{"id":70970,"date":"2022-03-16T11:46:54","date_gmt":"2022-03-16T10:46:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70970"},"modified":"2022-03-16T11:46:54","modified_gmt":"2022-03-16T10:46:54","slug":"exit-dieter-kopp-1939-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70970","title":{"rendered":"Exit Dieter Kopp (1939-2022)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QUOD LIBET, BLOG UNA VOCE (Giorgio Agamben)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Villa Balestra, via Benaglia 10, via di Grotta Pinta 10, via della Penitenza, via del Governo vecchio 115, via Arenula 21, via Paolo II 1 (l\u2019ultimo) \u2013 questi gli indirizzi che ricordo, fra i tanti che ha abitato peregrinando a Roma \u2013 troppi per mettere, come pure si dovrebbe, una lapide, come quella in via del Mascherone nella casa in cui ha vissuto Wilhelm Waiblinger, il biografo di H\u00f6lderlin, \u00abqui finalmente felice\u00bb. Perch\u00e9 felice Dieter \u00e8 stato in qualche modo sempre, senza curarsi della povert\u00e0 o del denaro (quando capitava), del successo (quando capitava) o del disconoscimento.<\/p>\n<p>Laura, la figlia con cui abitava quando l\u2019ho conosciuto e ancora per molti anni dopo, non aveva giocattoli. Un giorno, quasi volesse svelarmi il mistero del gioco della vita e dell\u2019arte, mi disse: \u00abfacciamo finta che quest\u2019acqua vera sia finta\u00bb.<\/p>\n<p>Era venuto dall\u2019alta Baviera prima a Firenze e poi dal 1966 a Roma, che non lasci\u00f2 mai, salvo per un periodo \u2013 per molti aspetti decisivo \u2013 fra il 1972 e il 1974 , passato con Laura nell\u2019isola di Paros. Fra quanti ho conosciuto, lui solo veramente romano, anche se non si era mai messo in regola col permesso di soggiorno o con la residenza. Era, la sua, una vita abitante, che per questo sempre pi\u00f9 si allontanava, come nel tardo verso di H\u00f6lderlin: \u00abquando lontano va la vita abitante degli uomini\u2026\u00bb. Lontano,\u00a0<i>in die Ferne<\/i>, dove \u00abla natura compie l\u2019immagine del tempo, \/ che essa si ferma e quelli subito trascorrono \/ \u00e8 per la perfezione\u2026\u00bb. Lontano \u2013 per lui, che voleva \u00abrappresentare le cose come sono, o come sarebbero, se io non ci fossi\u00bb, per lui che diceva che nell\u2019arte l\u2019unico tempo che esiste \u00e8 l\u2019assenza di tempo.<\/p>\n<p>Il periodo trascorso a Paros coincide con l\u2019avvento impetuoso del colore, con gli allucinati paesaggi intravisti dalla finestra spalancata dello studio e soprattutto col quadro che non riesco a dimenticare: un paesaggio quasi senza cielo, soltanto raso la terra rossa cosparsa di sassi e muschio.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019altezza del cielo risplende \/ per l\u2019uomo, come alberi incoronati di fiori\u00bb. Cos\u00ec finisce la poesia di H\u00f6lderlin. A Roma era stato un albero, uno snello, alto pino a suggerirgli \u00abil principio di una nuova maniera\u00bb, dopo i primi \u00abquadri nebulosi che solo pian piano andavano acquistando parvenze concrete\u00bb.<\/p>\n<p>I colori di Paros riaffiorano senza tempo nei grandi nudi romani dei primi anni Ottanta. Riconosco nell\u2019estatico nudo sdraiato del 1981 il volto severo di Bettina, la ragazza che gli faceva da modella, che incontravo spesso con lui. Nella Roma ancora incantata e reticente di quegli anni ci vedevamo quasi ogni giorno al bar della porta Settimiana, che aveva ancora una sala di biliardo, che da anni non esiste pi\u00f9. Sento ancora il rintocco delle bocce nelle partite giocate insieme nel primo pomeriggio, prima di tornare lui a dipingere e io a scrivere.<\/p>\n<p>Ho conosciuto Dieter per via dell\u2019altro pensiero dominante, insieme alla pittura, nella sua vita. Nella primavera del 1968 eravamo seduti al bar Navona con Ginevra e Elsa Morante nella piazza semideserta che avevamo eletto a nostro luogo d\u2019incontro, quando si avvicin\u00f2 un giovane alto, elegante nel suo doppiopetto un po\u2019 logoro, e con una sorta di schiva disinvoltura chiese a Ginevra se gli permetteva di rivolgerle la parola. Da allora diventammo amici e quasi sodali e ho conosciuto uno dopo l\u2019altra le donne della sua vita, nell\u2019isola di Circe dove passavamo l\u2019estate o sui monti Cimini, dove in quegli anni avevamo condiviso una capanna accanto a una scuderia. Di notte si sentivano pestare gli zoccoli dei cavalli e i loro alti, affranti nitriti.<\/p>\n<p>La pittura \u00e8 una questione di gesti. La mano del pittore non rappresenta gli oggetti, ne afferra piuttosto la forma, \u00abnon la realt\u00e0 raggiunta, ma la realt\u00e0 da raggiungere\u00bb. Per questo il gesto di Dieter \u00e8, insieme, perentorio e sfumato (<i>flou, effac\u00e9<\/i>, ha scritto Jean Clair). Una volta afferrata la forma, sembra che la sua mano esiti lenta fino a mollare a poco a poco la presa, fino a lasciarsela sfuggire fra le dita.<\/p>\n<p>Da ragazzo, Dieter era stato iscritto dal padre nella Hofkunstanstalt di Monaco, come apprendista mosaicista. \u00abAvevo paura di fallire il test dei colori, fondamentale per un lavoro del genere\u00bb. Qualcosa del mosaico si \u00e8 impresso nel suo gesto, la minuziosa frammentazione dei colori che a chi guarda dalla giusta distanza sfuma in una impagabile integrit\u00e0.<br \/>\nNon credo che Dieter desse troppa importanza alle polemiche che gli piaceva provocare. Certo non ha avuto il riconoscimento che gli spettava. Credo tuttavia che l\u2019apprezzamento di Balthus e di Jean Clair e la precoce nomina a accademico di S. Luca gli fossero pi\u00f9 che sufficienti. Faceva infinitamente pi\u00f9 attenzione alla qualit\u00e0 dei cornetti per la sua colazione che alla sua carriera.<\/p>\n<p>Amava, come ogni vero pittore, il pastello. I lungoteveri romani all\u2019alba e al tramonto del 2000 sono un vertice di questa tecnica, dove il gesto ostinatamente insegue una indeterminazione che tende all\u2019aureola e alla gloria. Pastelli sono anche a partire dalla fine degli anni Novanta le ciotole sulla tovaglia a quadretti, una delle quali mi accompagna e non cessa di stupirmi da anni: la ciotola bruna, quasi lavorata al tornio, campeggia su un acceso rosso pompeiano, mentre in primo piano la quadrettatura della tovaglia scandisce un contrappunto inconfondibilmente musicale.<\/p>\n<p><i>Exit Dieter<\/i>. Ma qualunque sia il destino delle sue opere nei tempi oscuri che stiamo vivendo, quand\u2019anche gli archivi sciagurati della cultura ne smarrissero la memoria, il gesto della sua pittura resta indimenticabile. Non esige di essere ricordato, ma di restare per sempre indimenticabile.<\/p>\n<div align=\"right\">14 marzo 2022<br \/>\nGiorgio Agamben<\/div>\n<div align=\"right\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left\" align=\"right\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-exit-dieter-kopp-1939-2022\">https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-exit-dieter-kopp-1939-2022<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOD LIBET, BLOG UNA VOCE (Giorgio Agamben)\u00a0 Villa Balestra, via Benaglia 10, via di Grotta Pinta 10, via della Penitenza, via del Governo vecchio 115, via Arenula 21, via Paolo II 1 (l\u2019ultimo) \u2013 questi gli indirizzi che ricordo, fra i tanti che ha abitato peregrinando a Roma \u2013 troppi per mettere, come pure si dovrebbe, una lapide, come quella in via del Mascherone nella casa in cui ha vissuto Wilhelm Waiblinger, il biografo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":66335,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Quodlibet-XL.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-isG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70970"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70970"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70974,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70970\/revisions\/70974"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}