{"id":71018,"date":"2022-03-18T09:59:34","date_gmt":"2022-03-18T08:59:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71018"},"modified":"2022-03-17T21:01:27","modified_gmt":"2022-03-17T20:01:27","slug":"nigeria-esplode-oleodotto-eni-e-il-secondo-incidente-in-pochi-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71018","title":{"rendered":"Nigeria, esplode oleodotto Eni: \u00e8 il secondo incidente in pochi giorni"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INDIPENDENTE<\/strong> (Simone Valeri)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel sud della Nigeria, un oleodotto gestito da\u00a0<em>Eni<\/em>\u00a0\u00e8 esploso provocando una vasta fuoriuscita di greggio. L\u2019incidente ha interessato il sito di Nembe della joint venture locale\u00a0<em>Nigerian Agip Oil Company<\/em>. I pozzi collegati all\u2019impianto sono stati immediatamente chiusi e sono stati messi in atto i sistemi di contenimento. Sull\u2019esplosione non sono stati forniti ulteriori dettagli, ma certo \u00e8 che\u00a0<strong>si tratta del secondo incidente avvenuto nel giro di pochi giorni<\/strong>. Un episodio simile \u00e8 stato infatti registrato il 28 febbraio presso l\u2019impianto di Obama. \u00c8 stato cos\u00ec necessario interrompere temporaneamente il flusso delle esportazioni: quelle giornaliere, complessivamente, sono state ridotte di 30 mila barili. E per giustificare il calo nell\u2019export petrolifero dalla Nigeria, sia\u00a0<em>Eni<\/em>\u00a0che\u00a0<em>Shell<\/em>\u00a0hanno fatto ricorso alla clausola di \u201ccausa di forza maggiore\u201d. Nel mentre, i pescatori residenti nei villaggi limitrofi lamentano<strong>\u00a0le conseguenze negative delle frequenti fuoriuscite di greggio nella zona<\/strong>. \u00abOgni volta che ci\u00f2 avviene \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.africanews.com\/2022\/03\/14\/nigeria-fear-of-environmental-disaster-after-pipeline-explosion\/\">ha denunciato<\/a>\u00a0Noel Ikonikumo, presidente di un sindacato locale di pescatori \u2013 le nostre reti e gli altri attrezzi da pesca si impregnano di petrolio e non possiamo pi\u00f9 usarli perch\u00e9 l\u2019odore allontana i pesci. Abbiamo scritto alle compagnie interessate perch\u00e9 ci ascoltino e ci aiutino, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta\u00bb.<\/p>\n<p>Quel che si sospetta \u2013 a detta del direttore della\u00a0<em>National Oil Spill Detection and Response Agency<\/em>\u00a0\u2013 \u00e8 un atto di vandalismo. Sebbene forse, considerato il contesto, sia\u00a0<strong>pi\u00f9 idoneo chiamarlo atto di rivolta<\/strong>. Tra le multinazionali del petrolio e le comunit\u00e0 locali \u2013 in Nigeria cos\u00ec come in altri Paesi notoriamente sfruttati per fini estrattivi \u2013 non corre buon sangue. Un conflitto impari che va avanti ormai da oltre 80 anni dove a rimetterci sono l\u2019ambiente e l\u2019economia di sussistenza delle popolazioni in via di sviluppo. Ma \u00e8 proprio facendo leva sulla promessa di portare ricchezza che i colossi fossili si sono insediati nel Continente africano ma, dopo quasi un secolo,\u00a0<strong>quel che emerge \u00e8 solo speculazione ed inquinamento<\/strong>. Tra tutte, l\u2019area del Delta del Niger \u00e8 quella pi\u00f9 martoriata, da quando, nel 1956, vennero scoperti i primi giacimenti. In prima linea nello sfruttamento della zona, la\u00a0<em>Shell<\/em>, che controlla circa la met\u00e0 del sito, seguita da\u00a0<em>Total<\/em>,\u00a0<em>Chevron<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>Eni<\/em>. Un territorio un tempo incontaminato, ora letteralmente colonizzato, sull\u2019onda della corruzione, dai giganti petroliferi.<\/p>\n<p>Le perdite di greggio, causate da centinaia di chilometri di tubature vecchie ed usurate, sono all\u2019ordine del giorno. Ad oggi, sono oltre 36 mila i km\u00b2 di aree naturali invasi dal petrolio. Cos\u00ec, secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unep.org\/news-and-stories\/story\/unep-ogoniland-oil-assessment-reveals-extent-environmental-contamination-and\">un rapporto<\/a>\u00a0del\u00a0<em>Programma delle Nazioni Unite per l\u2019Ambiente,<\/em>\u00a0le popolazioni locali utilizzano quotidianamente acqua proveniente da pozzi contaminati dal benzene, i cui i livelli di tossicit\u00e0 sono\u00a0<strong>900 volte superiori alle soglie di sicurezza\u00a0<\/strong>fissate dall\u2019<em>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/em>. Discorso analogo per l\u2019aria. Questa \u00e8 contaminata dai gas, prodotti di scarto delle estrazioni petrolifere, che dal 1985 vengono bruciati a cielo aperto per rendere l\u2019estrazione del petrolio molto pi\u00f9 veloce ed economica. Negli ultimi anni, per\u00f2, qualcosa sta cambiando. La\u00a0<em>Shell,\u00a0<\/em>ad esempio,\u00a0<strong>\u00e8 stata gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2021\/08\/13\/nigeria-shell-paghera-111-milioni-di-dollari-per-fuoriuscite-di-petrolio\/\">condannata<\/a>\u00a0a risarcire le comunit\u00e0 devastate,<\/strong>\u00a0mentre lo stesso governo nigeriano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2021\/05\/28\/la-nigeria-ha-ritirato-ad-eni-una-mega-licenza-petrolifera\/\">ha ritirato<\/a>\u00a0ad\u00a0<em>Eni<\/em>\u00a0una grossa licenza petrolifera per sospetta corruzione. Questo non porr\u00e0 di certo fine ad ogni sfruttamento e non ripristiner\u00e0 le terre distrutte, ma almeno si spera che le pressioni internazionali ed una maggiore attenzione per l\u2019ambiente guidino un significativo cambio di rotta in Africa come altrove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/03\/16\/nigeria-esplode-oleodotto-eni-e-il-secondo-incidente-in-pochi-giorni\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/03\/16\/nigeria-esplode-oleodotto-eni-e-il-secondo-incidente-in-pochi-giorni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE (Simone Valeri) &nbsp; Nel sud della Nigeria, un oleodotto gestito da\u00a0Eni\u00a0\u00e8 esploso provocando una vasta fuoriuscita di greggio. L\u2019incidente ha interessato il sito di Nembe della joint venture locale\u00a0Nigerian Agip Oil Company. 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