{"id":71351,"date":"2022-04-04T08:30:58","date_gmt":"2022-04-04T06:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71351"},"modified":"2022-04-02T15:53:39","modified_gmt":"2022-04-02T13:53:39","slug":"germania-e-italia-senza-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=71351","title":{"rendered":"Germania e Italia senza gas"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Come auspicato dagli anglosassoni, la crisi in Europa generata dall\u2019intervento russo in Ucraina, si dirige verso l\u2019acme. A fronte della richiesta di Mosca di saldare le forniture di petrolio e gas in rubli, i governi dell\u2019Europa occidentale mostrano un\u2019incredibile intransigenza, dettata dalla loro subalternit\u00e0 agli interessi geopolitici angloamericani. La sospensione dei flussi energetici \u00e8 solo questione di tempo: l\u2019asse mediano dell\u2019Europa, Italia e Germania, pagher\u00e0 i costi maggiori, piombando in una drammatica depressione economica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il terzo suicidio dell\u2019Europa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra russo-ucraina, le cui origini vanno cercate nella \u201crivoluzione colorata\u201d del 2014 che spost\u00f2 il governo ucraino su posizioni nazionaliste e filo-anglosassoni, ha sempre avuto due obiettivi, raggiungibili contemporaneamente solo rompendo la collaborazione politico-economica tra Russia ed Europa: indebolire Mosca con le sanzioni, cercando il cambio di regime al Cremlino, e imprimere la dissoluzione finale all\u2019Unione Europea, gi\u00e0 reduce da un decennio di crisi finanziarie, austerit\u00e0, terrorismo dell\u2019ISIS, flussi migratori incontrollati e Covid. Cos\u00ec facendo, UK ed USA sperano di \u201csistemare\u201d per un certo periodo il quadrante euro-atlantico, in modo tale da potersi concentrare sul quadrante indo-pacifico in vista dello scontro, risolutivo, con la Cina. Qualsiasi approccio geopolitico agli avvenimenti in atto deve sempre, necessariamente, considerare l\u2019Eurasia nel suo complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, nel settore europeo, la crisi attuale mira ad indebolire quelle due potenze che, in termini geopolitici e quindi storici, avrebbero il massimo interesse ad una collaborazione organica e strutturale con la Russia: si tratta \u201cdell\u2019asse mediano\u201d dell\u2019Europa, schiacciato tra le potenze marittime occidentali (USA, UK e la solita Francia) ed il diaframma anti-russo dell\u2019Est europeo (Paesi Baltici, Polonia, Repubblica Ceca, Grecia). Tale asse mediano \u00e8 costituito dalle due potenze uscite sconfitte dall\u2019ultima guerra, fortemente integrate tra loro in termini economici, entrambe vocate all\u2019industria e all\u2019export e, perci\u00f2, entrambe detentrici di grandi riserve auree: Germania ed Italia. L\u2019incomprimibile tendenza di Germania e Italia a collaborare con la Russia, cos\u00ec da allentare il cappio economico-finanziario degli angloamericani, spiega perch\u00e9 questi due Paesi avessero progettato infrastrutture per importare quantit\u00e0 crescenti di energia dalla Russia (Nord Stream 2 e South Stream) e tuttora importino una grandissima quantit\u00e0 del loro fabbisogno energetico dalla Federazione russa (la Germania importava il 65% del gas ed il 30% del petrolio, l\u2019Italia il 43% del gas ed il 13% del petrolio). La crisi in Ucraina \u00e8, nell\u2019ottica angloamericana, una manovra essenzialmente contro tre potenze: Russia, Germania ed Italia (Turchia e Ungheria, grazie al maggiore realismo dei loro governanti, hanno preso le dovute precauzioni in tempo, chiarendo di non voler in nessun modo sospendere la collaborazione economica con Mosca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che gli USA volessero recidere i legami economici tra Russia ed Occidente era chiaro sin dal 9 marzo, quando Biden aveva annunciato la decisione di vietare l\u2019importazione di gas e petrolio, con la palese volont\u00e0 di imporre questo obbligo anche ai riluttanti europei. Il fatto che, nel corso di marzo, la stampa anglosassone parlasse a pi\u00f9 riprese di un imminente uso da parte della Russia di armi chimiche, lasciava supporre che USA e UK volessero estendere l\u2019embargo all\u2019Europa orchestrando il classico \u201cincidente\u201d con le armi chimiche, gi\u00e0 sperimentato pi\u00f9 volte in Siria. L\u2019occasione per recidere le arterie energetiche tra Russia e Europa \u00e8 stata per\u00f2 fornita dalla richiesta di Mosca di saldare, dal 1\u00ba aprile, le consegne di gas e petrolio in rubli o oro. Tale richiesta, pi\u00f9 che legittima, mira ad allentare l\u2019assedio occidentale cui \u00e8 sottoposta la Russia, obbligando gli europei a riammettere la Banca centrale russa nei circuiti finanziari. Anzich\u00e9 accogliere la richiesta russa, i governi europei stanno mostrando un\u2019insensata intransigenza che, inevitabilmente, porter\u00e0 entro pochi giorni alla sospensione dei flussi energetici verso l\u2019Europa, come auspicato dagli angloamericani: i governi di Berlino, Roma e Parigi asseriscono infatti che il pagamento in rubli sarebbe una violazione dei contratti e di non aver nessuna intenzione di cedere su questo punto. Il blocco delle forniture energetiche, dunque, incombe, tanto che il 30 marzo la Germania ha gi\u00e0 annunciato il livello di pre-allarme, in vista di un imminente arresto dei flussi e dell\u2019adozione delle prime misure di razionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la Francia sar\u00e0 marginalmente colpita dall\u2019escalation economica con la Russia (Parigi basa la sua produzione energetica sui reattori nucleari e solo il 17% del suo fabbisogno di gas \u00e8 coperto dalla Russia), l\u2019imminente stop ai flussi energetici infligger\u00e0 i danni maggiori proprio \u201call\u2019asse mediano\u201d dell\u2019Europa, Germania e Italia, in virt\u00f9 della loro dipendenza dalla Russia e della loro economia ancora fortemente vocata all\u2019industria e perci\u00f2 energivora. Bloccare l\u2019importazione di gas e petrolio dalla Russia significher\u00e0, infatti, per Germania e Italia intraprendere un rapidissimo processo di deindustrializzazione forzata, fermando innanzitutto quelle industrie di base che costituiscono la spina dorsale di qualsiasi economia industrializzata: siderurgia, chimica e meccanica. Con lo stesso effetto di un bombardamento aereo, il blocco delle forniture energetiche russe paralizzerebbe interi settori dell\u2019economia tedesca, con effetti immediati in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna (la Germania \u00e8 il primo partner commerciale dell\u2019Italia). Trascinata verso la recessione dalla Germania, l\u2019Italia pagherebbe inoltre a carissimo prezzo alcune scellerate scelte compiute negli ultimi anni: la siderurgia nazionale, basata sui forni elettrici e sulla lavorazione del rottame, andrebbe in stallo, paralizzando qualsiasi industria che faccia uso d\u2019acciaio. Grazie all\u2019escalation voluta agli anglosassoni, la Germania e l\u2019Italia entrerebbero cos\u00ec in una vera e propria economia di guerra, basata sul razionamento dei beni di prima necessit\u00e0 e sulla penuria di combustibili, con effetti disastrosi sulla loro economia di trasformazione, che necessita la costante importazione di materie prime ed un costante flusso di esportazione per mantenere il tenore di vita della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 possibile che il governo Scholz e quello Draghi compiano scelte cos\u00ec scellerate per il loro Paese? Come \u00e8 possibile che il governo tedesco e quello italiano optino per una dolorosissima deindustrializzazione forzata dei loro Paesi, come auspicato da francesi ed angloamericani? Un fine studioso e geopolitico come il russo Sergey Karaganov ha evidenziato che nessuna stabile collaborazione \u00e8 fattibile con quest\u2019Europa che, anzich\u00e9 difendere i propri interessi, \u00e8 in totale balia degli anglosassoni. Scholz e Draghi sono semplici burattini che, con la pi\u00f9 assoluta noncuranza, stanno portando i loro Paesi verso l\u2019ennesima, drammatica, recessione (dopo quella causata dal Covid!) per soddisfare i disegni geopolitici di Londra e Washington. Germania e Italia, senza i rifornimenti energetici russi, si dirigono verso una crisi economica senza precedenti, una vera e propria Grande Depressione 2.0, che, perlomeno, render\u00e0 i due Paesi contendibili tra gli schieramenti. L\u2019asse mediano dell\u2019Europa \u00e8 il luogo dove si decider\u00e0 la guerra sul fronte occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/germania-e-italia-senza-gas\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/germania-e-italia-senza-gas\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Come auspicato dagli anglosassoni, la crisi in Europa generata dall\u2019intervento russo in Ucraina, si dirige verso l\u2019acme. A fronte della richiesta di Mosca di saldare le forniture di petrolio e gas in rubli, i governi dell\u2019Europa occidentale mostrano un\u2019incredibile intransigenza, dettata dalla loro subalternit\u00e0 agli interessi geopolitici angloamericani. 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