{"id":70931,"date":"2022-03-15T10:42:21","date_gmt":"2022-03-15T09:42:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70931"},"modified":"2022-03-14T10:44:19","modified_gmt":"2022-03-14T09:44:19","slug":"ucraina-non-ci-sono-santi-il-bene-e-il-male-devono-aspettare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70931","title":{"rendered":"Ucraina: non ci sono santi. Il Bene e il Male devono aspettare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Report Difesa (Vincenzo Santo &#8211; Generale di Corpo d\u2019Armata Esercito (ris))<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kiev.<\/strong> Il mondo \u00e8 passato senza soluzione di continuit\u00e0 dal Covid 19 all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>I canali televisivi e le radio, con un solo colpo di scorrevole, come sa chi ha studiato con il regolo calcolatore, hanno messo da parte vaccini, vax e novax e persino il green pass, per accogliere altri esperti.<\/p>\n<p>Lo spettacolo deve continuare e ha purtroppo preso il gusto di voler persino educare.<\/p>\n<p>E dopo questa guerra, la speranza dei media sar\u00e0 forse nell\u2019arrivo di una carestia, l\u2019ultimo cavaliere dell\u2019Apocalisse cha manca all\u2019appello per completare un ciclo nel breve volgere di un paio d\u2019anni.<\/p>\n<p>Gli altri li abbiamo gi\u00e0 avuti, infatti. E due, quello con l\u2019arco e quello con la spada, persino in un colpo solo, grazie a Putin.<\/p>\n<p>E quanto piacciono le frecce sulle carte topografiche a un popolo che dell\u2019essere soldato e delle cose militari non ha pi\u00f9 la pi\u00f9 pallida idea.<\/p>\n<p>La meteorologia degli eventi impera, perch\u00e9 vogliamo sapere quando, dove e se Putin si fermer\u00e0, per poterci rasserenare e passare un\u2019altra notte tranquilli.<\/p>\n<p><strong>NON SI PUO\u2019 VATICINARE IL FUTURO<\/strong><\/p>\n<p>Domani si vedr\u00e0. Se non vaticini il futuro non sei nessuno, ed ecco gli astrologi degli accadimenti che lanciano certezze, salvo fare marcia indietro il giorno successivo.<\/p>\n<p>Del resto, ci si pu\u00f2 azzeccare, succede il 50% delle volte. Tuttavia, le guerre con il loro andamento si studiano dopo.<\/p>\n<p>Vaticinarne il futuro \u00e8 peccato di presunzione, quella di conoscere nel dettaglio non solo ci\u00f2 che gira nella mente di Putin, del suo circolo e in quella dei generali russi, ma anche della controparte.<\/p>\n<p>L\u2019unica, peraltro, che si sgola di pi\u00f9 raccontandoci, ovviamente, ci\u00f2 che conviene. Noi faremmo la medesima cosa.<\/p>\n<p>Clausewitz parlava di <em>fog e friction<\/em> quali elementi di disturbo, inevitabili, per chiunque fosse padrone dei propri piani, una volta entrato in guerra e posto dinanzi alla situazione di dover applicare quei piani.<\/p>\n<p>Figurarsi per gli \u201caltri\u201d, coloro che di quei piani non hanno la pi\u00f9 pallida idea.<\/p>\n<p>Ma se siamo cos\u00ec bravi, mi chiedo, come mai non l\u2019abbiamo fermato prima Putin?<\/p>\n<p>Forse ci sono sfuggiti tutti gli accadimenti che ci hanno portato a questo risultato? Quindi, le cause, cio\u00e8 i motivi che possono aver generato il fatto?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma se vogliamo ambiziosamente arrivare ad una veloce conclusione avvicinando in una trattativa le posizioni che oggi appaiono inconciliabili, occorre riprendere alla mano questo percorso.<\/p>\n<p>Senza reticenze e con umilt\u00e0, perch\u00e9 fanno parte della politica, un processo che non cessa mai, proprio perch\u00e9 volto a individuare possibili soluzioni e compromessi su cui articolare il futuro.<\/p>\n<p>Anche quello immediato. La politica, infatti, continua. In questo, il pur bravo ufficiale prussiano sbagliava.<\/p>\n<p>Ma la politica di allora aveva una connotazione diversa e in contesti differenti, lo si pu\u00f2 perdonare.<\/p>\n<p>E sbaglia anche chi tra i nostri politici crede che la diplomazia, l\u2019anima della politica internazionale si fermi allo scoppio del cannone. Hanno detto anche di questo. Imperdonabili.<\/p>\n<p>Che cosa avviene invece? Accade che chi cerca di farlo, tentando di analizzare i motivi viene accusato di parteggiare per Putin.<\/p>\n<p>Si ricomincia il tifo tra buonisti e cattivisti. \u201c<em>Allora tu lo stai giustificando!<\/em>\u201d, dicono con disprezzo e con modi accusatori.<\/p>\n<p>Molti lo fanno per ignoranza, confondendo giustificazione con motivazione.<\/p>\n<p>Oppure, per i pi\u00f9 furbi, \u00e8 solo una debole scusa per nascondere le responsabilit\u00e0 di tutti, a mio giudizio soprattutto qui in Occidente, per non aver fatto di tutto per impedire questa tragedia.<\/p>\n<p>Oppure, infine, per gli incapaci, che pure in tanti abitano la nostra politica, per ingraziarsi \u201cil debole\u201d che si \u00e8 di fatto lasciato solo con le proprie disgrazie. Ho detto debole, non incolpevole. In questa tragedia, di incolpevoli non ce ne sono.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ho letto di qualcuno che, chiamando in causa persino Anna Arendt e David Hume, ha bollato come banale, o qualcosa del genere, il meccanismo \u201ccausa-effetto\u201d, il concetto di causalit\u00e0, insomma.<\/p>\n<p>Con lo scopo di derubricare a menzogna o sciocchezza, e quindi immeritevole di qualsiasi argomentazione, l\u2019ipotesi che sia stato l\u2019irragionevole allargamento della NATO ad aver infastidito l\u2019orso russo.<\/p>\n<p>Un azzardo filosofico che molto male si attaglia ai fatti del mondo, in quanto pone come presupposto che i ragionamenti, lo dice Hume, derivino dall\u2019abitudine, e che \u201cil credere\u201d sia pi\u00f9 il prodotto della parte sensitiva che non della parte cognitiva della natura umana.<\/p>\n<p>Ma nei fatti del mondo \u00e8 questa che entra in gioco e le cause hanno il loro peso.<\/p>\n<p>Infine, credere, come mi pare pensasse la Arendt, che la storia sia piena di eventi la cui frequenza e accadimento hanno luogo solo perch\u00e9 creati e interrotti solo dall\u2019iniziativa dell\u2019uomo in quel momento, libero di agire, mi pare limitativo.<\/p>\n<p>Esiste un passato. Certo, una causa non \u00e8 detto che generi uno stesso evento, anche se tale \u201ccongiunzione o successione\u201d, nelle parole di Hume, dovesse ripetersi una moltitudine di volte. Concordo.<\/p>\n<p>Ma allora vale anche per la Conferenza di Monaco del 1938. Non la si pu\u00f2 prendere, per gli stessi motivi per i quali si rigetta l\u2019ipotesi dell\u2019argomento della NATO, come causa di quanto ha deciso o decider\u00e0 ancora Putin, perch\u00e9 causa ante fattuale della tragedia della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Farlo \u00e8 una contraddizione, ma dimostrazione del solito tifo e dell\u2019opera di convincimento strumentale di chi \u00e8 il \u201cmale\u201d.<\/p>\n<p>Ogni \u201ceffetto\u201d ha una causa, in natura e nelle azioni umane. Ma ci\u00f2 non pregiudica la libert\u00e0 dell\u2019uomo nel fare delle scelte sulla base dei \u201cmotivi\u201d che lo inducono a farle.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sceglie produce un effetto e delle conseguenze, che a loro volta costituiscono possibili motivi per altre scelte.<\/p>\n<p>Ora, se questa causalit\u00e0, possa essere generata per deduzione del singolo, per via della sua esperienza, analogo discorso non lo si pu\u00f2 fare per un sistema costituito di pi\u00f9 persone in pi\u00f9 ruoli, tra loro collegati e coordinati. Un governo o uno stato persino.<\/p>\n<p>Parlando onestamente delle cause potremmo giungere a risolvere un problema sfuggendo dal medesimo paradigma secondo cui l\u2019abbiamo creato.<\/p>\n<p>Abbiamo trascurato che il mondo in due decenni \u00e8 completamente cambiato anche in termini di proiezione di potenza, altrove ho scritto di \u201cdistribuzione di potenza\u201d, e con presunzione ci siamo fatti soli interpreti dei \u201ctimori\u201d degli altri, e di valutarli, e delle rispettive esigenze di sicurezza; soprattutto, in questa tragedia abbiamo operato colpevolmente per dissuasione spacciandola per deterrenza.<\/p>\n<p>Honor\u00e9 de Balzac, riporta che, secondo Napoleone, \u201c<em>comprendere gli interessi di tutti \u00e8 di un governo ordinario; il prevederli \u00e8 di un grande governo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Noi, come Occidente, che tanto andiamo fieri anche quando siamo noi a farle le invasioni, abbiamo di fatto in mano il governo del mondo. Su questo c\u2019\u00e8 poco da discutere.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 ordinario o grande? Partiamo da una posizione di indubbia forza che pu\u00f2 dare alla testa.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 sull\u2019interesse delle parti che si articola una discussione. Non sulle passioni innescate dalle immagini e dalle chiacchiere.<\/p>\n<p>E invece non lo stiamo facendo, perdendoci dietro le carte topografiche, le direttrici di attacco, il carro russo dato alle fiamme, le parole di Zelens\u2019kyj, i rifugiati, la piet\u00e0 per i bambini, le concioni di Putin, le solite interviste banali alla prima massaia che capita, le riprese di chi fugge o dei razzi che arrivano, naturalmente solo quelli russi arrivano sui civili, e le bandiere gialloblu.<\/p>\n<p>Mancano gli inginocchiamenti, per ora.<\/p>\n<p>E, infine, la perenne richiesta dei media di parlare del \u201cfuturo\u201d. Non \u00e8 altro che spettacolo.<\/p>\n<p>Ancora Napoleone, credo sempre attuale, diceva che \u201c<em>bisogna offrire al popolo delle feste rumorose, gli sciocchi amano il rumore e la massa \u00e8 costituita da sciocchi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Parafrasando Freud, nella contesa non c\u2019\u00e8 verit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo questa guerra, l\u2019Europa potrebbe essere diversa da come si \u00e8 oggi. Che si vinca o che si perda.<\/p>\n<p>Non possiamo dare per scontato nulla. C\u2019\u00e8 chi, dallo scorso agosto lo si fa, con l\u2019uscita dall\u2019Afghanistan, parla di uno \u201c<strong><em>strategic compass<\/em><\/strong>\u201d, un concetto strategico per l\u2019Europa, e di un esercito europeo. Quello fatto, o non fatto, dagli americani in Afghanistan non c\u2019\u00e8 piaciuto e, pertanto, la faccio breve, dobbiamo iniziare a pensarci da soli alla nostra sicurezza.<\/p>\n<p>I concetti spesso rimangono sulle pagine scritte, ma quella dell\u2019esercito, pur definendola una bella idea, chiss\u00e0 se sar\u00e0 anche buona, visto anche che non se ne delineano i dettagli, laddove solitamente si nasconde il diavolo.<\/p>\n<p>Inoltre, se la Russia andasse in bancarotta, e se Putin crollasse, lasciando il posto a un governo democratico e liberale, un qualcosa che finalmente ci potesse piacere, avremmo ancora bisogno di questo Esercito?<\/p>\n<p>Io ne ho qualche dubbio. E se invece la Russia ne uscisse \u201cindenne o persino vittoriosa\u201d?<\/p>\n<p>Ecco, credo sarebbe gioco forza riaprire la pagina di una nuova contrapposizione e ricominceremmo daccapo con l\u2019ombrello americano, con buona pace per l\u2019idea di un Esercito europeo. La paura di essere abbandonati da Washington sar\u00e0 passata.<\/p>\n<p>Molti si divertono a disegnare vari scenari, ipotizzando chiss\u00e0 quali altre mire abbia Putin. Si parla solo di lui e dei suoi progetti \u201cterritoriali\u201d su altre terre.<\/p>\n<p>Io non lo escludo e sono convinto che se cos\u00ec fosse si troverebbe a confrontarsi con la NATO. Va bene, occorre fermarlo, ma \u00e8 cos\u00ec pazzo come tutti dicono?<\/p>\n<p>E se siamo convinti di questo, mi chiedo, ce ne accorgiamo solo ora? Cio\u00e8, \u00e8 mai possibile che ci si rende conto solo oggi che lui ha un preciso disegno \u201cimperiale\u201d, una sua dottrina, con la specifica volont\u00e0 per la Russia che torni a essere rispettata e temuta, e che persino lo abbia scritto di recente? Solo ora?<\/p>\n<p>E dagli eventi del 2014 che cosa abbiamo tratto? Nessuno ha mai fatto attenzione alle parole che in varie circostanze ha pronunciato e, soprattutto, che Mosca stesse riprendendo vigore, anche militare, gi\u00e0 dalla guerra in Georgia nel 2008?<\/p>\n<p>Le nostre cancellerie occidentali che cosa hanno fatto? Le nostre Agenzie di <em>intelligence<\/em> che cosa andavano a guardare? Io credo che dormissero e con loro i vari governi, tranne uno. Capirete chi.<\/p>\n<p><strong>I BUONI OCCIDENTALI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, passiamo dall\u2019altra parte della barricata. Quella dei \u201cbuoni\u201d.<\/p>\n<p>Parliamo di noi occidentali. Ne traccio uno io di scenario. Velocissimo.<\/p>\n<p>Partiamo con una domanda: una Russia piegata e con un Putin fuori gioco farebbe comodo a qualcuno? Gi\u00f9 Putin, magari fatto fuori dagli stessi suoi fedeli, potremmo avere un regime pi\u00f9 amico, forse solo un po\u2019 pi\u00f9 accondiscendente, ma non so davvero fino a che punto liberale e democratico.<\/p>\n<p>Fatto questo, arriveremmo finalmente a quella fine della storia raccontata da <em>Francis Fukuyama<\/em> nel suo <strong><em>\u201cThe End of History and the Last Man\u201d<\/em><\/strong>? Non so, ma non \u00e8 questo il punto, in realt\u00e0. Le sue conclusioni, a mio parere, si muovono in armonia con il pensiero di <em>Samuel Huntington<\/em> nell\u2019altro scritto <strong><em>\u201cThe Clash of Civilizations\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Pensieri praticamente contemporanei. La democrazia liberale \u00e8 inevitabile, dato il crollo del comunismo, e tocca all\u2019America accompagnarne questa inevitabilit\u00e0, dice Fukuyama.<\/p>\n<p>E occorre un approccio proattivo per difendere la \u201cpropria civilt\u00e0\u201d, quella occidentale, rinforza Huntington. Interessante questo contrasto tra \u201cproattivit\u00e0 e difesa\u201d, vero? Si pu\u00f2 comprendere molto di come, dai primi anni Novanta, gli Stati Uniti si siano mossi nel mondo, e con loro anche noi.<\/p>\n<p>Quindi, da una parte, accompagnare la democrazia, dall\u2019altra difendersi proattivamente.<\/p>\n<p>E per Huntington, chi \u00e8 l\u2019avversario pi\u00f9 pericoloso tra le otto principali civilt\u00e0 da lui individuate? Ve lo dico io, non l\u2019Islam, come qualcuno penserebbe per via delle derive fondamentaliste, ma quello che ha nel confucianesimo la sua tradizione filosofica e religiosa, cio\u00e8 la Cina.<\/p>\n<p>Sorpresi? E, per farla breve, quanto pi\u00f9 pericolosa sarebbe la Cina con una spalla robusta militarmente e prodiga, in termini di risorse energetiche e minerarie, nonch\u00e9 con grandi spazi di manovra (Heartland), economica e finanziaria, che consentirebbero tra l\u2019altro un pi\u00f9 agevole accesso anche all\u2019Artico? Tanto di pi\u00f9. E sta accadendo.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 per il solo fatto che strategicamente la sua proiezione sui mari del Pacifico sarebbe ancora pi\u00f9 dirompente.<\/p>\n<p>Come chi si spingesse in avanti facendo leva con le gambe su un muro. Pertanto, sarebbe meglio dividere Mosca da Pechino. Cosa riuscita \u201cal contrario\u201d, lo si ricorder\u00e0, con Kissinger e Nixon, agli inizi degli anni \u201870.<\/p>\n<p>E come sarebbe possibile farlo? Magari dissanguando la Russia con un carico di sanzioni tali da ipotizzare una sollevazione popolare tipo Kiev nel 2014.<\/p>\n<p>E come si fa ad applicare queste sanzioni dolorose? Basterebbe indurre Mosca a compiere una mossa deplorevole sul piano internazionale, e in Europa, in un posto molto vicino al cuore della vecchia Europa.<\/p>\n<p>La Georgia e il Kazakistan non arrivano a far vibrare le corde del terrore e dell\u2019emozione agli europei, di solito ricalcitranti quando si tratta di fronteggiare con determinazione e cattiveria Mosca. E poi, soprattutto, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la Merkel.<\/p>\n<p>Opportunit\u00e0 e convenienza, i due principali ingredienti per tracciare e applicare una strategia.<\/p>\n<p>\u00c8 parte di una visione ancora pi\u00f9 ampia. Si tratta della necessit\u00e0 di mantenere l\u2019instabilit\u00e0 a livello regionale per rendersi indispensabili, cio\u00e8 riaccendere il mito della\u00a0<em>\u201c<strong>Indispensable Nation<\/strong>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In un mondo in cui i cambiamenti climatici nonch\u00e9 le fonti energetiche e minerarie possono determinare nuove e diverse mappature nelle \u201cgeografie\u201d delle risorse, e delle conseguenti linee di approvvigionamento e di comunicazione, quindi una conflittualit\u00e0 che vedrebbe negli oceani il principale terreno di confronto e di proiezione, il <strong><em>Rimland<\/em><\/strong>, pur un vecchio riflesso geopolitico, mantiene ancora ed estende il suo ruolo strategico e fa s\u00ec che nella Cina si materializzi la maggiore preoccupazione americana.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario, non un atto di accusa. \u00c8 sempre ammirevole, ai miei occhi, chi bada agli interessi della propria nazione e ne costruisce il tracciato, anche a scapito degli interessi altrui. Non c\u2019\u00e8 spazio per l\u2019amore o l\u2019amicizia disinteressata. Noi non lo facciamo, ce ne vergogniamo.<\/p>\n<p>Andiamo a rimorchio, annebbiati invece dalla febbre manichea del bene e del male, presumendo il diritto di impersonare, noi occidentali, il bene e di affibbiare all\u2019altro il male. Veniamo quotidianamente pasturati con questo mangime buonista. Il pelo sullo stomaco ci disturba.<\/p>\n<p>Tentando di interpretare il pensiero di <strong><em>Prezzolini<\/em><\/strong> nel suo \u201c<strong><em>Dio \u00e8 un rischio<\/em><\/strong>\u201d, con la fede si rischia la volubilit\u00e0 e si pu\u00f2 cadere facili vittime dell\u2019ipocrisia. Alla ragione si obbedisce. E la ragione ci serve ora, non la passione innescata strumentalmente dallo spettacolo e dalla piet\u00e0 cristiana. Ripeto, nella contesa non c\u2019\u00e8 verit\u00e0.<\/p>\n<p>Quindi, si guardi ai fatti con freddezza, soprattutto ripercorrendone le cause, l\u2019unico modo per sperare di porre fine presto a questa tragedia e tracciare un futuro, nella convinzione che non si pu\u00f2 avere tutto. Pretenderlo ci porterebbe su un\u2019altra strada dove per\u00f2 occorrer\u00e0 prepararsi al peggio.<\/p>\n<p>Pertanto, lasciamo perdere il bene e il male. Nessuno \u00e8 un santo in questi affari. Per tornare a rivestire il ruolo dei \u201cbuoni\u201d c\u2019\u00e8 tempo, quello che ci impone la Storia. Siamo noi che la \u201ccausiamo\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.reportdifesa.it\/ucraina-non-ci-sono-santi-il-bene-e-il-male-devono-aspettare\/\">https:\/\/www.reportdifesa.it\/ucraina-non-ci-sono-santi-il-bene-e-il-male-devono-aspettare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Report Difesa (Vincenzo Santo &#8211; Generale di Corpo d\u2019Armata Esercito (ris)) Kiev. Il mondo \u00e8 passato senza soluzione di continuit\u00e0 dal Covid 19 all\u2019Ucraina. I canali televisivi e le radio, con un solo colpo di scorrevole, come sa chi ha studiato con il regolo calcolatore, hanno messo da parte vaccini, vax e novax e persino il green pass, per accogliere altri esperti. 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