{"id":70935,"date":"2022-03-15T08:30:29","date_gmt":"2022-03-15T07:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70935"},"modified":"2022-03-14T14:25:02","modified_gmt":"2022-03-14T13:25:02","slug":"il-reset-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70935","title":{"rendered":"Il Reset della scuola"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CRITICA SCIENTIFICA (Enzo Pennetta)<\/strong><\/p>\n<p><strong>La scuola per come la conosciamo non esiste pi\u00f9 (articolo e video)<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>Il reset della scuola, articolo sul perch\u00e9 e a seguire video della conferenza sull\u2019argomento svoltasi a Treviso il 3 marzo 2022 con Elisabetta Frezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Parliamo di scuola \u00e8 bene quindi definire l\u2019oggetto,<\/strong>\u00a0scuola deriva dal greco <em>schol\u00e8<\/em> che significa ozio.<\/p>\n<p>L\u2019ozio \u00e8 il tempo libero dal lavoro, \u00e8 quindi il tempo delle occupazioni degli uomini liberi il che \u00e8 profondamente diverso dal concetto di tempo libero, sono le attivit\u00e0 degli uomini liberi in contrapposizione a quelle servili proprie appunto dei servi o degli schiavi.<\/p>\n<p>Il tempo libero \u00e8 nell\u2019accezione attuale un tempo di svago e distrazione, divertimento, ed evidentemente la scuola non pu\u00f2 essere questo, il tempo libero dalle occupazioni \u00e8 nell\u2019antichit\u00e0 l\u2019ozio, \u00e8\u00a0<strong>un tempo in cui gli uomini sono liberi e in quanto tali si occupano delle cose di cui si occupano gli uomini liberi\u00a0<\/strong>e cio\u00e8 la<strong>\u00a0arti liberali<\/strong>\u00a0che furono codificate nel medioevo in quelle del Trivio e del Quadrivio:<\/p>\n<p><strong><em>Grammatica, retorica, dialettica\u00a0 \u00a0 \u2013\u00a0 aritmetica, geometria, astronomia, musica.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Le arti liberali sono\u00a0<\/strong>quelle nelle quali l\u2019uomo libero si realizza nel senso aristotelico del compimento di una potenzialit\u00e0 in atto, questo \u00e8 anche lo scopo della schol\u00e8, questo \u00e8 ancora oggi lo scopo di quell\u2019istituzione che chiamiamo scuola.<\/p>\n<p>La scuola deve in definitiva essere il luogo della cultura che etimologicamente ha la stessa radice di coltivare, in questo senso nella scuola \u00e8 l\u2019uomo che viene coltivato e fatto crescere ancora una volta esprimendo il passaggio dalla potenza all\u2019atto.<\/p>\n<p>Se invece l\u2019oggetto di cui trattiamo \u00e8 un\u2019istituzione che prepara al mondo del lavoro, fosse pure di alto livello, non possiamo parlare di schol\u00e8 ma di istituti di formazione al lavoro, rispettabilissimi ma etimologicamente non sono\u00a0<em>schol\u00e8<\/em>, si tratta di luoghi dove non \u00e8 l\u2019uomo ad essere coltivato ma il lavoratore, si passa dall\u2019essere fine a se stesso ad essere finalizzato ad un uso.<\/p>\n<p><strong>In perfetto stile da neolingua si lascia dunque il termine scuola per svuotarlo di significato e riempirlo con un altro;<\/strong>\u00a0la confezione dall\u2019esterno \u00e8 la stessa ma \u00e8 cambiato il contenuto.<\/p>\n<p><strong>Si tratta dunque di decidere quale tipo di percorso vogliamo<\/strong>, l\u2019uno vede la persona come centro intorno a cui ruota tutta l\u2019attivit\u00e0 ed \u00e8 orientato allo sviluppo delle potenzialit\u00e0 umane, l\u2019altro \u00e8 orientato alla fornitura di personale al mondo del lavoro; in questo secondo sistema il centro \u00e8 il mercato e lo studente \u00e8 la merce grezza che la scuola deve valorizzare. In definitiva in questa seconda accezione la scuola diventa un\u2019industria manifatturiera di trasformazione di materie prime grezze (i vostri figli) in semilavorati di maggiore o minore pregio.<\/p>\n<p>In questa ottica ha ad esempio senso la consuetudine in voga negli Stati Uniti di investire, eventualmente con denaro preso in prestito, nell\u2019istruzione dei figli che poi diverranno fonte di reddito proporzionata, in caso contrario si dichiarer\u00e0 il fallimento per disavanzo economico.<\/p>\n<p><strong>Quella che \u00e8 in gioco nelle due visioni \u00e8 propriamente una diversa antropologia;<\/strong>\u00a0nella scuola l\u2019essere umano \u00e8 il fine in quanto nulla esiste di pi\u00f9 importante dell\u2019uomo, nella seconda il fine \u00e8 il mercato eletto a principio naturale fondamentale e l\u2019uomo \u00e8 solo uno dei tanti esseri viventi che si deve adeguare a tale principio.<\/p>\n<p>Si tratta di passare\u00a0<strong>da essere un animale politico, z\u00f2on politik\u00f2n, per fare riferimento ad Aristotele, ad animale e basta, cio\u00e8 z\u00f2on; <\/strong>si tratta quindi di passare dalla dimensione della politica a quella della zootecnica, questa \u00e8 l\u2019antropologia che fa da sfondo allo snaturamento della scuola avvenuto negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>La visione antropologica mercatistica coincide con quella di una dinamica animale attraverso la darwiniana legge della competizione e selezione naturale posta a principio della biologia, una legge senza la quale nulla in biologia avrebbe pi\u00f9 senso in accordo ad un celebre, tra i naturalisti, detto del genetista Theodosius Dobzhansky.<\/p>\n<p><strong>L\u2019animale politico \u00e8 caratterizzato dalla parola<\/strong>, il linguaggio simbolico che \u00e8 caratteristica della sola specie umana e che permette la comunicazione di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto e quindi permette di decidere le leggi dello stato; chi non ha bisogno di comunicare, restando sempre ad Aristotele, o \u00e8 un dio oppure un animale, l\u2019alternativa allo z\u00f2on politik\u00f2n \u00e8 dunque solamente lo z\u00f2on, cio\u00e8 l\u2019animale senza parola, ed ecco quindi che dall\u2019istruzione tende a scomparire proprio la parola per far posto a modelli esteri celebrati come desiderabili che usano le crocette da apporre a frasi preconfezionate, ecco scomparire il tema di italiano per lasciare posto ad articoli giornalistici o saggi pre-orientati verso un determinato e conveniente giudizio, si pensa ma solo come si deve pensare prima di non pensare pi\u00f9 affatto e diventare solo contenitori da riempire con idee preconfezionate e propaganda politicamente corretta.<\/p>\n<p><strong>Viene cos\u00ec introdotta la nuova educazione civica che altro non \u00e8 che la dichiarata \u201cagenda\u201d 2030,<\/strong>\u00a0cio\u00e8 un vero e proprio programma politico imposto ma spacciato come qualcosa di universalmente desiderabile e ovviamente non criticabile, un\u2019agenda fumosa quanto basta per non far capire che si tratta di un rimodellato sociale o \u201creset\u201d come \u00e8 pi\u00f9 corretto dire oggi.<\/p>\n<p>I<strong>l linguaggio del mercato si \u00e8 impadronito del luogo della cultura\u00a0<\/strong>introducendo dirigenti scolastici al posto dei presidi, i debiti e i crediti formativi e sopra ogni cosa l\u2019alternanza scuola lavoro, gli esami sono via via svuotati divenendo delle pratiche burocratiche cavillose dove il timore di ricorsi determina il voto finale pi\u00f9 della valutazione dei docenti, una istituzione didattica di questo tipo non ha pi\u00f9 la funzione della scuola se non in maniera residuale\u00a0 e progressivamente in diminuzione.<\/p>\n<p><strong>Il movimento graduale di destrutturazione dell\u2019istituzione scolastica ha infine subito un\u2019accelerazione<\/strong> impressa sotto la spinta dell\u2019emergenza Covid; lo stesso Klaus Schwab, direttore del WEF, nel suo \u201cThe Great reset\u201d indica nella crescita esponenziale la caratteristica di questi fenomeni, la Didattica a distanza ha aperto una finestra che mostra un mondo dove un insegnante pu\u00f2 bastare per centinaia di studenti e che pu\u00f2 essere anche sostituito da una registrazione video, le valutazioni potranno essere effettuate con test centralizzati sviluppati e messi a punto in anni di prove dall\u2019INVALSI.<\/p>\n<p>Questa istituzione educativa che abbiamo visto non pu\u00f2 pi\u00f9 essere definita scuola non \u00e8 evidentemente un incidente di percorso e niente lascia presagire un ripensamento e tantomeno un cambio di rotta, la residua possibilit\u00e0 di fare \u201cschol\u00e8\u201d \u00e8 lasciata alla libera iniziativa di gruppi sempre pi\u00f9 diradati di insegnanti.<\/p>\n<p><strong>La scuola potr\u00e0 essere ripristinata\u00a0<\/strong>solo con una inversione a livello legislativo e di quello che si chiama \u201cstato profondo\u201d la quale non potr\u00e0 verificarsi se non dopo profondi rivolgimenti sociali e geopolitici.<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo quello che resta da fare<\/strong>\u00a0\u00e8 la realizzazione di strutture autonome dal Ministero nelle quali venga preservata la \u201cscuola\u201d, si tratta di riproporre quello che avvenne al tempo delle invasioni barbariche con i monasteri in cui la civilt\u00e0 veniva preservata in attesa di poterla nuovamente edificare su un terreno pi\u00f9 favorevole.<\/p>\n<p><strong>Questo sar\u00e0 un terreno fondato su una diversa antropologia dove l\u2019essere umano \u00e8 tornato ad essere un animale politico il quale \u00e8 a sua volta fondato sulla parola, il logos, e non un homo oeconomicus fondato sul mercato, uno zo\u00f2n senza parola destinato alla zootecnia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Video Della conferenza con Elisabetta <\/strong><strong>F<\/strong><strong>rezza:<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"fluid-width-video-wrapper\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; 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