{"id":71147,"date":"2022-03-24T11:00:50","date_gmt":"2022-03-24T10:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71147"},"modified":"2022-03-23T11:58:46","modified_gmt":"2022-03-23T10:58:46","slug":"la-necessita-di-un-nuovo-paradigma-rinascimentale-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71147","title":{"rendered":"La necessit\u00e0 di un nuovo paradigma rinascimentale africano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GEOPOLITICA.RU (S\u00e2a Fran\u00e7ois Faraf\u00edn Sandouno)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71149\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/monumento-al-rinascimento-africano_nofi_sandouno-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/monumento-al-rinascimento-africano_nofi_sandouno-300x169.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/monumento-al-rinascimento-africano_nofi_sandouno.jpeg 746w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si cerca di analizzare i mali del continente africano, \u00e8 fondamentale non dimenticare di affrontare le ideologie su cui si \u00e8 allineata l\u2019Africa nel tentativo di emergere nello scacchiere geopolitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019assenza di un\u2019indipendenza ideologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni \u201960, le nazioni africane ottennero la loro indipendenza, ma non de facto. Essere indipendenti non significa solo avere il controllo del proprio primato territoriale. \u00c8 necessario essere in grado di applicare un paradigma singolare nella prospettiva di una multipolarit\u00e0 geopolitica. Questo \u00e8 stato il problema fondamentale dell\u2019Africa, di essersi radicata in ideologie esogene concepite da altri, per altri, e quindi non in rispondenza con le realt\u00e0 del continente africano. Dopo la colonizzazione, diverse nazioni africane hanno adottato ideologie come il liberalismo, comunismo, socialismo, capitalismo, socialdemocrazia, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La volont\u00e0 di un socialismo afro-endogeno per un rinascimento africano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019epoca il mondo era diviso in due blocchi bipolari: ad est il blocco comunista sovietico e ad ovest il blocco capitalista occidentale. In questo contesto di guerra fredda, le neo-nazioni africane sono state costrette a scegliere una posizione ben precisa per essere riconosciute e sostenute di fronte a un male emergente, ovvero il neocolonialismo occidentale. Non si pu\u00f2 negare che l\u2019Unione Sovietica sotto la guida di Nikita Khrushchev ha apportato un grande sostegno ai movimenti di liberazione anti-colonialisti in Africa, ma ci\u00f2 \u00e8 avvenuto da un punto di vista puramente ideologico, poich\u00e9 era necessario diffondere gli ingredienti del marxismo-leninismo in tutto il continente africano. Personalit\u00e0 panafricane rispettabili come Ahmed S\u00e9kou Tour\u00e9 (primo presidente della Guinea), Kwame Nkrumah (primo presidente del Ghana) o Mathie K\u00e9r\u00e9kou (primo presidente della Repubblica popolare del Benin in seguito ad un colpo di Stato) hanno optato per questa via. Tuttavia, non tutti i dirigenti africani accettarono il marxismo-leninismo, poich\u00e9 ritenevano che fosse un pensiero troppo limitato per i bisogni e le realt\u00e0 degli africani, fatta eccezione per alcune idee, che sono l\u2019essenza dell\u2019umanismo panafricano, come la solidariet\u00e0, l\u2019anti-capitalismo, sovranit\u00e0 popolare e antimperialismo. Il rifiuto dell\u2019eterna lotta di classe e l\u2019accettazione della religione come parte integrante delle societ\u00e0 tradizionali africane costituivano il principale punto di separazione tra il socialismo africano e il marxismo sovietico. \u00c8 questa dinamica che ha spinto alcuni dirigenti africani a intraprendere un socialismo africano endogeno. Tra questi possiamo citare Julius Nyerere (primo presidente della Tanzania) che ha teorizzato nel libro \u201dUjamaa: Essays on socialism\u201d, un modello di socialismo senza marxismo e senza capitalismo. La sua concezione di Ujamaa doveva basarsi sul comunitarismo, perch\u00e9 riteneva che le societ\u00e0 africane fossero comunitarie, e non comuniste, senza, tuttavia, che i principi di uguaglianza, solidariet\u00e0, condivisione e fraternit\u00e0 fossero obliterati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201dL\u2019africano non \u00e8 comunista nel suo pensiero; \u00e8, se posso usare un\u2019espressione, comunitario.\u201d Julius Kambarage Nyerere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Nyerere, l\u2019eterna lotta di classe in Africa non aveva significato, perch\u00e9 l\u2019uomo non poteva essere diviso in gruppi (in questo caso in classi). Il socialismo doveva mettere il Muntu (persona) al centro della comunit\u00e0 e del villaggio. Questa riflessione non gommer\u00e0 in alcun modo la sua dinamica anti-capitalista viscerale. Per lui, il popolo dovrebbe opporsi al capitalismo internazionale e non opporsi ai propri simili in societ\u00e0 in cui le classi non sono mai esistite (a differenza dell\u2019Europa). In Africa, ci sono state, storicamente, caste tradizionali che hanno armonizzato la vita cittadina o di villaggio, che hanno praticato la coesione sociale in modo equo, ma non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna subordinazione di un gruppo specifico sotto un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un pensiero parallelo si trova nel libro \u201dConsciencism\u201d di Kwame Nkrumah. Quest\u2019ultimo ha avuto la sua fase marxista-leninista, ma non ne ha accettato i principi pieni e completi. Anche per lui la religione faceva parte della vita degli africani. Personalit\u00e0 come Nyerere, Nkrumah e altri contemporanei panafricani avevano quindi cercato di intraprendere un percorso alternativo ai modelli ideologici derivanti dal mondo occidentale e sovietico. Il socialismo nelle sue varie varianti africane ha funzionato fintanto che il sostegno del potere sovietico non \u00e8 mancato in quel momento. I dirigenti africani avevano visto in quest\u2019ultimo un alleato fondamentale in opposizione al blocco capitalista occidentale e imperialista. Ma quando l\u2019URSS inizi\u00f2 a \u201czoppicare\u201d politicamente parlando, per attuare una certa liberalizzazione e apertura al blocco atlantista (fatto che ha condotto al crollo del muro di Berlino il 9 novembre 1989 e allo smembramento dell\u2019Unione Sovietica il 26 dicembre 1991), le nazioni africane sono diventate orfane ideologiche abbandonate al loro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Africa ideologicamente orfana: quali soluzioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1945 il nazionalismo, nella sua deriva sciovinista e imperialista che caratterizzava l\u2019Europa, fu sconfitto dinnanzi all\u2019asse liberale. Da allora, la diatriba ideologico-politica era diventata bipolare tra liberalismo e comunismo\/socialismo. Il crollo del muro di Berlino e la decomposizione dell\u2019URSS lasciarono il posto all\u2019ultima ideologia che \u00e8 quella dell\u2019atlantismo-liberale. In questo contesto di post-bipolarismo, l\u2019Africa si \u00e8 trovata perduta, orfana, senza singolarit\u00e0 ideologica e ha integrato il neoliberalismo nel suo paradigma di civilizzazione. La socialdemocrazia (socialismo riformista con liberalismo economico moderato) si \u00e8 rapidamente imposta in opposizione ai micronazionalismi e ai socialismi rivoluzionari dell\u2019indipendenza africana. C\u2019\u00e8 quindi una linea politica ed economica che sostiene concetti che non corrispondono alle nostre realt\u00e0 africane. L\u2019unica strada da seguire \u00e8 quella del panafricanismo, sulle orme dei padri dell\u2019indipendenza, adattato alle realt\u00e0 del nostro tempo. Una personalit\u00e0, ovvero Kemi Seba, figura di spicco della resistenza africana nel 21\u00b0 secolo e presidente fondatore della ONG Urgences Panafricanistes che rappresento in Italia, fa allusione a ci\u00f2 nel suo libro \u201dL\u2019Afrique libre, ou la mort\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi abbiamo bisogno di una filosofia politica africana che non sia n\u00e9 comunista, n\u00e9 liberale, n\u00e9 micronazionalista, n\u00e9 globalista, n\u00e9 socialdemocratica, ma 100% panafricana ed endogena. Una filosofia incentrata su Ubuntu (umanesimo africano), mutualismo, identit\u00e0 africana, federalismo in vista della creazione di un blocco di civilizzazione africano sovrano, multipolare e antimperialista, rifiuto del capitalismo, Tradizione Primordiale qualunque sia la nostra sfera religiosa e la Donna Nera, perch\u00e9 \u00e8 il motore e la matrice, oltre che il pilastro delle nostre vite. Tutto questo secondo le nostre realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possiamo riassumere questi concetti sotto il nome di \u201dAfrocrazia\u201d. Perch\u00e9 Afrocrazia? Perch\u00e9 \u00e8 in queste realt\u00e0 citate che risiede il destino del nostro vero potere. La decolonizzazione economica e politica \u00e8 vitale, ma la decolonizzazione ideologica \u00e8 un fattore urgente per un rinascimento africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Articolo originale:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>https:\/\/www.nofi.media\/2022\/03\/renaissance-africaine\/78938<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.geopolitica.ru\/it\/article\/la-necessita-di-un-nuovo-paradigma-rinascimentale-africano\">https:\/\/www.geopolitica.ru\/it\/article\/la-necessita-di-un-nuovo-paradigma-rinascimentale-africano<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GEOPOLITICA.RU (S\u00e2a Fran\u00e7ois Faraf\u00edn Sandouno) Quando si cerca di analizzare i mali del continente africano, \u00e8 fondamentale non dimenticare di affrontare le ideologie su cui si \u00e8 allineata l\u2019Africa nel tentativo di emergere nello scacchiere geopolitico. 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