{"id":70892,"date":"2022-03-12T02:58:25","date_gmt":"2022-03-12T01:58:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70892"},"modified":"2022-03-12T07:42:58","modified_gmt":"2022-03-12T06:42:58","slug":"essere-filo-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70892","title":{"rendered":"Essere filo-italiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di MARCO TROMBINO (RI Genova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riflesso del conflitto russo-ucraino nell&#8217;opinione pubblica italiana difficilmente poteva risultare pi\u00f9 deprimente. Una parte della cittadinanza (non \u00e8 importante in questa sede stabilire in quale percentuale) che tifa per Putin, un&#8217;altra parte che tifa Ucraina, NATO e Occidente. Analizziamo lo squallore di entrambi i bacini di opinione, se cos\u00ec si possono chiamare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte una minoranza di cittadini dotati di spirito analitico, alle volte chi &#8220;tifa Putin&#8221; lo fa nella speranza che l&#8217;attuale presidente della Federazione Russa liberi l&#8217;Europa e l&#8217;Italia da fardelli quali l&#8217;Unione Europea, il neoliberismo, lo strapotere delle multinazionali, la NATO, la presenza militare statunitense nel nostro paese, eccetera. Bisogna avvisare queste persone che la Federazione Russa non lo far\u00e0 mai per ben due solide ragioni: prima di tutto perch\u00e9 essa stessa \u00e8 un paese assolutamente capitalistico e con economia di mercato, che fino a poco tempo fa era perfettamente integrata nel sistema neoliberista internazionale, e poi perch\u00e9 la sua strategia geopolitica non si basa sul promuovere rivoluzioni in altri paesi come faceva l&#8217;Unione Sovietica del secolo scorso, ma sul semplice prendere accordi con governi venuti alla ribalta &#8220;in loco&#8221; in maniera autonoma; \u00e8 il caso recente del Mali e della Repubblica Centrafricana, che a fronte di cambi di esecutivo interni si sono poi accordati volontariamente con la Russia stessa. L&#8217;idea che Putin venga a liberare l&#8217;Italia pu\u00f2 venire in mente solo ad un ciarlatano o a una persona senza un minimo di conoscenza di geopolitica, o ad una combinazione dei due. Dev&#8217;essere chiaro che la Federazione Russa non pu\u00f2 nemmeno essere presa a modello: il suo sistema economico \u00e8 basato su un sistema di mercato che si tiene in piedi grazie all&#8217;estrazione di materie prime dal sottosuolo, specialmente di prodotti energetici, e l&#8217;Italia non pu\u00f2 &#8211; anche volendo &#8211; prendere come esempio tale paradigma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, anche questa ventata di tifo filo-occidentale, largamente promosso dai media, dalle asfissianti reti sociali, da tutte le forze politiche parlamentari dall&#8217;estrema destra all&#8217;estrema sinistra con tutto quello che ci sta in mezzo (se mai ci fosse stato bisogno della prova che sono tutti uguali, eccola servita), da larga parte di quelle associazioni di volontariato apparentemente apolitiche ma in realt\u00e0 schierate, perfino da movimenti extraparlamentari, \u00e8 altrettanto patetico. Innanzitutto \u00e8 rivelatorio di una fetta di opinione pubblica che non sa giudicare eventi concreti senza tifare; ma, soprattutto, mostra che in Italia abbiamo il problema di molti cittadini convinti che i propri interessi risiedano negli interessi di uno schieramento globale o peggio della stessa Unione Europea che ci sottrae pezzi di reddito ogni decennio da trent\u2019anni a questa parte. Peggio: una parte dei cittadini \u00e8 convinta che sia giusto fare sacrifici &#8211; pagare bollette pi\u00f9 alte, vivere problemi di approvvigionamento alimentare, vedere i prezzi della spesa lievitare &#8211; perch\u00e9 bisogna schierarsi riguardo ad una guerra non nostra. Sembra quasi che ci siamo dimenticati di essere Italiani per diventare di volta in volta qualcos&#8217;altro a seconda di ci\u00f2 che va di moda in Occidente, dal Kurdistan all&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 questa la battaglia culturale principale che bisogna combattere in questo secolo. Fare tornare gli Italiani a sentirsi Italiani, sbarazzarsi di questa anacronistica logica da guerra fredda &#8220;da una parte o dall&#8217;altra&#8221; perch\u00e9 il nostro interesse, poche storie, \u00e8 quello di cercare di intrattenere rapporti buoni con tutti indifferentemente dai loro comportamenti pi\u00f9 o meno scorretti con i vicini o con i concorrenti geopolitici. Bisogna capire che i nostri interessi devono essere anteposti a quelli degli altri, non foss&#8217;altro perch\u00e9 le superpotenze ragionano esattamente cos\u00ec, e come lo fanno loro dobbiamo farlo anche noi. Considerare le esigenze dei cittadini italiani prima di tutto; essere filo-italiani, prima ancora di essere filoccidentali o filoorientali a seconda delle proprie simpatie; una volta tanto, potremmo cominciare a simpatizzare per noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO TROMBINO (RI Genova) Il riflesso del conflitto russo-ucraino nell&#8217;opinione pubblica italiana difficilmente poteva risultare pi\u00f9 deprimente. Una parte della cittadinanza (non \u00e8 importante in questa sede stabilire in quale percentuale) che tifa per Putin, un&#8217;altra parte che tifa Ucraina, NATO e Occidente. Analizziamo lo squallore di entrambi i bacini di opinione, se cos\u00ec si possono chiamare. A parte una minoranza di cittadini dotati di spirito analitico, alle volte chi &#8220;tifa Putin&#8221; lo fa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":70899,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[5635,585,452,411,3358,581,228,4702],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/754678194021397.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-irq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70892"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70892"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70901,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70892\/revisions\/70901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}