{"id":71345,"date":"2022-04-04T09:30:25","date_gmt":"2022-04-04T07:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71345"},"modified":"2022-04-02T15:36:51","modified_gmt":"2022-04-02T13:36:51","slug":"guerre-dimenticate-e-scenari-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71345","title":{"rendered":"Guerre &#8220;dimenticate&#8221; e scenari globali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Daniele Perra)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-71346\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1648906074231-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1648906074231-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FB_IMG_1648906074231.jpg 710w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi piacerebbe partire citando il grande giurista tedesco Carl Schmitt ed il modo in cui conclude il suo saggio Teoria del partigiano: \u201cLa teoria del partigiano conduce al concetto del politico, ovvero alla questione concernente il vero nemico ed il nuovo nomos della terra\u201d [1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 ritengo utile questa citazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo perch\u00e9 oggi si fa una grande confusione sull&#8217;idea stessa di \u201cpartigiano\u201d. Schmitt, in questo senso, \u00e8 abbastanza chiaro. Quella del \u201cpartigiano\u201d \u00e8 una lotta di popolo contraddistinta da un carattere eminentemente \u201ctellurico\u201d. Il \u201cpartigiano\u201d \u00e8 intrinsecamente legato al suolo, alla terra. La sua lotta \u00e8 rivolta alla protezione \u201cdella casa e del cuore della Patria\u201d. Ed il suo compito si esaurisce, o viene sminuito, nella misura in cui diventa un mero strumento geopolitico in mano ad attori esterni alla stessa \u201ccasa\u201d o \u201cPatria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, ad esempio, i mezzi di informazione generalisti utilizzano spesso il termine \u201cnuovi partigiani\u201d in riferimento ai combattenti dei battaglioni ucraini (c&#8217;\u00e8 chi li definisce nazionalisti, chi neonazisti e cos\u00ec via) che, in realt\u00e0, altro non sono che bassa manovalanza addestrata ed indottrinata da attori esterni per fini geopolitici che poco hanno a che fare con la difesa \u201cdella casa e del cuore del Patria\u201d. Lo stesso termine venne utilizzato a suo tempo per i cosiddetti \u201cribelli moderati\u201d siriani. Naturalmente, nessuno si \u00e8 mai sognato di utilizzare tale espressione in riferimento ai combattenti del Donbass che, nel 2014, dall&#8217;oggi al domani, hanno visto il proprio popolo sottoposto a forme di pulizia etnica e di discriminazione di varia natura (ad esempio, la negazione allo studio della propria lingua). Cos\u00ec come nessuno ha mai usato tale termine in riferimento alla lotta del popolo yemenita contro l&#8217;aggressione della coalizione a guida saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo, ritengo importante la citazione di Schmitt perch\u00e9 afferma che la \u201cteoria del partigiano conduce al concetto del politico\u201d: o meglio, alla politica nel senso tradizionale del termine. Oggi, in Occidente, viviamo in pieno l&#8217;epoca della neutralizzazione della politica, della sua riduzione al mero calcolo. Tuttavia, la politica (quella reale) ritorna con forza sempre pi\u00f9 dirompente attraverso il conflitto (anche militare) sul piano internazionale. L&#8217;Occidente stesso (quello che ha messo in pratica al suo interno la neutralizzazione della politica) ha bisogno del conflitto. Cos\u00ec, mette in scena ciclicamente le crociate della democrazia contro quello che viene ritenuto alla stregua di \u201cmachiavellismo politico\u201d ma che non \u00e8 altro che il ritorno della politica nella sua forma reale e tradizionale (la dicotomia amico\/nemico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In terzo luogo (e qui finalmente posso ricollegarmi a quelle che oggi abbiamo chiamato \u201cguerre dimenticate\u201d), Schmitt afferma che la teoria del partigiano conduce alla questione concernente il \u201cvero nemico ed il nuovo nomos della terra\u201d.<br \/>\nInnanzitutto \u00e8 bene ricordare che tali guerre sono \u201cdimenticate\u201d solo dall&#8217;opinione pubblica di questa parte del mondo (dove i mezzi di informazione seguono delle agende prestabilite dai centri di potere d&#8217;Oltreoceano). Non sono dimenticate in Asia occidentale, n\u00e9 tantomeno in quella centrale e orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad onor del vero, non sono dimenticate neanche dimenticate nei suddetti centri di potere dell&#8217;Occidente, visti e considerati i riflessi che soprattutto il conflitto nello Yemen sta avendo sul piano globale e su quello che Schmitt ha definito come \u201cnuovo nomos della terra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fatto, dopo diversi anni cui le amministrazioni Obama e Trump hanno fornito sostegno militare e logistico all&#8217;aggressione allo Stato dell&#8217;Arabia meridionale, Biden ha timidamente invertito la rotta. Dopo la sua elezione, il Dipartimento di Stato USA ha rimosso Ansarullah dalla lista delle organizzazioni terroristiche e rimosso il regime sanzionatorio imposto su alcune delle figure centrali del Movimento [2]. Perch\u00e9 lo ha fatto? Perch\u00e9 sperava di favorire il dialogo per la riapertura del negoziato sul nucleare iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va da s\u00e9 che, nella visione strategica dell&#8217;amministrazione nordamericana, un nuovo accordo sul nucleare avrebbe fatto in modo che l&#8217;Iran non si spingesse troppo verso Russia e Cina (uno dei principali incubi del noto stratega Zbigniew Brzezinski).<br \/>\nTuttavia, se da un lato sono riusciti ad aprire nuovi canali di dialogo con l&#8217;Iran; dall&#8217;altro, hanno posto le fondamenta per la dissoluzione del sistema unipolare (in pratica, come ha affermato l&#8217;ex generale cinese Qiao Liang, si sono scavati la fossa da soli)[3]. Per questo, oggi, quando sento parlare di vittoria degli Stati Uniti per ci\u00f2 che concerne l&#8217;attuale conflitto in Ucraina, salto sulla sedia. Se di vittoria si pu\u00f2 parlare, questa \u00e8 assai limitata e riguarda semplicemente il fatto che sono riusciti a re-imporre la propria egemonia totale sull&#8217;Europa ed a destabilizzare la sua economia e la sua moneta (si tratta di una vittoria finanziaria di breve periodo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando allo Yemen, la rimozione degli Houthi dalla lista delle organizzazione terroristiche, ha consentito all&#8217;Iran di garantire al movimento di resistenza degli aiuti finanziari che prima erano impossibili. Ci\u00f2 ha permesso ai ribelli di migliorare le proprie capacit\u00e0 di risposta agli attacchi della coalizione a guida saudita (quest&#8217;anno abbiamo gi\u00e0 assistito a diverse azioni, in passato assai limitate e dilatate nel tempo per quanto comunque efficaci, contro infrastrutture negli Emirati Arabi Uniti ed in Arabia Saudita) e, di conseguenza, ha scatenato le ire di sauditi ed emiratini che non solo hanno chiuso il telefono in faccia a Biden nel momento in cui questo \u00e8 andato a pregarli di aumentare la produzione di greggio per far fronte alla riduzione (causa regime sanzionatorio) di esportazioni dalla Russia. Non solo, i sauditi hanno pure iniziato a studiare un meccanismo di transizioni petrolifere con la Cina che, di fatto, non prevede pi\u00f9 l&#8217;utilizzo del dollaro. Inutile dire che ci\u00f2 comporterebbe la fine della globalizzazione come fin qui l&#8217;abbiamo conosciuta: ovvero, come globalizzazione del dollaro, con gli USA che producono dollari ed il resto del mondo che produce i beni da commerciare con i dollari. Dunque, saremmo di fronte alla fine stessa del primo \u201cimpero finanziario globale\u201d ed all&#8217;inzio della costruzione di un \u201cnuovo nomos della terra\u201d (per tornare a Schmitt).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra l&#8217;altro, gli Stati Uniti non sono neanche riusciti ad impedire l&#8217;avvicinamento dell&#8217;Iran a Russia e Cina visto che Tehran \u00e8 entrata nella Shanghai Cooperation Organization nel settembre del 2021; ha firmato un trattato venticinquennale di cooperazione strategica con Pechino; ha sostenuto, in sede di negoziato sul nucleare, la posizione russa sull&#8217;esclusione dei rapporti bilaterali Tehran-Mosca dal regime sanzionatorio imposto alla Russia a seguito dell&#8217;intervento in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito, \u00e8 assai curioso constatare come all&#8217;Arabia Saudita non sia mai stato imposto alcun regime sanzionatorio per l&#8217;aggressione allo Yemen, dove pure, a differenza russa, ha deliberatamente preso di mira ospedali, scuole ed altre strutture civili. I suoi atleti possono gareggiare nelle competizioni sportive internazionali e da poco abbiamo assistito al Gran Premio di Formula 1 a Gedda. Lo stesso vale per Israele che ad intervalli ciclici uccide centinaia di civili nella Striscia di Gaza senza neanche una minima condanna da parte della cosiddetta \u201cComunit\u00e0 Internazionale\u201d (in realt\u00e0, Nord America pi\u00f9 Europa occidentale e Australia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 un altro dato \u201ccurioso\u201d da tenere a mente. Fonti ONU hanno stabilito che nelle guerre degli ultimi decenni c&#8217;\u00e8 stato un notevole incremento delle morti civili. Nello specifico, i rapporti delle Nazioni Unite affermano che addirittura l&#8217;80% delle vittime non sono militari. Questo perch\u00e9 i conflitti dell&#8217;istante unipolare sono stati caratterizzati da quel connotato di totalit\u00e0 che \u00e8 proprio della \u201cguerra ideologica\u201d, quella che non distingue tra combattenti e non combattenti e che \u00e8 rivolta all&#8217;annichilimento del nemico dopo la sua inevitabile criminalizzazione. L&#8217;attuale recrudescenza della guerra Ucraina, in questo senso, rappresenta un&#8217;eccezione essendo un intervento militare limitato (con obiettivi limitati) che mira a porre fine ad una situazione di conflitto pregressa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sempre secondo fonti ONU, le vittime civili, ad oggi, sarebbero poco pi\u00f9 di un migliaio [4]. \u00c9 naturale che si tratti comunque di una immane tragedia. Tuttavia, bisogna tenere a mente che: 1) tale numero include anche le vittime civili delle Repubbliche separatiste; 2) non \u00e8 neanche lontamente paragonabile, ad esempio, agli esiti sciagurati di venti anni di \u201cguerra al terrore\u201d degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa, infatti, ha prodotto 3.1 milioni di vittime ed un numero di profughi e rifugiati che oscilla tra i 37 ed i 59 milioni. Questi numeri, tra l&#8217;altro, non considerano gli esiti degli interventi in Libia e Siria, la condizione dello Yemen e la nuova crisi afghana [5].<br \/>\n\u00c9 un dato di fatto che il criminale regime sanzionatorio imposto alla Siria dagli Stati Uniti stia facendo ancora pi\u00f9 vittime della guerra (va da s\u00e9 che gli stessi USA ancora occupano illegalmente l&#8217;area nord-orientale del Paese, la pi\u00f9 fertile e ricca di risorse). Nello Yemen 31.000 persone rischiano di morire di fame ed oltre 2.2 milioni di minorenni si trovano in condizioni di indigenza [6]. Alcune considerazioni, infine, le merita l&#8217;Afghanistan visto che in vent&#8217;anni di occupazione occidentale il tasso di persone che vive in condizione di povert\u00e0 \u00e8 passato dal 60% al 90% (oggi 14 milioni di afghani non hanno certezza di alimentazione giornaliera).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, nel momento del ritiro occidentale lo scorso settembre, Washington ha visto bene di congelare oltre 9 miliardi di dollari che la Banca Centrale Afghana (gestita dai governi fantoccio filo-USA) aveva non sorprendentemente trasferito negli Stati Uniti. Lo stesso Biden ha fatto sapere che met\u00e0 di questi fondi andranno a risarcire i famigliari delle vittime dell&#8217;11 settembre. Non si capisce per quale motivo visto che, dei 19 attentatori, nessuno era afghano e che gli stessi Talebani si resero disponibili all&#8217;estradizione di Bin Laden purch\u00e9 venissero fornite prove concrete del suo coinvolgimento negli attentati e che venisse sottoposto al giudizio di un tribunale islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dico ci\u00f2 per sottolineare il fatto che anche un&#8217;operazione militare fallita si \u00e8 trasformata in un successo finanziario per gli USA (con il contorno di sfruttamento degli strumenti di aiuto umanitario per mantenere la propria influenza sul Paese dell&#8217;Asia centrale). Cos\u00ec come oggi la studiata destabilizzazione della linea di confine tra Europa orientale e occidentale si \u00e8 trasformata in un altro successo finanziario (di breve periodo) volto a conservare almeno il controllo sull&#8217;Europa occidentale nel momento il cui il sistema globale si evolve verso il multipolarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei concludere con un passaggio del Tao Te Ching che mi sembra particolarmente pertinente con la situazione attuale di conflitto visto evidenzia la sostanziale differenza tra \u201cguerra d&#8217;aggressione\u201d (volta all&#8217;annichilimento) ed il concetto di \u201cintervento militare limitato\u201d citato in precedenza. Si tratta del capitolo XXX dal titolo \u201cLimitare le operazioni militari\u201d:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuei che col Tao assiste il sovrano<br \/>\nnon fa violenza al mondo con le armi<br \/>\nnelle sue imprese preferisce controbattere.<br \/>\nL\u00e0 dove stanziano le milizie<br \/>\nnascono sterpi e rovi,<br \/>\nal seguito dei grandi eserciti<br \/>\nvengono certo annate di miseria.<br \/>\nChi ben li adopra<br \/>\nsoccorre e basta,<br \/>\nnon osa con essi acquistar potenza.<br \/>\nSoccorre e non si esalta,<br \/>\nsoccorre e non si gloria,<br \/>\nsoccorre e non si insuperbisce,<br \/>\nsoccorre quando non pu\u00f2 farne a meno,<br \/>\nsoccorre ma non fa violenza.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[1] C. Schmitt, Teoria del partigiano, Adelphi Edizioni 2005, p. 169. <\/em><br \/>\n<em>[2] https:\/\/www.wsj.com\/articles\/yemen-houthis-terror-list-sanction-rebels-radical-islam-saudi-arabia-iran-ansar-allah-terrorist-11643123568<\/em><br \/>\n<em>[3] Qiao Liang, L&#8217;arco dell&#8217;impero con la Cina e gli Stati Uniti alle sue estremit\u00e0, LEG 2021, p. 134.<\/em><br \/>\n<em>[4] https:\/\/reliefweb.int\/report\/ukraine\/ukraine-civilian-casualties-2400-22-march-2022-enruuk<\/em><br \/>\n<em>[5]https:\/\/watson.brown.edu\/costsofwar\/files\/cow\/imce\/papers\/2020\/Displacement_Vine%20et%20al_Costs%20of%20War%202020%2009%2008.pdf<\/em><br \/>\n<em>[6]https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/55215\/yemen-e-afghanistan-il-silenzio-che-uccide<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Geopolitica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.facebook.com\/daniele.perra.7\/posts\/10223779240422065]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5323401301044132\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/5323401301044132\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Daniele Perra) Mi piacerebbe partire citando il grande giurista tedesco Carl Schmitt ed il modo in cui conclude il suo saggio Teoria del partigiano: \u201cLa teoria del partigiano conduce al concetto del politico, ovvero alla questione concernente il vero nemico ed il nuovo nomos della terra\u201d [1]. 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