{"id":71061,"date":"2022-03-22T09:30:10","date_gmt":"2022-03-22T08:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71061"},"modified":"2022-03-21T08:24:17","modified_gmt":"2022-03-21T07:24:17","slug":"ucraina-dove-finisce-e-inizia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71061","title":{"rendered":"Ucraina, dove finisce e inizia tutto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71062\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FB_IMG_1647847093973-300x135.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FB_IMG_1647847093973-300x135.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FB_IMG_1647847093973.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Ucraina sar\u00e0 ricordata dai posteri come lo spartiacque di questa parte di XXI secolo e dagli ucraini come l\u2019equivalente di Budapest 1956. Superare questo trauma non sar\u00e0 facile. Da dove ripartire nel dopoguerra? Prendendo atto, magari, che anche l\u2019Occidente ha avuto la sua parte di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sergej Lavrov era stato laconico il 10 febbraio, in occasione di una bilaterale con l\u2019omologa britannica Liz Truss, nel commentare lo stato delle relazioni tra Occidente e Russia: un dialogo tra un sordo e un muto. Impossibile comprendersi, dunque impossibile andare d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nulla di nuovo sotto il Sole, diranno i pi\u00f9, considerando che questi due universi civilizzazionali hanno sempre faticato a capirsi e che, non di rado, hanno risolto i disaccordi a mezzo delle armi. Il punto \u00e8 che, rispetto al passato, comprendersi \u00e8 diventato tanto arduo da sembrare realmente impossibile. Manca la voglia, sicuramente, ma mancano anche la preparazione e le qualit\u00e0 diplomatiche. Una combinazione letale che, lentamente ma inesorabilmente, ha condotto all\u2019esplosione della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 difficile dire chi abbia ragione e chi abbia torto, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che tutti \u2013 sia i belligeranti sia i loro sostenitori \u2013 hanno ragioni e torti, meriti e colpe. Ma se i falchi non avessero sostituito i diplomatici, e se la miopia non si fosse imposta sulla lungimiranza, sarebbe stato possibile comporre questa lite, in maniera pacifica, molto tempo fa. Forse, anzi, non sarebbe mai nata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ucraina ha il diritto all\u2019autodeterminazione, al perseguimento di una politica estera indipendente e a vedere rispettata la propria sovranit\u00e0 e la propria integrit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia ha il diritto ad esigere un estero vicino al riparo dalle fiamme della competizione tra grandi potenze e a lamentarsi per le promesse tradite. Perch\u00e9 i fatti parlano e dicono molto pi\u00f9 delle parole: l\u2019Alleanza Atlantica non ha mai nascosto di avere finalit\u00e0 di confronto e contenimento nei confronti della Russia, in quanto erede dell\u2019arcinemica Unione Sovietica, e dal 1997 ad oggi si \u00e8 espansa sino ad inglobare l\u2019intero ex patto di Varsavia e senza celare l\u2019ambizione di allargarsi nello spazio ex sovietico, in particolare a Ucraina e Georgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Cremlino aveva palesato il proprio malessere nei riguardi del mercato acquisti dell\u2019Alleanza Atlantica sin dal 2007, anno del famigerato discorso-manifesto di Vladimir Putin alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, reagendo con una guerra al tentativo di allargamento in Georgia e con una micro-invasione alla rivoluzione colorata in Ucraina. Segnali. Moniti pi\u00f9 che espliciti. Presagi di ci\u00f2 che sarebbe potuto accadere qualora la Comunit\u00e0 euroatlantica avesse varcato la linea rossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Putin risponder\u00e0 al giudizio della storia per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, ma ci\u00f2 non significa che l\u2019Occidente non abbia la sua parte di responsabilit\u00e0. E non significa, soprattutto, che l\u2019imperialismo russo annulli tutti gli altri. Quanto sta succedendo in Ucraina \u00e8 politica di potenza, \u00e8 difesa di spazi vitali, \u00e8 salvaguardia di sfere di influenza, \u00e8 atto disperato di un attore storico che, in quanto tale, ragiona e agisce secondo canoni caduti nell\u2019obl\u00eco nella poststorica Europa. Canoni che, per\u00f2, continuano a caratterizzare e a plasmare l\u2019operato di tutti quei giocatori che dalla storia non sono mai usciti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pensi agli Stati Uniti, che mai hanno rigettato la dottrina Monroe \u2013 l\u2019equivalente della sovranit\u00e0 limitata dell\u2019Unione Sovietica, con la differenza di essere stata formulata nel 1823 e non nel 1968 \u2013, e la cui storia \u00e8 ricca di operazioni in stile Ucraina esperite allo scopo di riportare ordine nel cortile di casa. Qual \u00e8 la differenza tra l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina del 2022 e l\u2019invasione americana di Grenada del 1983? Cosa distingue l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina del 2022 dall\u2019invasione americana di Panama del 1990?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grandi potenze, potenze con una forma mentis imperiale, conoscono soltanto la diplomazia delle cannoniere e non sono alla ricerca di alleati, tantomeno di amici, quanto di vassalli. La Russia come gli Stati Uniti. La Cina come la Turchia. Cambiano i metodi, \u00e8 diverso il curriculum antropo-psico-pedagogico, ma il fine \u00e8 identico: egemonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando alle responsabilit\u00e0 dell\u2019Occidente nello scoppio della guerra in Ucraina, che sono tante, il problema del Cremlino non \u00e8 mai stato l\u2019allargamento dell\u2019Alleanza Atlantica stricto sensu. \u00c8 stato il venire meno all\u2019accordo tra gentiluomini di non espanderla nell\u2019estero vicino russo. \u00c8 stato il proliferare di cambi di regime e rivoluzioni colorate nello spazio postsovietico. \u00c8 stato il rifiuto di porgere l\u2019orecchio alle richieste provenienti dalla diplomazia russa in materia di armamenti dispiegati nel territorio dell\u2019Alleanza Atlantica. \u00c8 stato il rifiuto di riconoscere il diritto della Russia a possedere una sfera di influenza \u2013 sebbene gli Stati Uniti ne abbiano due, Europa e Americhe, che difendono manu militari ogniqualvolta sia necessario. Ed \u00e8 stata l\u2019incapacit\u00e0 di capire il Putin delle origini, un europeista col santino di Pietro il Grande che parlava di costruire un\u2019Europa estesa da Lisbona a Vladivostok \u2013 parlando con Bill Clinton di adesione russa alla Nato e stringendo con l\u2019Unione Europea gli accordi sugli spazi comuni \u2013 ed un liberale disposto ad integrare l\u2019economia russa nell\u2019architettura finanziaria globale occidentalo-centrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se gli Stati Uniti avessero preferito la visione per il dopo-guerra fredda di Henry Kissinger a quella di Zbigniew Brzezinski, il padre dell\u2019attuale grand strategy per l\u2019Eurasia della Casa Bianca, alcuni degli attuali dissidi non sarebbero mai nati e per gli altri, invece, sarebbero state trovate soluzioni pacifiche e mutualmente vantaggiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso Occidente, accecato dalla foga di traslare in realt\u00e0 la visione di Brzezinski, non aveva capito di essere destinato a vincere la battaglia per l\u2019Ucraina, che parimenti ad altri attori postsovietici era casa di forti, genuini e diffusi sentimenti russofobici \u2013 Euromaidan, del resto, non nacque nottetempo e non fu interamente artificiale in quanto poggiante su una base di consenso molto vasta \u2013, e ci\u00f2 ha condotto a dove siamo oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se \u00e8 vero che la storia \u00e8 la condanna della ripetizione degli errori, del ripetersi sotto nuove spoglie di tragedie e miserie, allora suicidi politici, pessime scelte geopolitiche e scarsa o nulla conoscenza dell\u2019antropologia dell\u2019homo russicus sono destinate a restare con noi. Ma se, per una volta, volessimo tentare di esorcizzare l\u2019ingannevole eterno ritorno del sa\u1e43s\u0101ra, allora dovremmo guardare all\u2019Ucraina pi\u00f9 come ad un inizio che ad un capolinea. Dovremmo imparare dagli errori nostri, tenendo a mente quel \u201cconosci il tuo nemico\u201d di Sun Tzu e riscoprendo l\u2019arte dimenticata di calarsi nei panni altrui. Dovremmo, in estrema sintesi, accettare che esistono Paesi che non possono entrare nell\u2019Alleanza Atlantica, come l\u2019Ucraina, la Bielorussia e la Georgia, ma per i quali \u00e8 possibile soltanto un formato Finlandia. L\u2019alternativa \u00e8 una non alternativa: \u00e8 la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Russia #Ucraina #Geopolitica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/istitutostatoepartecipazione.it\/ucraina-dove-finisce-e-inizia-tutto\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5258703084180621\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5258703084180621\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuel Pietrobon) La guerra in Ucraina sar\u00e0 ricordata dai posteri come lo spartiacque di questa parte di XXI secolo e dagli ucraini come l\u2019equivalente di Budapest 1956. Superare questo trauma non sar\u00e0 facile. Da dove ripartire nel dopoguerra? Prendendo atto, magari, che anche l\u2019Occidente ha avuto la sua parte di responsabilit\u00e0. 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