{"id":70980,"date":"2022-03-17T11:00:47","date_gmt":"2022-03-17T10:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70980"},"modified":"2022-03-16T12:12:52","modified_gmt":"2022-03-16T11:12:52","slug":"la-corsica-e-senza-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=70980","title":{"rendered":"La Corsica \u00e8 senza pace"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Tommaso Minotti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-70981\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/corsica-300x132.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/corsica-300x132.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/corsica.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Yvan Colonna \u00e8 ancora in condizione critiche in un ospedale a Marsiglia mentre le proteste in Corsica non si placano. Per domenica 13 marzo era stato indetto un altro corteo a Bastia dopo che scontri e manifestazioni si erano ripetuti quasi senza sosta per due settimane. A nulla \u00e8 valso l\u2019appello della Chiesa cattolica di Corsica e del vescovo Francois Bustillo che aveva fatto un invito \u201calla pace, all\u2019unit\u00e0 e alla riconciliazione\u201d. Infatti migliaia di persone sono scese in piazza a Bastia che \u00e8 tornata ad essere l\u2019epicentro di violente proteste contro la polizia. Il luogo dove sono avvenuti gli scontri \u00e8 sempre lo stesso: la prefettura. La giornata di domenica ha probabilmente rappresentato il momento pi\u00f9 alto di tensione sull\u2019isola dal giorno dell\u2019aggressione a Yvan Colonna e le conseguenze politiche che ha causato sono di ragguardevole importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La cronaca della giornata in Corsica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domenica inizia con la polizia che blinda il centro di Bastia e le vie attorno alla prefettura. Prima del corteo, previsto per le 15, viene ritrovata in un parcheggio vicino alla stazione ferroviaria una borsa con dentro 300 molotov. La tensione \u00e8 gi\u00e0 alta. La manifestazione parte quasi puntuale e per la prefettura ci sono 7000 persone, 12000\/15000 secondo gli organizzatori. Il corteo di Bastia, con alla sua testa il solito striscione \u201cStatu francese assassinu\u201d e scandendo i consueti slogan indipendentisti, \u00e8 inizialmente pacifico. La situazione degenera verso le 16. Alcune decine di manifestanti a volto coperto, con fumogeni e molotov, fanno il proprio ingresso tra le file del corteo. Sono accolti dagli applausi. La tensione sale con i primi lanci di bottiglie incendiarie contro i CRS, il corrispettivo dei reparti mobili italiani, a cui rispondono con getti d\u2019acqua e proiettili di gomma. Inizia cos\u00ec una serata di violenti scontri. Prima si assiste a un fitto lancio di oggetti contro la prefettura. Poi i manifestanti si rivolgono contro un edificio dell\u2019erario pubblico che viene dato alle fiamme. I pompieri, presenti in forse, domano velocemente l\u2019incendio. La polizia ha faticato moltissimo a contenere le proteste e in pi\u00f9 di un\u2019occasione ha dovuto arretrare avendo finito i lacrimogeni e i proiettili di gomma con cui respingere gli assalti. Verso le 21.30 ci sono state le ultime scaramucce dopodich\u00e9 una relativa calma \u00e8 tornata a Bastia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conseguenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il bilancio dei feriti luned\u00ec mattina \u00e8 di 67 persone, 44 poliziotti e 23 manifestanti, con un solo arresto. Il sindacato di polizia Unit\u00e9 SGP Police ha emanato un comunicato in cui afferma che le \u201cviolenze insurrezionali\u201d in Corsica sono intollerabili e parla di 400 rivoltosi, usando proprio il termine \u201cemeutiers\u201d, armati di molotov e bombe artigianali. Sulle durissime proteste \u00e8 intervenuto anche il sindacato dei commissari di polizia, il SCPN Commisaire, che ha denunciato le violenze inaccettabili e ha richiesto rinforzi da mandare in Corsica. La conseguenza pi\u00f9 significativa delle proteste di domenica \u00e8 la visita del ministro dell\u2019interno Gerald Darmanin in Corsica, prevista per mercoled\u00ec e gioved\u00ec. L\u2019obiettivo \u00e8 aprire un ciclo di discussioni con i rappresentanti eletti del popolo corso, soprattutto con il presidente del consiglio esecutivo Gilles Simeoni. Il governo di Parigi aveva provato a disinnescare le proteste togliendo lo status di detenuto segnalato in maniera particolare a Pierre Alessandri e Alain Ferrandi, gli altri due condannati per l\u2019omicidio del prefetto Erignac, ma ci\u00f2 non \u00e8 evidentemente servito. Emergono nel frattempo alcuni retroscena non confermati come quello riferito da Le Canard secondo cui Macron avesse negoziato con l\u2019esecutivo corso la piena autonomia in cambio dell\u2019appoggio alle Presidenziali, almeno nel secondo turno. Accordo saltato per il tentato omicidio di Colonna e i successivi scontri in Corsica. Notizia dell\u2019ultim\u2019ora \u00e8 la costituzione di una commissione d\u2019inchiesta parlamentare presieduta da Yael Braun-Pivet, membro di La Republique en Marche, il partito di Macron. La commissione prevede l\u2019audizione dei responsabili della prigione di Arles, dove Colonna \u00e8 stato attaccato, e l\u2019approfondimento delle condizioni carcerarie di Colonna stesso e del suo aggressore Elong Abe. L\u2019obiettivo, complicato da raggiungere, \u00e8 fugare ogni sospetto sulle possibili responsabilit\u00e0 delle istituzioni politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Considerazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune considerazioni sulla protesta in s\u00e9 sono per\u00f2 necessarie. La maggioranza di coloro che sono scesi in piazza, e soprattutto i settori pi\u00f9 combattivi della manifestazione, erano giovani o giovanissimi. Ci\u00f2 sta a significare che ci sono ampie porzioni di giovent\u00f9 corsa indipendentiste o comunque con forti pretese autonomiste. Il problema, per lo Stato francese, si porrebbe quindi nel futuro. C\u2019\u00e8 poi da considerare i fattori sociali ed economici. La disoccupazione in Corsica \u00e8 calata, come in tutta la Francia, ma l\u2019isola mediterranea resta comunque tra le regioni pi\u00f9 povere d\u2019Oltralpe. L\u2019impennata del turismo, avvenuta negli ultimi vent\u2019anni ma fermata bruscamente dal Covid, non ha permesso un consolidamento generale dell\u2019economia e permangono forti disparit\u00e0. C\u2019\u00e8 inoltre la questione della mafia corsa. Una presenza che negli ultimi anni \u00e8 stata oggetto di varie indagini giudiziarie e giornalistiche, importantissima \u00e8 stata quella di Le Monde nell\u2019ottobre 2021. Tali investigazioni hanno appurato la presenza influente di organizzazioni che hanno caratteristiche mafiose in tutta l\u2019isola, spesso collegate ai clan marsigliesi. In conclusione, le proteste indipendentiste trovano un terreno fertile in Corsica. L\u2019isola \u00e8 al centro di turbolenze politiche, economiche e sociali. L\u2019aggressione a Yvan Colonna \u00e8 diventata cos\u00ec il pretesto per scaricare tensioni presenti da tempo. In primis quelle pulsioni indipendentiste che non si sono mai sopite del tutto e che sono riuscite a fare presa su un buon numero di giovani corsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/corsica-senza-pace\/\">https:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/corsica-senza-pace\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Tommaso Minotti) Yvan Colonna \u00e8 ancora in condizione critiche in un ospedale a Marsiglia mentre le proteste in Corsica non si placano. Per domenica 13 marzo era stato indetto un altro corteo a Bastia dopo che scontri e manifestazioni si erano ripetuti quasi senza sosta per due settimane. 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