ancora che i missili nucleari siano ora puntati su obiettivi stranieri. Ma \u00e8 comunque una pericolosa \u201caccelerazione della logica di <a href=\"https:\/\/adamtooze.substack.com\/p\/chartbook-88-sanctions-and-mad-will?token=eyJ1c2VyX2lkIjoxMDg4MjQ1MCwicG9zdF9pZCI6NDk0MzkyMjAsIl8iOiJiaU9iQSIsImlhdCI6MTY0NjE3ODk4NCwiZXhwIjoxNjQ2MTgyNTg0LCJpc3MiOiJwdWItMTkyODQ1Iiwic3ViIjoicG9zdC1yZWFjdGlvbiJ9.wN-wgohFDajbW9sdBSKL1VpTP9SaCYSrynq-FZvWrMY&amp;s=r\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/adamtooze.substack.com\/p\/chartbook-88-sanctions-and-mad-will?token=eyJ1c2VyX2lkIjoxMDg4MjQ1MCwicG9zdF9pZCI6NDk0MzkyMjAsIl8iOiJiaU9iQSIsImlhdCI6MTY0NjE3ODk4NCwiZXhwIjoxNjQ2MTgyNTg0LCJpc3MiOiJwdWItMTkyODQ1Iiwic3ViIjoicG9zdC1yZWFjdGlvbiJ9.wN-wgohFDajbW9sdBSKL1VpTP9SaCYSrynq-FZvWrMY&amp;s=r\">escalation<\/a>\u201c tra campi armati nucleari. C\u2019\u00e8 una ragione per cui sanzioni di questa gravit\u00e0 non sono mai state imposte contro una grande potenza mondiale nell\u2019era nucleare: sono profondamente pericolose.<\/p>\n<p>Senza distinzioni<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la posta in gioco di una guerra finanziaria totale con una grande potenza nucleare. Forse queste poste in gioco possono essere giustificate nel perseguimento di obiettivi a breve termine. Ma ormai non \u00e8 pi\u00f9 chiaro quale sia lo scopo di queste sanzioni. Non c\u2019\u00e8 modo di considerarle mirate specificamente al \u201cselettorato\u201d di Putin, dato che la maggior parte dei beni degli oligarchi non sono denominati in rublo e che la maggior parte di essi sono detenuti all\u2019estero. Perch\u00e9 non congelare questi beni?<\/p>\n<p>Certo, ci sono stati i primi segni di dissenso pubblico in Russia, con migliaia di arresti, ma uno scenario in cui la classe di miliardari e manager pubblici ritiri il suo sostegno a Putin sembra improbabile. E potrebbe non contare nulla anche se lo facessero. Sembra sempre pi\u00f9 possibile che la Russia sia diventata una \u201cdittatura personalista\u201d in cui gli oligarchi contano pi\u00f9 sul sostegno del dittatore che lui sul loro. In un tale stato, il dittatore si preoccupa poco delle conseguenze delle sue azioni e quindi non pu\u00f2 essere indotto a cambiare il suo comportamento in risposta alle conseguenze immiserenti di una guerra finanziaria.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, in altre parole, la chiara possibilit\u00e0 che \u201cgli oligarchi\u201d non possano rispondere a conseguenze economiche intollerabili cacciando Putin. N\u00e9 esiste un equivalente della guardia pretoriana romana. Tutto ci\u00f2 rende sanzioni finanziarie di tale gravit\u00e0 ancora pi\u00f9 difficili da giustificare.<\/p>\n<p>L\u2019unica ragione per cui queste sanzioni, rivolte direttamente alla popolazione russa, potrebbero essere giustificate \u00e8 se fossero temporanee e semplicemente intese come un mezzo per rafforzare la posizione negoziale dell\u2019Ucraina nei negoziati in corso con la Russia al confine bielorusso. Eppure non c\u2019\u00e8 una chiara tabella di marcia, n\u00e9 ci sono criteri per la loro rimozione.<\/p>\n<p>La piega che hanno preso gli eventi \u00e8 una forte scossa, perch\u00e9 arriva subito dopo il clamore internazionale per la confisca da parte degli Stati Uniti degli asset della banca centrale dell\u2019Afghanistan. Gli Usa avevano annunciato che la met\u00e0 (circa 3,5 miliardi di dollari) sarebbe stata ridistribuita alle famiglie dell\u201911 settembre, proprio mentre l\u2019Afghanistan era nel mezzo di una carestia potenzialmente devastante. Inoltre, eravamo in un momento in cui il discorso sulle sanzioni sembrava cambiare.<\/p>\n<p>Tutte le lezioni apprese negli ultimi anni sembrano essere state cancellate nel corso di un fine settimana. Tuttavia, l\u2019esperienza ci dice che le sanzioni non sono mai un\u2019alternativa alla guerra ma piuttosto un mezzo di guerra; che non si tratta di un cambiamento di atteggiamento, ma di un logoramento a lungo termine e di un esaurimento del nemico e della sua gente; e che non influenzano gli eventi militari a breve termine.<\/p>\n<p>Infatti, queste sanzioni probabilmente faranno poco o niente per arrestare l\u2019avanzata russa su Kiev. A causa delle esclusioni energetiche nelle sanzioni iniziali, l\u2019economia russa rimane una struttura che genera valuta estera. Queste esenzioni, insieme al fatto che il governo ha ordinato alle sue principali compagnie di esportazione di cedere l\u201980% delle loro entrate in valuta estera (dollari ed euro ancora usati per pagare il gas e il petrolio russo) in cambio di rubli, garantiscono effettivamente che la capacit\u00e0 di fare la guerra della Russia non sar\u00e0 colpita a breve. Ma la vita dei suoi cittadini s\u00ec.<\/p>\n<p>Ci sono proposte alternative meno distruttive. Oltre a porre fine alle esenzioni per l\u2019energia, gli alleati occidentali possono fare quello che probabilmente avrebbero dovuto fare dopo l\u2019invasione del 2014: rafforzare l\u2019Ucraina finanziariamente e logisticamente. Come John Maynard Keynes esort\u00f2 nel 1924 in una lettera alla Societ\u00e0 delle Nazioni, dovremmo \u201cfornire assistenza positiva alla parte lesa invece che rappresaglie contro l\u2019aggressore\u201d.<\/p>\n<p>In tutto questo \u00e8 difficile trascurare la tensione principale: le preoccupazioni a lungo professate per le violazioni dei diritti umani di Putin contro il popolo russo si scontrano con l\u2019improvvisa nonchalance con cui costi potenzialmente enormi vengono ora imposti a quelle stesse persone. Questa guerra \u00e8 opera di Putin, non loro.<\/p>\n<p><em>Quest\u2019articolo \u00e8 stato originariamente pubblicato in inglese <a href=\"https:\/\/jacobinmag.com\/2022\/03\/putin-ukraine-russia-sanctions-us-eu-economy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/jacobinmag.com\/2022\/03\/putin-ukraine-russia-sanctions-us-eu-economy\/\">su Jacobin Usa<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/sanzioni-guerra-russia-ucraina\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/sanzioni-guerra-russia-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: KRITICA ECONOMICA (di Dominik Leusder) Da quando Vladimir Putin ha lanciato una guerra di aggressione non provocata contro l\u2019Ucraina, i membri dell\u2019Unione Europea e della Nato hanno risposto con una serie di sanzioni finanziarie senza precedenti storici paragonabili. 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