{"id":71214,"date":"2022-03-28T08:30:22","date_gmt":"2022-03-28T06:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71214"},"modified":"2022-03-26T06:39:54","modified_gmt":"2022-03-26T05:39:54","slug":"la-germania-invia-armi-allucraina-ma-deve-fare-il-gioco-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71214","title":{"rendered":"La Germania invia armi all&#8217;Ucraina, ma deve fare il gioco degli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71215\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/250322-Germania-300x279.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/250322-Germania-300x279.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/250322-Germania.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei modi per osservare l&#8217;evoluzione del conflitto in Ucraina \u00e8 registrare il comportamento dei satelliti delle grandi potenze coinvolte (o ufficialmente non coinvolte), dunque di Stati Uniti e Russia, per cogliere le dinamiche, che realmente si muovono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 di ieri la notizia che la Germania invier\u00e0 armi all\u2019Ucraina. Subito tale decisione \u00e8 sembrata ai media ufficiali un cambiamento storico della postura geopolitica tedesca, finora segnata dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale e quindi punita con la privazione di vere capacit\u00e0 strategiche e pi\u00f9 ancora privata di un vero e proprio pensiero strategico. La stessa costituzione le impone di non inviare armi a nessun Paese coinvolto in un conflitto, pertanto quale significato ha la mossa tedesca? \u00c8 davvero un rivolgimento cos\u00ec importante? Sarebbe il sintomo di una nuova presa di coscienza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va innanzitutto registrato che le armi verranno inviate non direttamente, ma, vigente la costituzione attuale, ad un Paese terzo (Paesi Bassi o Estonia) e da qui in Ucraina. Gi\u00e0 questo in realt\u00e0 \u00e8 una prima conferma che la politica tedesca continua a non voler e poter scegliere in misura adeguata alla propria statura, in nome di un\u2019indecisione perenne, che la porta a stare con (sotto) gli Stati Uniti, ma a prendere gas (energia) dalla storica rivale di questi, la Russia, e a commerciare (soldi) con la loro sfidante, la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Massimizzare i frutti, ma non pagare i costi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente fino ad un certo livello questa mentalit\u00e0 \u00e8 assecondata dall\u2019egemone americano, ma appunto, solo fino ad un certo livello. A ulteriore conferma che la Germania non vuole stravolgere la propria inazione \u00e8 lo stesso discorso con cui si annuncia l&#8217;invio di armi, ovvero che l\u2019attacco in corso \u201cminaccia il nostro intero ordine del dopoguerra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invio di armi dunque si inscrive, perlomeno ufficialmente (ma con ulteriori significati che vedremo pi\u00f9 sotto), nell&#8217;ambito di una conservazione dell&#8217;esistente e dei suoi rapporti di potere. La sottolineatura dell\u2019ordine esistente \u00e8 un messaggio che i tedeschi inviano a Washington, essendo l\u2019ordine in questione quello di un dominio americano dell\u2019Europa, sancito dalla sua vittoria nel 1945 e inteso ad annichilire qualunque risorgere della potenza tedesca nel continente (oltre che ad allontanare Mosca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualunque atto la Germania voglia compiere, anche solo in apparente contraddizione con questa condizione, va dunque fatto segnalandone non solo la sua natura innocua, ma anzi presentandolo addirittura come difesa del giogo che le grava sopra, ovvero impedire che si stravolga l\u2019ordine. Non \u00e8 dunque certo un caso che l\u2019annuncio avvenga proprio il giorno successivo ad uno uguale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla nascita dell\u2019Unione Europea il significato geopolitico di asse franco-tedesco non \u00e8 altro che quello di uno scambio, con cui la Francia ottiene dalla Germania il peso che non ha, e soprattutto la Germania, impossibilitata e ormai disabituata e timorosa a muoversi da sola, ottiene dalla Francia la patente di azione non tedesca, ma europea. Unico modo, soprattutto in passato, per legittimare qualunque propria mossa. L\u2019annuncio di Berlino dopo quello di Parigi serve proprio a ribadire agli Usa questo, che non si tratta di un passo tedesco, ma europeo, privo di vera autonomia da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire quanto sia effettivo il mondo dei vincoli a cui la Germania deve sottostare, bisogna ampliare lo sguardo a quali altri Paesi europei stanno facendo la stessa cosa. Sono in partenza armi da Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca. Fermandosi per ora a questo primo gruppo, si scopre che sono proprio i Paesi del campo americano, che confinano per\u00f2 anche tutti intorno alla Germania e soprattutto che sono i Paesi, la cui piccola taglia ha comportato, nel corso della storia, la loro soppressione ogniqualvolta la Germania ha proiettato la propria potenza. Per fare qualche esempio, l\u2019occupazione del Belgio nelle due guerre mondiali, o a quella di Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo nella seconda, l\u2019annessione di Boemia e Moravia nel 1939 o l\u2019occupazione della Danimarca del 1940. Il fatto che ora si muovano insieme alla Germania non \u00e8 allora indice della loro partecipazione ad una rinascente sfera tedesca, ma quello della partecipazione al controllo americano sulla Germania, l&#8217;unica potenza che potrebbe insidiare, seppur non oggi n\u00e9 domani, l&#8217;egemonia a stelle e strisce sul continente, qualora riuscisse a stringere la mano alla potenza russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A conferma che sia questa la realt\u00e0 dei rapporti di queste nazioni con Berlino, si deve andare indietro, al varo del Recovery Fund del 2020. Tra gli stati che pi\u00f9 si sono opposti alla possibilit\u00e0 che la Germania si esponesse a garanzia di un qualcosa di simile ad un debito pubblico europeo, per aiutare gli stati pi\u00f9 in crisi finanziaria a causa del Covid, c\u2019erano proprio i medesimi appena citati, che ora inviano armi insieme alla Germania. Se fossero davvero suoi satelliti, avrebbero anche, a suo tempo, immediatamente avallato il fondo, invece sono stati i pi\u00f9 decisi assertori di un\u2019austerit\u00e0 fiscale ancora pi\u00f9 feroce di quella attribuita a Berlino, consapevoli che la questione non \u00e8 mai solo economica o che se lo \u00e8, lo \u00e8 soltanto all&#8217;inizio, perch\u00e9 i soldi tedeschi potrebbero ancora rischiare di diventare in futuro una leva per la costruzione di una rinnovata influenza geopolitica tedesca, qualora ci fosse a Berlino una nuova volont\u00e0 di esprimere potenza. Ogni volta, lo si ripete, che la Germania si esprime sotto-forma di potenza, i primi a essere inglobati sono loro. I soldi ieri, le armi oggi, il ragionamento resta uguale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andando ancora oltre, tra chi si appresta ad aiutare l\u2019Ucraina con la spedizione di armi, pi\u00f9 grande dei precedenti Paesi e a completamento dell\u2019accerchiamento alla Germania da parte dei segugi americani in Europa, c\u2019\u00e8 la Polonia. Da settimane questa criticava l\u2019atteggiamento tedesco di non voler inviare veri aiuti militari a Kiev. Tale accusa \u00e8 in apparente contraddizione con il timore secolare della Polonia di ritrovarsi al suo fianco occidentale una rinnovata potenza tedesca, che verso di lei ha avuto effetti ancora pi\u00f9 nefasti che verso i popoli suddetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche qui vale l\u2019idea dei soldi ieri e delle armi oggi\u2026 sfera d\u2019influenza domani? No, se si guarda alla principale paura percepita da Varsavia, che nel momento presente \u00e8 la Russia. Per questo vuole spingere la Germania a urtare Mosca, perch\u00e9, mettendole contro, le separa ancora di pi\u00f9 e asseconda un dominio americano che \u00e8 per sua natura anti-tedesco e quindi funzionale alla Polonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allargando di pi\u00f9 lo spettro (e l\u2019importanza) dei Paesi che aiutano l\u2019Ucraina mandando armi, va menzionata la Francia. Si \u00e8 spiegato in un precedente articolo quali siano le reali possibilit\u00e0 di manovra della nazione francese in questo conflitto, tra cui quella di aiutare gli Stati Uniti a rendere impossibile un risorgere della potenza tedesca raccordata a quella russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso l&#8217;azione francese serve a far diventare ufficialmente europeo l&#8217;aiuto tedesco, impedendogli di intestarsi un sostegno dato da Paesi troppo minori, per non sembrarle agganciati, facendo apparire il tutto non un aiuto europeo, ma appunto un aiuto tedesco. Il contraltare francese \u00e8 utilizzato dagli americani per devitalizzare il significato di quello tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 allora guardare la situazione da questo punto di vista. Gli Stati Uniti stanno ottenendo di allontanare sempre di pi\u00f9 tra loro Russia e Germania, indebolendo un\u2019intesa, che sarebbe l\u2019unica vera capace di minacciarne l\u2019egemonia. Nel farlo danno peso alla Francia, dandole modo di intestarsi una gestione europea degli aiuti militari all\u2019Ucraina. Cosa che rinverdisce solo apparentemente l\u2019idea francese di autonomia strategica europea, intesa dalla Francia come gruppo di europei da essa guidati nel campo della difesa. Idea gi\u00e0 erosa dalle difficolt\u00e0 della missione militare francese in Nord Africa (operazione Barkhane), dove tra gli altri obiettivi, c\u2019era pure quello di guidare una missione militare degli europei, pi\u00f9 autonoma dagli americani (Task Force Takuba) e sperimentare un passo appunto nell\u2019autonomia strategica. In realt\u00e0 la Francia, avallata dagli Usa nel cercare di guidare retoricamente gli aiuti \u201ceuropei\u201d all&#8217;Ucraina, sta soltanto stringendo i bulloni del dominio americano sulla Germania. Facendolo, permette agli americani pure di inibirgli il progetto autonomistico, nel momento stesso in cui le fanno assumere ufficialmente pi\u00f9 responsabilit\u00e0. Quello che sta accadendo perci\u00f2 non \u00e8 l\u2019invio di armi tedesche all\u2019Ucraina, ma l\u2019invio di armi di tutti gli europei, affinch\u00e9 non siano solo armi tedesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Facendo un\u2019ultima considerazione, se si arrivasse, anche attraverso il conflitto in Ucraina, ad una certa risistemazione stabile delle frontiere russe nell\u2019Est-Europa, che in qualche modo tranquillizzi le insicurezze strategiche di Mosca, e nel farlo si consolidasse anche l\u2019appartenenza tedesca al campo americano, erodendone i rapporti con la Russia, Washington, in procinto della vera sfida con la Cina, che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 pesante, avrebbe un ulteriore vantaggio nella partita decisiva del futuro. Gli Stati Uniti stanno gi\u00e0 ottenendo i loro risultati rispetto al fossato russo-tedesco, utilmente allargato, tutto da vedere invece sul futuro delle frontiere con la Russia. La sottomissione tedesca ribadita ha per\u00f2 un prezzo che gli americani nel futuro monitoreranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scholz, nel condannare ripetutamente l\u2019intervento contro l\u2019Ucraina, ha ribadito spesso che si tratta della guerra di Putin, non dei russi, contro Kiev. Come a dire\u2026 tolto lui, la Germania riprender\u00e0 ad avvicinarsi alla Russia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-germania-invia-armi-allucraina-ma-deve-fare-il-gioco-degli-stati-uniti-0\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-germania-invia-armi-allucraina-ma-deve-fare-il-gioco-degli-stati-uniti-0<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Andrea Forte) Uno dei modi per osservare l&#8217;evoluzione del conflitto in Ucraina \u00e8 registrare il comportamento dei satelliti delle grandi potenze coinvolte (o ufficialmente non coinvolte), dunque di Stati Uniti e Russia, per cogliere le dinamiche, che realmente si muovono. \u00c8 di ieri la notizia che la Germania invier\u00e0 armi all\u2019Ucraina. 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