{"id":70912,"date":"2022-03-12T09:30:59","date_gmt":"2022-03-12T08:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70912"},"modified":"2022-03-12T13:12:52","modified_gmt":"2022-03-12T12:12:52","slug":"italia-prossima-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70912","title":{"rendered":"Italia prossima Ucraina?"},"content":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0A margine della crisi ucraina, \u00e8 tempo di analizzare la specifica situazione dell\u2019Italia che, insieme alla Germania, sar\u00e0 la grande perdente delle sanzioni alla Russia. Oltre alla scomparsa del mercato russo e all\u2019esplosione dei costi energetici, l\u2019Italia \u00e8 sottoposta nel breve-medio periodo a due gravissime insidie: il rialzo dei tassi, con concreta possibilit\u00e0 di default finanziario, e la destabilizzazione del Mediterraneo attraverso la fiammata dei prezzi delle derrate agricole, col concreto rischio di un blackout energetico e di nuove ondate migratorie. La Francia si prepara ad avanzare nella penisola.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il vuoto al centro del Mediterraneo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partiamo da alcune basi elementari di geopolitica: come pi\u00f9 volte evidenziato, l\u2019Italia \u00e8 indissolubilmente legata alla Germania, di cui costituisce una proiezione in senso latitudinale in direzione del Mediterraneo. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 qualsiasi iniziativa geopolitica tedesca di una certa rilevanza (Nord Stream e rapporti privilegiati con Russia e Cina) abbia sempre trovato un corrispettivo in Italia (Sud Stream e Nuova via della Seta). Italia e Germania, le due nazioni uscita sconfitte dall\u2019ultima guerra, hanno un chiaro ed evidente interesse a convergere verso gli sfidanti del sistema (Russia e Cina), cos\u00ec da liberarsi dal giogo delle potenze marittime anglosassoni: non \u00e8 certo casuale se, nella primavera del 2022, i due Paesi siano quelli maggiormente danneggiati dalle sanzioni alla Russia e dall\u2019interruzione dei rapporti tra Mosca e Occidente. Questa radicata e profonda dinamica geopolitica spiega perch\u00e9 USA ed UK abbiano assunto, da anni, una postura sempre pi\u00f9 ostile nei confronti della Germania (che, infine, \u00e8 stata costretta a rinunciare al Nord Stream 2 sull\u2019onda della guerra ucraina, dopo aver ricevuto mille pressioni e minacce in questo senso) e dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia, in particolare, \u00e8 stata sottoposta sin dal lontano 1992 ad una scientifica opera di distruzione che culminer\u00e0 probabilmente nei prossimi mesi col default del Paese, lasciando il Mediterraneo in mano ad americani ed anglo-francesi e la Germania isolata, intrappolata tra una Polonia ed un Regno Unito sempre pi\u00f9 ostili. Non \u00e8 nostra intenzione ricostruire in questa sede il processo di distruzione controllata e metodica cui \u00e8 stata sottoposta l\u2019Italia. Ci basta ricordare che le tappe salienti sono state essenzialmente: Tangentopoli e lo smantellamento dell\u2019IRI, la guerra americano-anglo-francese in Libia del 2011 e l\u2019inoculazione di partiti sovranisti-populisti di matrice anglosassone (Lega Nord e M5S in testa), che hanno accelerato la decadenza politica del Paese, tanto che oggi l\u2019Italia \u00e8 sostanzialmente sprovvista di una classe dirigente. Per giungere a tempi pi\u00f9 recenti, pi\u00f9 volte abbiamo evidenziato che l\u2019accanirsi dell\u2019epidemia di Covid in Italia, che \u00e8 stata pi\u00f9 volte additata dai media come uno dei grandi focolai mondiali del Coronavirus, mirasse ad accelerare il dissesto economico-finanziario del Paese e quindi dell\u2019Europa. Le nostre precedenti analisi trovano pieno conferma negli sviluppi recentissimi. Man mano che i russi sono avanzati in territorio ucraino, si sono infatti imbattuti in alcuni siti che ospitavano laboratori americani per lo sviluppo di armi batteriologiche tra cui, anche, il Coronavirus. Gi\u00e0 nel 2020, russi e cinesi avevano lasciato intendere l\u2019esistenza di simili laboratori statunitensi in prossimit\u00e0 dei loro confini e tutto lascia supporre che ne esistano di analoghi in Italia, probabilmente nei pressi di Camp Ederle (Vicenza), da cui l\u2019accanirsi dell\u2019epidemia specialmente nelle regioni settentrionali dell\u2019Italia, quelle pi\u00f9 vitali in termini economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin qui \u00e8 storia. Si passi ora all\u2019attualit\u00e0. Il \u201cvallo\u201d scavato dagli angloamericani sull\u2019onda dell\u2019intervento russo in Ucraina, avr\u00e0 pesantissime ripercussioni per l\u2019Italia ed imprimer\u00e0 quasi certamente lo slancio finale all\u2019implosione del sistema-Paese. La perdita del mercato russo in termini di esportazioni \u00e8 ancora il danno minore (si stima che, dopo le sanzioni del 2014, Mosca contasse meno del 2% delle esportazioni totali italiane). I danni sono ben altri: alcuni visibili nell\u2019immediato, altri meno appariscenti ma ancora pi\u00f9 letali. Innanzitutto, la crisi in ucraina ha gi\u00e0 provocato una decuplicazione (moltiplicazione per dieci, a scanso di equivoci) del prezzo del metano europeo: ci\u00f2 costituisce un gravissimo choc per il sistema economico italiano, gi\u00e0 appesantito dalle bollette pi\u00f9 care d\u2019Europa. Un Paese come la Francia, nostro concorrente in molti settori e dotata di centrali nucleati, avr\u00e0 gioco facile a spazzare via i produttori italiani in moltissimi settori. Al momento le imprese italiane pi\u00f9 energivore (siderurgia e cartiere) hanno dovuto sospendere la produzione a causa dei costi non pi\u00f9 competitivi, nonostante il gas russo, si noti, continui a raggiungere l\u2019Europa. Un\u2019eventuale sospensione dei flussi (per distruzione fisica dei gasdotti durante le operazioni militari o per ulteriore incancrenirsi dei rapporti tra Mosca e l\u2019Occidente), cancellerebbe da un giorno all\u2019altro il 40% delle forniture di gas italiano, col rischio concreto di blackout qualora l\u2019onda lunga della guerra ucraina arrivasse anche in Africa settentrionale (ce ne occuperemo alla fine dell\u2019articolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro danno gi\u00e0 chiaramente visibile \u00e8 quello inflitto al settore alimentare. L\u2019Italia, pur eccellendo in termini qualitativi nella produzione alimentare, \u00e8 del tutto\u00a0<strong>deficitaria in termini quantitativi<\/strong>. L\u2019Italia importa il 65% del suo fabbisogno di grano tenero, il 45% del grano duro, la met\u00e0 del mais e delle carni bovine. Se, come sta avvenendo, le guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia dovessero \u201ccongelare\u201d due dei maggiori granai al mondo (nonch\u00e9, nel caso della Russia, un grande produttore di fertilizzanti) ed innescare una psicosi alimentare a livello mondiale (dall\u2019Ungheria all\u2019Indonesia, molti Paesi stanno introducendo limitazioni all\u2019esportazione di derrate agricole o concimi),<strong>\u00a0il nostro Paese avrebbe serie difficolt\u00e0 a soddisfare le sue esigenze alimentare<\/strong>. In ogni caso, dovrebbe acquistare gli stessi prodotti di prima a prezzi superiori del 40-60%, con gravissimo danno per le famiglie,<strong>\u00a0il cui potere d\u2019acquisto \u00e8 sempre pi\u00f9 eroso dalla dinamica inflattiva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Affrontiamo cos\u00ec il tema dell\u2019inflazione.\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-gioco-dellinflazione\/\">Gi\u00e0 dalla primissima fiammata dei prezzi, abbiamo sottolineato la strategia destabilizzante sottostante all\u2019inflazione<\/a><\/strong>. La guerra in Ucraina, facendo schizzare alle stelle i prezzi di energia ed alimenti,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/olimpiadi-ucraina-inflazione\/\">\u00a0si inserisce perfettamente in questa strategia, ampliandone la portata e gli effetti<\/a><\/strong>. Il dirigersi dell\u2019inflazione verso o oltre la soglia del 10%, obbligher\u00e0 inevitabilmente le banche centrali occidentali, FED in testa, a varare una stretta monetaria, il cui effetto sui debiti pubblici, esplosi con la pandemia e l\u2019attuale crisi ucraina, sar\u00e0 dirompente. L\u2019Italia, con il suo rapporto debito pubbilco\/PIL superiore al 150%, sar\u00e0 quasi certamente l\u2019epicentro anche della prossima crisi finanziaria europea e mondiale<strong>, come pi\u00f9 volte evidenziato dall\u2019American Enterprise Institute nelle sue analisi sul nostro Paese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi eccessivamente focalizzata sulla penisola non consente, per\u00f2, di comprendere appieno i pericoli all\u2019orizzonte. L\u2019Italia \u00e8, infatti, immersa nel Mar Mediterraneo e la sua vita \u00e8 indissolubilmente legata a ci\u00f2 che accade in Africa Settentrionale e nel Levante. Questa regione, gi\u00e0 prima del Covid, doveva ancora smaltire i postumi delle Primavere Arabe, la vasta destabilizzazione politica condotta da angloamericani e francesi, sfruttando anche il malcontento delle popolazione causato dal forte rialzo dei prezzi dei cereali tra l\u2019autunno 2010 e la primavera 2011 (si ricordi che pi\u00f9 una popolazione \u00e8 povera, maggiore \u00e8 la sua quota di reddito destinata all\u2019acquisto di beni alimentari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Covid ha peggiorato la situazione, martoriando in particolare un Paese, il Libano, che costituisce una permanente minaccia strategica per Israele. La fortissima impennata attuale del prezzo del grano (unito al rialzo dei prezzi energetici) sar\u00e0 senza dubbio sfruttata dagli anglosassoni e dai francesi per condurre una seconda, e pi\u00f9 radicale, destabilizzazione del Mediterraneo e del Medio Oriente. La prospettive di miseria (se non di carestia vera e propria) saranno benzina con cui incendiare le piazze arabe. La Libia, che costituiva la riserva energetica strategica dell\u2019Italia, \u00e8 stata destabilizzata nel 2011 e da allora non si \u00e8 mai pi\u00f9 ripresa: nel marzo 2022, quando servirebbe pompare al massimo petrolio e gas dalla Quarta Sponda, i flussi sono in sostanza fermi, grazie al caos politico che imperversa nel Paese. L\u2019Algeria \u00e8, al momento, il secondo grande fornitore di gas dell\u2019Italia (si dice sia diventato in questi giorni il primo, fornendo circa il 40% del fabbisogno di metano). Nel 2011 i tentativi di destabilizzare Algeri andarono a vuoto: tutto lascia supporre che anglo-francesi e americani tornino alla carica nei prossimi mesi e ci\u00f2 spiega perch\u00e9 l\u2019Algeria stia rafforzando costantemente i legami militari con Russia e Turchia (e Germania). Qualora le potenze anglosassoni dovessero riuscire a gettare l\u2019Algeria nel caos (dopo aver reciso definitamente i legami tra Russia ed Occidente), per l\u2019Italia si concretizzerebbero lo scenario di un vero e proprio blackout, con conseguente paralisi economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8, come l\u2019Ucraina, parte integrante di quella \u201czona d\u2019attrito\u201d o \u201ccrush zone\u201d tra terra e mare. Senza alcun dubbio, l\u2019Italia ha imboccato un percorso di declino irreversibile simile all\u2019Ucraina: il vuoto politico creatosi nel centro del Mediterraneo, \u00e8 ormai chiaro, sar\u00e0 colmato dalla Francia con l\u2019assenso anglosassone. Russia e Germania (la cui tenuta economico-sociale sarebbe per\u00f2 messa in forse dall\u2019interruzione delle forniture russe) sono le ultime potenze europee ad avere interesse alla sopravvivenza del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/italia-prossima-ucraina\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/italia-prossima-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI \u00a0A margine della crisi ucraina, \u00e8 tempo di analizzare la specifica situazione dell\u2019Italia che, insieme alla Germania, sar\u00e0 la grande perdente delle sanzioni alla Russia. 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