{"id":70780,"date":"2022-03-08T09:30:36","date_gmt":"2022-03-08T08:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70780"},"modified":"2022-03-07T20:56:01","modified_gmt":"2022-03-07T19:56:01","slug":"spionaggio-e-know-how-occhio-allalert-dei-nostri-007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70780","title":{"rendered":"Spionaggio e know how. Occhio all\u2019alert dei nostri 007"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FORMICHE (Antonino Vaccaro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70781\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/download-5-300x162.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/download-5-300x162.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/download-5.jpeg 305w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Spionaggio, know how nell\u2019industria della Difesa e nella ricerca, attacchi cyber. C\u2019\u00e8 un\u2019emergenza nell\u2019emergenza segnalata in due recenti report del Dis e del Copasir e non va sottovalutata. L\u2019analisi del prof. Antonino Vaccaro (Iese Business School)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora una volta la difesa del know-how italiano emerge in due documenti recentemente pubblicati dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica e dal Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta, rispettivamente, della \u201cRelazione Annuale sulla Politica per la Sicurezza della Repubblica 2021\u201d (Relazione Dis al Parlamento) e della \u201cRelazione sull\u2019Attivit\u00e0 Svolta dal1 gennaio 2021 al 9 febbraio 2022\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Entrambi i documenti, sebbene con prospettive differenti, evidenziano l\u2019appetibilit\u00e0 delle conoscenze tecnologiche, scientifiche, strategiche e culturali di organizzazioni italiane da parte di attori stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dimentichiamolo mai, l\u2019Italia non \u00e8 solo la seconda potenza industriale d\u2019Europa, ma \u00e8 anche un importante riferimento internazionale in numerosi campi scientifici, tecnologici e culturali. Tale patrimonio \u00e8 creato, conservato e tramandato da una molteplicit\u00e0 di organizzazioni che includono aziende private, organizzazioni no-profit (e.g. fondazioni culturali e scientifiche), universit\u00e0, centri di ricerca ed istituzioni governative e statali di diversa natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per inquadrare correttamente la questione dello spionaggio straniero sarebbe utile utilizzare un frame concettuale pi\u00f9 ampio che, invece di suddividere le analisi distinguendo tra spionaggio industriale, economico-finanziario e governativo, prenda in considerazione come unit\u00e0 di riferimento la dimensione organizzativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spionaggio straniero punta generalmente ad acquisire informazioni detenute da organizzazioni, identificando prima ed utilizzando strategicamente poi i punti deboli delle stesse (e.g. individui, tecnologie, aree organizzative, etc.). Credo che quest\u2019ultimo aspetto dovrebbe attirare l\u2019attenzione della classe dirigente italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un punto di debolezza noto a tutti \u00e8 quello cibernetico. La sopracitata relazione del Dis al Parlamento fornisce alcune indicazioni che dovrebbero far riflettere. Le attivit\u00e0 di spionaggio cyber nel 2020 hanno rappresentato il 5% degli attacchi totali, nel 2021 tale valore ha raggiunto il 23% dei casi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cA fronte di un quantitativo rilevante di iniziative ostili cui non \u00e8 stato possibile attribuire una chiara finalit\u00e0 (67%, in lieve aumento rispetto all\u2019anno precedente), la cui consistenza \u00e8 legata alla numerosit\u00e0 di azioni prodromiche ad attacchi successivi, \u00e8 rimasta elevata l\u2019attenzione intelligence sulle campagne di spionaggio (23%) condotte da gruppi strutturati, sovente contigui ad apparati governativi, dai quali ricevono linee di indirizzo strategico e supporto finanziario (cd. Advanced Persistent Threat-Apt), che hanno interessato realt\u00e0 strategiche nazionali, in primis quelle operanti nei settori delle telecomunicazioni e dell\u2019industria della difesa.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La costituzione dell\u2019Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale rappresenta un importante passo avanti del nostro Governo. Non bisogna dimenticare, per\u00f2, che lo sforzo per la protezione del know-how nazionale non si pu\u00f2 limitare alle attivit\u00e0 top-down (ovvero le attivit\u00e0 svolte dalle Istituzioni Nazionali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei ricordare, ancora una volta, i rischi per le piccole e medie imprese italiane che troppo spesso sottovalutano l\u2019importanza della prevenzione della cyber sicurezza e la rilevanza del know-how in loro possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una survey condotta dal Center for Business in Society dello IESE Business School ha mostrato che meno del 5% delle piccole e medie imprese italiane considera il cyber-spionaggio tra i principali rischi per le proprie attivit\u00e0 di business e\/o contempla tale problema nei modelli di compliance. \u00c8 un numero assai basso che chiaramente richiede una riflessione di ordine strategico e soprattutto culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un punto di debolezza meno noto al largo pubblico riguarda, invece, le difficolt\u00e0 di finanziamento del sistema della ricerca italiana. Riporto un estratto della sopracitata relazione del Copasir (pp. 67):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUn ambito rispetto al quale si \u00e8 evidenziata la necessit\u00e0 di intervenire al fine di introdurre apposite tutele e meccanismi di protezione dell\u2019interesse nazionale \u00e8 quello dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca. Attraverso le informazioni acquisite dal Comitato \u00e8 risultato infatti crescente l\u2019interesse da parte di attori statuali stranieri, in particolare cinesi, nei confronti del mondo accademico italiano, in special modo per quegli ambiti nei quali pi\u00f9 avanzata risulta l\u2019attivit\u00e0 di ricerca da questi condotta. Diverse sono le modalit\u00e0 con le quali viene instaurato tale rapporto. Talvolta si tratta di legami tra universit\u00e0 italiane e istituti per la diffusione della cultura del Paese straniero interessato. In altri casi si traduce nella costituzione di accordi di collaborazione tra aziende straniere, spesso sottoposte al controllo statale, e atenei italiani. A fronte del finanziamento delle attivit\u00e0 di ricerca erogato da parte del partner privato, ci si espone al concreto rischio di una sottrazione di tecnologia e know how. Tale condizione \u00e8 spesso favorita dalla diffusa carenza di fondi da destinare alla ricerca sofferta dalle universit\u00e0 italiane. Inoltre, questo approccio adottato da alcune aziende straniere rischia di costituire una sorta di \u00abcavallo di Troia\u00bb in grado di aggirare i paletti fissati dal golden power rispetto alla penetrazione in alcuni settori industriali strategici. Appare quindi opportuno avviare una riflessione che porti all\u2019adozione di una disciplina in grado di tutelare l\u2019interesse nazionale anche rispetto a tali rischi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto appena riportato rappresenta in realt\u00e0 una strategia comunemente utilizzata dalla Cina per acquisire rapidamente know-how tecnologico e scientifico. Basta ricordare l\u2019arresto nel 2020 del prof. Charles Lieber, uno specialista in nanotecnologie dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard, o quello del prof. Gang Chen del MIT di Boston nel 2021. In entrambi i casi i professori hanno usufruito di finanziamenti \u201csospetti\u201d del Governo cinese favorendo la fuga di know-how tecnologico e scientifico di grande valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente che tale questione avr\u00e0 bisogno di azioni di prevenzione che, ancora una volta, richiederanno non solo un\u2019azione top-down, ma anche la responsabilizzazione di tutti gli attori nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due estratti sopra riportati rappresentano chiaramente due facce di un problema ben pi\u00f9 ampio e complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei concludere questa breve riflessione ricordando che la questione dello spionaggio richiede prima di tutto un cambio culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il riconoscimento del valore del know-how a livello organizzativo, settoriale e nazionale \u00e8 il primo passo per costruire un adeguato sistema di difesa contro lo spionaggio a danno delle nostre organizzazioni (governative, private, etc.). Solo attraverso l\u2019integrazione degli sforzi istituzionali e di quelli organizzativi, di ogni livello e tipo, si potr\u00e0 conseguire tale risultato, fondamentale per sostenere la competitivit\u00e0 del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2022\/03\/spionaggio-e-know-how-occhio-allalert-dei-nostri-007\/\">https:\/\/formiche.net\/2022\/03\/spionaggio-e-know-how-occhio-allalert-dei-nostri-007\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Antonino Vaccaro) Spionaggio, know how nell\u2019industria della Difesa e nella ricerca, attacchi cyber. C\u2019\u00e8 un\u2019emergenza nell\u2019emergenza segnalata in due recenti report del Dis e del Copasir e non va sottovalutata. L\u2019analisi del prof. 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